Spazio Liga

SpazioLiga: focus sui parametri zero

Fra i tornei del vecchio continente quello iberico può dirsi secondo solo alla Premier League per quanto concerne giro d’affari e risvolti economici.

Eppure anche i ricchi piangono in epoca di pandemia e il mercato estivo si sta rivelando all’insegna del risparmio, con pochi denari e affari conclusi per lo più a parametro zero.

La tendenza

Marko Dimitrovic, Rui Silva o Matthew Ryan fra i pali, sulla destra Youssof Sabaly o Ivan Balliu, in mezzo Eric Garcia, Aissa Mandi con riserve come Pedro Bigas ed Enzo Roco, a sinistra Jaume Costa, Juan Miranda o Kike García, a metà campo il David Alaba, Monchu, Jose Angel e in avanti Memphis Depay, Sergio Aguero, Carlos Bacca, Angel Rodriguez e Taichi Hara.

Questa è la formazione che potremo schierare con i calciatori prelevati a fine contratto dalle compagini della Liga.

Zero spese per il cartellino certamente, ma anche contratti più voluminosi e spese accessorie, leggi procuratori, sempre più importanti.

La direzione tracciata ormai è evidente.

I calciatori scelgono con sempre maggior frequenza di andare a scadenza per poter meglio gestire la propria carriera e scegliere in autonomia come muoversi.

Se in passato il parametro zero era più sinonimo di veterano a fine carriera a caccia di un ultimo contratto, mestierante in cerca di sbarcare il lunario o peggio di un atleta che aveva disatteso le promesse, oggi il panorama è cambiato. E lo ha fatto in maniera notevole.

Risulta chiaro infatti che la tendenza, pur esasperata dalla pandemia e dalle relative conseguenze economiche,

L’inizio di questa tendenza lo abbiamo visto in primissima persona.

Andrea Pirlo a parametro zero ha trasformato la Juventus.

La Juventus di Andrea Agnelli ed il suo ciclo formidabile nasce infatti dopo la firma di un calciatore lasciato andare in scadenza: Andrea Pirlo.

Negli anni sono stati diversi gli elementi approdati a Torino per cifre minime: Barzagli, Pogba, Llorente, Coman, Khedira, Dani Alves.

Elementi di tecnica ed esperienza che hanno contribuito non poco al decennio bianconero di successi.

Il modus operandi di Marotta prima e Paratici poi non è passato inosservato, tanto fra i dirigenti che fra i calciatori.

Paratici e Marotta insieme alla Juventus.

I primi ingolositi dalla possibilità di rafforzare le rispettive squadre a costi inferiori, i secondi invece bramosi di poter disporre indipendentemente del loro futuro e incentivati economicamente da ingaggi più profumati, dato che il risparmio del costo del cartellino spesso si traduce in una busta paga più consistente.

Il gioco piace a tutti, ma sopratutto ai procuratori.

Le commissioni impennano.

I calciatori non sono più quelli degli anni 70, un infortunio, anche grave, durante cosiddetto “contract Year” non ne compromette di certo il futuro economico, ne consegue che provare il brivido della free agency non è più un taboo.

Avrete notato che ho utilizzato termini mutuati dal tipico linguaggio dello sport a stelle e strisce e la cosa non è casuale.

Gli ultimi anni di mercato hanno infatti visto aumentare, oltre ai parametri zero, l’utilizzo degli scambi, elemento chiave di leghe come la NBA, ma che nel pallone servono a sistemare i bilanci tramite manovre finanziarie borderline.

Pjanic-Arthur affare fra Juve e Barça.

Quale futuro si prospetta nel calcio europeo?

Parametri zero e scambi sono figli di contingenze economiche specifiche di questo momento storico oppure il solco tracciato da calciatori e procuratori è quello della maggiore indipendenza e guadagno possibili?

L’avvento di una nuova super competizione (la famigerata Superlega) innescherà cambiamenti sullo stile delle leghe chiuse Made in USA con il resto d’Europa a far da serbatoio alla lega maggiore?

Il futuro è lontano, ma incombe e sono tempi di grande mutamento per il football professionistico. Comprendere e questionare questi cambiamenti credo sia un obbligo per chiunque si dica appassionato di sport.

I colpi migliori

Alaba e Florentino Perez.

David Alaba: il neo madridista non ha bisogno di presentazioni. Lascia il Bayern a parametro zero, ma il valore del calciatore è totale.

Laterale di difesa, centrale, mediano. L’austriaco può fare tutto è sempre con qualità.

Certo la camiseta Blanca pesa, ma trovo impossibile pensarlo in difficoltà dopo averlo ammirato a lungo con la maglia dei bavaresi.

Presentazione del Kun.

Sergio Aguero: gli anni pesano e le magagne fisiche iniziano a essere troppo frequenti, tuttavia la qualità e la classe sono indiscutibili, così come l’intesa con il vero deus ex machina del suo approdo in blaugrana ovvero Leo Messi. In coppia con il rosarino potrà ricreare la giusta alchimia, anche se la tenuta fisica potrà essere problematica. Partito Suarez, con Braithwaite generoso, ma inadeguato e Griezzman rigettato dall’organismo catalano, Koeman ritrova un nueve vero per la delantera culè che vuole dare un ultimo grande giro di valzer.

Silva in maglia Granada.

Rui Silva: il portiere portoghese saluta Granada e si accasa a Siviglia, sponda Betis. Separazione annunciata a inizio anno e si è notato nel finale dove il guardameta cresciuto nel Nacional de Madeira si è un po’ lasciato andare. A ventisette anni resta comunque un validissimo elemento, un upgrade sicuro di Robles e Bravo che consente ai biancoverdi di risolvere un enigma che si protrae dall’addio di Pau Lopez, ultimo numero uno titolare indiscusso al Benito Villamarin.

Mandi in maglia Algeria.

Aissa Mandi: i parametri zero danno, ma anche tolgono. Il Betis infatti può rammaricarsi di essersi lasciato sfuggire il roccioso difensore in direzione Villarreal.

Il Sottomarino Giallo si cautela in caso di addio del ricercatissimo Pau Torres o di acciacchi del veterano Albiol con uno stopper fisico ed esperto, in grado di dare solidità alla propria retroguardia.

L’algerino sarà una preziosa aggiunta per Unai Emery.

I possibili flop

Bacca presentato.

Carlos Bacca: il centravanti colombiano si accasa a Granada, dopo la rescissione con il Villarreal.

Gli andalusi hanno saputo dare nuova linfa a Roberto Soldado, ora al Levante, ma dubito possano ripetere il successo con l’ex Milan.

Cinque reti nell’ultimo campionato ed un declino atletico e di motivazioni piuttosto evidente non sono un gran biglietto da visita.

Forse la voglia di riscatto dopo la brutta esperienza in giallo potrà far miracoli, ma la mia impressione è che siamo sul viale del tramonto.

Faccia pulita da bravo ragazzo. Basterà?

Eric García: il figliol prodigo blaugrana torna a casa in una situazione particolare, che potrebbero essere favorevole o deleteria per la sua carriera.

Grande promessa del calcio iberico troverà una retroguardia tutt’altro che irreprensibile. Le difficoltà di Lenglet sono evidenti, Umtiti non da garanzia fisiche, Pique è in declino fisico, Mingueza e Araujo sono ancora acerbi per poter fungere da leader del pacchetto. In questo contesto fluido Eric Garcia può diventare tanto eroe quanto capro espiatorio, anche a causa delle aspettative della tifoseria catalana.

Sarà compiti della guida tecnica tenere al sicuro e far sbocciare questo ragazzo promettente, ma che deve ancora dimostrare tutto e sembra non avere la malizia per diventare un calciatore di altissimo livello.

Depay a segno contro l’Austria.

Memphis Depay: duole dirlo, perché adoro il calciatore olandese, ma la sua firma per il Barça mi ha lasciato con un cattivo presentimento.

L’ex OL si è ricostruito una carriera dopo il clamoroso fiasco in salsa United, ma la scelta di andare a Barcellona da Koeman pare un dejavu.

Depay è un calciatore di sicuro talento, ma come avvenuto per Griezzman e altri i dubbi riguardano la capacità di mettersi al servizio di Messi, senza snaturarsi, cosa di cui dubito sia capace di fare il talentuoso numero 10 Oranje.

La convivenza con l’astro argentino sarà il grande rebus per Koeman, con un attacco farcito di seconde punte ed esterni offensivi che vorranno avere spazio, compito improbò per l’ex Rambo.

Gli underdog

Marko Dmitrovic

Marko Dmitrovic: il portiere serbo lascia Eibar con l’amaro retrogusto di una retrocessione che per tre stagioni aveva contribuito ad evitare. Dovrà lottare per la titolarità con il marocchino Bono, ma questo ragazzone con un passato da giramondo, merita finalmente una chance ad alto livello. Affidabile e carismatico, con il giusto livello di teatralità farà certamente bene quanto più verrà chiamato in causa da Lopetegui.

Miranda pare felice di aver scelto il Betis.

Juan Miranda: ennesimo prodotto della Masia che non trova fortuna in casa.

A soli ventuno anni è passato da terzino sinistro del futuro a reietto.

L’ambiente Betis lo ha accolto e coccolato durante la scorsa stagione e ora che l’ex a Schalke si è accasato in via definitiva in Andalusia credo sia lecito aspettarsi una crescita notevole.

Aria da buttafuori.

Enzo Roco: il centrale cileno arriva ad Elche dalla periferia del calcio continentale, per la precisione dal Fatih Karagumruk, ottava nell’ultima SuperLig turca.

Niente arabeschi o concessioni alla poesia qui siamo di fronte a un tizio duro come la pietra che potrebbe avere difficoltà visto il livello tecnico notevolmente più alto, ma anche sorprendere tutti gli addetti ai lavori.

Per il cileno si tratta di un ritorno alla sua prima squadra europea, potrebbe essere in grande stile.

Ivan Balliu: l’albanese ed Almeria potrebbe a sorpresa trovare la titolarità sull’out difensivo destro del Rayo Vallecano.

Il titolare designato, il peruviano Advincula, è dato in uscita per direttissima dopo il sostegno politico alla figlia dell’ex dittatore candidata alla presidenza Keiko Fujimori. La tifoseria rayada non ha apprezzato e il laterale andino pare in predicato di passare al Boca. Per la gioia di Ivan.

Reduce da una solida campagna nella Liga2 il ragazzo formatosi nel Barça B può finalmente avere l’occasione di una vita per mettersi in luce.

Stefano Follador

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