#CheAriaTira

L’ULTIMO DEI CENTRALI

Con questo titolo, palesemente ispirato al film di Dominic Sena uscito un decennio fa, vorrei porre l’attenzione sull’europeo di Giorgio Chiellini: un centrale “di una volta”, di quelli che nel calcio di oggi sono quasi totalmente estinti.

Il capitano della Juventus e della nazionale ha dimostrato, ancora una volta, perché venga considerato un “professore della difesa” (parole di Mourinho). Con buona pace di qualcheduno che riteneva opportuno farlo accomodare in panchina, al fianco di Mancini, per lasciare spazio ai giovani come Bastoni. Il centrale dell’Inter infatti è certamente un grande prospetto, ma evidentemente un anno e mezzo di titolarità nell’Inter non basta per farsi trovare pronto in certi big match: col Galles è apparso timido ed impaurito, probabilmente non ancora sufficientemente temprato per palcoscenici di questo tipo.

Ma tornando a Chiellini… io riterrei più appropriato l’epiteto di “operaio della difesa“, piuttosto che professore. Bonucci, Thiago Silva, Piquè, Hummels, Van Dijk sono maestri o professori. De Ligt, lo stesso Bastoni ed altri sono studenti (alcuni più avanti negli studi, altri meno) in procinto di diventare tali. Re Giorgio invece no, perché non è il classico centrale che tanto piace ora, un “vertice basso” dai piedi raffinati, abile a correre all’indietro in situazioni di campo scoperto, ma che può andare in grande difficoltà nell’uno contro uno, pedinando a uomo uno degli attaccanti avversari. Il difensore toscano è un centrale di una volta: sempre il primo a duellare, sempre l’ultimo a lasciare il campo. Non un difensore perfetto, perché qualche errore è stato commesso. Lui però ha saputo rimediare con esperienza e con un machiavellico (ed italico) “il fine giustifica i mezzi“. Come nel caso della trattenuta su Saka, tanto indigesta ai lord inglesi. Sostanza preferita all’estetica. In un calcio dove giocatori con queste caratteristiche sono praticamente estinti, Chiellini è riuscito nuovamente a primeggiare, ricordandoci ancora una volta quanto sia imprevedibile il calcio e come non vi sia un solo modo per raggiungere il risultato.

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