#RawDiamonds

#RawDiamonds: Cristian Casseres Jr

New York e Caracas.

Due metropoli americane distanti geograficamente, ma ancor più separate a livello culturale ed ideologico.

Caracas, capitale del Venezuela socialista, da decenni di Chavez e Maduro, con la fame che imperversa nonostante i petrodollari che inondano (inondavano) il paese.

Dall’altra parte New York, capitale ideologica e de facto del mondo capitalista, dilaniata dai suoi contrasti sociali e razziali, ma opulenta e traboccante di vitalità.

Due città diverse in maniera profonda.

Difficile trovare punti in comune, pochi i punti di contatto, troppe le contraddizioni ed i contrasti.

Coniugare queste che realtà è senza dubbio un compito non semplice.

Eppure nel cuore della Grande Mela, nel centro nevralgico del medio campo di una delle franchigie che rappresentano New York troviamo un ragazzo ventunenne di Caracas, orgogliosamente Vinotinto, ma al contempo leader e volto del New York RedBull, franchigia MLS dell’universo calcistico del colosso austriaco delle bibite energetiche.

Parliamo di Cristian Casseres Jr, per molti El Novillo o El Torito, figlio d’arte che si sta costruendo una carriera nell’”extranjero”, ma sempre con il cuore e la mente rivolti alla patria, alle sue difficoltà e ai suoi problemi.

Biografia

Cristian Sleiker Casseres Yepes nasce a Caracas il 20 gennaio 2000.

Figlio d’arte, il padre Cristian Casseres è stato attaccante per diversi club fra Venezuela e Messico fino al ritiro nel 2018, riuscendo a mettere a segno ben 178 reti e disputando 28 gare con la selezione nazionale, il giovane Cristian ha sin da piccolo mostrato passione ed interesse per il futbol, con il notevole vantaggio di poter vedere attraverso il padre come funziona il calcio di alto livello.

Cristian Casseres Senior

Seguendo il padre nella sua carriera Cristian Jr ha avuto modo di cambiare casacca piuttosto spesso, faticando a trovare stabilità, ma dimostrando sempre grandissimo impegno e volontà di trionfare nel mondo del calcio.

Il momento chiave nell’adolescenza del ragazzo è attorno i 14 anni. Con il padre che gioca per l’Atletico Venezuela e lui nelle giovanili. Il responsabile delle giovanili stravede per l’attuale centrocampista della Vinotinto e ne loda pubblicamente il talento e la qualità, ma al contempo lo mette in guardia avvisando il ragazzo che spesso non sono sufficienti ad avere successo, ma che devono essere accompagnate da disciplina, impegno e anche un po’ di “suerte”.

Casseres da giovanissimo.

Durante la conferenza stampa di presentazione per i NYRB, Casseres ricordava come quella chiacchierata avesse fatto scattare in lui una molla. Non si limitava ad allenarsi e giocare nel tempo libero, sentiva che doveva fare di più. Inizio quindi a leggere testi specifici sulla tattica, a passare ore davanti al pc e alla televisione a osservare i migliori giocatori del mondo e a memorizzarne giocate e intuizioni. Insomma in breve Cristian si è tramutato in uno studioso del calcio, forse prima che un calciatore.

In questo periodo avviene anche il cambio di ruolo, non più attaccante come il padre, ma centrocampista difensivo. Intuizione di un allenatore delle giovanili che trovò tutti d’accordo e che ha finalmente dato un senso alla passione di Cristian per Andres Iniesta.

Il passo a seguire per poter continuare il percorso di crescita per Casseres è uscire dall’ombra del padre, non importa se ciò significa alzatacce alle 5 di mattina, treno e due autobus per arrivare all’allenamento.

Con la maglia del Deportivo La Guaira

Da qui la scelta di entrare nelle giovanili dell’ambizioso Deportivo La Guaira, club dalla storia peculiare, ma sopratutto con l’intenzione di costruirsi una egemonia sul futbol venezuelano ad ogni livello, giovanili comprese.

Con la maglia arancio Casseres progredisce sino a giungere al debutto nella prima divisione venezuelana.

Il 9 ottobre 2016 scende in campo per una buona mezz’ora contro l’Atletico Venezuela, ironia della sorte proprio il club con cui aveva iniziato il percorso di crescita calcistica di cui abbiamo parlato.

L’annata successiva Casseres è ancora più coinvolto nelle attività della prima squadra, mettendo assieme 13 presenze ed una rete nel massimo torneo del paese.

Buone prestazioni, unite alla giovane età e al potenziale che lo mettono nel mirino degli scout del gruppo RedBull.

Nel 2017 durante il Sudamericano U17 arriva la prima offerta di contratto, ma avendo ancora 16 anni Casseres dovette attendere otto mesi per iniziare la sua avventura a stelle e strisce.

Avventura che si rivela meno facile del previsto.

In maglia NYRB

A 17 anni si trova solo, in una città completamente nuovo e che impone una certa soggezione come New York, masticando poco la lingua, in un clima è in una cultura agli antipodi rispetto a quanto viveva in Venezuela.

Nemmeno la famiglia lo può aiutare dato che, a causa dei contrasti politico-economici fra USA e Venezuela, non vengo concesso visti turistici ai cittadini venezuelani.

La risposta al solito Casseres la cerca nella sua grande passione, il calcio.

Il sistema RedBull è impressionante per molte ragioni, un sistema complesso e ricco di automatismi in campo che richiedono solitamente un lungo apprendistato sul campo di allenamento, sopratutto per coloro che provengono da realtà aliene al microcosmo del Toro Rosso.

Cristian ad inizio avventura.

Cristian passa una stagione da apprendista nella squadra riserve del New York. Stagione preziosa per acclimatarsi alla nuova lingua, al nuovo sistema di gioco e all’ambiente. Il Venezuelano si inizia a sentire a casa nonostante la distanza dalla famiglia, alla quale invia buona parte del suo stipendio per garantire ai propri cari una esistenza sopportabile nel problematico paese latinoamericano.

Nella seconda squadra del club colleziona 25 presenze, condite da tre reti e due assist. Convince il corpo tecnico e viene schierato anche il Mls, debuttando in tutte le competizioni del 2018.

Ex coach RedBull Chris Armas.

L’anno successivo è quello della promozione in prima squadra in modo definitivo.

I NYRB cedono alla casa madre di Lipsia Tyler Adams e nella migliore tradizionale organizzazione del gruppo hanno già pronto il sostituto del mediano di Wappingers Falls in casa, proprio nella persona di Casseres.

Schierato come schermo davanti alla difesa, mezzala destra, pivote Cristian dimostra di essere all’altezza della competizione sin da subito. Infatti dopo un periodo di adattamento dovuto ad un infortunio che gli fa perdere la preparazione estiva Cris Armas non farà più a meno del venezuelano.

Atleticamente fatica a sopportare l’alto minutaggio, tanto è che nel finale di stagione il rendimento del venezuelano cala vistosamente, coincidendo con diversi risultati negativi di New York, che nonostante l’approdo ai playoff viene eliminata al primo turno.

Nella stagione 2020, funestata dalla pandemia Casseres conferma la sua centralità nello scacchiere tattico dei tori rossi, alzando il rendimento e trovando due reti e due assist.

La crescita delle sue prestazioni gli vale la convocazione nella Copa America 2021.

La Vinotinto non è certamente fra le squadre più attrezzate e sembrano lontani i ricordi della semifinale del 2011.

Casseres in contrasto su Gabriel Jesus.

Due punti in quattro partite certificano l’ultimo posto nel gruppo B del Venezuela, ma Casseres lascia intravedere sprazzi di talento e capacità superiori, che probabilmente troverebbero giovamento dal essere protagonista in un contesto tattico e tecnico più elevato.

C’e da dire che la nuova stagione MLS ci aveva già regalato un Cristian più sicuro di se e voglioso di mettersi alla prova.

Le dichiarazioni valgono poco, non sono altro che parole, ma quando supportate dai fatti hanno un peso.

La volontà di uscire dalla propria comfort zone, di spingere in là i propri limiti, sopratutto per quanto concerne la produzione offensiva sono state le indicazioni di inizio stagione di Casseres. Indicazioni che trovano conferma in questo avvio di stagione 2021.

Esultanza contro Orlando.

L’ex Deportivo La Guarida ha dimostrato di voler aggredire la gara, di essere protagonista e di non voler limitarsi ad compitino, cercando di dare maggiore valore al suo stare in campo, sopratutto nella metà campo offensiva. Sono arrivati i gol, 4 in 9 gare, ma sopratutto una nuova consapevolezza ed un livello agonistico mai visto prima d’ora.

Molti vedono questo passo in avanti nel gioco da parte di Casseres il preambolo per il suo sbarco in Europa, probabilmente in una delle consorelle di Lipsia o Salisburgo, ma non necessariamente.

Ventuno anni, alla terza stagione da protagonista Cristian può ambire a camminare sulle proprie gambe ormai, senza la rete di sicurezza RedBull a fargli da balia.

Già da tempo il Junior alla fine del nome pare di troppo, il figlio ormai ha superato, almeno sportivamente, il padre.

Caratteristiche tecniche

Centrocampista centrale con tendenze difensive, anche se negli ultimi mesi si è reso evidente un cambio di approccio più completo e coraggioso al ruolo.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

Utilizzato con pivote, schermo davanti alla difesa e mezzala destra Casseres è un profilo piuttosto adattabile nel centrocampo, grazie anche ad una spiccata propensione al sacrificio, grinta e dedizione alla causa.

Mentalmente tosto, grande lavoratore in allenamento è sempre attento a quanto accade sul campo, concentrato e reattivo.

Ama essere preparato tatticamente e risulta in grado di dirigere, sopratutto in fase di non possesso, il reparto di centrocampo, coordinando e guidando i compagni.

A livello fisico risulta un atleta compatto, esplosivo e dotato di ottima mobilità e qualità atletiche, sebbene l’eccellenza la raggiunga con la resistenza e la quantità di campo coperta durante la gara.

Solido.

175 centimetri per una settantina di kili scarsa, con struttura già formata musculolarmente. Cristian è già un atleta adulto, in grado di battagliare in mezzo al campo, anche con le maniere forti, pur dovendosi a volte trovare ad affrontare avversari di taglia maggiore.

Buona intelligenza posizionale, riceve bene fra le linee grazie ad un ottimo istinto per la ricezione e capacità di creare gli angoli giusti per il passante.

Tecnicamente stiamo parlando di un ragazzo certamente dotato, anche se non di un giocoliere.

Di piede destro, ma sufficiente anche con il mancino, ha saputo affinare con l’allenamento la propria capacità di gestione della sfera.

Bagaglio tecnico completo e pulito, più che discreto nel controllo stretto, così come la conduzione sul lungo anche se a volte un poco maccchinosa.

In conduzione.

Buon passatore, ragionato, intelligente e avveduto nelle scelte. Raramente rischia la giocata, ma quando cerca l’imbeccata in profondità o un passaggio particolarmente ardito con probabilità sta creando delle difficoltà alla difesa avversaria.

Nelle stagioni precedenti risultava coinvolto quasi esclusivamente nella fase di costruzione bassa dell’azione, giungendo più raramente ed in maniera estemporanea nei pressi dell’area avversaria. Quest’anno invece è risultata rimarchevole la sua crescita nell’ultimo terzo di campo dove ha preso coraggio ed iniziativa, lasciando l’approccio scolastico alla costruzione dal basso.

Il tiro da fuori è senza dubbio una delle armi migliori del repertorio. Casseres sa bene come pungere dalla distanza, grazie ad un destro potente e preciso, che riesce a caricare con relativa facilità, colpendo bene da fuori area. Si occupa con profitto anche di punizioni e corner e sta lavorando costantemente per migliorare il suo tiro sia a palla ferma che in movimento.

In protezione

Anche gli inserimenti senza palla stanno migliorando, anche se è chiaro che almeno per ora El Novillo vede l’area avversaria come un luogo a cui non è destinato naturalmente. Infatti a volte l’impressione è che i suoi movimenti risultino tardivi di pochi secondi proprio per la necessità di doverli pensare da parte del mediano venezuelano, piuttosto che operarli istintivamente. Riuscire a crescere sotto questo aspetto potrebbe essere molto utile.

Casseres resta quindi un promettente cantiere aperto dal punto di vista offensivo, un solido elemento in fase di costruzione e gestione della sfera, ma è nella fase difensiva che sembra essere a suo agio totale.

Grintoso e preparato Cristian si è fatto largo nel futbol grazie ad una notevole capacità di interdizione e recupero palla. L’abusata espressione di “lavatrice” di palloni calza a pennello con il volante della Vinotinto, sempre attento e reattivo sul portatore di palla.

La sua capacità di andare a contrastare e recuperare palla per ripartire rapidamente è fondamentale nel gioco di transizione dei New York RedBull, del tutto simile a quello praticato anche dalle squadre europee del Toro Rosso.

Tackle scivolato.

Il piacere che prova Casseres nel contrasto è evidente, tanto che talvolta si lascia andare a interventi in scivolata inutilmente plateali e potenzialmente pericolosi a livello disciplinare e tecnico, in caso di mal riuscita.

Sotto questo punto di vista ricorda vagamente per fisicità ed attitudini Radja Nainngolan, del quale però condivide solo in parte la potenza fisica.

Ottimo nel pressing, guida quasi sempre l’uscita del reparto in pressione sugli avversari con decisione e intensità.

Questa grande intensità a volte però risulta controproducente. Spesso infatti Casseres arriva al finale di gara con evidenti segni di stanchezza fisica che ne pregiudicano il rendimento ovviamente.

Evoluzione

Casseres come calciatore professionista nasce in seno al gruppo RedBull, noto per la grandissima capacità e qualità nello scouting, eseguito in maniera scientifica ed estremamente metodica.

Venire incorporato in una situazione professionale di questo tipo significa evidentemente che vi sono doti da coltivare adatte al football moderno e sopratutto al tipo di calcio praticato dalle squadre del gruppo austriaco.

È noto infatti che le varie consorelle abbiano una direzione tecnica comune, con la conseguenza che anche i calciatori rispondono a specifiche tattiche e tecniche che rendono di fatto i calciatori all’interno del gruppo RedBull pronti all’uso passando da una consorella all’altra.

Questa situazione di multiproprietà diffusa non è certamente un belvedere per gli amanti del calcio d’altri tempi, ma risulta estremamente efficace ed interessante, grazie ad un approccio pragmatico e scientifico.

Golazo!

In questo contesto risulta meno complicato indicare la via di sviluppo che potrebbe prendere un calciatore.

Cristian Casseres ha di fatto preso il posto in rosa di Tyler Adams, passato al RB Lipsia, con l’idea di ricalcarne in buona parte lo stile di gioco.

In effetti il venezuelano ha dimostrato di possedere ottime doti da distruttore di gioco, energia, dinamismo, capacità di costruzione, oltre che una personalità da grande lavoratore e appassionato studente del gioco. Tutte caratteristiche che si sposano bene con il ruolo richiestogli in maglia NYRB, a maggior ragione ora che sta cercando di trasformarsi anche in un fattore per quanto concerne la fase offensiva.

Risulta quindi evidente che la linea lungo la quale si pensa sviluppare il calciatore Casseres è quella dei Tyler Adams, Naby Keita e Amadou Haidara, centrocampisti completi, in grandi di recuperare palla, di grande dinamismo, buone doti tecniche e capacità di ragionare, magari senza molti gol nei piedi, ma sempre in grado di supportare la squadra.

Nel centro della scena.

Proprio l’organizzazione di squadra merita un appunto che faccia riflettere sulla crescita di Casseres.

In maglia RedBull il venezuelano conosce a menadito compagni e schemi, ha dietro di se un percorso di indottrinamento ed una sicurezza e fiducia nell’ambiente che lo rendono per forza di cose molto più efficace ed efficiente come calciatore rispetto ad un contesto tattico e tecnico meno organizzato, noto è qualitativamente inferiore come la nazionale.

Chi ha avuto modo di osservarlo in Copa America ha visto un centrocampista con delle doti importanti, ma che sembrava parlare una lingua diversa rispetto ai compagni, in difficoltà negli automatismi e tempi di gioco, anche a causa dell’inedito impiego da esterno sinistro nel 5-4-1 schierato da coach Peseiro.

Questo ci porta a una domanda: è giusto e profittevole formare gli atleti per far parte di un dato sistema, come specifiche parti di un ingranaggio di un meccanismo di altissimo livello o è più corretto dare loro l’opportunità di mettersi alla prova in più contesti per migliorare le capacità decisionali e crescere come “calciatori pensanti” senza aver bisogno di una rete di sicurezza? A voi le conclusioni.

Vestito in bianconero

Per chiarezza è giusto dire che non esiste alcun spiffero di informazione riguardo contatti ed interessi fra la Juventus e Casseres, anzi ad oggi il ragazzo di Caracas pare totalmente concentrato e focalizzato sul suo futuro a New York.

Certo è che le qualità del ragazzo ci sono, certi peccato di ingenuità si stanno facendo più rari e la crescita di Cristian sotto molteplici aspetti rende il suo passaggio al calcio europeo un passo quasi certo, anche se ad onor del vero sono molti i venezuelani che hanno scelto la MLS come casa, senza più voltarsi indietro, anche a causa del passaporto extracomunitario che rende più complesso l’approdo in Europa.

Contro il LAFC.

In bianconero Casseres troverebbe nel suo slot e come calciatore vicino alle sue caratteristiche l’Uruguayo Rodrigo Bentancur, reduce da una stagione tutt’altro che brillante, ma che resta comunque un elemento di qualità e livello, se correttamente impiegato.

Concorrenza pesante che oggi non credo Casseres possa reggere ad un livello così alto, ma se il suo sviluppo continuasse in maniera così proficua anche nel prossimo biennio non è da escludere che le sue qualità gli possano valere un posto nella parte nobile del calcio del Vecchio Continente.

Conclusione

Santiago Casseres non è un calciatore facile da valutare oggi.

Senza dubbio ha dimostrato doti importanti, sotto molteplici punti di vista.

Dinamismo, forza fisica, capacità di aggredire l’avversario, il tutto unito a un buon bagaglio tecnico, attenzione ai dettagli tattici e alla costruzione del gioco e un buon tiro da fuori che è sempre una bella arma da spendere per un centrocampista.

Al contempo però è un ragazzo con qualche pecca da sistemare. Alcune ingenuità posizionali, la ricerca del tackle spettacolare magari correndo rischi non necessari, la difficoltà nel trovare i giusti tempi per gli inserimenti e in generale una tendenza a pensare un mezzo secondo di troppo prima di prendere delle decisioni sembrano rendere necessaria una maggiore esperienza.

In controllo.

In quest’ottica la stagione che va iniziando nella MLS sembra adatta a dirci di più su questo ragazzo ed il suo futuro.

Avrà la titolarità quasi assicurata, un tecnico che crede in lui ed una piazza importante da fare felice. Sarà un anno chiave per Casseres e lui lo sa ed in questo avvio di stagione sta dimostrando che vuol far vedere al mondo intero di che pasta è fatto.

Stefano Follador

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