#NonSoloJuve

Euro 2020: i voti alle 24 protagoniste

Sembra ancora incredibile adesso, che la notte dell’11 luglio c’erano i giocatori azzurri sulla pedana dello Wembey Stadium a sollevare la coppa. Un percorso iniziato un mese prima, l’11 giugno,all’Olimpico con la Turchia, poi proseguito trionfalmente con la Svizzera, mercoledì 16, e col Galles, domenica 20, quindi sabato 26 con l’Austria a Wembley, venerdì 2 luglio a Monaco di Baviera col Belgio, martedì 6 a Wembley con la Spagna prima dell’atto finale. Diverse sorprese positive, come Svizzera e Danimarca, altre bocciature senza appello, come Francia, Germania e portogallo, che avevano i favori dei pronostici, oltre al Belgio. In questo speciale, tutti i giudizi alle 24 che hanno preso parte a questa edizione rinviata di un anno causa pandemia.

AUSTRIA 6 Europeo più che onorevole, visto il secondo posto dietro all’Olanda nel girone, col primo storico accesso agli ottavi di finale, dove ha costretto l’Italia ai supplementari, mettendola in grande difficoltà nel secondo tempo ed interrompendo l’imbattibilità della porta azzurra. Alla fine il suo l’ha fatto, molto più di altre presunte big. In evidenza Arnautovic, che tornerà in Italia, giocando nel Bologna.

L’esultanza di Federico Chiesa, in gol all’Austria ai supplementari nella gara degli ottavi, giocata il 26 giugno a Wembley

BELGIO 5,5 Il voto è basso. Perchè? Perchè fino all’incrocio con l’Italia il cammino è stato perfetto, quattro vittorie, un solo gol preso. Ma con gli azzurri è stato dominato per gran parte dell’incontro, ed ha peggiorato il piazzamento rispetto al podio conquistato a Russia 2018. Per la numero 1 del ranking mondiale, e favorita per la vittoria, un deciso passo indietro. Non sono bastati Lukaku de i fratelli Hazard, Witsel e Tielemans hanno steccato nella gara più importante, e la difesa imperforabile ha mostrato i suoi limiti nella gara contro gli uomini di Mancini. E la scoperta di un trottolino come Doku.

Lukaku affrontato da Chiellini in marcatura ferrea nella gara dei quarti del 2 luglio a Monaco di Baviera

CROAZIA 6 Non può certo essere festa come tre anni fa al mondiale russo, con la sorprendente finale raggiunta. La Croazia ha strappato un’insperata qualificazione solo all’ultima giornata del girone nel secondo tempo della sfida contro la Scozia, poi ha avuto il merito di riprendere una partita che sembrava già persa con la Spagna, prima di cedere ai supplementari. Qualche lampo dalla vecchia gloria Modric e Pasalic, tra i migliori.

DANIMARCA 7,5 E’ stato il suo Europeo: partita male col dramma Eriksen, sembrava ornai fuori con zero punti nelle prime due partite, ma poi il riscatto col poker alla Russia che l’ha promossa agli ottavi, quindi i successi su Galles e Repubblica Ceca che hanno spianato la strada alla semifinale, raggiunta dopo 29 anni, in cui ha intrerrotto l’imbattibilità della porta inglese, ma è stata battuta con episodi a dir poco controversi. Non le si poteva certo rimproverare nulla, quando ti fermano fattori oltre il campo..Schmeickel si è dimostrato un portiere a livello del padre, ottime scoperte gli italiani Maehle e Damsgaard, oscar per il coraggio a Kjaer negli attimi del malore di Eriksen.

Il dramma di Eriksen, attorniato dai compagni. E’ il 12 giugno.

FINLANDIA 5,5 Aveva le attenuanti dell’esordiente. Dopo l’impresa al debutto nel derby scandinavo, condizionato anche dal dramma Eriksen, la squadra finnica si è affidata al catenaccio, e stava per raggiungere gli storici ottavi, prima che il Belgio li risvegliasse. Alla fine il solo gol fatto è stato decisivo: comunque un appuntamento storico che era stato rinviato di un anno. Chissà se la rivedremo.

FRANCIA 4,5 – Il più grande flop di questo europeo: i campioni del mondo e vicecampioni d’Europa erano favoriti per tentare l’accoppiata, invece quella all’esordio con la Germania è stata l’unica vittoria del torneo, vista la sconfitta evitata con l’Ungheria ed il pari col Portogallo, ma clamoroso quello che è successo agli ottavi contro la Svizzera, facendosi sfuggire una partita già vinta e perdendo poi ai rigori, tradita dall’asso Mbappè, che chiude a secco. Si salva invece il “ripescato” Benzema, autore di due doppiette, e Griezmann. Anche Pogba, col gran gol agli svizzeri.

29 giugno: Sommer ipnotizza Mbappè dal dischetto, la francia è fuori.

GALLES 5,5 Dalla semifinale di 5 anni fa al fragoroso tonfo agli ottavi con la Danimarca, dopo aver tutto sommato fatto quello che poteva nel girone, piazzandosi seconda dietro l’Italia. Purtroppo lo 0-4 contro i danesi fa calare il voto, anche perchè il suo cammino non sarebbe stato complicato, proseguendo il torneo. Comunque Ramsey, in gol contro i turchi, non è passato inosservato.

GERMANIA 5 – Altra delusione, dopo l’uscita di scena alla fase a gironi nel mondiale russo. Sconfitta nella gara d’esordio dalla Francia, si è riscattata battendo nettamente il Portogallo spinta da un monumentale Gosens. Poi il pari strappato all’Ungheria che ha evitato una clamorosa eliminazione, arrivata comunque agli ottavi per mano dell’Inghilterra. Il ciclo di Loew si chiude quì, da ricostruire partendo anche da un buon Havertz.

INGHILTERRA 8 Il processo di crescita, dopo il quarto posto all’ultimo mondiale, è in continua evoluzione: ha raggiunto (seppur con spinte arbitrali) la sua prima finale europea della storia, dopo essere arrivata a porta inviolata fino alle semifinali, prima nazionale a riuscire in tale impresa, poi la bizzarra partita con la Danimarca, e la finale, in cui forse ha pagato anche un pizzico di presunzione manifestata nei giorni precedenti. Trascinata dai gol di Sterling, è uscito Kane nell’eliminazione diretta, conferme per Rashford e Sacko, mentre il portiere Pickford si è riscattato in finale. Grande riscoperta di Shaw come difensore

Inglesi in festa attorno a Kane, autore del rigore che manda l’Inghilterra in finale, il 7 luglio (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

ITALIA 9 Eravamo partiti con belle speranze, dopo le prestazioni incoraggianti della ricostruzione post Ventura. Piano piano abbiamo costruito questo successo, grazie anche all’amicizia e all’unione di un gruppo fantastico: lasciate da parte le rivalità di club, si sono tutti uniti sotto un’unica maglia azzurra, grazie al lavoro del “folle” Mancini, e da lì è arrivato il trionfo dopo 53 anni d’attesa: superato il girone senza prendere gol, lasciata Roma, le nostre terre di conquista sono diventate Wembley e Monaco di Baviera, soffrendo con gli austriaci, in cui sembrava segnato il destino agli ottavi con quel gol annullato ad Arnautovic, al trionfo con i belgi, alle sofferenze con spagnoli ed inglesi, ma costruendo un gruppo super con lotterie dei rigori epiche. Dall’immenso Donnarumma tra i pali, eletto uomo della competizione, alle rocce difensive Bonucci e Chiellini, alla forma straripante di Chiesa, all’affidabilità di Locatelli, Cristante e Pessina, alla super annata di Spinazzola, prima dell’infortunio con i belgi. Un unico limite: l’assenza di un attacco di peso: Immobile, partito bene, si è spento, Insigne a sprazzi (come l’eurogol al Belgio),. Belotti appannato e rimasto a secco, Berardi idem. Anche il centrocampo è stato da applausi con JorginhoVerratti e Barella, anche se l’interista ha finito in affanno. Discreta la prova di Emerson come sotituto di Spinazzola.

MACEDONIA D.N. 5,5 Stesso discorso della Finlandia: era esordiente. Nonostante Austria ed Ucraina sembravano fossero alla portata, ha sprecato tutto nelle prime due partite, era da sfruttare soprattutto quella con gli austriaci. Non a caso era la cenerentola di tutta la competizione, col 32mo posto nel ranking, proveniendo anche dalla vittoria nello spareggio della Lega D di Nations League, ovvero la Lega delle piccole. Almeno un capolinea di lusso per la bandiera Pandev.

OLANDA 5,5– Un flop, considerato che dopo aver vinto il girone a punteggio pieno, poteva avere cammino facile fino alla semifinale, visto il collocamento nel tabellone dell’eliminazione diretta. invece lo stop è arrivato subito con la Repubblica Ceca, danneggiata anche dall’espulsione di de Ligt, e la rinascita dopo il flop del mondiale russo e la retrocessione in Lega B in Nations League 2019 (poi annullata) si è fermata a metà, sancendo anche l’ennesimo flop di Franck De Boer. Da salvare comunque Wijnaldum, Depay e Dumfries, a segno nelle prime due giornate.

POLONIA 5 – No, le grandi competizioni non fanno per i polacchi. Che sembrano avere grandi nomi, anche molte conoscenze italiane, grandi aspettative, poi escono subito. Era già successo tre anni fa al mondiale russo, è successo di nuovo, nonostante il pari strappato alla Spagna facesse ben sperare. In realtà si è giocata una gran parte di torneo perdendo all’esordio con la Slovacchia. Che ci fa Lewandovski (3 gol in tre partite) in una selezione così?

PORTOGALLO 5 – I campioni d’Europa in carica si fermano agli ottavi, nonostante le 5 reti del redivivo Ronaldo , capocannoniere dell’europeo dopo esserlo stato nell’ultima serie A, e le sgroppate di Renato Sanchez: dopo il sofferto successo sull’Ungheria all’esordio, meno rotondo di quanto non dica il risultato, la squadra è crollata con la Germania, accontentandosi di passare come terza, dopo essere stata per un breve momento eliminata contro i francesi. Col Belgio è mancata la lucidità per raddrizzare lo svantaggio, e l’avventura si è chiusa quì.

Ronaldo si laurea comunque capocannoniere., Lo ricorderemo anche per la conferenza stampa per Ungheria, in cui toglie la Coca Cola dal bancone.

REP. CECA 6,5 – Beffata dalla Croazia per un gol in meno nel girone che l’ha costratta al terzo posto, la selezione ceca ha fatto l’impresa negli ottavi cacciando l’Olanda, poi si è dovuta fermare ai quarti al cospetto di una più quotata Danimarca. Europeo tutto sommato più che positivo, con i 5 gol dell’altro capocannoniere Schick, (meraviglioso quello alla Scozia, dalla sua metà campo) rifiorito in questa competizione.

Patrick Schick, capocannoniere con 5 reti, esulta dopo la doppietta alla Scozia

RUSSIA 5 – Un disastro completo, tre passi indietro rispetto al mondiale casalingo di tre anni fa. Neppure giocare nello stadio di casa, a San Pietroburgo, ha risvegliato la nazionale, che dopo la sconfitta col Belgio sembrava essersi rimessa in carreggiata col successo sulla Finlandia, invece il tonfo con la Danimarca l’ha spedita a casa. Resta il gran gol dell’atalantino Miranchuk ai finnici e poco altro, per un gruppo che dovrà essere rifondato, e che già il proprio popolo credeva poco.

SCOZIA 5,5 Tornata all’europeo dopo 23 anni, è riuscita solo nell’intento di fermare sua maesta inglese, quasi come una vittoria, viste le tensioni storiche e politiche. Ma non poteva fare molto, mancando di un attacco (un solo gol fatto, quello dell’illusorio pari con la Croazia) e di una difesa all’altezza, presentandosi senza big, visto che la maggior parte dei suoi convocati provengono da serie minori inglesi. Inesperienza a certi livelli. Insomma, dalla Scozia non si poteva pretendere più di ciò che ha dato.

SLOVACCHIA 5 Era partita bene, con una vittoria sulla Polonia e con una sconfitta di rigore con la Svezia, pur senza demeritare. Ma il patatrac nell’ultima del girone contro la Spagna, presentatasi dietro in classifica, ha rovinato tutto, anche perchè la pessima differenza reti (-5) l’ha spinta direttamente all’ultimo posto tra le seconde, e quindi eliminazione come essere arrivati quarti, con tanti ringraziamenti da parte dell’Ucraina, che diventava quarta tra le terze, vedendo gli ottavi. Da salvare il gol vittoria di Skriniar contro i polacchi.

SPAGNA 7 Esce ad un passo dalla finale, da imbattuta, dopo aver mostrato un buon calcio, un buon palleggio ed una buona impressione. Prima volta senza un big del Real, scelta che poteva far discutere, invece la selezione iberica, dopo i due pareggi iniziali, si è ritrovata con la cinquina alla Slovacchia. Nella fase ad eliminazione diretta ha giocato più di tutti, perchè è stata l’unica a giocare tutte e tre le gare oltre i tempi regolamentari. Con la Croazia ha pagato un rilassamento nel finale dopo che sembrava aver in pugno il passaggio del turno, risolvendo comunque ai supplementari, con la Svizzera ha dominato, pagando un’ingenuità difensiva e mancando la mira, pur con un uomo in più, in semifinale ha messo sotto gli azzurri per lunghi tratti, cedendo solo ai rigori. Croce e delizia lo juventino Morata, buone conferme Sarabia e Dani Olmo, in difesa bene Azpilicueta e Laporte.

Donnarumma para il rigore a Morata nella semifinale del 6 luglio

SVEZIA 6 – Pur senza Ibra, e con Kulusevski fermato dal Covid all’esordio, la nazionale scandinava è riuscita comunque ad aggiudicarsi in extremis il proprio girone, lasciando dietro la Spagna, ma nella gara degli ottavi con l’Ucraina ha ceduto ad un passo dai rigori, interrompendo il processo di crescita dopo i quarti del mindiale russo, guadagnato a nostre spese. Non era favorita, cammino comunque sufficiente, grazie anche ai gol di Forsberg.

SVIZZERA 7,5 – Insieme all’Ungheria il premio “uscita a testa alta”. Tra l’altro dopo un terzo posto neppure esaltante nel girone degli azzurri, ma mostrando il meglio di se nell’eliminazione diretta, eliminando i campioni del mondo in carica dopo una partita che resterà epica. Ha tenuto testa anche alla Spagna in semifinale, cedendo stavolta ai rigori ed essendo in inferiorità numerica per tutti i supplementari. Tra le icone di questa edizione, il portiere Sommer e le punte Seferovic e Gavranovic, protagonisti con i francesi. Ma anche i soliti Shaquiri e Xhaka.

TURCHIA 4,5 Si era presentata come spauracchio del girone dopo i 7 punti conquistati a marzo nelle gare di qualificazione mondiali, ma dopo aver imposto lo 0-0 agli azzurri nei primi 45′ all’esordio è stata travolta, e da lì non si è più ritrovata, finendo ultimissima con 0 punti e solo un gol fatto. Neppure il ritorno in panchina di Gunes, ct del terzo posto al mondiale 2002, ha dato la scossa.

UCRAINA 6,5 Per il rampante Shevcenko i quarti sono sicuramente un buon traguardo, dopo il ripescaggio avvenuto in extremis, unica terza con 3 punti, grazie al tonfo slovacco contro la Spagna che li ha rimessi in gioco dopo il ko nello scontro diretto contro l’Austria. L’epica vittoria sulla Svezia a pochi secondi dai rigori, poi il tonfo, annunciato, ma non nelle proporzioni, contro gli inglesi. Però non c’era da pretendere chissà cosa. Bravi, ma inesperti. Bene Malinovski, positive le punte Yarmolenko e Yaremchuk.

UNGHERIA 6 Premio “uscita a testa alta” per la selezione magiara allenata dall’italiano Marco Rossi, che, sorteggiata nel “girone della morte” con Francia, Germania e Portogallo, è riuscita a non essere vittima sacrificale, anzi, all’esordio col Portogallo è crollata solo negli ultimi 10′, poi ha fermato Francia e Germania, rischiando quasi di eliminare i tedeschi, e trovandosi qualificata per ben 75 minuti, addirittura seconda per qualche minuto. Peccato, perchè dopo aver ben impressionato nell’edizione 2016, poteva fare il bis. Un ringraziamento, comunque, perchè erano sfavoriti e col destino già segnato, è mancato poco a sovvertire il pronostico. Resterà il ricordo dello stadio di casa senza limitazioni di capienza, calcio vecchi tempi che sembrava smarrito.

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