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“Clamoroso al Cibali!” Sandro Ciotti, la voce che diventa storia

Un binomio: una sigaretta e un microfono. Stiamo parlando di Sandro Ciotti, una delle voci più famose della radiocronaca italiana.
Sandro debutta ufficialmente come radiocronista di calcio per le Olimpiadi di Roma, precisamente nel 1960: Nazionale danese contro la Nazionale argentina.
Il suo documento di riconoscimento è senza dubbio la sua voce roca, diventata così a quarant’anni. La peculiarità vocale è dovuta ad un edema, contratto nel 1968 in Messico, dopo 14 ore di radiocronaca sotto la pioggia. Inizialmente Ciotti abbandona la carriera di radiocronista, in un secondo momento decide invece di subire un intervento che gli avrebbe consentito di riacquistare la propria voce al 50%. Dovette riflettere a lungo per giungere alla conclusione di tenersi la propria vocalità, forse perché era proprio quella nota peculiare a contraddistinguerlo. Una decisione provvidenziale. La voce di Sandro Ciotti -da lì a poco- sarebbe diventata storia, sarebbe diventata “La Voce”, il “The Voice” tutto italiano.
Il suo stile è unico nel suo genere, ruota attorno alla sottile ironia che caratterizza ogni radiocronaca. Regala agli ascoltatori delle perle senza tempo, basti pensare a “ventilazione inapprezzabile”, oppure ancora a “siamo giunti al minuto che intercorre tra il 16° e il 18°”: locuzioni inconfondibili.

Il suo grande rivale è Enrico Ameri.
Le interruzioni di Ciotti ai danni di Ameri diventano storiche. Si potrebbe quasi affermare che “Scusa Ameri” sia stato per anni un tormentone radiofonico di Tutto il calcio minuto per minuto. Al contrario di ciò che si vocifera da sempre, non scorreva un brutto rapporto tra i due. A confermare questa tesi è proprio lo stesso Ciotti:
Avevamo grande rispetto e affiatamento, eravamo due perfezionisti. Semplicemente, eravamo diversi in tutto. Forse un po’ di freddezza in un’occasione.
Anni Settanta, io a Napoli entro in collegamento per segnalare la rete del 3-0. Nei minuti finali non si interrompe mai per i gol ininfluenti ma si aspetta il proprio turno in scaletta. Lui, in diretta si fece scappare: “Ma si può essere più fessi di così?”. I giorni dopo furono di gelo, ma poi sistemammo tutto.

Una delle frasi più famose attribuita a Sandro Ciotti è “Clamoroso al Cibali!”: è stata pronunciata domenica 4 giugno 1961, durante il match Catania-Inter giocata allo stadio Cibali, per l’ultima giornata di Serie A della stagione 1960-1961. Tutti i pronostici furono smentiti, perché la squadra siciliana sconfisse 2-0 i nerazzurri.
Clamoroso, appunto.

La prima conduzione televisiva di Sandro Ciotti risale al 1972, si tratta della trasmissione “Telecanzoniere”, in onda su Rai due. In questo programma si coglie
tutta l’ironia che ha sempre contraddistinto Ciotti e l’amore per la musica. Nel frattempo, Ciotti svolge la mansione di inviato per “Tutto il calcio minuto per
minuto”. La musica non gli ha mai impedito di continuare a coltivare il suo amore per il calcio, tant’è che nel 1976, nei panni di regista, crea un documentario dal nome “Il profeta del goal”, dedicato a Johan Cruijff. Dal 1986 al 1991 conduce “La Domenica Sportiva” e la rubrica “Il punto di Sandro Ciotti”. Con la conduzione di questo programma e con le centinaia di partite raccontate, la sua voce s’increspa ancora di più, rovinata da migliaia di parole e sigarette senza filtro, tant’è che si fa fatica a decodificare le sue ultime radiocronache.
Il 12 maggio 1996, al termine di Cagliari-Parma, Sandro Ciotti chiede dieci secondi di tempo ad Alfredo Provenzali, il quale stava conducendo “Tutto calcio minuto per minuto”, per salutare gli ascoltatori e congedarsi dalla radiocronaca Rai. Una frase breve -dieci secondi esatti- ma concisa ed emozionante: “Quella che ho faticosamente cercato di concludere è stata la mia ultima radiocronaca. Un grazie a tutti gli ascoltatori, mi mancheranno”.
Molta la commozione dei colleghi in studio, emozionati dal congedo di un mostro sacro della professione giornalistica e radiotelevisiva. Ciotti, però, non ha mai
smesso di amare il pubblico e regalerà ai propri ascoltatori, in altre occasioni, le sue famose digressioni calcistiche.
Cagliari-Parma è stata l’ultima partita di una carriera lunghissima e piena di soddisfazioni, non una carriera qualunque. 2400 partite condotte. Una voce
intramontabile. La voce che è diventata storia.
Sandro Ciotti morirà a Roma, il 18 luglio 2003, dopo una lunghissima malattia, all’età di 74 anni, omaggiato dall’intero mondo dello sport.

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