#RawDiamonds

#RawDiamonds: Ilya Zabarnyi

Il calcio sovietico ha una storia lunga d gloriosa, certamente nebulosa per noi occidentali e ricca di confusione fra parte politica e parte sportiva.

In questa opulenta storia senza dubbio svetta un gigante, un uomo che più di tutti ha saputo è potuto plasmare questa enorme galassia di calcio: Valerij Lobanovs’kyi.

Il Colonnello Lobanovs’kyi

Il Colonnello è stato un punto di riferimento del calcio sovietico ed ucraino, con 33 trofei conquistati in carriera con la Dinamo Kiev, una istituzione in carne ed ossa che ha travalicato generazioni e decadi, andando oltre la caduta dell’URSS e giungendo sino agli albori del calcio moderno.

Innovatore senza pari, fra i primi a comprendere l’utilità della statistica applicata e dell’informatica, oltre che a cercare con incredibile caparbietà di applicare la scienza alla pratica sportiva, praticava un calcio moderno, con rigore tattico e preparazione atletica di primissimo livello, con tutti i prodromi del gioco contemporaneo.

Tutto questo è in breve ciò che è stato Lobanovs’kyi per il calcio ucraino e per la Dinamo Kiev, una figura così centrale e così egemonica che alla morte il 13 maggio 2002 parve in un certo senso che venisse meno anche una grossa parte del football d’oltrecortina.

Tuttavia la fine di qualcosa è sempre la nuova alba di qualcos’altro.

La perdita del Colonnello resterà una ferita profonda per il calcio ucraino, ma al contempo il vuoto lasciato dal tecnico di Kiev ha aperto spazi e concesso opportunità alla nuova scuola.

L’Ucraina presentatasi ad Euro 2021 è la prima selezione nazionale priva di un suo intervento diretto, una squadra che, nonostante la eliminazione ai quarti per 4-0 da parte degli inglesi, ha saputo esprimere un bel gioco e discrete individualità.

Zabarnyi in maglia Ucraina.

Fra queste è spiccato Ilya Zabarnyi, difensore centrale della Dinamo Kiev e della nazionale, il primo calciatore a vestire queste maglie ad essere nato dopo la morte di Valérij Lobanovs’kyi, con una sorta di passaggio di consegne fra il passato ed il nuovo corso del calcio nazionale che si vuole ritornare ad imporre ad alto livello continentale.

Andremo quindi ad osservare con attenzione il numero 25 della Dinamo per capire meglio che calciatore sia questo teenager che si e già preso il posta da titolare nella nazionale di casa sua.

Biografia

Ilya Borysovych Zabarnyi nasce a Kiev il primo settembre 2002.

Appassionato di pallone e di sport come si confà nella cultura sportiva dell’ex paese sovietico Ilya entra son da giovanissimo nel vivaio della Dinamo Kiev.

Sin dagli anni di Lobanovs’kyi si sa che nella squadra biancoblu si presta moltissima attenzione alla formazione interna di buona parte della rosa, tradizione che è rimasta in piedi nonostante negli ultimi lustri si sia imposto in Ucraina un modello antitetico a quello della creazione di talento autoctono.

La storica superiorità della Dinamo infatti è stata messa in forte discussione dall’ascesa dello Shakhtar Donetsk. I nero arancio hanno rivoluzionato l’approccio al calcio in Ucraina, facendo ampio affidamento sull’import di talenti dal Brasile che venivano successivamente naturalizzati o monetizzati verso l’estero.

Dinamo vs Shakhtar è stata per anni la rivalità in cui si è forgiato il calcio del paese, facendo crescere un sentimento di opposizione ed acredine via via montante fra le due tifoserie e anche fra i giovani calciatori.

Poi con la guerra le cose sono cambiate. Non staremo qui a sciorinare gli interminabili e complessi giochi geopolitici dietro il conflitto del Donbass, ma basti sapere che il conflitto ha ovviamente avuto ripercussioni forti anche sul calcio ucraino.

Lo Shakhtar ha dovuto abbandonare la sua zona di origine per giocare prima a Leopoli (1000 km di distanza) e poi a Kharkiv (300 km di distanza), vivendo una stagione di insicurezza e instabilità che si è tradotta in una fase di peggioramento del livello tecnico della squadra, incapace di attirare talenti esteri a causa del contesto belligerante nell’area.

La Donbass Arena bombardata.

A fare le spese di questa situazione, come spesso accade nelle crisi, è l’allenatore. Mircea Lucescu, per dodici anni architrave del progetto tecnico del club del Donbass lascia la società dei minatori, spossato dal biennio di conflitto e dalla ingestibile situazione ucraina.

Cosa abbia a che fare con Zabarniy risulta ancora nebuloso, ma Lucescu sarà fondamentale nel proseguio di questa storia.

Dopo l’esperienza allo Zenit e con la nazionale turca, il coach rumeno viene contrattato proprio dagli storici rivali dello Shaktar: la Dinamo Kiev.

Mircea Lucescu

La sempre moderata tifoseria organizzata accoglie Lucescu con minacce e tafferugli che si traducono nelle dimissioni dell’ex meteora interista dopo quattro giorni dalla firma del contratto.

Tuttavia il presidente Surkis non accetta questo epilogo e si adopera per rimettere al loro posto i riottosi ultras e tenere Mircea sulla panchina della D.

Ilya non lo sa, ma questi fatti stanno per cambiare la sua vita e carriera.

Fino a inizio stagione 20/21 in pochissimi conoscevano Zabarnyi.

Il ragazzone di Kiev era certamente un buon prospetto, impegnato con frequenza con le giovanili della Dinamo e membro abituale delle selezioni giovanili ucraine U17.

Ha fatto parte della rosa della Dinamo Kiev impegnata nella Youth League 19/20, si è guadagnato qualche convocazione in prima squadra, ma non è fra i talenti che fanno alzare sopraccigli.

Compassato, metodico, quasi zen nel suo stare in campo non ruba l’occhio agli appassionati. Ma ormai Lucescu lo abbiamo imparato a conoscere. Il rumeno è una vecchia volpe e vede cose che buona parte di noi mortali ignora.

A quattro giorni dalla chiusura del mercato alla Dinamo si rompono entrambi i difensori centrali titolari (Popov e Burda), con il preliminare di Champions League che incombe, e la relativa fondamentale dose di quattrini che la coppa garantisce, la dirigenza si aspetta di dover uscire a razzo sul mercato.

Non la pensa così coach Lucescu.

Dopo qualche giorno di allenamento con il gruppo decide perentoriamente che Zabarnyi sarà il suo nuovo difensore, promuovendolo dalle giovanili e mandandolo in campo da titolare contro gli olandesi dell’AZ.

Nei preliminari di Champions League

Nonostante il peso della gara, l’emozione del debutto e la qualità dell’avversario Zabarnyi disputa una gara eccellente, tenendo fuori dall’area ucraina gli attaccanti avversari e costringendo l’AZ a snaturare il proprio gioco, obbligando i ragazzi di Slot a cercare la conclusione da fuori come unica soluzione offensiva.

La vittoria per 2-0 certifica il passaggio del turno, con gli ucraini che andranno poi a terminare nel girone di Juventus, Barcelona e Gent. Battesimo del fuoco europeo di gran livello, visto che al primo anno da professionista Ilya affronterà i due migliori interpreti della competizione europea: Cristiano Ronaldo e Lionel Messi.

Prima delle notti di coppa però c’è da confermare quanto di buono lasciato intravedere al debutto.

Le prime gare in campionato ad onor del vero non sono perfette.

Qualche sbavatura qua e là, ma è chiaro che Zabarnyi sta alzando il suo livello gara dopo gara. Lo vede Lucescu che ormai lo schiera stabilmente in coppia con uno fra Popov e Mykolenko, ma lo osserva anche il CT Shevchenko.

Sheva CT.

L’ex numero 7 del Milan vede in Ilya un elemento dal grande potenziale e nonostante le poche gare fra i grandi lo convoca per una amichevole in terra di Francia il 7 ottobre 2020.

La prima presenza con la maglia della nazionale sarà indimenticabile, anche se per i motivi sbagliati. Con l’Ucraina decimata dal focolaio covid esploso in nazionale i transalpini hanno gioco facile e si impongono con un sonoro 7-1.

Non è il sogno di nessuno iniziare la propria avventura in nazionale con un risultato del genere sul groppone, ma anche nella Caporetto del Parco dei Principi Zabarnyi risalta grazie alle sue qualità. A 18 anni e 36 giorni diventa il secondo debuttante più precoce nella storia della nazionale, superando proprio Sheva, lasciando il primato al mitico Rebrov.

Nel corso della stagione non sono mancate altre presenze con la maglia gialla della nazionale, preludio alla partecipazione ad Euro2021. Nei gironi di Nations League ha affrontato la Germania due volte, senza fortuna, ma ha mantenuto la porta inviolata contro la Spagna, consentendo all’Ucraina di strappare una vittoria di prestigio contro le Furie Rosse.

Il girone di Champions ha visto Ilya scendere in campo in tutte e sei le partite, ma il livello di Juve e Barça si è dimostrato troppo superiore alla Dinamo, che ha perso tutti i confronti con queste due società. Meglio contro il Ferencvaros, battuto per la minima nello scontro casalingo, regalando agli uomini di Lucescu la discesa in Europa League.

Ammonito contro la Juventus

Con il passare dei mesi la crescita del centrale di Kiev diventa evidente.

Gli errori diventano sempre più rari, la confidenza con la sfera, l’autorevolezza e la fiducia crescono mese dopo mese.

Merito, secondo Ilya, dell’allenatore e dei suoi metodi motivazionali, condensati nella frase: “ sto migliorando perché Lucescu non smette mai di criticarmi.”

Tecnica magari pedagogicamente non perfetta, ma che pare dare i suoi frutti, almeno sul campo di gioco.

Il finale di stagione è abbastanza epico.

Nonostante la frattura al naso scende in campo nella gara decisiva per la stagione contro i rivali di sempre dello Shaktar. La partita è dura e combattuta, ma i ragazzi di Kiev hanno la meglio per uno a zero, con Ilya che nel momento di maggiore difficoltà getta la maschera protettiva per arrembare i suoi nella difesa del fortino biancoblu, da leader emotivo, nonostante i soli 18 anni.

In azione contro Pukki della Finlandia.

La gara successiva è quella che darà a Zabarnyi il suo primo titolo in carriera, vinta per 5-0 sull’Inhulets Petrove, dove Ilya si toglia la soddisfazione della prima rete fra i professionisti, aprendo le danze al quinto minuto.

Il resto è storia relativamente attuale.

La selezione Ucraina si presenta ad Euro2021 nelle vesti di possibile mina vagante, con una buona dose di talento offensivo, basti pensare ai vari Malinovskyi, Zinchenko, Yarmolenko, Tsyganov e Yaremchuk, che però ha bisogno di avere le spalle coperte.

Esultanza.

Qui entra in scena Zabarnyi, fra i giovani più interessanti venuti allo scoperto anche grazie alla competizione continentale, una scommessa di inizio stagione vinta da Mircea Lucescu, ma in parte anche da Andriy Shevchenko, che hanno creduto in questo ragazzo quasi sconosciuto che ha ben saputo cogliere ogni opportunità concessagli dal fato.

Ora il futuro è completamente diverso a quanto Ilya potesse immaginare solo dodici mesi fa.

Molti club dei maggiori campionati europei stanno prendendo informazioni sul centrale ucraino, anche se molti danno per fatto o quasi l’affare con il Chelsea di Abramovich, a cui l’ex pupillo Sheva ha consigliato caldamente il suo numero 13.

Saprà questo ragazzo sbucato fuori dal nulla confermare quanto di buono mostrato al grande calcio? Solo il futuro lo può rivelare con certezza, ma di certo c’è grande entusiasmo ed interesse attorno all’avvenire di Ilya.

Caratteristiche tecniche

Ilya Zabarnyi è un difensore centrale di stampo piuttosto classico, magari in un altra epoca lo avremo chiamato stopper.

Heatmap di Euro2021 (dati SofaScore)

189 centimetri di statura, ma con l’impressione che la sua crescita non sia ancora del tutto terminata e che prima dei vent’anni possa aggiungere ancora qualche centimetro di altezza. Fisicamente già piuttosto formato, robusto, solido e in grado di scontrarsi con i nove più fisico come affrontare le seconde punte più guizzanti. Non è un fulmine nel breve, molto meglio in allungo, ma tende ad evitare di venir puntato dagli attaccanti grazie a senso della posizione e una naturale predisposizione all’anticipo, che gli permettono di mascherare una certa macchinosità negli spazi stretti.

In marcatura contro la Finlandia.

Difensivamente risulta molto composto, pur senza mancare di una giusta dose di aggressività. Buone letture e buon senso della posizione lo aiutano molto nella gestione delle offensive avversarie, facendo sì che si trovi sovente nelle condizioni migliori per poter intervenire con semplicità, senza dover cercare salvataggi teatrali, ma disperati.

Nei contrasti uno contro uno sa far valere bene centimetri e kilo grammi, anche con un pizzico di malizia se necessario, inconsueto per un ragazzo così giovane.

Paco Alcacer fatica fisicamente contro Zabarnyi

Dotato di buon tempismo nell’anticipo difficilmente però si lancia in interventi eccessivamente arditi, bilanciando con sorprendente maturità attendismo e furore agonistico. Ottima la tecnica di tackle, anche se misura gli interventi in scivolata con moderazione.

Queste caratteristiche fanno si che nel suo difensivo formato con Popov, Zabarnyi si occupi con maggior frequenza di cercare di aggredire precocemente le linee di passaggio e la ricezione degli attaccanti, mentre l’altro centrale tende a coprire la profondità, cosa che Ilya fatica a fare sia per attitudine mentale che per attributi fisici.

Eccelle ovviamente nel gioco aereo, sopratutto in situazioni più statiche all’interno dell’area di rigore, mentre fatica e dovrà migliorare per forza di cose nella lettura e negli interventi sulle palle lunghe ed alte in situazioni più dinamiche, sopratutto con campo alle spalle dove tende a perdersi un po’, non riuscendo a seguire attaccante e traiettoria del lancio con sufficiente reattività.

Respinta di testa. Specialità della casa.

Leader carismatico e vocale, nonostante la giovane età tende a guidare ed istruire i compagni di reparto tanto in costruzione quanto nell’organizzazione della difesa sui calci piazzati o a palla in movimento.

Per quanto concerne la fase di impostazione Ilya si dimostra capace. Di piede destro, in grado di gestire la sfera con discreta qualità di controllo e palleggio, alternando giocate sul corto a lanci lunghi in profondità.

Poco avvezzo a portare palla in conduzione cerca di risalire il campo con i passaggi. Se nei suggerimenti rasoterra ed a corta media distanza risulta affidabile e efficace, lo stesso non si può dire del suo gioco lungo, ad oggi ancora impreciso è casuale.

Conduzione della sfera rivedibile.

Dotato di buona tecnica di base sa leggere bene la posizione dei compagni e creare gli angoli giusti per offrire linee di passaggio libere. Talvolta risulta un po’ pigro negli appoggi, peccando un poco di sufficienza e di scarsa pulizia tecnica, cosa che può diventare un problema se intende mettersi alla prova in contesti tattici dove il pressing sui difensori che vanno in impostazione è particolarmente feroce.

Ilya Zabarnyi si distingue anche per la qualità dei suoi inserimenti sui piazzati, dove risulta capace nello smarcamento e nel tempismo. Ad oggi abbiamo una sola rete all’attivo, ma lo score è destinato ad aumentare.

Evoluzione

Ilya Zabarnyi deve ancora compiere 19 anni, ma si è già preso un posto da titolare tanto con la Dinamo Kiev che con l’Ucraina. Non un traguardo da poco, ma di certo nemmeno l’ultimo che il numero 25 intende superare.

Futuro roseo.

A livello tattico pare già piuttosto chiaro e delineato il suo percorso. Centrale di destra in una linea difensiva a quattro, ma anche perno centrale di una linea a tre.

Ci sono senza dubbio aspetto del gioco in cui Zabarnyi può e deve migliorare attraverso l’allenamento e l’esperienza. Si tratta di dettagli per lo più, piccoli aggiustamenti sulla posizione da tenere quando affrontati dall’avversario palla al piede, per esempio, o come utilizzare al meglio le braccia in caso di contrasti tanto aerei che spalla contro spalla.

Piccoli dettagli che possono sembrare insignificanti, ma che per un difensore alla lunga fanno tutta la differenza del mondo.m

In Nations League.

In questo senso le dichiarazioni di Ilya sull’importanza dei consigli e del lavorare e stretto contatto con compagni di maggiore esperienza fanno ben sperare sulla sua volontà di crescere.

Ciò che però difficilmente Zabarnyi potrà modificare di se stesso e che dovrà imparare a mascherare negli anni è la sua tendenza a risultare un calciatore flemmatico, sopratutto nella gestione del pallone. Calma e controllo sono grandi qualità, ma se infuria la battaglia a volte bisogna lasciar perdere il galateo e scendere in trincea con l’elmetto. E se questo significa qualche spazzata alla viva il parroco in più e qualche apertura elegante in meno ce ne faremo una ragione.

I tempi sono certamente dalla parte del ragazzo di Kiev, ora attenderemo quanto in alto decidere di porre l’asticella. Legherà la sua carriera al biancoblu della Dinamo o tenterà di farsi un nome in occidente?

Vestito in bianconero

Ilya Zabarnyi ha incrociato la Vecchia Signora due volte quest’anno durante i gironi di Champions League, rimediando due sconfitte abbastanza nette, senza fornire prove particolarmente brillanti.

Senza dubbio però il banco di prova era molto duro e non si può valutare un calciatore in un lasso così breve di tempo.

Zabarnyi ha la fisicità, il QI calcistico, la personalità e la tecnica sufficiente per giocare a calcio ad alto livello, ma è ancora molto presto per capire se questo potenziale sia la base su cui costruire una carriera solida oppure un fuoco di paglia giovanile.

Parliamoci chiaro Zabarnyi è potenzialmente un ottimo atleta, ma non parliamo di un difensore destinato a segnare la sua epoca.

Resta una ottima occasione di mercato, anche se dopo le buone prestazioni dell’europeo le richieste della Dinamo sono di certo aumentate, sopratutto pensando al necessario rinnovamento del nostro reparto arretrato. Oltretutto il club ucraino pare essere disponibile a cedere il ragazzo e poi riprenderlo in prestito, garantendo a Ilya i minuti di campo che ad oggi potrebbe faticare a trovare in altre sedi.

Questa formula pare essere quella proposta dal Chelsea, club dato sulle tracce di Zabarnyi, e che pare incontrare l’approvazione di tutte le parti in causa.

La Juventus non è stata segnalata come interessata al ragazzo, le priorità sono in altre aree del campo, ma sopratutto nello stesso ruolo possiamo vantare un calciatore straordinario come Matthijs de Ligt, fuoriclasse generazionale e pietra d’angolo della Juventus del futuro.

In costruzione.

Conclusione

Ilya Zabarnyi ha ben impressionato tutti durante gli ultimi mesi, sorprendendo tanto addetti ai lavori che gli appassionati. Non c’è dubbio che davanti al ragazzo si stia aprendo un mondo di possibilità. Il nativo di Kiev sembra essere un ragazzo solido, professionale, quadrato ed il suo calcio pare essere un riflesso delle sue inclinazioni personali.

Senza lo strapotere fisico e tecnico di altri pari ruolo, ma con la forza di una calma normalità e di una misurata compostezza.

Crescita esponenziale.

Stefano Follador

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