#RawDiamonds

#RawDiamonds: Mitchel Bakker

“Homo faber fortunae suae” è un concetto che ho sempre trovato calzante nella sua epica concettuale rispetto al mondo moderno.

Appio Claudio Cieco, autore della celebre frase.

Certo non siamo nel Rinascimento o meno che meno nell’epoca classica romana, ma l’uomo è artefice del proprio destino anche oggi, nonostante la complessità della nostra società, la interdipendenza delle nostre scelte e la casualità del mondo che ci circonda.

L’uomo è artefice del proprio destino, ma se hai Mino Raiola come procuratore le cose riescono sempre più facilmente.

Almeno così pare dalla traiettoria sportiva di Mitchel Bakker, passato in pochi mesi da semi sconosciuto calciatore dello Jong Ajax a aspirante titolare nel PSG degli sceicchi, in una partita a scacchi con la dirigenza ajacide che ha lasciato gli olandesi con un palmo di naso.

Mitchel Bakker

Biografia

Mitchel Bakker nasce a Purmerend, cittadina dell’Olanda Settentrionale, il 20 febbraio 2000 a metà strada fra Alkmaar e Amsterdam.

Il ponte di Melkweg a Purmerend.

La città delle vetrine rosse e dei coffe shop però è ben più nel destino del ragazzo che quella dei formaggiai del nord.

Bakker inizia infatti a tirare calci ad un pallone da giovanissimo, spinto anche dall’esempio in famiglia. Infatti il padre Edwin è stato un calciatore piuttosto noto negli anni 80, una ala mancina formatosi presso la prestigiosa accademia dei lanceri, onorando poi le maglie di Groeningen, Willem II e Harlem.

Bakker senior ai tempi dell’Ajax.

Mitchel segue le orme del padre entrando nel settore giovanile più prolifico del mondo da bambino, dopo aver trascorso qualche stagione con la scuola calcio della Purmerend.

Nel 2010 avviene il passaggio al leggendario De Toekmost.

Sarà un viaggio lungo ed intenso quello di Mitchel con la maglia dei Lancieri, ma durerà meno di quanto i dirigenti olandesi potessero prevedere.

Bakker in KNBV.

Bakker è abile, fisicamente prestante e si impegna molto. Non è un caso che a partire dalla U15 sia sempre presente nelle rotazioni delle selezioni giovanili Oranje.

Anche con il club le soddisfazioni sono notevoli. L’Ajax domina le competizioni nazionali nelle categorie giovanili, sollevando il titolo durante le annate in U16 e U17 di Mitchel.

In maglia U21.

Nella stagione 17/18 Bakker viene incluso nella rosa dello Jong Ajax e partecipa alle Youth League difendendo i colori biancorossi. Colleziona diverse presenze, dividendosi fra U19, Ajax riserve e raccogliendo anche un paio di panchine con i grandi, anche se non è fra i profili che risveglino maggiore interesse e fantasie nella compagine dei Paesi Bassi.

Infatti nonostante il titolo conquistato in Eerste Divisie non arriva il debutto in prima squadra, cosa che ha detta di molti infastidisce abbastanza il giovane terzino, convinto di meritare almeno qualche minuto in campo nelle dodici volte in cui è stato convocato da ten Hag senza scendere in campo.

La presenza di Sinkgraven e Tagliafico sono ingombranti, ma nell’estate 2018 sembra che l’argentino sia fra i partenti e che possa liberare un posto che il nativo di Purmerend.

Le speranze del ragazzo del vivaio però vengono disattese. Tagliafico resta ad Amsterdam e Bakker viene lasciato ancora un anno nello Jong Ajax, di cui è colonna e protagonista.

Scenderà in campo 22 volte con la squadra B dei lancieri, trovando anche spazio in Coppa esordendo nel 7-0 contro Te Werve e scendendo in campo anche nella vittoria per 3-0 sui Go Ahead Eagles, potendo di fatto vantare il titolo di campione della coppa nazionale olandese. Saranno le uniche gare disputate da Bakker con l’Ajax.

Con il contratto in scadenza e deluso dal poco spazio concesso Mitchel si guadagna l’ostilità dell’ambiente dichiarando in maniera molto chiara e decisa che non avrebbe rinnovato il suo contratto, ovviamente il deus ex machina sapete già chi è. Scelta coraggiosa, o avida a seconda di come la si voglia guardare.

Certo è che con Mino Raiola come agente in queste situazioni si tende a cadere in piedi.

Da Parigi arriva un offerta prestigiosa. I parigini sono un top club europeo, i titolari Kurzawa e Bernat sono una concorrenza forte, ma per motivazioni sopratutto legate agli infortuni possono lasciare spazio all’olandese.

La presentazione del giovane olandese.

La stagione 19/20 è piuttosto interlocutoria. Poche presenze e la necessità di ambientarsi in un nuovo ambiente molto diverso da quello dell’Ajax rendono la stagione scorsa un mezzo passaggio a vuoto a prima vista, ma in realtà fondamentale per Mitchel per crescere e prendere confidenza e fiducia.

Il risultato si inizia a vedere dopo la pausa forzata a causa della pandemia.

Tuchel si affida più volte al laterale olandese, nelle gare di Coppa di Francia e Coppa di Lega.

Tuchel ha apprezzato molto il terzino

Il buon finale di stagione è il viatico su cui prosegue l’avventura parigina del ragazzo, ormai stabilmente inserito nelle gerarchie della prima squadra nello slot di terzino sinistro, stabilmente impiegato sia da Tuchel che da Pochettino durante l’annata.

A fine stagione Bakker ha collezionato quasi 1700 minuti di gioco in 26 presenze in Ligue1, dieci gettoni di presenza in Champions League e quattro apparizioni in Coppa di Francia, a testimonianza della crescita esponenziale del mancino di scuola Ajax, che ha puntato tutto su se stesso e le proprio e capacità quasi rinnegando la propria storia personale e calcistica per mettersi alla prova in una società nota per cannibalizzare il talento giovanile a vantaggio dei grandi nomi patinati.

Bakker ora è un ottimo interprete del suo ruolo, ricercato e corteggiato da club importanti, che si propone come terzino di buon valore attuale e con discreti margini di miglioramento.

Lasciare l’Ajax in maniera così conflittuale, firmare con un club così complesso come il Psg e conquistare passo dopo passo minuti e considerazione sono stati senza dubbio scelte coraggiose di Mitchel che ha senza dubbio recepito l’adagio Romano “Homo faber fortunae suae”, declinandolo al pallone e alle cruciali scelte professionali che questi ragazzi sono spesso chiamati ad affrontare in giovanissima età.

Caratteristiche tecniche

Laterale mancino di difesa di spiccata forza fisica e struttura imponente, Mitchel ci riporta un po’ indietro nel tempo per quanto riguarda il modo di fare interpretare le vesti di terzino. Molto poco “brasiliano” rispetto a recenti grandi interpreti del ruolo, con tendenze spiccatamente offensive e con una certa inclinazione alla giocoleria, poco joga bonito, ma tanta sostanza, quantità ed energia. Usando una metafora dello scherma molta sciabola ed una spruzzata leggera di fioretto qua e là.

Solidità.

Grazie a questa tendenza può essere impiegato anche da centrale di difesa, anche se da il meglio pestando la linea laterale.

Non è un terzino a propulsione offensiva particolarmente accentuata, tende infatti a essere più conservativo che propositivo, ma quando si paventa l’opportunità di cercare la profondità non si tira indietro, anche se in maniera scolastica e diretta, puntando più sulla sua esuberanza fisica che sulla perizia tecnica, di cui non è sprovvisto ad ogni modo.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

Come detto fisicamente ed atleticamente dotato, Bakker vanta una imponente statura di 188 centimetri, correlata da uno sviluppo muscolare importante, tanto nella parte superiore che in quella inferiore del corpo.

Dotato di ottimo passo in allungo, grande energia e resistenza copre molto bene ampie porzioni di campo senza andare in affanno. Più in difficoltà nello stretto sopratutto contro brevilinei dal baricentro basso, dove però compensa una certa macchinosità con concentrazione e contatto fisico fastidiosamente assillante.

È in possesso di buono stacco da terra e sopratutto non teme di usare la sua fisicità per “bullizzare” gli avversari. Usa molto bene la sua figura imponente per mettere pressione sugli avanti avversari, facendo sentire con costanza la sua presenza fisica tenendo spesso il contatto con il corpo, dando l’impressione di riuscire spesso ad entrare “sotto pelle” ai rivali.

La grande forza fisica unita lo rende uno specialista nel fondamentale del contrasto dove si sa far valere con ottimi risultati.

La formazione olandese si vede.

Tecnicamente non ha certo i piedi di un brasiliano, ma la scuola Ajax non tradisce. Essenziale e composto, con minime concezioni al superfluo, cerca sempre e comunque la giocata costruttiva, tramite appoggio corto al compagno prevalentemente, raramente spazzando alla viva il parroco. Lo dimostrano le ottime percentuali di passaggi completati, oltre il 91%. Da migliorare il gioco lungo, ma come visto è una soluzione poco frequente nel suo arsenale di gioco.

Gestisce abbastanza bene la sfera nello stretto, anche se può migliorare la pulizia tecnica da questo punto di vista.

Negli ultimi mesi è risultata evidente la crescita offensiva del ragazzo, che cerca con sempre maggiore fiducia la percussione e il cross. Non è un dribblatore molto raffinato, anzi. Quando è chiamato a superare l’avversario tende a puntare molto sulla sua fisicità e potenza, piuttosto che sul tocco, anche se in qualche occasione ha dimostrato di avere in faretra una sensibilità ed una fantasia non prevedibili palla al piede.

Potenza.

Nel cross ha fatto passi da gigante, sopratutto quando ha la possibilità di mettere la sfera tesa sul primo palo, soluzione in cui si sente chiaramente più sicuro e abile rispetto alla palla lunga alle spalle dei difensori. Deve comunque raffinare un po’ l’esecuzione e cercare di utilizzare con maggior frequenza ed efficaci il piede destro, ad oggi centellinato dal numero 25 del Psg.

Tatticamente si tratta di un giocatore molto ben preparato. Ordinato e preciso, segue con diligenza il compito assegnato e difficilmente devia dallo spartito tattico. Talvolta la foga agonistica lo porta magari fuori posizione per inseguire l’avversario, ma è un difetto che con l’età potrà limitare, così come una certa assenza di malizia, che lo porta a cadere in ingenuità. Detto questo in generale è un calciatore molto difficile da superare, concentrato, presente nella gara e affidabile ai massimi livelli.

Evoluzione

Nonostante la giovane età Mitchel da già l’impressione di essere un calciatore solido e pronto a grandi palcoscenici, adatto al ruolo di gregario di tempra e sostanza con importanti funzioni di equilibrio tattico e caratteriale.

In controllo.

Sicuro ed efficace nello svolgere il suo ruolo in una linea a quattro non concede però tanto spazio ad un possibile sviluppo potenziale troppo elevato.

Stiamo parlando di un terzino sinistro di sicuro affidamento, completo tanto nella fase offensiva che in quella di non possesso, ma probabilmente con possibilità di crescita piuttosto contenute.

Difficilmente lo potremo inserire nei migliori elementi nel ruolo nel panorama calcistico internazionale, ma con buona certezza saprà dare un ottimo contributo anche a livello altissimi.

Certamente vanno smussate certe asperità tecniche, alcuni peccato di irruenza ed ingenuità vanno celati dietro ad una maggiore malizia ed esperienza, ma la base è già di ottimo livello grazie a qualità fisiche e tattiche eccellenti, a cui si aggiunge un bagaglio tecnico non disprezzabile.

Se volano schiaffi, Bakker c’è.

Vestito in bianconero

Da qualche mese il buon Mitchel Bakker viene dato come osservato speciale dagli uomini mercato juventini, alla ricerca di un sostituto o di una alternativa ad Alex Sandro, con Frabotta che pare avviato a salutare Torino, sia per la possibile plusvalenza che per la sua limitatezza rispetto agli standard del club.

In buona compagnia.

Onestamente non vedo perché il Psg dovrebbe disfarsi del laterale olandese. Preso a zero, contratto ancora lungo e buone relazioni con il suo onnipotente procuratore Mino Raiola, un ottimo impatto con l’ambiente oltre che prestazioni di una certa affidabilità.

Detto questo una sua aggiunta in bianconero sarebbe una mossa estremamente intelligente e auspicabile. Fra l’altro non sono così sicuro che il suo sarebbe il ruolo designato di vice Alex Sandro, ma anzi, potrebbe rivelarsi più fresco e fruibile rispetto al brasiliano in più di qualche situazione.

In maglia PSG.

I media parlano di prestito con diritto di riscatto, situazione più che interessante sia per la possibilità di limitare l’esborso immediato, che di tutelarsi in caso di eventuale flop.

Calciatore già abituato agli ambienti vincenti, ottimo atleta, coraggioso, carismatico ed integro, non vedo controindicazioni ad un suo acquisto, fermo rimanendo che parliamo di un profilo di grande fisicità, gamba, aggressività e quantità, ben lontano da profili da “calcio con la F” anelati da certi fenomeni da social e dal rispettivo esercito di seguaci.

Conclusione

Bakker lo ammetto è stato per me una delle più piacevoli sorprese dell’ultima stagione. Terzino vecchia maniera, ma rivisto e riadattato ai ritmi e ai dettami tattici della modernità, con appassionanti doti caratteriali.

Contro Mahrez nella semifinale di Champions.

Gregario solido e affidabile, di quelli che vorrei avere sempre nella rosa della mia squadra. Sono pressoché certo che potrà avere una carriera di ottimo livello, ricca di trofei e di soddisfazioni.

Stefano Follador

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...