#NonSoloJuve

#nonsolocalcio- Il punto finale sulla serie B 2020/2021

Il 27 maggio scorso, con la finale di ritorno dei playoff, in cui il Venezia è prevalso sul Cittadella, si è chiusa la stagione 2020/2021 della serie BKT, che ha visto svolgersi la stagione regolare dal 18 settembre 2020 al 10 maggio 2021, con le promozioni nella massima serie di Empoli e Salernitana e di seguito gli spareggi promozione, mentre i playout non si sono disputati, con le retrocessioni dirette di Cosenza, Reggiana, Pescara e Virtus Entella. Salla serie C sono salite Como e le umbre Perugia e Ternana, mentre solo il 16 giugno conosceremo la quarta promossa, che uscirà dalla finale ritorno dei lunghissimi playoff della terza serie.

FATTORE COVID – Se la pandemia non aveva colpito la serie B nella stagione 2019/2020, neanche nella parte estiva, al contrario il torneo ha colpito molte squadre, costringendo anche a rinvii qualora si sviluppassero dei focolai: la più colpita nelle fasi iniziali è stata la Reggiana, tanto che a Salerno ha preferito non presentarsi volontariamente, subendo la sconfitta a tavolino, e lo stesso è successo nel secondo turno di coppa Italia a Cosenza, quando la squadra ha preferito rinunciare, portando la Lega all’esclusione ed al ripescaggio del Monopoli. Decimata dal Covid, la squadra ne ha presi 7 a Lecce, ma poi piano piano ha recuperato tutti gli effettivi. Il protocollo infatti consentiva di sfruttare uno slot rinvio per squadre che avessero focolai in corso, slot che è stato sfruttato anche da Brescia (rinunciando anche a proseguire il turno in Coippa Italia, subendo la sconfitta a tavolino nel quarto turno ad Empoli), Monza, Pisa, Frosinone, Vicenza, Empoli e Pescara. Per gli abruzzesi, trattandosi delle giornate finali, per non falsare le posizioni in classifica, a fine aprile si è deciso di apporre una modifica al calendario, creando una sosta di 13 giorni, e giocando gli ultimi quattro turni tutti nei primi dieci giorni di maggio, facendo slittare la conclusione del torneo da sabato 8 a lunedì 10 maggio.

LE TRE FESTANTI– Sul campo, la promozione diretta è stata conquistata dall’Empoli, prima a vincere la Coppa Ali della Vittoria, riservata dal 2006 ai vincitori della serie B, per la seconda volta, dopo il successo del 2014. La squadra toscana, allenata das Alessio Dionisi, è salita grazie ad una serie utile di 28 gare, ed è comunque sempre rimasta nelle posizioni di vertice, grazie ai gol di Mancuso, La Mantia e Moreo e la riscoperta di un giocatore interessante come lo svizzero Bajrami, titolare dell’Under 21 del suo Paese. Seconda è stata la Salernitana di Castori, che rivede la massima serie dopo 22 anni: fallito il progetto Ventura, la squadra campana ha vissuto la prima parte della stagione in vetta, poi ha vinto il duello per il secondo posto con le varie Monza, Lecce, Cittadella e Venezia. Decisivo l’innesto della punta Tutino, ex Verona e Cosenza, uscita dalle giovanili del Napoli, e nel finale si è segnalato anche l’ivoriano Gondo, soprattutto per la doppietta lampo al Venezia nella partita vera della svolta. Ma ora Lotito sarà costretto a vendere il club, non potendo per regolamento, mantenere due società nella stessa categoria. La Salernitana è infatti una sorta di serbatioio della squadra principale (vedi i vari Anderson, Casasola, Kyine, Lombardi e Durmisi, parcheggiati quì nl corso degli anni). Un problema non da poco per il club, che in caso contrario rischia di non potersi iscrivere. Terza infine, il Venezia, quinta sul campo, salita dopo 19 anni sotto la guida di Paolo Zanetti, pur non avendo bomber da 20 gol, ma basandosi su un collettivo straordinario, tra cui spiccano Forte (capocannoniere della squadra), Di Mariano, Bocalon (veneziano dop ed autore del gol sicurezza al Cittadella nella finale di ritorno dei playoff), Aramu, e gli stranieri Crnigoj, Johnsen, Maenpaa (il portiere finlandese rivelazione, preso a metà febbraio e titolare da aprile), e l’unico giocatore d’esperienza, quel Molinaro passato anche alla Juve. Per la serie A il Penzo va ristrutturato, si parla di giocare le prime partite interne forse a Padova. E pensare che Salernitana e Venezia due stagioni fa giocavano il playout per non retrocedere, ora entrambe salgono di categoria, insieme, come nel 1998.

LE DULUSE DEI PLAYOFF- La più grande delusa resta certamente il Monza: da neopromossa aveva comunque l’organico per puntare subito al doppio salto, anche perchè l’accoppiata Berlusconi-Galliani dopo aver ingaggiato giocatori del calibro di Boateng e Paletta, a dicembre ha inserito anche un big come Balotelli, ed a gennaio ha strappato anche Diaw al Pordenone, allora capocannoniere del campionato,ma il rendimento è stato discontinuo, e la squadra ha dovuto accontentarsi dei playoff, persi poi in semifinale col Cittadella. Più che Balotelli, i protagonisto sono stati comunque il portoghese di origini lusemburghesi Mota Carvalho, ex Juve Under 23, il danese Gytkjaer e l’interessantissimo Frattesi. Il Lecce del capocannoniere Coda aveva i numeri per salire subito, ma nel finale di campionato troppi risultati negativi lo hanno spinto fuori dalla zona promozione diretta: alla fine il quarto posto non ha reso giustizia alle qualità della squadra, che manteneva molta ossatura della squadra scesa dalla B ad agosto 2020, con l’aggiunta di giocatori di categoria come Pisacane, Henderson, Adjapong e Stepinski. Il Cittadella è diventata ormai una costante dei playoff, ma ha dovuto fare i conti con la seconda sconfitta in finale, ancora con una veneta, come accadde nel 2019, quando fu sconfitta in modo clamoroso dal Verona. In Veneto sono emersi giocatori poco conosciuti come Gargiulo, Rosafio, Tavernelli, Branca e Proia, oltre a capitan Iori, una sicurezza. Protagonista dei playoff è stato la punta Baldini, autore della tripletta che in pratica ha estromesso il Monza. Le ultime due posizioni sono state ad appannaggio di Brescia e Chievo. Le Rondinelle hanno centrato gli spareggi dopo una rimonta dalle zone basse, e dopo aver perso Torregrossa a gennaio, ceduto alla Sampdoria, e Sabelli, passato all’Empoli. Decisiva l’esplosione del francese Ayè, piuttosto in ombra l’anno prima in serie A, e della conferma di Donnarumma, Ndoj, Spalek e Bisoli, già visti in serie A. Non esaltante in realtà il cammino del Chievo, che ha acciuffato i playoff per i capelli, confermando la buona stagione delle venete (tre squadre ammesse ai playoff), ma stagione piuttosto opaca, nonostante l’esperienza di Giaccherini e Seculin: nulla da fare per Ciciretti, che ancora una volta ha deluso le aspettative, meglio i poco reclamizzati attaccanti Fabbro, Manuel De Luca e Margiotta. Fuori per la classifica avulsa la Spal, a cui non sono bastate le conferme di Paloschi, Floccari e Strefezza. Una delusione, perchè l’organico era almeno da primi cinque posti. Il vero boom è stato l’esperto Valoti, unico ad arrivare in doppia cifra (e gioca in mezzo), mentre ha deluso completamente lo spagnolo Asencio, passato a gennaio al Cosenza, dove ha finito di perdersi.

LE SALVE – La Reggina, tornata in serie B dopo nove stagioni, ha ottenuto una comoda salvezza, sfiorando nel finale anche i playoff. Alla fine va bene così, visto che con tutti i giocatori d’esperienza inseriti (Denis, Menez, anche se il francese non ha fatto la differenza), ma si sono invece segnalato giovani interessanti come Folorunsho e Liotti, e gli innesti invernali di Montalto ed Edera. Dal Frosinone ci si aspettava almeno un piazzamento playoff, dopo la finale raggiunta nel 2020, invece i ciociari, passati sotto due campioni del moindo 2006 (prima Nesta, poi Grosso), hanno solo ottenuto una salvezza anticipata, affidandosi soprattutto ai gol del giovane americano Novacovich e di Iemmello. Il gruppetto di salve in anticipo comprende anche Pisa, Vicenza e Cremonese: i toscani hanno potuto contare ancora sul loro bomber Marconi, i veneti senza un vero uomo-gol (Meggiorini, il capocannoniere della squadra, si è fermato a 6), e neppure Lanzafame e Jallow sono stati prolifici, solo un gol a testa. I lombardi soprattutto sui gol di Ciofani e Strizzolo. Salvezza miracolosa per l’Ascoli, dopo essere stato nelle ultime posizioni per gran parte del torneo: i marchigiani hanno scoperto il talento del giovane slavo Bajic. Il Pordenone, dopo i playoff raggiunti da esordiente l’anno scorso, stavolta ha ottenuto solo una salvezza all’ultima giornata, anche perchè è stato penalizzato a gennaio dalla cessione di Diaw, allora capocannoniere, al Monza, senza essere stato adeguatamente sostituito (Finotto è arrivato rotto).

LE RETROCESSE- Niente playout quest’anno: quattro retrocessioni dirette, per via della troppa inferiorità. Il Cosenza, dopo tre stagioni sofferte, torna in serie C pagando soprattutto il brutto girone di ritorno. Non è bastato il pur buonoi inserimento di Tremolada, giocatore determinante, aver sostiituito Riviere con Gliozzi non ha di certo portato frutti. Inutili gli innesti invernali di Trotta e Mbakogu, quest’ultimo mai visto. La Reggiana è l’unica neopromossa a fare subito ritorno in terza serie, pagando anch’essa un finale di campionato non all’altezza, nonostante la scoperta di giovani interessanti come Mazzocchi e Radrezza. Non sono bastati gli inserimenti invernali di Ardemagni e Siligardi. Il Pescara, sopravvissuto alla retrocessione ad agosto salvandosi solo ai rigori nel playout col Perugia, stavolta ha fatto peggio, e non sono bastati mix d’esperienza e gioventù per la salvezza, neppure il ritorno a gennaio del fedele Machin e l’ingaggio di Dessena. Sempre sul fondo l’Entella, indebolitosi sul mercato, e non in grado di rinnovarsi, non potendosi aggrappare ai soli Mancosu e De Luca.

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