#RawDiamonds

#RawDiamonds: giudizi stagionali (seconda parte)

Take Kubo

Grandi attese per il nipponico, ma possiamo considerare la sua stagione piuttosto frustrante.

A Villarreal non trova spazio nei primi sei mesi, 13 presenze ma quasi solo da subentrato. In inverno il prestito prosegue ma con la maglia del Getafe. Con gli azulones un solo acuto all’ultima giornata per certificare la salvezza dell’ex equipo del Romano Bordalas, condita da esultanza rabbiosa. Pessima stagione e sensazioni poco incoraggianti per quanto riguarda il suo impiego ad alto livello.

Kacper Kozlowski

L’imberbe centrocampista polacco si è preso la ribalta anche a livello nazionale, guadagnandosi la convocazione per Euro2021, se scenderà in campo diventerà il più giovane ad aver mai partecipato alla manifestazione. Non si tratta però di un mero premio al potenziale, ma di un riconoscimento alle qualità dimostrate sul campo da Kacper, che nelle ultime settimane si è dimostrato fondamentale per il Pogon, nel raggiungere un buon terzo posto in campionato. Aspettiamoci una crescita verticale nei prossimi mesi, salvo infortuni o simili. Già bollato come Pogba bianco ed accostato alla Juventus, ovviamente con il centrocampista del ManUtd ha in comune solo il ruolo.

Teun Koopmeiners

Il califfo del centrocampo AZ si è confermato un calciatore di livello assoluto, dominando le mediane dell’Eredivisie. 15 reti, 5 assist, geometrie, controllo del ritmo e personalità.

Molti occhi sono puntati sul classe 98, che potrebbe far comodo a molti club.

Resta da valutare la sua capacità di alzare i giri del motore, ma con questi piedi può fare quello che vuole almeno in Olanda.

Potrebbe essere un’affare in ottica mercato.

Silas Wamangituka

Lo Stoccarda di Matarazzo è stata una delle squadre più interessanti da seguire in questa Bundesliga, grazie anche alle prestazioni del congolese. L’ex Paris FC, spostato sulla fascia dalla posizione di punta si è dimostrato un valore aggiunto notevole, creando scompiglio e martoriando i dirimpettai grazie a capacità atletiche fuori dal comune e buona tecnica di base.

Purtroppo un infortunio ne ha decretato la fine della stagione anzitempo, influenzando anche il finale di stagione negativo della neopromossa che senza il suo numero 14 ha perso di continuità.

Da vedere se questa stagione da 11 reti in 25 presenze sia un fuoco di paglia o destinato a ripetersi.

Brenner

Il trottolino del Sao Paulo, a lungo indicato come papabile arrivo in Italia in diversi club alla fine saluta il Brasile per sbarcare in MLS, confermando il trend di crescita a livello di appetibilità del campionato a stelle e strisce.

Vestirà la maglia dei Cincinnati FC, che in questo avvio di stagione si sta dimostrando di gran lunga fra le peggiori franchigie insieme a Toronto e Chicago.

Il brasiliano dopo una rete su rigore al debutto si è eclissato, trasportato nella mediocrità del club, a dispetto dei 12 milioni sborsati dalla franchigia dell’Ohio.

Personalmente non credo sia materiale adatto al grande calcio europeo.

Fernando Niño

Il canterano del Villarreal si è messo sulla mappa del futbol iberico grazie ad un interessante mix di qualità. Tre reti e tanti buoni propositi che potrebbero aiutare a lanciare la sua carriera la stagione ventura. D’altronde con Bacca ormai sulla strada del tramonto, Alcacer che non da troppe garanzie fisiche, sembra che si apriranno spazi per le nuove leve in maglia amarilla anche perché le caratteristiche del 34 paiono combinare alla perfezione con la stella Gerard Moreno.

Filippo Ranocchia

Il centrocampista perugino rappresenta uno dei profili più solidi della nostra U23, la cui annata è stata piuttosto altalenante.

L’approdo ai playoff arrivato più per inerzia che altro, un traguardo minimo raggiunto, anche se con poche velleità di promozione. Dispiace perché raggiungere la serie B avrebbe dato ai ragazzi la possibilità di mettersi alla prova in un contesto dove la crescita potesse essere ulteriormente fomentata. Ranocchia a mio avviso resta un buon prospetto, con le capacità di diventare un discreto centrocampista per una media Serie A, sempre e quando continui a trovare spazio e minuti per crescere.

Wesley Fofana

Il centrale francese si è rivelato uno dei punti di forza del Leicester, vincitore della FA Cup e quinto nella Premier League.

Onnipresente, preciso e puntuale. Forza fisica, ma non solo al servizio delle Foxes. Senza dubbio fra i migliori debuttanti del recente passato del campionato inglese.

Poco altro da aggiungere su questo profilo ormai noto a tutti gli appassionati.

Yusuf Demir

La super news di una notte con tutti i tabloid mercatari che ne davano per fatto l’acquisto si è sciolta come la neve di aprile. Il trequartista austro turco però non pare destinato ad essere così effimero. Nella buona stagione dei Rapidler ha contribuito al raggiungimento del secondo posto, miglior traguardo possibile vista la ingombrante egemonia del gruppo RedBull oltralpe. Tante presenze da subentrato, ma in buona parte positive per impatto ed impegno, raccogliendo 6 reti, potrebbero essere state molte di più ma va regolata la mira, e 3 assist. Un ottimo inizio in attesa che si definisca il futuro tanto con il club che con la nazionale.

Juan José Macías

Non diventerà mai il ragazzo più amato del Messico, questo è certo. Caratterino difficile da tenere in spogliatoio, ma sa giocare a calcio e segnare. 12 reti stagionali con las Chivas de Guadalajara confermano che a quelle latitudini Macias fa la differenza.

Ci sono seri dubbi possa farlo anche dall’altro lato dell’oceano, sopratutto se la parte comportamentale continua ad essere tirata in ballo da stampa e compagni di squadra.

Liberato Cacace

Onestamente una delle storie più belle toccate in questa rubrica quella del neozelandese di chiare origini italiane.

Nella sua annata in Belgio si è imposto come titolare a soli vent’anni alle prima esperienza nel cambio vero, destando ottime impressioni per qualità atletiche e tecniche. Sia ben chiaro occorre eliminare il fumo ed aggiungere arrosto, la stazza non è quella di un colosso, ma il ragazzo ha cuore da vendere e tanta voglia di fare bene. Si certo oggi non è materiale da Juve, come vaticina qualche visionario in rete, ma con calma può costruirsi una carriera da ottimo terzino sinistro, merce sempre rara e preziosa.

Gabriel Veron

L’ala destra funambolica del Verdao ha vissuto una stagione caratterizzata da una certa discontinuità. Una buona Libertadores, culminata con il trionfo sul Flamengo in finale, seguita da un Brasilerao piuttosto sciatto. In campionato infatti ha faticato a brillare, con la titolarità spesso messa in dubbio. Ne hanno sofferto le prestazioni, sempre più inconcludenti.

Da rivedere assolutamente perché le qualità ci sono tutte, ma vanno incasellate in un contesto associativo.

Patson Daka

Lo zambiano ha polverizzato la concorrenza nella Bundes austriaca con prestazioni concrete e micidiali, per potenza fisica e dominio atletico. Logico che questo pesce sia ormai troppo per lo stagno asburgico ed aneli mari più consoni al suo livello.

Qualche settimana fa sembrava ad un passo il passaggio alla consorella di Lipsia, ma ad oggi Daka resta proprietà del Salisburgo, che lo cederà solo a fronte di offerte molto onerose. D’altronde 27 reti e 7 assist in 28 gare di campionato non sono cosa da poco, nonostante il livello non eccelso della lega austriaca. Resta qualche dubbio sulla sua efficacia ad alto livello, visto che in Champions è ancora a secco, ma il potenziale per un signor centravanti c’è tutto. Basterà sganciare l’assegno giusto.

Nuno Méndes

Il laterale sinistro portoghese è letteralmente esploso in questa stagione, diventando campione di Portogallo e oggetto del desiderio di mezza Europa con prezzo già lievitato in maniera eclatante, per la felicità delle casse lusitane.

Moto perpetuo, con ottimi istinti tattici e buona predisposizione tecnica tanto all’offesa quanto alla difesa si propone come uno dei migliori laterali mancini del prossimo decennio. Verrà pagato a peso d’oro, ma sembra valere ogni euro investito.

Nikolai Baden Frederiksen

La sorpresa della stagione nel sottobosco delle giovanili bianconere è questo danese arrivato in sordina a Torino, mandato senza eccessive aspettative a crescere in prestito in Tirolo dove ha sfoderato una stagione da trascinatore, portando lo scalcinato WSG da candidato numero uno alla retrocessione a contendente alle coppe europee. 18 centri in 31 gare ed una crescita largamente inattesa lo portano a candidarsi per scenari più prestigiosi in un prossimo futuro, sarebbe bello pensare addirittura con la casa madre bianconera.

Florian Neuhaus

Il versatile centrocampista dei Fohlen ha disputato una stagione personale piuttosto solida. Solito buon contributo in reti (6) ed assist (5), solita presenza costante nel cuore della manovra e atteggiamento positivo che ne hanno determinato la convocazione in nazionale per Euro2021.

Purtroppo a livello squadra la stagione del Borussia Moenchengladbach si è rivelata un mezzo disastro. L’ottavo posto, fuori anche dalla Conference League in favore dell’ Union Berlino è stato un magro risultato, conseguenza anche dell’annunciato addio del tecnico Rose, che ha gettato l’ambiente in un discreto caos.

Florian resta comunque un signor centrocampista, che merita le attenzioni di mercato che verranno. Da prendere prima che ci pensino altri.

Dusan Vlahovic

Inutile dilungarsi sui vari record battuto quest’anno dall’ariete serbo. Tanti gol, presenza fisica imponente e dominio tecnico. Se nella prima parte di stagione ha faticato con Iachini, con Prandelli Dusan ha iniziato a essere terribilmente efficace, salvando di fatto la Fiorentina (e il mio fantacalcio). Non vedo candidato migliore per il ruolo di numero 9 della Juventus del futuro, anche se Comisso probabilmente chiederà la luna per l’ex Partizan. Il gioco potrebbe valere ampiamente la candela visto che fra i pari ruolo solo quella bestia di Erling Braut Haaland si sta dimostrando superiore.

Maxence Lacroix

Presa eccezionale dei Lupi del Wolfsburg. Per solo cinque milioni di euro hanno scovato nella bassa Ligue2 francese un difensore di rara solidità e concretezza.

Fisicamente una roccia, discreto anche a livello tecnico e dalla forza mentale innegabile.

Con lo yankee Brooks è andato a comporre la coppia difensiva più granitica della Bundesliga, prendendosi il posto del titolare designato Pongracic.

Acquisto tremendamente azzeccato.

Aurelian Tchuoameni

Se i monegaschi hanno disputato un campionato di livello assoluto, con un ottimo terzo posto finale, gran parte del merito va ascritto a questo numero 8 di grande fisicità e diga insuperabile in mezzo al campo.

Acquisto passato sotto silenzio lo scorso inverno i 18 milioni girati dal Principato a Bordeaux si sono rivelati un investimento eccelso.

Forza, regia, interdizione, qualità e quantità, insomma un centrocampista completo e forte.

Jesper Lindstrøm

Joppe conclude in doppia doppia una buonissima stagione. Dieci reti ed assist in Superligaen permettono al Brønby di reclamare il titolo dopo un digiuno che durava dal 2004/05.

Lindstrøm non avrà la classe pura di qualche connazionale, ma l’elettricità ed il dinamismo che possiede lo rendono una spina nel fianco per molte difese. Sarà molto interessante vedere come impatterà nelle coppe europee la stagione ventura.

Devyne Rensch

Finale di stagione in crescendo per il diciottenne terzino tuttofare.

Ancora una volta il vivaio ajacide colpisce nel segno.

Tecnica, personalità e dinamismo sono i tratti distintivi di un ragazzo difficilmente incasellabile in un ruolo, ma che sicuramente sa giocare a calcio.

Ragazzo “nato pronto”, già messo a punto per il grande salto.

Saša Kalajdzic

I due metri del centravanti austriaco spiccano, ma le sue vere qualità non sono solo la statura, ma una tecnica di primo livello, architrave del progetto tattico dello Stoccarda di Matarazzo.

Sedici reti, cinque assist ed un enorme lavoro di sponda per i compagni rendono questo ragazzo un obiettivo di enorme interesse per tutto il calcio del continente, vista la rinascita del ruolo del 9 classico in Europa.

Yunus Musah

Il ragazzo cresciuto a Castelfranco Veneto ha via via visto il suo spazio diminuire con il passare dei mesi. Un buon avvio di stagione, qualche strappo importante, ma poi tanto panchina.

Il caos di Valencia non poteva sopportare ulteriori elementi di disordine, nonostante le buone impressioni del nazionale USA.

Resta un profilo interessante, ma deve maturare ancora molto.

Gabriel Menino

Il tuttofare brasiliano è stato protagonista di un 2020 di alto livello.

Campione continentale, protagonista assoluto e osservato speciale.

Laterale destro, sinistro, mediano, mezzala, non importa dove lo metti sta.

Cosa gli manca? Forse solo un po’ di continuità e saggezza cose che sopraggiungono con l’età, ma raramente dal Brasile escono giocatori così solidi e concreti.

Hamed Traorè

Il centrocampista neroverde ha destato buonissime impressioni, tanto che molti ne caldeggiano il riscatto da parte dei bianconeri per 18.5 milioni.

È certamente una mezzala potenzialmente di livello, di buona tecnica e vista, abile nel cucire i reparti ed un asset che credo la società debba tenere in mano, onde evitare beffe alla Romero.

Non sono certo possa diventare un titolare alla Juventus, ma nella nostra rotazione di centrocampisti avrebbe qualità uniche, fornendo una alternativa di qualità a mister Allegri. A bruciapelo ci scommetterei, pur con qualche riserva.

Abdellah Sima

L’idolo di metà Praga si è meritato il titolo di sorpresa dell’anno passando in pochi mesi dalla quinta divisione francese alle coppe europee. Un exploit raro e per nulla prevedibile.

Atleta superiore, dalla falcata impressionante, con istinti primordiali per la palla, ma anche tante lacune tattiche ed associative. Difficile pronosticare il futuro, anche se il rischio di un “one season wonder” è elevato.

Maarten Vandevoort

Un titolo nazionale, sfuggito solo a causa degli scontri diretti sfavorevoli con il Bruges, sarebbe stato un degno coronamento della ottima stagione del giovane portiere belga.

Si è preso la titolarità e gli sguardi interessati di club blasonati. Non è un talento generazionale o un predestinato, ma un portiere costruito con talento, tanto lavoro e disciplina. A diciannove anni ha già dimostrato affidabilità e carattere. Assolutamente da tenere d’occhio.

Kvichia Kvaratskheila

La furia georgiana sembrava già avere un piede sull’aereo per Torino, ma ad oggi non ci sono news di mercato che lo riguardino.

Si è dimostrato il profilo più interessante fra le novità del mondo ex sovietico, concludendo una buona stagione con quattro reti ed otto assist a Kazan, ciliegina sulla torta di un gioco aggressivo e dinamico.

Resto più che convinto che se troverà club disposti a fare affidamento sulle sue prestazioni potrà stupire. Investimento quasi sicuro.

Yacine Adli

L’ennesimo caso di talento fuggito dal Psg ed affermatosi altrove. A Bordeaux ha trovato continuità e ha saputo dare maggior concretezza al proprio gioco, grazie alla guida tecnica. Purtroppo l’annunciata disgregazione del club di proprietà cinese non darà al ragazzo continuità tecnica, mettendo un po’ in pericolo il suo percorso di crescita. Ad oggi non è certo un calciatore completo, a metà del guado fra trequarti e centrocampo, con intuizioni ed istinti di livello, ma con lacune tattiche e tecniche altrettanto importanti. Avrà bisogno di guida e fiducia per non dare passi indietro a livello tecnico.

Pedro Gonçalves

Se Rubén Amorim è la mente dietro il trionfo dello Sporting, Nuno Méndes e Pedro Porro sono i polmoni, Sebastian Coates è la roccia difensiva e sopratutto Pedro Gonçalves é il braccio armato.

Il trequartista tascabile di Chaves ha confermato ed ampiamente superato le prestazioni del 19/20 in maglia Famalicão, raggiungendo le 23 reti, e 3 assist, nelle 32 gare in cui è sceso in campo.

Il titolo dei Leões passa in buona parte dalla sua vena realizzativa, ma non si tratta solo di palloni spinti in fondo al sacco, ma bensì di un enorme lavoro tecnico e tattico a servizio della squadra tutta.

Lo scenario tattico in cui è avvenuta l’esplosione di Pote è singolare, ma non vedo l’ora di vederlo mettersi alla prova nelle competizioni europee.

Facundo Farias

Altro titolo inaspettato altro trequartista protagonista.

Farias è un enganche molto classico, tipicamente argentino per tecnica, ritmo e idea di calcio.

Dietro al sorprendente Colòn firmato Dominguez c’è un gruppo solido e coeso con Farias e la Pulga Rodriguez come battitori liberi.

Il trequartista diciottenne sembra destinato a ripercorrere le orme dei grandi dieci del passato albiceleste, spesso amati e idolatrati in patria, quanto incompresi da questo lato dell’Atlantico.

Mikkel Damsgaard

Il fantasista danese ha stupito buona parte dei tifosi italiani, trovando subito un buon feeling con mister Ranieri e la piazza Doriana.

Accelerazioni, intelligenza e buona tecnica sono gli aspetti che sono piaciuti di più, anche se un po’ di superficialità e passaggi a vuoto sopratutto nel finale di stagione ne hanno minato rendimento e minutaggio. Resta comunque un elemento di grande estro e potenziale, ma siamo nella fase in cui bisogna capire bene cosa fare da grandi.

Stefano Follador

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