STORIE DI CALCIO

#storiedicalcio 2020-2021: L’Inter di Conte spezza l’egemonia Juve e l’esordiente in panchina

LA STAGIONE – Fu la pausa più breve di sempre tra un campionato e l’altro: dal 2 agosto 2020, conclusione del campionato 2019/20, finito in estate dopo la sospensione per Covid, al 19 settembre, data di inizio del nuovo campionato, passarono solo 48 giorni: periodo troppo breve per preparare qualsiasi stagione,con ritiri ed amichevoli, anche perchè la stagione europea si concluse meno di un mese prima, il 23 agosto, con la finale di Champions vinta dal Bayern. Le squadre impegnate ad agosto nelle coppe, Inter ed Atalanta (che finirono la stagione rispettivamente il 21 ed il 12 agosto) e lo Spezia, promosso in serie A dopo la finale playoff del 20 agosto, ottennero di saltare la prima giornata e di partire dalla seconda giornata, il 26 settembre, recuperando a fine mese il loro impegno, così il calciomercato fu breve e con pochi colpi, assorbendo le prime tre giornate, e concludendosi il 5 ottobre. Campionato disputato a porte chiuse, ancora con possibilità di cinque sostituzioni, da effettuare in tre finestre.

Proprio la Juve noove volte campione fu protagonista della rivoluzione più grossa: via Sarri, a cui non era bastato lo scudetto vinto a fine luglio, reo di aver sprecato la qualificazione Champions col modesto Lione, e dentro Pirlo, esordienter assoluto. Nel mercato i colpi più grossi erano Arthur a centrocampo, scambiato con Pjanic dal barcerllona, Kulusevski, e poi il ritorno di Morata e l’ingaggio ad ottobre di Chiesa, salutando Higuain e Matuidi. Tre colpi di sostanza per l’Inter di Conte: il marocchinbo Hakimi ed il serbo Kolarov in difesa e l’ex bianconero Vidal a centrocampo, inoltre otteneva pure il nazionale Darmian in difesa, per rimpiazzare Godin, ceduto al Cagliari. Il Milan scommetteva sul talentino ex Brescia Tonali, e su nuovi nomi come Brahim Diaz e Diogo Dalot. La Roma otteneva lo spagnolo ex Barcellona Pedro ed il connazionale Borja Mayoral. Buon colpo in difesa col talentuoso marocchino Kumbulla, esploso a Verona. La Lazio si muoveva poco, prendendo il portiere Reina e la punta kosovara Muriqi, mentre il Napoli rinforzava l’attacco col nigeriano Osimhen e Petagna. L’Atalanta puntava al secondo anno di fila in Champions (stavolta a Bergamo, dopo l’esilio a Milano) ingaggiando il russo Miranchuk e la punta olandese Lammers, cedento il belga Castagne.

Tra gli altri movimenti, la Fiorentina compensava l’addio ad ottobre di Chiesa prendendo Callejon, ed ingaggiava a parametro zero Bonaventura e Borja Valero (per quest’ultimo si trattava di un ritorno). Il Torino prendeva Linetty e Bonazzoli, sul fronte genovese molto attivo il Genoa, con Pjaca, Zappacosta e Badelj, anche se le vere rivelazioni saranno l’italiano Scamacca ed il semi sconosciuto uzbeko Shomurodov. La Sampdoria prendeva gli ex interisti Candreva e Keita Balde, Il Cagliari ingaggiava oltre a Godin, anche il nazionale romeno Marin dall’Ajax; l’Udinese riportava in Italia l’ex Juve Pereyra, Forestieri e Deulofeu. Il Bologna si affidava all’esperienza di De Silvestri, il Parma provava a prendere nomi stranieri nuovi, tra cui spiccava l’ex Lilla Cyprien. Il Verona tentò il colpo Kalinic in attacco. Il Sassuolo lasciava invariata la rosa. Le neopromosse Benevento e Crotone provavano nomi di esperienza: i primi prendevano Glik, Caprari, Lapadula e Iago Falque, i secondi inserivano Cigarini, Siligardi ed il franco martinico Riviere, dopo la buona stagione in B a Cosenza. L’esordiente Spezia non inserì nomi altisonalnti in attacco, inserendo a centrocampo il colombiano Agudelo e l’ex pordenone Pobega, mentre in attacco chance per l’ex Cagliari Farias. In porta puntò su Provedel, dopo il flop dell’olandese Zoet.

Nel mercato invernale si segnalò il Milan con l’ingaggio dell’ex bianconero Mandzukic, in prestito per sei mesi, inserendo anche Meitè dal Torino e Tomori dal Chelsea. Juve, Inter e Napoli si limitarono a smaltire dei sovrannumero. La Roma riprese El Shaarawi, anche in chiave Europeo. L’Atalanta, perso Gomez dopo una lite con Gasperini a novembre, e finito al Siviglia, prese il danese Mahele in difesa. La Fiorentina prende il russo Kokorin e dal Napoli ecco Malcuit in prestito. Giro di punte tra Udinese e Verona: i friulani cedono Lasagna ai veneti e prendono Llorente in prestito dal Napoli. Il Verona ottenne anche l’ex juventino Sturaro. Il Cagliari riprese Nainngolan dall’Inter e prese l’ex juventino Rugani, il Genoa riuscì a tesserare Strootman, inseguito da tempo, mentre il Torino puntò su Sanabria e Mandragora. Il Parma provò a richiamare Pellè per risollevarsi ed in difesa prese il milanista Conti. Il Benevento puntò sull’argentino Gaich ed il Crotone prese Ounas e Di Carmine. Lo Spezia rinforzò il centrocampo con Saponara.

IL CAMPIONATO – Nelle prime giornate il Milan, forte del rodaggio estivo, si prende subito la vetta, e riesce a mantenerla per tutto il girone d’andata, tallonato prima da un coriaceo Sassuolo, e poi dall’Inter, unica poi in grado di impensierire realmente i rossoneri, specialmente da dicembre, dopo l’uscita dall’Europa. Più defilate le altre, specialmente la Juve, protagonista di prestazioni altalenanti che la vedono allontanarsi sempre di più dalla possibilità del decimo titolo consecutivo. Il 2021 si apre con qualche difficoltà per il Milan che, nonostante i ko interni con Juve ed Atalanta riesce a vincere il titolo d’inverno anche perchè l’Inter, diventata unica inseguitrice dei rossoneri, frena anch’essa ad inizio anno, perdendo in casa della Sampdoria e pareggiando ad Udine. In coda invece, dopo una partenza difficile, Il Genoa si riprende, mentre restano in fondo alla classifica un Torino in palese difficoltà, insieme a Cagliari, Crotone e Parma.

Nel girone di ritorno continua la flessione del Milan, che a febbraio prima perde in casa dello Spezia, poi crolla nel derby, favorendo il sorpasso e la fuga dell’Inter, che piazza una serie di 11 successi consecutivi, che portano fino ad un vantaggio di 11 punti sui rossoneri. Resta più accesa la lotta per i posti Champions, in cui combattono Milan,Juve, Atalanta ed un rigenerato Napoli, mentre per le romane la zona Champions resta attardata. L’inter si laurea campione d’Italia il 2 maggio, senza scendere in campo, grazie al pareggio dell’Atalanta, nuova provvisoria seconda, in casa del Sassuolo, che li fa festeggiare dopo 11 anni d’attesa. Le altre posizioni si delimitano negli ultimi due turni: alla penultima festeggia l’Atalanta, per il terzo anno consecutivo, mentre in Champions festeggiano anche il Milan, ripresosi con un buon finale, con ben 16 successi esterni ed il record di rigori a favore (ben 20) che torna nella massima competizione europea dopo 7 anni, strappando la seconda posizione proprio agli orobici nello scontro diretto all’ultima giornata, mentre in extremis strappa l’ultimo posto disponibile la Juventus, grazie al pareggio interno del Napoli col Verona, che costringe i partenopei all’Europa League insieme alla Lazio. Per la Roma arriva solo un’insperata qualificazione alla Conference League, la nuova competizione de’UEFA, prevalendo solo per differernza reti sul Sassuolo, in grado di riprendere i giallorossi dopo aver recuperato un ritardo di 10 punti. In coda, salvezza tranquille per Genoa, Fiorentina,Bologna ,Udinese e Spezia, si salvano negli ultimi turni Cagliari e Torino, mentre ad accompagnare in B le spacciate Crotone e Parma, sempre in zona retrocessione (gli emiliani chiudono l’annata con otto sconfitte e subendo il sorpasso dei calabresi all’ultimo posto) ci va il Benevento, autore di un disastroso girone di ritorno dopo un buon girone d’andata chiuso a metà classifica: ai sanniti non basta l’unico successo del girone di ritorno, prestigioso, in casa della Juve. Capocannoniere è Cristiano Ronaldo, con 29 reti, che stacca l’interista Lukaku, che chiude a quota 24.

La festa interista con lo scudetto, il 23 maggio. Tre giorni dopo, Conte lascia la società

LA JUVE DEL MAESTRO ESORDIENTE – La svolta della stagione bianconera avviene tutta in una giornata: è quella di sabato 8 agosto 2020. Il giorno dopo l’eilminazione dalla Champions, Maurizio Sarri viene sollevato dall’incarico nel primo pomeriggio, e nel tardo pomeriggio viene già scelto il successore: essendoci pochi allenatori liberi, la scelta cade a sorpresa su Andrea Pirlo, chiamato il mese prima per allenare l’Under 23. Per il bresciano si tratta così di una promozione, e di un autentico azzardo, non avendo curriculum da allenatore, avendo smesso da poco, ed essendo stato alla Juve da calciatore fino a sei anni prima. Sul fronte mercato, la Juve inserisce il 20enne trequartista svedese Kulusevski, già preso a gennaio e lasciato al Parma, mentre a centrocampo, già a luglio, viene formalizzato lo scambio col Barcellona tra Miralem Pjanic ed il brasiliano Arthur. Inoltre vine inserito il nazionale Usa Weston McKennie, preso dallo Scalke 04. Sul fronte cessioni, lasciano definitivamente Higuain e Matuidi, che vanno a giocare a Miami, mentre vengono uffcializzate le cessioni in prestito di Douglas Costa al Bayern, Rugani al Rennes e De Sciglio al Lione. Girati inoltre in prestito i difensori Pellegrini al Genoa e Romero all’Atalanta, oltre che a Nicolussi Caviglia al Parma, Pjaca al Genoa ed Olivieri, punta dell’Under 23, all’Empoli. Manca però una quarta punta, visto che la Juve si ritrova con i soli Ronaldo e Dybala. Intanto inizia il campionato col botto: battuta 3-0 la Sampdoria con una grande partita e del bel gioco: tuttavia è solo un’illlusione, perchè alla seconda giornata in casa della Roma la Juve rischia grosso, salvata da Ronaldo strappando un immeritato pari. Ad inizio ottobre la non partita giocata col Napoli, con i partenopei non partiti per Torino, bloccati dalla propria Asl il sabato sera. La sosta di ottobre porta alla Juve due innesti importanti: prima il ritorno di Morata, prestato dall’Atletico Madrid, poi l’ingaggio di Federico Chiesa. Si riparte non al meglio: un brutto pari a Crotone ed in casa col Verona, in mezzo però l’esordio vincente a Kiev in Champions. Intanto Ronaldo e mcKennie risultano positivi al covid: CR7 salta così il confronto con Messi in Champions, che la Juve perde in casa 2-0, poi rientra a Cesena segnando una doppietta allo Spezia ad inizio novembre, risolvendo una partita ancora complicata. Prima della sosta di novembre arriva un altro poker al Ferencvaros in Champions ed il pareggio beffa subìto nel recupero all’Olimpico dalla Lazio, prima che il giudice sportivo, il 10 novembre, assegni il 3-0 a tavolino alla Juve per la gara col Napoli. . Manca quindi continuità al progetto, dopo la sosta di novembre la Juve sembra però ingranare: successo sul Cagliari, Ferencvaros che vale gli ottavi in anticipo, poi però pareggio a Benevento, quindi tris alla Dinamo Kiev e successo in rimonta nel derby, prima del tris a Barcellona che garantisce il primo posto nel girone, che da morale alla Juve: vittoria in casa Genoa, pari buono in casa con l’Atalanta (con Ronaldo che fallisce il rigore-vittoria) e poker a Parma. Ma nell’ultima prima di Natale, la Juve prima si vede togliere il successo a tavolino sul Napoli, poi crolla in casa con la Fiorentina. A gennaio timida ripresa, con i successi su Udinese, Milan e Sassuolo, e la sofferta affermazione ai supplementari sul Genoa nel debutto in coppa Italia. Serie interrotta dalla netta sconfitta in casa dell’Inter del grande ex Conte, ma consolata dal successo tre giorni dopo in Supercoppa italiana sul Napoli. Quello con l’Inter resta unico intoppo in realtà di un mese quasi perfetto, che si chiude con i successi su Bologna e Sampdoria e sulla Spal in Coppa italia. Nessun movimento nella fase invernale, se non la risoluzione per Khedira ed il ritorno di Rugani, girato al Cagliari, e Mandragora, riscattato dall’Udinese per essere ceduto al Torino.

La Juve intanto risale posizioni, arriva fino al terzo posto, dopo il successo sulla Roma. Ma qualcosa s’inceppa di nuovo, nonostante raggiunga la finale di Coppa Italia eliminando l’inter, dopo le sconfitte a Napoli (rigore, ma partita mai giocata) ed Oporto nell’andata ottavi di Champions, poi la scontata vittoria interna sul Crotone, cancellata da un nuovo pari a Verona. I successi sullo Spezia e sulla Lazio in rimonta (senza Ronaldo) fan ben sperare, ma poi arriva l’uscita di scena dalla Champions con l’inutile vittoria sul Porto ai supplementari. Pirlo sembra far uscire tutta la sua inadeguatezza nelle gare successive: la vittoria a Cagliari con tripletta di Ronaldo non viene considerata, anche perchè a sorpresa arriva un tonfo interno col Benevento prima della sosta di marzo che manda la Juve fuori dalla zona Champions e fanno piovere le critiche. Alla ripresa le cose non vanno meglio: pari risicato nel derby e vittoria poco convincente sul Genoa, dopo la vittoria sul Napoli nel recupero che comunque rimandano la Juve in zona Champions, poi la sconfitta a Bergamo nello scontro diretto, il casino Superlega,nato ed abortito nel giro di tre giorni, altra striminzita vittoria sul Parma prima del brutto pari a Firenze e la vittoria stiracchiata in rimonta ad Udine. Il tonfo interno successivo col Milan sembra chiudere anche il discorso Champions, rassegnandosi all’Europa League ed un futuro incerto: Pirlo ottiene comunque fiducia, e la Juve si tira a lucido per il finale: vittoria netta in casa Sassuolo, sofferta vittoria sulla scudettata Inter, vittoria in finale di Coppa Italia sull’Atalanta e poker a Bologna con ingresso in Champions League grazie al passo falso del Napoli. Nonostante due trofei conquistati e la Champions raggiunta, Pirlo non viene confermato: il 27 maggio viene esonerato e sostituito da Allegri, che torna dopo due anni a sedersi sulla panchina bianconera.

Pirlo negli spogliatoi del Mapei Stadium con la Coppa italia, conquistata il 19 maggio

LE ALTRE COPPE – Le coppe europee partono in via eccezionale a metà ottobre, con preliminari a settembre di sola andata. In Champions l’Inter esce ai gironi, le altre tre (Juve, Atalanta e Lazio) varcano tutte i gironi, ma escono agli ottavi, per mano di Porto, Real e Bayern. Travolto anche il Barcellona agli ottavi,dal PSG, la finale (spostata da Istanbul ad Oporto) è tutta inglese e con 13.500 spettatori: è il Chelsea a battere il Manchester City ed a vincere per la seconda volta il trofeo, dopo 9 anni. In Europa League il Milan passa i preliminari di settembre (interminabile ai rigori e rocambolesca l’ultima gara d’ammissione col Rio Ave) e si qualifica ai gironi, dove già ci sono Napoli e Roma: tutte e tre vincono i propri gironi, poi ai sedicesimi esce il Napoli per mano del Granada, agli ottavi tocca al Milan, eliminato dal Manchester United, mentre la Roma arriva fino alle semifinali, travolta dagli stessi Red Devils, retrocessi dalla Champions. In finale a Danzica vince il piccolo Villarreal, che supera proprio il Manchester United dopo una serie interminabile di rigori. Detto della Coppa Italia e della Supercoppa Italiana, in cui entrambe le finali sono giocate a Reggio Emilia, e vinte dalla Juve, la Supercoppa Europea, disputata a metà settembre di giovedì, vede l’affermazione ai supplementari del Bayern sul Siviglia, gli stessi bavaresi vincono ancher il Mondiale per Club, posticipato a febbraio 2021, superando i messicani del Tigres in finale. La Nazionale di Mancini , tra settembre e novembre vince il girone di Nations League, davanti a Olanda, Polonia e Bosnia, ed a marzo inizia trionfalmente il girone di qualificazione mondiali 2020, con tre vittorie in tre gare. In serie B risalgono l’Empoli, dopo due stagioni, e la Salernitana, dopo 22 anni, mentre i playoff premiano il Venezia, promosso dopo 19 anni, vittorioso in finale sul Cittadella. Bocciate la favorita Monza, che fallisce il salto in alto nonostante gli ingaggi di Boateng, e da novembre, di Balotelli, il Lecce, il Chievo e la Spal. In serie C quattro retrocessioni senza disputare i playout: scendono Cosenza, Reggiana, Pescara ed Entella.

La sera del 29 maggio il Chelsea fa festa con la vittoria della Champions League.

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