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ROLAND GARROS: NAOMI DICE STOP!

Naomi dice stop.

Con una decisione shock, la numero due del mondo del tennis femminile si ritira dal Roland Garros dove aveva aver superato il primo turno. Per depressione.
Era parso strano ed attirato giudizi aspri e di condanna la dichiarazione pre torneo. Si negava a qualunque conferenza. A colpi di 15mila da pagare come sanzione per l’assenza, all’organizzazione dei 4 Slam. …”mi sono accorta che…spesso non hanno rispetto per la salute mentale degli atleti. Vengono fatte domande che insinuano dubbi nelle nostre menti e incrinano le nostre sicurezze, penso sia come prendere a calci una persona già a terra per la sconfitta. Spero che i soldi delle mie multe siano devoluti a qualche ente che si occupa di salute mentale”

A rileggere queste frasi di giovedì scorso, alla luce del suo forfait al campionato del mondo su terra rossa, vengono i brividi. La sportiva più ricca al mondo secondo Forbes, nel 2020, con cifre superiori ai 50 milioni di dollari. In prima linea nella battaglie e manifestazioni per i diritti civili. Lei nippoamericanacaraibica a manifestare contro ogni discriminazione e portavoce degli atleti nelle vicende susseguenti al caso George Floyd, aveva lanciato una richiesta di aiuto. “Fatemi star fuori, lasciatemi in pace”
Il corsivo della frase del comunicato di ieri “La verità è che ho sofferto di depressione dal 2018…ho fatto molta fatica ad afrrontarle…ho forti ondate d’ansia…ora resterò fuori dal circuito per un po’ di tempo”

Alcuni atteggiamenti spiazzanti degli anni scorsi assumono contorni ben più differenti. A Wimbledon abbandonò la sala stampa dopo la sconfitta con Putintseva con un “posso andare? mi sta venendo da piangere”. La stagione scorsa, dopo una vittoria nei primi turni disse che ad ogni domanda si sentiva venir meno il fiato.

Dopo aver chiesto scusa al tennis ed ai giornalisti che aveva accusato, si è presa una pausa dallo sport che l’ha resa ricca, popolare, di successo ed un punto di riferimento per sponsor e società civile.
Il tennis è sport individuale, ha risvolti psicologici antitetici al calcio. Le pause del gioco concedono tempo malsano, traditore ed infingardo per la mente di atleta. I dubbi hanno spazio tra un punto e l’altro per insinuarsi. Dubbi di gara e di risultato. ipotizza la semplicità con cui emergono i quesiti esistenziali associati a quelli di campo…

Sopporto malvolentieri i giudizi trancianti e le etichette. I verdetti alla Cassano. Mi irritano profondamente i giustizialisti che battezzano pipponi e brocchi con l’agevolezza di uno sbadiglio. La superbia e la superficialità di stroncare carriere con epiteti che non avrebbero diritto di cittadinanza nello sport.
Che resti un divertimento, anche per noi, perchè può accadere che nemmeno con 50 milioni all’anno, 4 Slam vinti, numeri 2 al mondo e tante vittorie e successi davanti a sè si viva sereni. In quella che doveva essere la propria grande passione ed occasione di vita.
Le angosce lasciamole fuori, come Naomi Osaka farà con il suo amato tennis…
Speriamo, per lei sia solamente per un po’.

Di Daniele Mulazzani

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