#RawDiamonds

#RawDiamonds: Tajon Buchanan

“The future is now, old man!”

Frase iconica del mai troppo celebrato Dewey Wilkerson, fratellino del più noto Malcom della omonima serie TV.

Il futuro è già qui anche nel calcio e farete bene ad abituarvici.

Il football ormai è sempre più un “global-game”, praticato in ogni angolo del pianeta con crescenti livello di professionismo e preparazione anche negli angoli più reconditi del globo.

Uno di questi è Brampton in Ontario, profondo Canada, quarta città del paese per popolazione, ma lontana dalla fama delle metropoli.

È una cittadina peculiare, con una storia di frontiera fatta di leggenda e mistero, ma che oggi può vantare più di mezzo milione di abitanti.

La Città dei Fiori del Canada, così chiamata per la presenza di una fiorente industria vivaistica è salita alla ribalta qualche anno fa non per delle splendide orchidee, ma per aver dato i natali ad una delle prime scelte al draft NBA fra le migliori di sempre, guardando la classifica al contrario purtroppo: Anthony Bennet.

With the pick number 1 Cleveland select…

L’ala forte ex Cavaliers non è però l’unico sportivo di livello, vabbè non infierite, nato in città.

Tristan Thompson, ex signor Kardashan fra le altre cose, è anche lui nato in città, così come Tyler Ennis, playmaker di buon livello europeo, e ovviamente una valanga di giocatori di hockey su ghiaccio.

Sorprende invece che in questo angolo di nuovo mondo siano nati diversi atleti di buon livello dedicati al “soccer”.

Paul Staltieri, terzino dalla discreta carriera in Bundesliga, Junior Hoilett ala del QPR, Cyle Larin, attaccante di proprietà del Besiktas; insomma tutti atleti con un discreto successo nel Vecchio Continente, che hanno dato lustro a questa piccola cittadina e ne hanno reso piuttosto noto il nome.

C’è però un altro ragazzo nato nella città fondata da Chisholm che si sta ritagliando sempre più spazi sui media e che pare poter superare in notorietà e successo tutti gli atleti usciti da Brampton: Tajon Buchanan.

Tajon Buchanan

Classe ‘99, nona scelta al Draft Mls del 2019, il riccioluto canadese si sta facendo notare e sta vedendo il suo nome scritto sui taccuini di scout provenienti da tante società blasonate, Juventus su tutte.

Biografia

Tajon Buchanan nasce a Brampton l’8 febbraio 1999.

Come sovente accade in Nordamerica il piccolo Tajon non si diletta solamente nel football, anzi da bambino predilige il basket che pratica costantemente, mentre il soccer resta più un riempitivo.

Le cose però iniziano a cambiare intorno ai dieci anni, prima con calma, poi con una certa velocità.

Entra infatti nella squadra locale dei Mississauga Falcons, allenati da Cyrus Chrysanthou.

Cognome complesso da ricordare, ma che sarà fondamentale nella storia di Buchanan.

Si sa che buoni giocatori fanno bravi allenatori e viceversa cosicché dopo alcune buone annate alla guida dei Falcons coronate dalla IMG Cup 2014, il coach e grande amico di famiglia Chrysanthou riceve un offerta di lavoro molto interessante dal Real Colorado.

Il trasferimento a Denver di Cyrus colpisce molto Tajon.

Denver vuol dire MLS, scenari professionali ben più ampi rispetto ai simpatici, ma un po’ scalcinati Mississauga Falcons.

Tajon non è un più un bambino, è ambizioso, sicuro di se e si fida ciecamente del coach, gli balena quindi una pazza idea, seguire l’allenatore in Colorado e tentare l’avventura nella Mile High City.

Buchanan con la maglia de Colorado.

I genitori sono d’accordo, coach Cyrus pure e tutto pare apparecchiato per l’ingresso del ragazzo nel settore giovanile del Real Colorado. Invece la Longa mania della Fifa si intromette.

Un minorenne che vive in paese straniero senza i suoi genitori, con il suo allenatore è una condizione che il leviatano del football mondiale vede come fumo negli occhi. Per cui gli viene concesso il via libera per gli allenamento, ma non per le partite.

Sicuramente non la situazione più piacevole per un sedicenne voglioso di mettersi alla prova e con energie fisiche e mentali da vendere.

Energie che sfociano quindi in contrasti con il mentore Cyrus, lunghe chiamate a casa e una generale frustrazione per la situazione in cui si è andato a infilare.

Tajon sperava in un inizio di avventura a stelle e strisce meno problematico, ma purtroppo non è così.

Le cose sembrano migliorare quando partecipa a un clinic per la prestigiosa Syracuse.

Coach McIntyre si innamora di questa scheggia impazzita canadese e lo coopta immediatamente per gli Orange.

Buchanan in maglia Orange.

Tutto bene direte voi? Invece no, sopraggiungono ulteriori problemi.

I crediti scolastici maturati in Canada agli inizi del liceo non sono trasferibili nelle scuole USA, per cui per poter essere un calciatore della squadra di college Buchanan deve assolutamente mettersi in pari con i risultati scolastici, proprio come in uno di quei film stereotipati sui teenager d’Oltreoceano.

Tajon è un ragazzo sveglio, si mette in pari con gli studi in breve e scende in campo con la divisa arancione del prestigioso ateneo dello stato di New York.

Con gli Orangemen Buchanan vive una ottima stagione 17/18. Il freshman canadese firma 12 reti in 33 incontri, giocando più da punta che da esterno destro di centrocampo.

Dopo il più classico degli “one and done”, pratica che negli sport d’oltreoceano è ormai un classico per gli atleti di livello, Tajon si dichiara eleggibile per il SuperDraft 2019.

Alla numero 9.

Lo chiama alla nona New England.

I Revolution sono una delle franchigie “storiche” della Mls, ma non si può dire che se la stiano passando granché bene.

Hanno chiuso la stagione al sedicesimo posto nella lega, lontani da qualsiasi ambizione.

Situazione che non può andare giù alla dirigenza ed alla tifoseria bostoniana.

A maggio 2019 arriva sulla panchina dei Revs un santone della pedata a stelle e strisce: Bruce Arena.

Bruce Arena.

L’esperto allenatore riporta nel giro di una stagione e mezza la franchigia rossobiancoblu ad uno spot playoff, arrivando alle finali di Conference nella scorsa stagione e nella stagione in corso dopo sette gare i ragazzi del New England sono addirittura al secondo posto globale.

Un miglioramento niente male che passa anche dalla crescita continua di elementi come il nostro Tajon.

Il canadese dopo un primo anno di apprendistato dove colleziona tante panchine e prestazioni poco brillanti, poco meno di 400 minuti per lui, innalza il rendimento la stagione successiva.

L’assenza dei due terzini destri per infortunio porta Bruce Arena ad arretrarlo sulla linea dei difensori come laterale destro.

Crescita difensiva evidente.

Sorprendentemente la risposta sul campo da parte di Tajon è molto positiva e diventa uno dei fattori chiave nella qualificazione ai playoff 2020.

Impressionante la prestazione nelle semifinali di Conference dove ha sovrastato Nani, tanto fisicamente quanto tecnicamente, facendolo sparire dal campo.

Alla fine della stagione saranno 24 presenze fra campionato e playoff, con tre reti e tre assist, un bel passo in avanti.

Passo in avanti che notano anche al Nord.

Il Canada chiama, anche se solo nella veste U21 per ora, e Buchanan risponde.

In gol con la maglia della nazionale.

Nel Preolimpico in vista di Tokyo 2021 l’esterno debutta con una doppietta contro il modesto El Salvador, che però ravviva ulteriormente l’attenzione degli scout europei.

In questo primo scorcio di stagione Tajon è tornato a giostrare sulla linea dei centrocampisti, mantenendo un buono standard di prestazioni.

Come detto da coach Arena la sua è una situazione tattica in divenire, visto che il ruolo del numero 17 potrebbe variare a seconda del tema tattico e delle necessità della squadra.

Nelle ultime settimane si stanno rincorrendo numerose voci di mercato che lo riguardano. Dal Portogallo (Sporting e Braga), passando per la Germania (Mainz), ma sopratutto per il Belpaese dove vari club ne seguono da vicino le gesta. Oltre alla Juventus sul giovane canadese si stanno muovendo diverse società, secondo i media, dallo Spezia, passando per Sassuolo, Napoli e Milan. Ovviamente con obiettivi ed idee diverse, ma tutte accomunate da un genuino interesse per Tajon Buchanan.

Caratteristiche tecniche

Tajon Buchanan nasce come punta nei suoi anni in Canada e poi al college, ma con il trascorrere delle stagioni ha vissuto quello che possiamo definire un classico processo evolutivo. Spostato prima sull’ala destra per sfruttarne la progressione, la velocità ed il dribbling negli anni sta imparando a diventare affidabile anche con maggiori compiti difensivi, riuscendo a districarsi con discreta sicurezza anche se schierato come terzino destro.

183 centimetri, fisico asciutto e nevrile, dotato dal punto di vista atletico, come succede quasi sempre con i calciatori provenienti dal Nordamerica. Scatto fulmineo e allungo bruciante, Tajon fa della velocità la sua arma migliore, che unita ad un buon controllo del corpo e coordinazione lo rende una minaccia per le difese quando prende velocità in dribbling.

Ama infatti particolarmente la ricerca costante dell’uno contro uno, che risulta essere sovente la sua prima scelta, talvolta senza considerare la disposizione tattica dei compagni.

In conduzione

La ricerca della superiorità numerica lo rende un prezioso grimaldello tattico, ma la tendenza è quella ad avere un approccio quantitativo più che qualitativo al superamento dell’uomo.

Per ovviare questa tendenza che in situazioni più statiche potrebbe portare a palle perse e ripartenze avversarie coach Arena tende a sovraccaricare il lato opposto per poi andare da Tajon, molto più efficace e pericoloso quando ha spazio per andare in progressione.

Tocchi per area di campo (dati Footdata)

Ciò spiega un numero di tocchi a gara relativamente basso (30-35 nelle scorse stagioni) che non significa scarsa importanza nella manovra, ma piuttosto un uso mirato delle sue qualità.

Dal punto di vista tecnico è un calciatore discretamente dotato, anche se va migliorato il piede mancino debole.

Possiede un discreto controllo orientato, molto utile sopratutto nelle ricezioni in situazione dinamica, buona capacità di conduzione della sfera e confidenza con la stessa.

Non che ami addormentare la palla, ma non è il tipo di calciatore che ha paura di fare un mezzo tocco in più.

Personalità che si nota anche al momento della ricerca del dribbling, fondamentale in cui insiste spesso. Si tratta tendenzialmente di azioni semplici, improntate più sulla forza fisica e la velocità che su destrezza tecnica o soluzioni fantasiose, ma di buona efficacia e sopratutto eseguite con piedi rapidissimi, non è un caso se risulta il giocatore con più “tunnel” eseguiti nella MLS.

In mischia.

Non è calciatore da soluzioni particolarmente complesse nel dribbling, ma nei passaggi sa essere maggiormente creativo ed intuitivo. Non è sicuramente un “pass first player”, ma non disdegna coinvolgere i compagni con discreta qualità ed incentiva quando non si focalizza eccessivamente sul dribblare l’uomo.

Ottimo nel fondamentale del cross che esegue in maniera molto pulita e precisa, con un ventaglio di soluzioni piuttosto ampio, dall’appoggio al rimorchio sino al traversone classico sul palo lungo.

Possiede una bella conclusione da fuori, tesa e precisa che ha fatto vedere in più di qualche occasione andando in rete.

Dopo una rete ci si può lasciare andare.

Difficile vederlo rientrare verso il centro del campo, a fine gara avrà quasi sempre gli scarpini sporchi di gesso della linea laterale. I suoi movimenti sono quasi esclusivamente verticali, con poche concessioni a tagli verso il centro o scalate complesse.

Difensivamente sorprende, infatti l’attitudine ambiziosa, solitaria ed un po’ fumosa della metà campo offensiva lascia spazio ad un Tajon ben più composto e responsabile quando si tratta della fase di non possesso.

In contrasto.

Va da se che siamo all’inizio di un processo di adattamento ad un ruolo nuovo ed i peccati di irruenza e distrazione sono ancora frequenti, ma nella scorsa stagione Buchanan ha ampiamente dimostrato di potersi adattare bene ai compiti da terzino di fascia destra, grazie a gamba, spirito di sacrificio e competizione ed un buon bagaglio tecnico.

Coach Arena parlando con la stampa ha confermato che il numero 17 verrà schierato come esterno alto con tutta probabilità, ma non esclude di portarlo di nuovo sulla linea dei difensori, viste le buone garanzie offerte la scorsa stagione.

Evoluzione

Tajon Buchanan è di fronte ad un interrogativo chiave per la sua carriera.

A ventidue anni può continuare nella comfort zone del suo essere esterno alto, continuando a giocare come ha sempre fatto, utilizzando il suo grande atletismo e la personalità per diventare una buona ala oppure rischiare e cercare di trasformarsi in un difensore esterno.

Gli esempi di un percorso di questo genere sono molteplici, specialmente negli ultimi anni, tanto di successo, quanto di fallimento.

La mia personale idea al riguardo è che un progressivo arretramento potrebbe essere un bene per le ambizioni competitive del ragazzo.

Crescita.

Se da ala si sta dimostrando un calciatore affidabile e con un rendimento tutto sommato certo, sebbene caratterizzato da un gioco lievemente monotematico e lineare, partendo qualche metro più indietro potrebbe godere di più spazi per dar sfogo alle sue capacità atletiche, sopratutto se schierato da quinto di difesa, con un centrale alle spalle a coprirne le scorribande.

In pressione.

In quest’ottica è comprensibile l’interesse dello Sporting Club de Portugal, neo campione del paese lusitano grazie ad un moderno e iper cinetico 3-4-2-1.

Sull’out destro i biancoverdi di Amorim dovranno per forza di cosa pensare ad un sostituto dello spagnolo Pedro Porro, di rientro dal prestito al Manchester City e l’impiego a tutta fascia potrebbe essere un intelligente compromesso per la crescita del canadese, dove sfogare gamba e dinamismo, senza doversi sobbarcare un lavoro estenuante dal punto di vista difensivo.

Questo probabilmente rappresenta un possibile percorso potenzialmente a livello più alto per il ragazzo di Brampton che tramite questa decisione a livello tattico potrebbe aspirare a una carriera più importante.

Vestito in bianconero

Uno dei grandi protagonisti di questo incredibile ciclo vincente bianconero è stato senza dubbio il colombiano Juan Guillermo Cuadrado. Giocatore squisito e di importanza capitale di cui ci siamo resi conto forse tardivamente.

Solo amore per Juan.

El Panita però per quanto eccezionale non è eterno e non sta ringiovanendo, classe 88, si avvia inesorabilmente verso il tramonto della sua ottima carriera.

Rimpiazzarlo sarà delicato e difficile, ma fortunatamente il ragazzo di Necoclì sembra avere ancora una discreta quantità di benzina nel serbatoio.

Ciò apre lo spazio ad altre soluzioni più a lungo periodo.

Acquisire un profilo ancora acerbo come Tajon, da far crescere sotto l’ala protettrice di Cuadrado, assumendone le sembianze si spera, rubandone trucchi ed astuzie del mestiere, il tutto ad un prezzo tutto sommato modico, si parla di una cifra intorno ai dieci milioni di euro.

Velocità.

Conclusione

Tajon Buchanan a ventidue anni si è dimostrato un profilo sicuramente interessante per il livello della MLS.

Dimostra di avere un potenziale ancora parzialmente da sviluppare e dimostrare, ma è ancora da capire quanto in la possa spingersi, ma giungere a livelli tali da vestire la casacca bianconera resta comunque un traguardo forse eccessivamente ambizioso.

Buchanan è ancora acerbo, nonostante sia alla terza stagione da professionista, ma ha la qualità per poter essere un protagonista anche da questo lato dell’oceano, sebbene non credo a livello altissimo.

Ad ogni modo resta interessante notare la continua crescita del movimento calcistico nordamericano, tanto negli Stati Uniti quanto nel Canada.

Da un lato Pulisic, Reyna, McKennie, Dest e molti altri, dall’altro Alphonso Davies, Jonathan David, Cyle Larin ed un manipolo di buoni talenti fra cui Buchanan ci preannunciano che ormai il calcio è affare serio anche dalle parti della CONCAF, insomma “the future is now, old man!”, iniziate ad abituarvi.

Stefano Follador

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