Spazio Liga

SpazioLiga: Pagellone finale

Mvp

Marcos Llorente

Sarebbe giusto e forse ovvio dare il titolo di miglior giocatore della Liga al solito Luis Suarez, ma l’ex mediano ha tenuto per tutto l’anno un rendimento stellare, trasformandosi in un elemento offensivo imprescindibile e di grande qualità ed efficacia. Calciatore delizioso per letture, intelligenza e concretezza, con 12 reti ed 11 assist in 37 gettoni di presenza il numero 14 colchonero si è dimostrato un valore aggiunto strepitoso per Simeone.

Allenatore dell’anno

Alvaro Cervera

Il tecnico gaditano è protagonista di una stagione eccellente alla guida della neopromossa gialloblù.

I 44 punti con cui concludono il campionato valgono il dodicesimo posto, una salvezza tranquilla che passa anche da vittorie di prestigio al Camp Nou e all’Alfredo Di Stefano.

Solidità, sacrificio ed intensità. Queste sono le parole chiave del successo della banda di Cervera, allenatore dell’anno a mio modesto avviso.

Top 3 portieri

1. Jan Oblak: protagonista assoluto. Affidabile, puntuale, a tratti insuperabile. Ad oggi il migliore al mondo per me.

2. Sergio Herrera: l’Osasuna ha condotto un cammino solido e sicuro in questa stagione. Salvezza comoda grazie a concretezza e pragmatismo e alle ottime prestazioni del ventottenne che hanno condotto Jagoba Arrasate e soci ad un ottimo undicesimo posto.

3. Bono: a trent’anni alla prima stagione da titolare designato, grazie anche all’infortunio di Vaclik, il marocchino disputa un’ottima stagione, marcando addirittura un gol al pari del collega Dimitrovic. Non è un fenomeno per costanza, ma quando è in giornata è un incubo per gli avversari.

Top 3 difensori

1. Jules Koundè: il giovane francese si è ormai imposto come uno dei migliori interpreti del ruolo. Non è completo in tutto e per tutto, la statura lo fa pagare dazio talvolta, ma lotta, costruisce ed è sempre sul pezzo. Ottima stagione a Siviglia per lui.

2. Stefan Savic: non sarà cool, non avrà la stampa di tanti colleghi, sembrerà uscito da un’altra epoca, ma Savic resta un centrale di tremenda efficacia ed efficenza. Nel fortino dei colchoneros la coppia con l’Uruguayo Gimenez è un fattore decisivo del successo dell’Atleti.

3. Pau Torres: la stagione del Villarreal è terminata lievemente sotto le attese, ma non si può negare che la crescita del centrale ex Malaga sia stata evidente, attirando l’attenzione delle big del campionato. Abile di testa, buon piede, dotato di attributi fisici di livello e buona comprensione del gioco, al netto di un paio di passaggi a vuoto naturali Pau Torres è certamente una delle eredità di questa stagione 20/21, anche in ottica Seleccion.

Top 3 centrocampisti

1. Toni Kroos: giù il cappello di fronte al tedesco. Esperienza, carisma, classe, intelligenza e tanto altro. Uno dei migliori centrocampisti del decennio, dominante per buona parte del campionato. Non ci sono parole per descriverlo.

2. Carlos Soler: sorprendente campionato del numero 8 dei pipistrelli che a dispetto della situazione societaria valenciana tira fuori dal cilindro una annata ad altissimo livello, per marcature (8) ed assist (6). Cervello della manovra taranjona, senza problemi a lavorare sporco o di fino, merita senza dubbio di essere messo alla prova in una situazione più tranquilla che la società di Peter Lim.

3. Sergio Canales: il cantabrico è il fulcro della stagione positiva del Betis. Assieme al collega Fekir, Canales è il tessitore della tela di gioco degli andalusi, testa pensante del corpo biancoverde. Un calciatore che probabilmente senza i problemi fisici patiti sarebbe fra i migliori della nostra epoca, ma che ha saputo ricostruire alla grande la propria carriera.

Top 3 attaccanti

1. Luis Suarez: probabilmente non il migliore per prestazioni, ma visto che i gol vanno pesati oltre che contati impossibile non dare la palma di miglior 9 stagionale al cannibale di Salto. Leadership infinita, rabbia, veleno. Tutti ingredienti essenziali del trionfo della banda Simeone, sopratutto nelle battute finali della stagione quando le energie residue erano ormai poche e le ombre dei concittadini di bianco vestiti si allungavano minacciose.

2. Leo Messi / Karim Benzema: gli alieni di Barça e Real anche in una stagione di scarso successo dimostrano una volta in più la loro straordinarietà. Per Messi credo sia impossibile spendere ancora parole: 30 reti e 9 assist in Liga ed un dominio assoluto del gioco mai visto, nonostante gli anni che passano. Anni che passano, ma che non sortiscono effetto nemmeno su Karim Benzema che dimostra ancora una volta di non essere solo il Robin di Batman Ronaldo, ma un centravanti squisito e letale. 23 reti e 9 assist per il francese troppo a lungo sottovalutato.

3. Gerard Moreno / Iago Aspas : i primi degli umani. In una Liga dove il dominio degli alfieri dei Superteam è pressoché totale le prestazioni di due bandiere come Gerard e Iago riempiono il cuore. Per Moreno 23 reti, 14 per Iago, e rispettivamente 7 e 13 assist. Prestazioni fondamentali per il cammino di Villarreal e Celta, di cui entrambi sono pietre angolari da tanti anni.

Pagelle squadre

1. Atletico Madrid: prima parte di stagione da dominatori, un momento di appannamento importante, con le inseguitrici alle calcagna e poi il colpo di coda finale per strappare un titolo più che meritato. Non tutto gira alla perfezione a Madrid, ma la fame dei protagonisti (Suarez, Llorente, Oblak, Carrasco, Savic, Saul) hanno nascosto i problemi sotto il tappeto portando i colchoneros al trionfo. VOTO 9

2. Real Madrid: non sempre le ciambelle riescono con il buco, anche ad un tecnico di successo come Zinedine Zidane. Il Real paga dazio per i troppi pareggi contro avversari sulla carta inferiori ed i tanti infortuni, arrivando comunque ad una rete di Luis Suarez dal titolo. Forse con un pizzico di fortuna in più l’avrebbero potuta spuntare loro, ma per una volta è bene che la sorte non aiuti i Blancos. Ancora una stagione splendida della vecchia guardia, benino anche i giovani, male invece gente del calibro di Isco, Hazard, Marcelo e Varane. VOTO 7

3. Barcelona: il terzo posto a sette punti dalla vetta è la conclusione di una stagione decisamente altalenante dei catalani, trascinati da un Messi mai così distante dal mondo Barça. Koeman parla già da separato in casa e le note positive della stagione (Pedri, Moriba e sopratutto De Jong) vengono continuamente offuscate dall’impressione che a Barcellona non ci voglia restare più nessuno. VOTO 5

4. Sevilla: la squadra andalusa è l’ennesima dimostrazione delle capacità di Monchi in terra di Siviglia. Lopetegui era un mezzo reietto ed è arrivato a accarezzare idee di titolo. Ocampos è cresciuto esponenzialmente come leader. En-Nesyri, Bono, Diego Carlos, Joao Jordan, Koundè, Fernando. Tutta gente presa per poco o nulla, in rampa di lancio o con voglia di riscatto. Forse più di così dagli andalusi non si può pretendere, ma ad oggi bisogna complimentarsi con loro. VOTO 8.5

5. Real Sociedad: non ha brillato per continuità e stabilità la squadra basca, ma ha saputo esprimere un ottimo calcio e valorizzare i suoi talenti. Oyarzabal è una garanzia, Isak sta diventando un 9 di alto profilo. Januzaj, Silva e Portu sono una batteria di trequartisti che in pochi possono vantare. Imanol può dire di aver compiuto con gli obiettivi prefissati, ora il prossimo step sarà avvicinarsi ad un posto Champions. VOTO 7.5

6. Real Betis: l’altra faccia di Siviglia torna a sorridere, strappando un’eccellente pass per l’Europa League. Merito di un gruppo coeso, trascinato dall’estro di Canales e Fekir e dalla mano calma e ferma di Pellegrini, normalizzatore delle isterie biancoverdi. VOTO 8.5

7. Villarreal: il Sottomarino Giallo centra l’Europa come predetto, ma è quella di bronzo, salvo vittoria nella finale di Europa League. Il gruppo di Unai Emery ha sofferto più del dovuto gli infortuni fra i suoi avanti, beneficiando però di una gran stagione da parte di Gerard Moreno, Pau Torres, Dani Parejo e Sergio Asenjo. Attenzione a Yeremi Pino, ormai in rampa di lancio per il futuro. VOTO 7

8. Celta Vigo: stagione double-face per i galiziani. Una prima parte da incubo con Oscar Garcia e poi la rinascita sotto la guida del Cacho Coudet. L’allenatore argentino ha ridato vita ad elementi come Brais Mendez, Tapia, Santi Mina e Nolito, appoggiandosi sulle piccole, ma talentuose spalle del solito Iago Aspas. L’unico rammarico è immaginare dove poteva arrivare il Celta senza l’inizio horror che ha portato al cambio di allenatore. VOTO 8

9. Granada: zitti zitti gli andalusi producono una seconda annata di buon livello, certo non sono più la sorpresa capace di strappare un pass Uefa come qualche mese fa, ma con la salvezza in ghiaccio già in inverno non si poteva chiedere di più alla banda di Diego Martinez, allenatore concreto e capace. VOTO 7

10. Athletic: altra squadra ravvivata dal cambio di guida tecnica a metà stagione è stata la compagine basca. Marcelino ha riportato motivazioni e carattere in un ambiente che negli anni si è un po’ adagiato nella sua zona di comfort. Le finali di Copa del Rey conquistate sono un ottimo risultato, ma in campionato i leoni paiono assopirsi più che ruggire. Vedremo se l’anno prossimo riusciranno a mettere un po’ di più pepe sulla loro stagione. VOTO 6.5

11. Osasuna: altra stagione positiva per i rojillos sotto il comando di Jagoba Arrasate. Squadra ostica, difficile da affrontare e estremamente punitiva. Non li vedrete negli highlights della stagione, ma i ragazzi di Pamplona sono ancora qua, duri come un osso e cattivi come le api. VOTO 8

12. Cadiz: l’anno scorso erano stati promossi dopo tanti anni di cadetteria nello stupore generale. Quest’anno erano pronosticati come capro espiatorio della Liga, la squadra materasso a cui rifilare tre o quattro reti, invece i gialloblù di Cervera hanno fatto vedere i sorci verdi a mezzo mondo, prendendosi anche gli scalpi di Barça e Real. Un lavoro eccellente di società ed allenatore che hanno saputo valorizzare il parco giocatore e utilizzare al meglio le risorse. Un piccolo capolavoro. VOTO 9

13. Valencia: la società più pazza di Spagna chiude un altro campionato dalle molteplici facce. Potremo parlare della gran stagione di Soler e di Gabriel Paulista, ma alla fine della fiera il contesto tossico della società dei pipistrelli prende il sopravvento su tutto, anche se a livello tecnico sia Javi Gracia che Voro non hanno fatto male. VOTO 6

14. Levante: i granotas hanno disputato un ottimo campionato, in vista dei piazzamenti Uefa fino a fine febbraio, per poi tirare i remi in barca e atteso che arrivasse l’estate. Peccato perché si erano dimostrati una squadra interessante per individualità ed idee. VOTO 8 (fino a febbraio) VOTO 4 (da febbraio a maggio)

15. Getafe: partiti con velleità continentali gli azulones sono senza dubbio una delle grosse delusioni della stagione. Il ciclo Bordalas, allenatore in grado di creare una sorta di mini Atletico, pare essere ormai al termine e nemmeno l’inserimento di elementi di qualità come Kubo e Aleña hanno migliorato la situazione del club, salvo solo nelle ultime due giornate. Rivedibile in tutto e per tutto la stagione. VOTO 4

16. Deportivo Alaves: onestamente mi aspettavo un Alaves retrocesso quasi certamente, ma un provvidenziale cambio di guida tecnica ha dato il club in meno ad Abelardo, abile nel compattare il gruppo e nel far rendere al meglio Joselu, Edgar Méndez e Lejeune. Su questo asse centrale si è costruita la salvezza, ottenuta con passo di formica, poco a poco senza mai fermarsi. VOTO 7

17. Elche: all’ultimo respiro gli uomini di Escribà raggiungono la agognata permanenza in Liga ai danni dell’Huesca. Gli ilicitani devono ringraziare il calendario che lo ha messi contro squadre già in vacanza nelle ultime giornate raccogliendo forse più punti di quanto meritato, ma è altresì vero che la squadra ha sempre venduto cara la pelle, anche nelle sconfitte, a dispetto di poche individualità di spicco. VOTO 7.5

18. Huesca: caduta inopinata del Huesca, dopo un campionato positivo per gioco ed atteggiamento, ma con troppi punti gettati alle ortiche per imprecisione e superficialità. Un vero peccato perché il percorso fatto meritava miglior fine. VOTO 5.5

19. Real Valladolid : il Valladolid dello scorso anno era una squadra solida a cui mancava un centravanti di buon livello per poter mantenere la categoria con tranquillità. Quest’anno con gli arrivi di Weissmann e Marcos Andrè i pucelanos speravano di aver fatto un passo verso la salvezza anticipata, invece la squadra biancomalva ha perso la vecchia stabilità difensiva, senza aggiungere efficacia alla fase di attacco. Retrocessione meritata. VOTO 4

20. Eibar : il piccolo club basco retrocede dopo sette stagioni di fila in Liga, un miracolo considerate le dimensioni e la storia degli Armeros. Stavolta niente nozze con i fichi secchi per Mendilibar che non è riuscito a superarsi anche stavolta. Una società seria e rispettabile che proverà presto a tornare in massima divisione. VOTO 4.5

Stefano Follador

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