#RawDiamonds

#RawDiamonds: Mikkel Damsgaard

In Danimarca quando si parla di Michael Laudrup bisogna fare molta attenzione. L’ex trequartista di Juve, Lazio, Barça e Real Madrid non è uno qualsiasi, anzi.

Michael è il figlio prediletto della terra di Andersen, un figlio a cui si perdona tutto, inclusa la diserzione ad Euro 92, la mitologica competizione europea che la nazionale scandinava conquisterà contro ogni previsione, a tal proposito consiglio la visione del film “Estate 92”.

Nonostante il gran rifiuto di quell’estate di quasi trent’anni fa il maggiore dei fratelli Laudrup resta comunque la pietra di paragone per qualsiasi calciatore offensivo che nasce a Copenhagen e dintorni. Immagine quasi irraggiungibile per eleganza, classe, talento e successo, ma che ciclicamente la stampa e gli addetti ai lavori rispolverano per alzare le aspettative sul talento di turno.

Negli anni sono stati diversi i ragazzi caduti nel trappolone dell’eredità di Michael Laudrup, con il solo Eriksen ad arrivare almeno vicino ad un confronto equo con la leggenda danese.

Dal nord però è sceso verso l’Italia, che al tempo croce e delizia di Laudrup, un altro ragazzo investito con il titolo di erede di. Un ragazzo che a sprazzi sta mostrando una classe cristallina e rara, degna di paragoni importanti. Stiamo parlando del numero 38 della Sampdoria Mikkel Damsgaard, danese classe 2000 in rampa di lancio.

Biografia

Mikkel Damsgaard nasce il 3 luglio 2000 nel piccolo paese di Jyllinge, un centro rurale a quaranta kilometri da Copenhagen nello Zealand nel fiordo di Roskilde. Diecimila anime per lo più dedite alla pesca e quando è ora di rilassarsi seguono con passione la squadra locale, il Jyllinge FC.

In questo idilliaco angolo nordico rurale Mikkel se la passa alla grande.

Dai cinque anni frequenta la scuola calcio guidata dal padre e per sua stessa ammissione vive un’infanzia splendida.

Damsgaard considera Jyllinge e il suo club di calcio fondamentali per la sua crescita. Un ambiente sano, spensierato, dove l’istruzione e lo sport sono priorità della comunità. Al Jyllinge Mikkel cresce e si sviluppa come giovane calciatore di grande tecnica anche se è una sorpresa per gli scout del Nordsjælland trovarsi davanti a questo talentino nel 2012 quando si recano sul fiordo Roskilde per osservare un altro calciatore.

Damsgaard in maglia Nordsjælland.

Le Tigrene contrattano Mikkel e lo integrano al loro prolifico settore giovanile dove inizia la sua avventura a Farum dalla U12.

Si è parlato in maniera diffusa di come la società giallorossa curi in modo attento e completo il vivaio, pescando fra i giovani del paese e non, senza avere poi alcun timore nello schierare formazioni con età media estremamente bassa, pur senza rinunciare alla competitività nella Superligaen.

Non è tuttavia uno dei talenti più appariscenti delle giovanili, anzi rischia più volte il taglio e spesso non viene schierato fra i titolari. Difficoltà che non fanno presupporre una carriera di livello ed invece Damsgaard si mette di buona lena a lavorare e allenarsi, stravolgendo gerarchie e pronostici sul suo futuro. Nel documentario dedicatogli Mikkel ritiene questo periodo di grande importanza per il suo futuro e lo ha più volte condiviso sui media proprio per essere esempio e dimostrazione che il lavoro paga, sopratutto quei ragazzi che magari faticano a trovare la loro dimensione sportiva e non.

L’esordio con la prima squadra arriva molto presto, come d’abitudine. Il 27 settembre 2017 Damsgaard scende in campo per una decina di minuti nel perentorio 0-4 del Nordajælland sul Viborg FF registrando addirittura un assist.

Damsgaard esulta dopo una rete.

Nella stagione 17/18 saranno 8 i gettoni di presenza con una rete, il 4 marzo 2018, e tre assist vincenti.

Ormai la presenza di Mikkel in prima squadra è stabile, nonostante la verde età.

Nella stagione successiva di prende i galloni da titolare scendendo in campo per quasi 2400 minuti servendo sette assist e trovando una volta la via del gol.

In queste stagioni viene sovente spostato di ruolo. Mezzala, trequartista, esterno destro o sinistro, punta e falso nuove, insomma Coach Hjulmand lo fa girare come una trottola.

L’exploit vero e proprio però è della stagione scorsa.

Nell’annata 19/20 il nuovo allenatore Flemming Pedersen lo prende sotto la sua ala protettrice e punta in maniera forte sulle qualità del ragazzo di Jyllinge. La risposta è molto positiva. In 35 presenze in campionato mette a referto 11 goal e 6 assist ed il titolo di Miglior Giovane del Campionato, ma sopratutto innalza il livello di gioco tanto che il paragone con sua maestra Michael Laudrup diventa di dominio pubblico, anche perché è proprio il suo allenatore a dargli questa investitura nel documentario “Il Ragazzino” che la società giallorossa dedica a Damsgaard per il suo addio.

Infatti le notevoli prestazioni del genietto scandinavo vengono notate dal Ds blucerchiato Osti che senza pensarci due volte stacca un assegno da 6.5 milioni di euro, una cifra notevole per le casse della società danese che festeggia tributando tutti gli onori del caso al ragazzo.

Mikkel in maglia blucerchiata.

L’Italia non sarà più l’Eldorado dei tempi dei fratelli Laudrup, ma resta un traguardo importante, arrivare in Serie A è un successo che ripaga anni di allenamenti e sacrifici, oltre che qualche rinuncia.

Mikkel infatti confessa di aver sofferto molto l’impatto fisico con il calcio professionistico e di aver dovuto per questo intensificare gli allenamenti, trascurando la propria educazione, grande rimpianto dell’ala blucerchiata, che confessa di star cercando di rimediare con dei corsi serali.

In maglia blucerchiata le stagione è partita molto bene con un gol ed un assist nelle prime cinque gare, il primo dei nati nel nuovo millennio a poter vantare questo dato. Con mister Ranieri il feeling è stato subito evidente, con l’esperto tecnico romano a notarne subito il talento e a modellare la sua Sampdoria anche per sfruttarne al meglio le capacità.

La stagione tuttavia è proseguita in maniera altalenante, dopo un autunno inverno di grande spessore in primavera le prestazione del danese sono calate notevolmente, a causa di un fisiologico calo di forma e probabilmente dall’adattamento delle difese italiane che si stanno adattando ai colpi dell’ex Nordsjælland.

Nel Bel Paese già in diverse compagini blasonate hanno messo gli occhi sul numero 38 della Samp, segno che aldilà dei freddi numeri di reti ed assist, c’è molto che il danesino possa offrire a club del calibro di Juventus, Inter e Roma.

Come i top club anche la selezione nazionale si è accorta del ragazzo che dopo aver rappresentato la Danimarca per le categorie U18,U19 ed U21 si è conquistato l’onore di vestire la maglia della nazionale maggiore in due occasioni, firmando una doppietta nel rotondo 8-0 rifilato alla Moldavia nelle qualificazioni mondiali.

Damsgaard festeggia contro la Moldavia.

Caratteristiche tecniche

Mikkel Damsgaard è un calciatore difficile da incasellare in un ruolo unico. Alla Sampdoria è stato impiegato quasi esclusivamente come esterno sinistro di centrocampo nel 4-4-2 di Ranieri dove gli viene concessa maggiore libertà rispetto al dirimpettaio di destra. In passato il danese è stato utilizzato in diverse posizioni, come trequartista e mezzala, sempre mantenendo un piglio dinamico ed associativo, dimostrando personalità e creatività nella ricerca costante di far nascere situazioni di gioco pericolose, magari senza curarsi troppo dell’ordine e della gestione dei tempi.

Tocchi per zona (dati Footdata)

Talvolta schierato come attaccante a dimostrazione di una grande versatilità e polivalenza rimane comunque un calciatore spiccatamente offensivo, che ama attaccare lo spazio e la profondità e che tende a cercare la giocata verticale e diretta.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

180 centimetri per una settantina scarsa di kilo, Damsgaard possiede una insospettabile forza nelle gambe, qualità che gli permette di tenere la posizione spalle alla porta, di effettuare cambi di direzione e dribbling in maniera molto serrata senza perdere l’equilibrio.

In campo aperto è veloce e riesce a mangiare ampie fette di campo in pochi secondi, palla al piede o meno, senza però trovarsi a disagio in situazioni di gioco sullo stretto dove invece mette in mostra una buona agilità e un controllo di palla di livello.

Non ha una frequenza di passo particolarmente veloce, ma possiede una corsa sincopata, quasi sgraziata che riesce naturalmente a rubare il tempo ai difensori che faticano non poco nel contrastarlo efficacemente, dato che alle discrete capacità atletiche abbina una non comune confidenza con la sfera.

Manca di muscolatura nella parte alta del corpo e tende a soffrire avversari più muscolari quando questi prendono contatto spalla a spalla, niente che un po’ di palestra non possa risolvere, ma ad oggi è una debolezza su cui gli avversari riescono a fare leva.

Spalle alla porta tiene a bada anche difensori di stazza come Smalling.

Tecnicamente é destro, anche se l’uso del sinistro sopratutto nel controllo e conduzione é più che buono.

Come già accennato spicca per capacità di lavoro spalle alla porta, dote ormai rara, grazie ad una ottima postura, una grande capacità di coprire la palla tanto in ricezione quanto in controllo, tenendo sempre a debita distanza il marcatore diretto, grazie anche ad un uso squisito della suola sintomo di una tecnica costruita ed educata nel tempo.

Ottimo nel dribbling, fra i migliori del campionato per volume di tentativi e di successo, sfrutta in maniera ottimale creatività, agilità e buon controllo di palla per superare gli avversari nello stretto.

Istintivo e aggressivo nel passaggio cerca sempre la soluzione più diretta e potenzialmente pericolosa per l’avversario, sia per attitudine che per compiti assegnati. Nella Sampdoria infatti Ranieri conta molto sull’estro del danese per creare situazioni di pericolo, anche a costo di forzare le giocate. Questo si rispecchia nella percentuale di passaggi riusciti che risulta bassino (73%), con ulteriore calo nella metà campo offensiva (66%). Dati che vanno contestualizzati, ma che ci offrono uno spaccato anche caratteriale di Mikkel, ragazzo calmo, ma anche ambizioso e alla ricerca di soluzioni rischiose senza timori reverenziali di sorta, talvolta esagerando magari, ma con l’intenzione di creare qualcosa di positivo per la squadra.

Mikkel in blucerchiato.

La percentuale bassa di passaggi riusciti è anche frutto del gioco della Samp. I blucerchiati manovrano poco e attaccano in maniera diretta, cercando di sfondare sulle fasce per arrivare al cross. Un controsenso forse vista l’assenza di un centravanti di peso nella rosa dei genovesi. Questo spiega ulteriormente le statistiche di Damsgaard, ma non è una giustificazione per un aspetto del gioco che il danese deve assolutamente migliorare.

Analizzando le capacità realizzative e la tendenza ad andare a concludere l’azione notiamo una grande incoerenza fra il Mikkel danese e quello italiano. Nella scorsa stagione con la maglia Tigrene il biondo tuttofare è andato a segno 11 volte, dimostrando di possedere un tiro da fuori pericoloso ed una discreta capacità di inserimento. Giunto alla Sampdoria Damsgaard si è trasformato in una versione di se stesso molto più timida, limitando le conclusioni verso la porta e attaccando raramente l’area di rigore. Ovviamente si tratta di un cambiamento legato alla diversa natura delle due squadre e al diverso ruolo assegnatogli in campo, ma resta un peccato vederlo cercare così poco la conclusione viste le buone capacità balistiche.

A detta di Ranieri offensivamente ha notevoli margini di miglioramento che lo potrebbero portare a diventare un calciatore di livello superiore, ma anche a livello difensivo può crescere moltissimo.

In fase di non possesso è evidente la scarsa esperienza di Damsgaard in questo aspetto del gioco, ma è anche vero che la volontà del danese nell’apportare anche nella propria metà campo è chiara.

Si muove discretamente bene tenendo il reparto compatto, a dispetto della struttura fisica non da peso massimo cerca i contrasti anche se da il meglio di se attaccando le linee di passaggio e intercettando la sfera, ribaltando l’azione.

C’è molto lavoro da fare in questo ambito, ma è anche vero che l’attitudine è la volontà di sacrificio c’è, e senza dubbio ciò facilita le cose visto che a solo vent’anni può crescere ancora molto.

Evoluzione

Il talento di Damsgaard è evidente.

I colpi, la fantasia, l’estro, la sicurezza nei propri mezzi, l’intelligenza con cui si muove sul terreno di gioco sono tutti elementi che portano a pensare per lui un futuro di grande livello.

Tuttavia non tutto è rose e fiori, ma ci sono diversi aspetti da chiarire sul danese prima di pensare dove possa arrivare come calciatore.

Innanzitutto è da risolvere il dilemma tattico.

Damsgaard e Quagliarella.

Nato come mezzala sinistro o trequartista è stato schierato come quarto di centrocampo da Ranieri, quasi sempre sull’out di sinistra, posizione in cui ha potuto costituire insieme ad Augello una delle catene di fascia più interessanti della Serie A. Il rendimento come detto è stato positivo, nonostante un calo di condizione evidente nel finale di stagione, ma l’impressione è che allontanarlo dalla porta sia un poco castrante per il danese che potrebbe rendere al meglio se spostato qualche metro più avanti e liberato di qualche obbligo in copertura, sempre mantenendo come priorità l’equilibrio e la solidità dell’impianto tattico di squadra.

Per effettuare l’ulteriore step per la propria maturazione Mikkel dovrà quindi capire se voler continuare a crescere come esterno o come mezzala/trequartista, restare nella pericolosa terra di mezzo dell’indefinizione può essere pericoloso, come dimostrano molti calciatori di talento persi nel passare da un ruolo all’altro.

Damsgaard in dribbling.

Aldilà delle questioni tattiche la crescita di Damsgaard passa da un miglioramento tecnico in fase di costruzione. In questa stagione nonostante le giustificazioni dovute alle difficoltà di adattamento e al nuovo contesto tattico la sua incapacità di essere un passatore preciso ha pesato molto nella sua valutazione complessiva, partecipando anche alla sua perdita di spazio nelle ultime giornate. Le idee ci sono, ma spesso per fretta o superficialità la loro esecuzione si dimostra povera, vanificando quanto fatto e ottenuto in precedenza. D’altronde un ragazzo che dice di ispirarsi a gente come Iniesta ed Eriksen non può essere un cattivo passatore.

Aldilà di queste riflessioni su posizione e passaggi credo che questa prima annata sia stata una sorta di saggio di prova per “Il Ragazzino”, infatti come ha dimostrato negli anni precedenti al Nordsjælland il progressivo adattamento, accompagnato da un attento lavoro sui propri limiti e difetti, è risultato in prestazioni sempre più convincenti, anno dopo anno.

L’inesplorato è ancora vasto nel mondo di Damsgaard, servirà intuito, lavoro e pazienza per capire quale sia il potenziale del danese, ma a livello tecnico e tattico il nativo di Jyllinge resta un profilo interessantissimo.

Vestito in bianconero

Negli ultimi mesi si sono susseguite varie voci di interessamenti importanti per il blucerchiato, compreso quello della Vecchia Signora sempre attenta ed interessata a ciò che accade in Serie A, sopratutto presso l’ex casa madre del nostro Direttore Paratici.

Dal canto suo l’entourage del danese non ha nascosto che gli apprezzamenti bianconeri, così come quelli dell’Inter, sono stati graditi; con Mikkel ad elogiare in maniera piuttosto serena ed aperta due senatori del club bianconero come Bonucci e Chiellini.

Damsgaard allo Stadium, lo vedremo qui con una maglia bianconera?

Le voci di mercato parlano di una valutazione pari a perlomeno 20 milioni di euro, cifra importante, ma che può considerarsi addolcita dalla giovane età del ragazzo, dalla relativa discreta esperienza già maturata fra i professionisti e sopratutto da un potenziale tecnico notevole.

Il profilo di Damsgaard risponde a diverse richieste del nuovo corso juventino. Giovane, tecnico, integro, dallo stipendio sostenibile e già svezzato alla Serie A Mikkel si può definire un tipo di acquisto da top club.

Tuttavia abbiamo visto con il caso Kulusevski come un giovane di sicuro talento e qualità possa perdersi in malo modo se non guidato e assistito nella sua crescita tecnica, a livello tecnico e tattico.

Prendere Damsgaard, pagandolo profumatamente per poi sballottarlo fra un ruolo ed un altro senza guida o continuità sarebbe un ottimo viatico per il fallimento.

Ipotizzare oggi il futuro bianconero è quanto meno difficile. Troppe variabili, troppi nodi da sciogliere, ma una cosa è certa e vale per Mikkel Damsgaard come per ogni nuovo giovane acquisto: c’è bisogno di fiducia e chiarezza.

In dribbling contro il Crotone.

Conclusione

Damsgaard rappresenta una delle sorprese più piacevoli di questa stagione, ha mostrato qualità interessanti, sprazzi di enorme talento e creatività, ma deve ancora crescere in continuità e limare qualche difetto.

Ciò nonostante resta un progetto di calciatore che può ambire a grandi traguardi, camminando sui passi di una leggenda come Laudrup al quale si è visto accostare.

Un’altra stagione in un ambiente a “misura d’uomo” come la Sampdoria potrebbe essere la soluzione più sensata per il futuro del danese per preparasi a dovere ad un ulteriore salto di qualità, anche se più di qualche big del campionato potrebbe pensare di anticipare l’acquisto per evitare un maggiore esborso fra due sessioni di mercato.

L’evoluzione di Damsgaard è attesa con curiosità e attenzione tanto in Italia quanto in Danimarca. Il paese nordico infatti guarda con speranza alla generazione nata ad inizio anni 2000, la più talentuosa da molti anni a questa parte, che i più si augurano possa bissare i successi di quella pazza estate del 1992.

In azione nel derby della Lanterna

Stefano Follador

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...