#RawDiamonds

#RawDiamonds: Pedro Gonçalves

“Basta seguire la strada e prima o poi si fa il giro del mondo. Non si può finire in nessun altro posto, no?” J. Kerouac

Pedro Gonçalves.

Per alcuni la vita è un viaggio lineare, per altri si tratta di una fuga continua, per altri è un percorso regolare o breve.

Insomma il viaggio su questo pianeta può essere incredibilmente vario, dipende molto dalle nostre scelte, ma anche a dalle condizioni che il caso ci affida e dai compagni di viaggio che ci capitano.

Certo perdere il padre dopo un mese di vita non è un buon inizio, come purtroppo è capitato al protagonista della storia di oggi: Pedro Gonçalves, per i familiari Pote.

Tuttavia nonostante questa palla curva che la vita gli ha riservato Pedro ha saputo costruirsi con tenacia e determinazione, anche grazie a diverse persone del suo intorno, una possibilità nello sport che ha sempre amato, stupendo e sorprendendo mezza Europa con la maglia dello Sporting Club.

Biografia

Pedro Antonio Pereira Gonçalves, soprannominato Pote o Potinho per il suo fisico tozzo proprio come una pentola, nasce a Vidago piccolo centro appena fuori la cittadina romanica di Chaves al confine nord fra Portogallo e Spagna.

Pedro Gonçalves da bambino

Viene al mondo il 28 giugno 1998, ma già al mese di vita si segnala un avvenimento importante per il suo viaggio: il padre, un pompiere con una certa fama, viene a mancare lasciandolo orfano.

A prendersi cura del bimbo sarà la madre Maria su tutti, ma anche il patrigno, padre della fratellastro Andre, la nonna materna e una serie di figure incontrate sul percorso professionale che fanno pensare che a volte il mondo stesso cerchi di compensare ciò che ci ha tolto.

A partire dagli otto anni Doña Maria, con il nuovo compagno, gestisce là lavanderie che si occupa della pulizia delle divise del modesto club locale: il Vidago FC.

Ciò significa che buona parte del tempo la signora lo passa presso lo stadio, con i piccoli Pedro ed Andre a ronzare attorno al campo da calcio, trasferendo le loro infinite zingarate con il pallone dalle strade di Vidago ad un rettangolo verde vero e proprio.

Pedro nonostante il soprannome Pote, dovuto al fisico compatto e tozzo come una pentola, dimostra di saperci fare con i piedi a dispetto dell’età giovanissima.

Leggenda vuole che si esercitasse per ore a colpire i pali e la traversa dal limite dell’area con precisione e potenza sorprendenti per l’età.

La madre decide allora di mettere quei due diavoletti dei figli all’interno della squadra per cui lavora, tanto i due sembrano comunque vivere dentro lo stadio, tanto vale dare un senso a questo tempo.

Nelle due stagioni con la maglia del Vidago FC, Pedro straccia ogni record del club e del distretto in materia di reti. Il suo record di 72 marcature in un torneo distrettuale resta ancora imbattuto ed è chiaro che è solo questione di tempo che il talento di Pote venga notato da qualche club di livello maggiore.

Qui entra in gioco una seconda figura importante nella vita dell’attuale numero 28 dei Leões: Jorge Pires.

Jorge Pires

Il nome ci dirà in questo momento. È un ragazzo poco più che adolescente, vicino di casa Gonçalves a Vidago, con grandi ambizioni e molta intelligenza. Quando Pedro Gonçalves ha dieci anni e sembra iniziare a mostrare potenziale da calciatore di livello Pires lo prende sotto la sua ala protettrice e ne inizia a seguire e gestire la carriera, in modo decisivo.

Non per niente oggi Jorge Pires è riconosciuto come il braccio destro di uno degli agenti più influenti al mondo: Jorge Méndes.

Pires ne aiuta il passaggio, quasi naturale, alla squadra della zona di maggior prestigio: GD Chaves.

I rossoblu non sono certo una delle compagini più titolate del paese, ma fanno la spola fra prima e seconda divisione e hanno una certa tradizione.

Anche qui Pedro Gonçalves continua a mettersi in luce grazie ad una tecnica superiore e nelle due stagioni vissute con i transmontanos cresce ulteriormente e nel 2010 sembra il futuro sorrida al ragazzo di Vidago.

Tuttavia gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo e il club chavense si trova a causa di grossi problemi economici sull’orlo della scomparsa. In questo contesto Jorge Pires prende il toro per le corna e decide che il piccolo Pedro non affonderà con la barca, ma che è bene sfruttare la discreta notorietà locale per trovargli un club migliore. In quel momento l’agente sta studiando presso l’università di Braga è proprio con il club biancorosso viene organizzato una sorta di provino.

Pote con la maglia del Braga, un rapporto travagliato.

Il tecnico braguense è scettico quando vede arrivare questo piccolo torello, ma racconta la storia che a Potinho bastarono 15 minuti per lasciare a bocca aperta compagni ed allenatore, che dopo la terza marcatura in un quarto d’ora preferì bloccare l’allenamento onde evitare maggiori umiliazioni ai suoi. Si dice che molti dei compagni di Pedro ancora ricordino lo strabiliante pallonetto messo a segno in quel provino.

Di certo lo notò Augustinho Oliveira, bandiera di lungo corso del Braga, ex tecnico della nazionale e dirigente del club che da quel momento prese Pote sotto la sua ala protettrice.

Augustinho Oliveira da tecnico della nazionale portoghese.

Braga è certamente una buona società, in ascesa nel futbol lusitano, ma dieci anni fa non possedeva certo le strutture attuali. Nessuna foresteria, ne altro tipo di sostegno per Pedro Gonçalves che si trova a vivere presso una signora che, a dispetto degli sforzi, non può rimpiazzare la famiglia distante un centinaio di kilometri.

Così se in campo le cose vanno alla grande, fuori Pedro non ama la situazione in cui si trova.

Arriva anche la prima convocazione con la nazionale u15 portoghese, il sostegno di Augustinho Oliveira è sempre importantissimo, ma qualcosa non va a Braga.

È l’inquietudine del viaggio? Il tarlo che tormenta il partente quando sa che sta rimandando l’ineluttabile? Chi può dirlo?

Fatto sta che quando Oliveira viene cacciato in malo modo dal club biancorosso Pedro Gonçalves probabilmente qualcosa cambia tanto da parte della società, che non vede di buon occhio il protetto dell’ex dirigente, tanto da parte del calciatore che forse per la prima volta si rende conto di che razza di mondo di squali sia il calcio.

Così, forte di un contratto ancora giovanile in scadenza, Pedro da mandato a Pires di cercargli una nuova sistemazione.

Pote con la madre e il patrigno a Valencia.

Il viaggio è iniziato.

La prima tappa è chiaramente un feudo della scuderia Méndes della prima ora, infatti il primo contratto da professionista di Pedro Gonçalves lo firma con il Valencia di Nuno Espirito Santos, dove va a rimpolpare la colonia lusitana già forte di Rubén Vezo, Joao Cancelo e Andre Gomes. Lo staff tecnico apprezza le doti del ragazzo di Chaves ed infatti due anni più tardi non mancherà di sfruttare la caotica situazione in casa tarjona per portare Pedro Gonçalves ad un’altra tappa del suo viaggio: il Regno Unito.

Nuno Espirito Santos.

Il Wolverhampton presenta un’offerta irrinunciabile al ragazzo e Potinho saluta il sud della Spagna per le West Midlands, accasandosi presso la sede britannica dell’impero di Méndes.

Pochi rimpianti invece per i valenciani che non sembrano così preoccupati di separarsi da Gonçalves. In effetti il ragazzo ha talento, è cresciuto, ma come già capitato a Braga non tutti lo vedono come uno di quelli che può farcela. Pedro infatti nonostante passino gli anni continua ad essere Pote, un torello considerato troppo piccolo per poter sfondare veramente.

In Inghilterra le cose procedono abbastanza bene.

L’ambiente lo stima, lo considera, ma la presenza di calciatori di alto livello nel suo ruolo come Rubén Neves e Moutinho fra gli altri ne impediscono l’impiego in prima squadra.

In maglia Wolves.

L’unica presenza con la maglia senior dei Wolves resta quella in ELF Cup, nel Mls vittoria per 0-2 sullo Sheffield Wednesday.

Nel frattempo il tempo passa e l’esplosione di Pedro continua a non avvenire. Nella stagione 18/19 disputa una buona annata in Premier League 2, 19 presenze con 4 reti e 3 assist, ma resta un traguardo misero, considerando che oramai il transmontano ha da poco compiuto 21 anni e ancora non si è potuto ritagliare un posto in rosa di una qualsiasi squadra professionistica.

Le sorprese però sono tali proprio perché non le vediamo arrivare e non le possiamo prevedere.

Joao Pedro Sousa, ex calciatore, ma sopratutto ex allenatore nelle giovanili del Braga SC, viene assunto da un piccolo, ma ambizioso club del nord del Portogallo, proprio a pochi kilometri da Braga.

Si tratta del Famalicão, una società minuscola, ma che guidata da Sousa e dallo sconosciuto Gonçalves si renderà protagonista di una cavalcata incredibile, capolista per buona parte del campionato e fuori dalle coppe europee solo all’ultimo respiro.

Pedro Gonçalves posa con il titolo di miglior centrocampo del mese in maglia Famalicão.

Pote ha una bella responsabilità nell’annata straordinaria dei biancoblu.

Il suo lungo peregrinare, il viaggio per diventare un calciatore, lo ha riportato al punto di partenza, a poche decine di kilometri da Vidago, da Chaves, dalla madre Maria e dal fratellastro Andre.

Un viaggio circolare, fino a questo punto, ma lungi da essere finito.

In Portogallo si sa le cose nel calcio funzionano in un dato modo.

Dopo una stagione di altissimo livello con 7 reti ed 8 assist in 40 presenze, la mezzala del Famalicão diventa pezzo pregiato del mercato interno lusitano, promesso sposo di una fra Porto e Benfica.

A sorpresa pero a strappare alla concorrenza Potinho sono i Leões di Lisbona, grazie ad un assegno da 6,5 milioni di euro che garantisce al club del nord del Portogallo una cospicua plusvalenza, visti i 1.3 milioni investiti solo dodici mesi prima per prelevare Gonçalves dai Wolves.

Il deus ex machina dell’operazione è Rubén Amorin, istrionico e talentuoso tecnici da sei mesi alla guida dello Sporting.

Rubén Amorim e Pedro Gonçalves.

I bianco verdi sono da lungo tempo a digiuno di titoli, in una pessima situazione finanziaria e sembrano propensi a ridimensionare ulteriormente il progetto tecnico, puntando soprattutto su giovani del vivaio e qualche elemento più esperto a fare da chioccia.

Pedro Gonçalves è un po’ un ibrido della categoria. Non ancora ventiduenne, ma già scafato per l’esperienza fatta in giro per il mondo. A inizio stagione viene tesserato con l’idea di schierarlo a metà campo come mezzala, a supporto e a sostegno tecnico e di aspettative del talento del vivaio Tiago Tomas.

In realtà dopo pochissime gare il tecnico Rubén Amorim trova la quadra perfetta per la compagine biancoverde. Pedro Gonçalves viene avanzato sulla linea dei trequartisti, gli attaccanti esterni stretti dietro la punta a creare un 3-4-2-1 di grande intensità e velocità, in cui le persone qualità di Pote vengono esaltate e valorizzate alla perfezione.

I numeri ad oggi sono straordinari, con lo Sporting capolista, ad un punto dalla conquista del titolo nazionale dopo ben vent’anni dall’ultima volta, già campione di Coppa di Lega e con un parco giocatori valorizzato ed interessantissimo, grazie al lavoro splendido del tecnico Amorim.

Tuttavia se il tecnico organizza tutto ciò, il braccio armato dei Leões è costituito da Pedro Gonçalves.

Il trequartista di Vidago viaggia a medie realizzative e prestazionali stupefacenti nei primi mesi della stagione. Nove reti nel mese di novembre, rappresentano un bottino di tutto rispetto, dopo la nomina a giocatore del mese di Settembre ed Ottobre.

Al momento di scrivere a dispetto del COVID-19, Gonçalves registra 29 presenze in Primeira Liga con 18 reti e 4 assist, capocannoniere dello Sporting e del campionato, sebbene in coabitazione con Seferovic, ed oggetto delle attenzioni di grandi club da tutta Europa.

Il viaggio è già lungo, ma sta continuando e le prossime tappe per Pote sembrano poter essere più interessanti di quanto visto finora.

Guida.

Caratteristiche tecniche

Pedro Gonçalves continua a far onore al suo soprannome di infanzia Pote. Fisicamente è il classico torello. 173 centimetri, baricentro basso e passi corti per cambi di direzione e dribbling assassini. Non risulta particolarmente brillante in allungo, ma è un profilo dotato di ottimo dinamismo ed energia, reattivo e pronto a muoversi di conseguenza rispetto a quanto avviene sul campo.

Copertura del campo (dati Footdata)

Difficile da contenere in accelerazione, dove spesso costringe gli avversari al fallo, non sembra risentire della taglia ridotta rispetto agli avversari, anzi grazie ad agilità e astuzia sembra quasi utilizzare a proprio vantaggio la situazione.

Il baricentro basso e la muscolatura forte lo rendono molto temibile quando può cambiare passo o direzione, disorientando con relativa facilità gli avversari diretti, con o senza palla.

Tecnicamente parlando Pedro rappresenta degnamente la scuola tecnica lusitana, celebre per i giocatori offensivi dai piedi educati.

Di piede destro, risulta in grado di utilizzare con profitto anche il mancino pur preferendo sempre il piede forte.

Gonçalves possiede un buon calcio, anche se ma la battuta a rete dalla distanza non è il pezzo forte del repertorio. Infatti predilige concludere dall’interno dell’area di rigore dove si dimostra micidiale per precisione, freddezza e velocità di esecuzione, tratto distintivo del calcio di Pote.

Statistiche comparative (TotalFootball Analysis)

Abile nello stretto, difficilmente perde il controllo della sfera anche in conduzione sebbene sia più propenso ad attaccare senza palla piuttosto che palla al piede.

In effetti i pregi più evidenti di Pedro Gonçalves sono senza dubbio la grandissima intelligenza tattica, la capacità di lettura ed occupazione dello spazio e una resistenza infinita che lo porta ad essere vigile e reattivo anche quanto la gara sta volgendo al termine.

Interpreta in maniera sontuosa i movimenti della difesa e sembra essere sempre una mossa avanti agli avversari, come un grande scacchista, ma sempre reattivo ed in movimento.

Statistiche comparative rispetto ai calciatori dei top 5 campionati. (TotalFootball Analysis)

La sua naturale intelligenza tattica risalta anche grazie ad un impianto di gioco che ne valorizza ed esalta le qualità.

Pedro nasce infatti come centrocampista centrale, una mezzala offensiva con buone, ma non eccezionali doti in costruzioni che lo avevano portato ad una ottima annata in maglia Famalicão.

Giunto allo Sporting Rubén Amorim gli ha confezionato addosso un ruolo tutto nuovo. In principio esterno destro alto nel 3-4-3, ma con compiti più adatti a quelli di un trequartista.

Pote non cerca quasi mai la profondità sulla fascia, preferendo accentratosi e lasciare spazio a Pedro Porro, anche lui autore lui autore di una stagione notevole. In questo modo lo Sporting, squadra avvezza al fraseggio piuttosto che al crossing game riesce a riempire il centro del campo, l’area e sopratutto la zona fra le linee di centrocampo e difesa, dove Gonçalves risulta letale.

Heatmap (dati SofaScore)

Gli impressionanti numeri realizzativi del 28 biancoverde sono supportati inoltre da una fase difensiva di grande grinta ed applicazione. Pote è un moto perpetuo anche in fase di recupero palla. Pressa con enorme intensità e non cessa di essere un calciatore intelligente e caparbio anche in fase di non possesso, coraggioso e combattivo a dispetto della taglia non da peso massimo. Come definito dalla stampa inglese un terrier piccolo, combattivo e senza traccia di timore.

Tackle.

Evoluzione

Pedro Gonçalves sta vivendo una breaktrough season di livello altissimo, con reti e prestazioni da top europeo.

Pote nel derby di Lisbona.

Certamente molto è farina del suo sacco, ma l’ambiente Sporting e coach Amorim hanno saputo frate i presupposti perfetti per creare una squadra giovane, di prospettiva, vincente e estremamente divertente di cui Pedro risulta la punta di diamante oltre che braccio armato.

Il suo percorso tattico è peculiare, da mezzala a esterno destro fino a trequartista e figlio di una sensata ricerca della posizione più adatta per il suo repertorio, particolare e quasi unico.

Allo Sporting ha vestito i panni dell’erede di Bruno Fernandes, riempiendo con successo un buco che sembrava incolmabile, confermandosi un ottimo interprete della trequarti in linea con la scuola portoghese, rappresentata dal già nominato calciatore dello United e da Bernardo Silva del City.

Pedro Gonçalves cura anche la fase difensiva.

Traguardi mirabili, senza ombra di dubbio, ma sostenibili nel lungo periodo o meglio ancora replicabili in altro contesto?

Sapessi rispondere con certezza a questo quesito probabilmente sarei a libro paga di qualche club blasonato, ma la mia impressione è che Pedro Gonçalves debba limare qualche difetto prima di potersi definire un colpo sicuro, anche perché la bottega dello Sporting non è un outlet e non fa sconti sui prezzi esorbitanti che propone.

Pote ha nel dinamismo e nella frenesia un suo tratto costitutivo di gioco, ma talvolta deve apprendere a abbassare i ritmi, trovando scelte migliori in fase di passaggio, non a caso quest’anno il contributo in assist è calato rispetto alla stagione precedente e non solo per un ruolo diverso.

Esultanza.

Le scelte su azione sono certamente l’aspetto in cui Pedro può crescere, non credo sia difficile visto che ha ampiamente dimostrato una grande comprensione del calcio quando chiamato a occupare gli spazi, ma un maggiore apporto alla fase attiva di costruzione bassa lo renderebbe di certo più completo e ancor più fondamentale nel club.

Vestito in bianconero

Purtroppo in questo momento storico fare previsioni ad ampio o anche breve respiro sul mondo Juventus è pressoché impossibile, per mille ragioni che conoscete come e meglio di me.

Bisogna essere coscienti che i Leões per il loro numero 28 chiederanno un prezzo elevato. D’altronde come biasimarli? Le prestazioni del trequartista sono state un crescendo travolgente e i risultati eccellenti sono evidenti. Oltretutto il precedente costituito da Bruno Fernandes rafforza l’idea che da Lisbona si possano pescare calciatori di altissimo livello, senza problemi ad adattarsi ad un altro calcio e senza dover pagare dazio nel lasciare il sistema di gioco di Rubén Amorim.

Tecnicamente parlando Pedro Gonçalves possiede doti che nella nostra rosa pochi stanno mostrando: ha gamba, intensità, intelligenza tattica, gol nei piedi e fame, tutte qualità che servono come l’aria a questa Juventus.

Il 7 del Portogallo, maglia pesante.

Il rovescio della medaglia sono ovviamente i dubbi sull’adattamento al calcio italiano, ma sinceramente il nostro campionato è ormai allineato a tornei di seconda fascia come quello lusitano, per cui la questione mi pare poco problematica.

Risulta più pesante l’interrogativo di natura fisica e di collocamento tattico.

173 centimetri, pur se coadiuvati da una buona forza fisica, sono sufficienti quando il livello della contesa si alza? Nel caso specifico credo di sì, perché non siamo di fronte a un piccoletto efebico, ma ad un torello piuttosto tosto e senza paura di sporcarsi le mani alla bisogna.

Tatticamente la cosa si ingarbuglia un po’.

Nello Sporting un assetto tattico abbastanza peculiare ne ha evidenziato i pregi, nascondendo certi limiti, ma possono altri club costruirsi allo stesso modo? Difficile da capire.

Conclusione

Da Vidago, passando per Chaves, Braga, Valencia, Wolverhampton, Lisbona e poi chissà, magari sulle note di The Passenger di Iggy Pop, dove le immagini si sovrappongono all’inconfondibile ritornello dove ad ogni “la” del orecchiabile “la-la-la-la-la-la” passa da essere una porta chiusa a Braga, una panchina in Inghilterra ad una sfera che finisce in rete a Lisbona, ad un soffio dal titolo nazionale.

Il viaggio è ormai ad un punto cruciale, forse la parte più dura, l’ascesa è alle spalle per Pedro Gonçalves.

Ora il mondo del pallone lo scruta con interesse e attenzione, resta solo da capire quale sarà la prossima destinazione, portandosi dietro quel bagaglio di fame, gol e agonismo che solo Pote può dire di possedere.

Confermare quanto fatto non sarà facile, ma ci sono i mezzi per poter entrare a far parte dell’elite del football del continente.

Pedro Gonçalves

Stefano Follador

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