J - Pensieri Sparsi

Cosa fare con Dybala?

Uno dei giocatori più amati dai tifosi, sulla carta il secondo miglior giocatore della rosa, il nostro numero 10 con 250 presenze e 99 gol in bianco e nero; sì, parliamo proprio di Paulo Dybala, una Joya poco splendente, grande assente di questa triste stagione nonché il più discusso degli ultimi mesi; sicuramente avrebbe fatto comodo averlo per l’intera stagione.

Tra un rinnovo che tarda ad arrivare e guai fisici la sua situazione desta tanti dubbi. I problemi sono nati il 26 luglio 2020, quando rimediò uno stiramento all’adduttore della coscia sinistra nel match contro la Sampdoria, prima della brutta ricaduta di Juventus-Lione. Sembra non essere mai tornato, con un inizio stagione incolore in cerca della forma migliore e un nuovo infortunio a dicembre scorso.

Da miglior giocatore della scorsa Serie A ad oggetto misterioso del 2020/2021.

Ma i problemi non sono solo fisici.

Questione contratto

Dybala è arrivato alla Juventus nell’estate del 2015 per 32 milioni più 8 di bonus. Oggi ha un contratto in essere con il club della famiglia Agnelli con scadenza fissata il 30 giugno 2022, con uno stipendio netto annuo di 7,3 milioni di euro, e un valore residuo a bilancio di circa 8 milioni(aria di plusvalenza?) al prossimo giugno. Questo è il suo sesto anno in bianconero: sotto la Mole ha alternato prestazioni di altissimo livello ad altre sottotono.

Qui sorge il primo problema: i giornali, anche se poco credibili, parlano di richieste da quasi 15 milioni per il rinnovo, una cifra molto alta, specie se contestualizzata all’attuale situazione economica; tuttavia sarebbero troppi anche 12-13 milioni, considerando la sua fragilità fisica. Un giocatore in queste condizioni vale queste cifre? Oggi probabilmente sarebbe da folli andare oltre i 10, ricordando che ai piani alti l’idea è quella di tagliare i costi.

“Sul contratto? Ha ricevuto un’offerta che rientra tra i 20 migliori giocatori in Europa e lo sa. L’amore è ricambiato anche sul piano economico, stiamo aspettando serenamente una sua risposta. La sua ambizione è di entrare nei primi cinque al mondo, ora non lo è e lo sa”.

Queste le parole di Andrea Agnelli a metà dicembre, confermate successivamente da Nedved e Paratici.

Il tempo stringe e giugno 2022 non è più lontano, non si può più tergiversare: o il contratto viene rinnovato, accettando la proposta della Juve, o verrà messo sul mercato.

Ma quanto guadagnano gli altri in Europa?

  • Bruno Fernandes, 9 mln
  • Benzema, 9 mln
  • Lukaku, 7,5 mln
  • Kane 12 mln
  • Son, 8 mln
  • Modric, 10,5 mln
  • Isco, 7 mln
  • Kroos, 12 mln
  • Di Maria, 13 mln
  • Suarez, 7,5 mln
  • Tevez(alla Juve), 4,5 mln

Il Dybala visto da luglio ad oggi merita le stesse cifre, o anche più, di questi signori?

Da segnalare che un suo eventuale sostituto proveniente dall’estero permettere di beneficiare del decreto crescita e dunque di alcuni sgravi fiscali.

Equivoco tattico

Negli anni i problemi tattici non sono stati pochi, di fatti la sua posizione in campo da quando è arrivato alla Juventus è stata spesso oggetto di dibattiti.

Ha mostrato di non essere adattato a giocare da punta, come ai tempi di Palermo, per la sua tendenza ad allontanarsi troppo dall’area, una struttura fisica non proprio da area di rigore e una freddezza non certo eccezionale. Fuori luogo anche da attaccante esterno in un classico tridente e gli ultimi anni hanno dimostrato come il rendimento e la capacità di Dybala di essere decisivo non dipendono esclusivamente dal suo essere schierato più o meno vicino alla porta avversaria, ma anche dalla sua capacità ad adattarsi in ruoli che richiedono una rimodulazione delle sue caratteristiche di base.

Pur essendosi (ri)scoperto un essenziale riferimento tra le linee in fase di raccordo tra centrocampo e attacco (dettaglio non trascurabile per una squadra che fa molta fatica a risalire il campo), Paulo non è un rifinitore nel vero senso della parola, piuttosto si tratta di un ibrido, fino a sembrare quasi “un attaccante che gioca da mezz’ala”. Inoltre, nonostante i continui ripiegamenti, il suo apporto in fase difensiva resta nullo. Da qui la sua atipicità.

Heatmap di tutte le stagioni con la Juve (understat.com)

Il meglio di sé potrebbe darlo da mezza punta abile tra le linee, con uno dei due esterni che taglia in area di rigore e una quasi totale libertà creativa e di movimento; lasciando però da parte moduli, ruoli e interpretazioni degli stessi. Deve essere libero di svariare sul fronte offensivo, sfruttando le qualità di dribbling nello stretto e di passaggio nel lungo. Per rendere al meglio, il suo compagno di reparto deve occupare l’area di rigore tenendo a bada i difensori avversari, lavorando “nell’ombra”. Sinteticamente, l’intera squadra deve giocare con e per lui, non proprio l’esempio della funzionalità.

L’equivoco tattico si riflette nel club come nella sua nazionale visto che ha la “sfortuna” di giocare assieme a due giocatori per cui è lui stesso a doversi adeguare e non viceversa: Cristiano Ronaldo e Leo Messi.

Troppo fragile?

Classe e talento abbondano, la resistenza fisica un po’ meno.

In questa stagione è sceso in campo per soli 1165 minuti, l’equivalente di quasi 13 partite complete su 47 totali della Juve in stagione.

Nel corso delle stagioni in bianconero le partite saltate sono state tante, forse troppe, spesso importanti: andata con il Tottenham, ritorno con il Bayern Monaco, ritorno con Lione, andata e ritorno con Porto. Ma più che altro si denota un certo ritardo nel recupero, lo dimostra l’infortunio dello scorso dicembre, passando dai venti giorni pronosticati all’inizio a tre mesi di stop.

Non passarono inosservate le parole di Nedved qualche anno fa:

«La crisi di Dybala? È un ragazzo che ha 24 anni che ci sta che possa avere alti e bassi durante la stagione, lui sa che la società gli è sempre vicina con cui può parlare e alla quale si può appoggiare per ogni evenienza. Come calciatore può raggiungere obiettivi massimali, e l’unico consiglio che posso dargli è di dare sempre il massimo in allenamento e fare sacrifici nella vita privata: così può diventare davvero grande»

Possibili destinazioni

Ma dove potrebbe andare? Tra le squadre che possono offrirgli cifre vicine ai 15 mln annui dove sarebbe protagonista assoluto?

Il suo valore di mercato ultimamente è diminuito sensibilmente, tra infortuni, contratto in scadenza e deflazione da covid-19 del calcio in generale; sarebbe difficile fare cassa con il suo cartellino e al contempo virare l’incasso su un altro 10 di livello.

Al Barça sarebbe chiuso da Messi(se rimane), nonchè da Griezmann; l’Atletico Madrid ha investito una marea di soldi per Joao Felix, logicamente punterà sulla sua crescita; il Real sembra troppo grande per Paulo; il Bayern Monaco non spende 50-60 mln per un classe 1993 spesso vittima di infortuni; al Psg le stelle sono tante e fino a giugno 2022 sul centro-destra ci sarà un certo Di Maria; a Manchester, sponda blue, abbonando Mahrez, Foden e Bernardo Silva; sponda United dietro la punta è inamovibile Bruno Fernandes. Potrebbe essere utile al Totthenam per fare coppia con Kane, in caso di addio di Son, ma ha rifiutato i londinesi già due estati fa.

Dybala sembra stare bene a Torino (un po’ meno Oriana), in passato ha rifiutato diversi club, ma è palese che ci sono diverse questioni da risolvere: pretese economiche, costanza e impegno. Di recente non ci sono stati incontri tra le parti, l’offerta c’è stata e non verrà rivista , mai come adesso la sua cessione sembra fattibile.

28 anni a novembre, deve reinventarsi per potersi consacrare, perché il talento c’è, ma spesso non è abbastanza. Lo deve al calcio, di cui è un patrimonio assoluto, e a sé stesso e soprattutto alla Juve. La sua permanenza dipenderà anche dalla voglia sua (e della società) di essere al centro del nuovo ciclo, non vi è spazio per mezze figure.

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