#NonSoloJuve

QUANDO PERDI LA “SCOMMESSA”

Ieri il Chelsea ha raggiunto il Manchester City in finale di Champions League, gli uomini di Tuchel hanno superato il Real Madrid per due reti a zero. Oggi i londinesi sembrano una corazzata, ma il loro inizio stagione è stato tutt’altro che roseo. A gennaio i blues si trovavano a undici punti di distanza dal Manchester United capolista, proprio in quel mese la dirigenza trova il punto di svolta. Il 25 gennaio il club solleva dall’incarico Frank Lampard, quello che fino a quel punto era stato una “scommessa”. I dirigenti del club londinese accettano il fallimento e mettendo da parte l’orgoglio si fiondano sulle sicurezze. Thomas Tuchel viene considerato il preposto perfetto, il tedesco prende in mano lo spogliatoio e rende il Chelsea una armata. Il tecnico ex Psg trasforma la difesa del Chelsea in una certezza unica, tanto che la formazione subirà solo due reti in dieci partite, tenendo la porta inviolata contro Wolves, Tottenham e Liverpool, dimostrando quanto sia fondamentale l’esperienza per un allenatore.
La situazione è analoga a ciò che è successo alla Juventus nella stagione attuale, dopo due anni d’incertezze con gli esoneri di Allegri e Sarri, la dirigenza affida le chiavi della squadra ad Andrea Pirlo, il bresciano accetta saltando step importanti per la formazione di un tecnico. La “ scommessa” oggi per Madama è fallita, la sconfitta contro l’Inter a gennaio aveva fatto presagire il declino della vecchia signora. In quel match oltre ad essere schiacciati per novanta minuti dai nerazzurri, la squadra aveva dimostrato di essere slegata e priva di motivazioni. Oggi sotto la guida Pirlo, i ragazzi hanno ottenuto una Supercoppa italiana e una finale di Coppa Italia, oltre che una eliminazione cocente in Champions contro un modesto Porto, la scucitura dello scudetto dal petto da parte dell’Inter di Conte, ha destabilizzato l’ambiente bianconero abituato a 9 anni ininterrotti di successi.
Attualmente la stagione della Juventus non è troppo negativa, ma sicuramente non può essere ritenuta sufficiente per una società che punta più in alto.
L’ingaggio di Tuchel è stato uno schiaffo all’orgoglio di molte dirigenze, oltre che un esempio di come un esordiente non possa guidare un big club, lo stesso Jorginho ha mostrato giorni fa le lacune di Mr.Lampard, criticando le poche competenze dell’ex centrocampista.
Chissà se con un mister affermato la Juventus avrebbe raggiunto la tanto agognata finale di Istanbul, magari portando anche a quota dieci gli scudetti vinti di fila.

Demetrio Nicoló

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