Tactical Point

NON CI RESTA CHE…

Le sensazioni vissute ieri sera, al fischio finale della partita contro l’Udinese, sono quanto di più vario, spiazzante e straniante possa provare un tifoso di calcio. Pensi che sia il momento della gioia assoluta, urli il tuo “gool!” forte non appena Cristiano Ronaldo segna l’1-2 definitivo, e in un certo senso ti senti soddisfatto e pensi: “e questa è andata, non ci resta che giocarne 4”.

Sensazione che presto però scema, man mano che ti rendi conto che sì, è stato un gol vittoria come tanti visti e goduti in questi anni ma stavolta non è valso per dei titoli, bensì per continuare a restare agganciati al treno Champions League (o Nuova Champions, o Super League of Champions, o come diamine vorranno chiamarla). 

Treno che continua ad essere sfuggente non tanto per concrete difficoltà, quanto per questa incredibile capacità di complicarsi la vita che ha contraddistinto l’annata 2020-21. Anche stavolta infatti sono puntualmente andati in onda i leit motiv di questa stagione: formazione iniziale cervellotica (per non dire strampalata), soluzioni tattiche ampiamente bocciate nelle esibizioni precedenti e totale mancanza di applicazione in campo, cosa accentuata all’inverosimile soprattutto a inizio partita.

Quando vedi follie come McKennie arretrato da mediano di rottura annullandone il pezzo forte, gli inserimenti senza palla, quando vedi ancora il duo utopia Ronaldo-Dybala che cerca un amalgama simile ad acqua+olio, quando poi vedi per l’ennesima volta Bernardeschi non solo titolare ma persino buttato a sinistra, capisci che i presagi più neri si avvereranno a breve. Infatti sono bastati 9 minuti 9 per vedere la solita amnesia, regalare il gol all’avversario e iniziare a dirti: “non ci resta che piangere”…

Un pomeriggio nerissimo che però è stato ribaltato da Cristiano Ronaldo in 10 minuti, complici le disattenzioni e gli errori di De Paul e soprattutto Scuffet, fattosi sorprendere da un colpo di testa forte quanto si vuole, ma da posizione decentrata e con poco angolo di porta visibile. Cosa dire di CR7: nei 90 minuti al Friuli si è condensato tutto quanto si sa del fenomeno di Funchal. Poco legato alla squadra, impreciso in molte occasioni, per nulla tremendista in campo (non che ci si aspetti Tevez, ma qualche corsa in più magari sì..) eppure così clamorosamente decisivo quando messo in condizione di fare quel che gli riesce meglio: segnare.

Ormai veramente non si sa più cosa aspettarsi da questa squadra: al di là delle tattiche (per l’amor di Dio, basta esperimenti! 34 formazioni differenti su 34 partite rasentano la follia), ciò che vorremmo vedere in questa Juventus crepuscolare è perlomeno l’orgoglio di indossare questa maglia contro avversari “di lignaggio” come le milanesi, e con le belle realtà italiane Atalanta e Sassuolo. In questo il rientro di Chiesa potrebbe aiutare non poco, insieme al recupero al top di Morata. Per tutto il resto, non ci resta che… pregare #finoallafine

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