#RawDiamonds

#RawDiamonds: Abdallah Sima

Abdallah Sima

Esistono poche città al mondo con il fascino e la storia strabiliante di Praga. Una visita alla capitale di Carlo IV, Jan Hus, Jan Zizka, Rodolfo II e del Rabbino Loew è un obbligo morale per tutti gli appassionati di storia europea, senza considerare le attività ricreative possibili in Boemia.

Quando si attraversa il Ponte Carlo sulla Moldava e si passa sotto l’arco della Torre del Ponte, entrando nel quartiere di Mala Strana, se potessimo eliminare l’incessante flusso turistico forse potremo ancora sentire quel sommesso e misterioso eco della storia di Praga.

Il Vicolo d’oro è poco più a monte, adiacente il monumentale Castello. Lassù fra le case basse e pittorescamente variopinte aleggia una leggenda molto nota.

L’Imperatore asburgico Rodolfo II, appassionato di esoterismo e del soprannaturale, gigante della storia della magnifica capitale ceca, era ossessionato dalla ricerca della Pietra Filosofale, un artefatto in grado di conferire tre proprietà straordinarie: onniscienza, immortalità e la possibilità di tramutare in oro i metalli comuni.

Per questo raduno nelle immediate vicinanze del suo Castello una pletora di alchimisti, studiosi e luminari dell’epoca lavoravano incessantemente per poter finalmente trovare questo magico elemento.

Certamente la leggenda non termina con il successo di Rodolfo II in questa folle ricerca, ma qualcosa di magico e di soprannaturale resta ancora a Praga, una delle tre città del Triangolo Magico della Magia Bianca, che forse permette non ai metalli, ma alle persone di tramutarsi in oro.

Se ciò esiste sicuramente è il caso di Abdallah Sima, giunto a Praga da perfetto sconosciuto e salito alla ribalta continentale nel giro di una manciata di mesi.

L’oro di Praga oggi viene dal Senegal, veste la maglia biancorossa con la stella e ha l’aspetto di un diciannovenne alto e dinoccolato, che sta trascinando lo Slavia verso il titolo nazionale e ad una ottima campagna europea (eliminazione ai quarti di Europa League da parte dell’Arsenal).

Biografia

Abdellah Dipo Sima viene alla luce il 17 giugno 2001 a Dakar, capitale del Senegal.

Onestamente le notizie sulla sua vita prima del 2020 sono piuttosto frammentarie.

L’infanzia in Senegal scorre normalmente finché non viene notato da un osservatore durante uno dei tanti camp organizzati da dai club europei nel paese africano.

Ad interessarsi ad Abdellah è il club dell’Alta Savoia: l’Evian Thonon Gaillard FC.

I savoiardi sono una società che si è fatta largo rapidamente a inizio degli anni ‘10 guadagnandosi la Ligue1 per ben quattro stagioni prima di retrocedere ed a fare incontro ad un rovinoso fallimento nel 2016 ed una rifondazione l’anno successivo.

La nuova società milita nel quinto livello del calcio transalpino e riesce a tesserare Sima dopo un lungo corteggiamento. Infatti l’attaccante esterno potrà raggiungere la Francia solo dopo il raggiungimento della maggiore età come da regolamento sui trasferimenti internazionali.

Sima durante la sua esperienza transalpina.

In terra di Francia però le cose non ingranano troppo, con Abdellah che finisce pure nella squadra riserve del modesto club savoiardo.

Quanto durante la sosta invernale un agente con conoscenze ed interesse nel calcio ceco gli propone un cambio di casacca Sima accetta e si mette sul mercato.

A offrire una chance nel calcio professionistico è una società di terza serie ceca, il FC MAS Taborsko.

Da Dakar alla Boemia.

Tuttavia neanche con i bianco azzurri le cose vanno troppo bene.

Abdallah disputa tre amichevoli prima dello scoppio della pandemia che blocca tutti i campionati, mettendo a segno un gol, ma non sembra aver fatto breccia.

Tuttavia la dirigenza dello Slavia Praga sembra aver intuito il potenziale del giovane senegalese e decide di investire una piccola somma per tesserare il ragazzo per la propria squadra B.

Il precampionato con lo Slavia B, militante in terza divisione, è più che positivo come le 5 reti nelle sei gare amichevoli testimoniano, ma non c’è nulla che lasci presagire l’esplosione che avverrà nel giro di pochi mesi.

Si suol dire che la fortuna non è altro che l’incontro fra talento ed opportunità e questa definizione calza a pennello con l’autunno di Sima.

Una serie di infortuni e contagi Covid decima il reparto offensivo della squadra ceca che deve per forza di cose ricorrere alla sua seconda squadra per completare la lista dei convocati.

Il primo assaggio di campo avviene nella sfida di Europa League contro il Leverkusen, venti minuti nel finale di gara sufficiente a rompere il ghiaccio con il grande calcio. La svolta definitiva giunge una settimana più tardi quando i cechi ospitano il Nizza guidato da Vieira.

Il primo gol non si scorda mai.

In una gara epica i padroni di casa hanno la meglio e a migliorare ulteriormente le cose Abdellah trova la sua prima rete ufficiale con la maglia dello Slavia, un tocco di testa morbido apparentemente semplice a superare il portiere, ma che lascia intravedere doti fisiche e fiuto per la rete di primo livello.

È il 5 novembre 2020 e pensare che sei mesi prima Sima faticava a venire considerato dal Thonon Evian in quinta divisione francese da l’idea dell’esplosione inspiegabile del senegalese che, come l’oro di Praga, pare essere mutato magicamente.

Ma non è certo finita qui.

Le porte della prima squadra sono ormai spalancate e la fiducia del tecnico Jindrich Trpisovsky è tangibile.

La risposta di Abdallah è strepitosa e trova il suo zenit nella doppietta rifilata agli acerrimi rivali dello Sparta, nel derby di Praga che paralizza tutto il paese.

Dopo la partita, chiusa con un secco 0-3 per lo Slavia, il presidente Jaroslav Trvdik definirá Sima un risarcimento divino per la malasorte patita nel preliminare di Champions League, ringraziando il cielo per tanta misericordia. Toni enfatici a cui fanno seguito però i fatti.

Abdellah infatti continua a segnare con costanza e feroce determinazione, attirando corteggiatori da tutta l’Europa.

Trvdik però è chiaro, hanno appena ceduto Soucek per 21 milioni di euro e Sima lascerà Praga solo per un offerta sensibilmente superiore.

L’Arsenal vorrebbe sedersi al tavolo delle trattative, ma il patrón è irremovibile: 50 milioni di euro per salutare il senegalese durante la finestra invernale, cifra che fa battere in ritirata le gli inglesi, ma tutto il panorama calcistico europeo può dirsi certo che al via della prossima stagione Sima non vestirà più la maglia dello Slavia.

Nel frattempo Abdellah continua a mietere vittime con cadenza regolare, raggiungendo al momento di scrivere cifre più che interessanti: 11 presenze con 4 reti ed un assist in Europa League, quattro centri in sei presenze con la seconda squadra dello Slavia e 5 assist ed undici goal in Fortuna Liga, con lo squadra della stella rossa dominatrice assoluta del campionato ceco e sorpresa della seconda competizione europea, eliminato solo ai quarti dall’Arsenal.

Nel frattempo Abdellah si è tolto pure lo sfizio di esordire per la nazionale del Senegal nelle qualificazioni per la Coppa del Mondo dove ha potuto condividere lo spogliatoio con il suo idolo ed esempio Sadio Manè. In questi tempi bui funestati dalla pandemia e da tutto ciò che ne consegue Abdallah può ben dire che il suo 2020-21 gli ha stravolto la vita, portandolo nel giro di pochi mesi da perfetto sconosciuto a “oro di Praga”, oggetto delle attenzioni di club di altissimo livello come Arsenal, Chelsea e Juventus.

Niente male per uno spilungone di Dakar.

La rete nel derby.

Caratteristiche tecniche

Abdellah Sima ha senza dubbio impressionato per la sua fisicità e capacità di essere un puzzle di difficile soluzione per le difese ceche ed europee.

188 centimetri, di corporatura fortemente ectomorfa, è dotato di una potenza ed una velocità ad altissimo livello, grande elevazione, buonissima coordinazione e capacità di cambio di direzione e velocità fulmineo.

A dispetto dell’aspetto “alla Crouch” è tremendamente in controllo della propria fisicità, sfruttando spesso a proprio vantaggio il suo ingombro fisico e le lunghe leve, sapendosi guadagnare sovente punizioni e chiamate arbitrali favorevoli.

Estremamente efficace unisce alle sue doti atletiche un bagaglio tecnico più che discreto.

Tocchi per area (dati Footdata)

Destro naturale, sta lavorando ed addomesticando anche il mancino, con discreti risultati.

Il primo controllo è molto buono, permettendogli una gestione del pallone precisa e puntuale, fondamentale utilissimo tanto in area che nelle altre fasi di gioco.

Ottimo in conduzione della sfera, che protegge molto bene grazie ad un buon uso del corpo, diventa inarrestabile quando prende velocità e può andare a briglia sciolta in campo aperto.

Non è un distributore di gioco, ma anche nel fondamentale del passaggio di destreggia abbastanza bene, solitamente con opzioni scolastiche e sicure, anche se non mancano situaIoni in cui lo si vede cercare soluzioni più ardite e complesse.

Nel cross si dimostra un ottimo interprete, che difficilmente sparacchia la sfera in mezzo chiudendo gli occhi, ma invece cerca con lo sguardo il compagno cercando di intuirne i movimenti.

Abdallah è dotato di un buon tiro, che esegue anche dalla media distanza con entrambi i piedi, tuttavia talvolta il fondamentale risulta un po’ “sporco” con esecuzioni imperfette, anche sé paradossalmente esse risultano vincenti quando l’azione si svolge nei pressi della porta avversaria. In effetti uni dei tratti che maggiormente risalta del gioco del senegalese è lo straordinario fiuto per il gol, una qualità che non si può apprendere, ma che rappresenta la parte più istintiva e primitiva del gioco del calcio.

In gol contro il Leicester in EL.

Il suo ruolo è un altro bel rebus, nasce come punta, ma ha trovato fortuna occupando prevalentemente il posto di esterno destro nel 4-1-4-1 dello Slavia, per sfruttarne la verticalità ed il gioco estremamente diretto.

Nella posizione di esterno nel compatto modulo del tecnico Trpisovsky ha a disposizione campo da attaccare in velocità, tanto palla al piede, quanto cercando la profondità alle spalle della difesa, situazione in cui si dimostra letale. La velocità, unita a tempismo, ferocia agonistica e buona capacità di leggere la difesa risultano un mix esplosivo che gli consente di arrivare spesso al cospetto dell’estremo difensore avversario, dove sa essere molto freddo.

Heatmap in Europa League (dati SofaScore)

Da prima punta pura ha dimostrato di soffrire le situazioni di gioco spalle alla porta, dove deve agire di forza anziché sfruttare il suo dinamismo.

Difensivamente non è un fattore rilevante, anche se i suoi compiti sono completamenti diversi. Ad ogni modo Abdallah ha dimostrato di avere una buona etica del lavoro, che unita alle sue capacità fisiche e alla verde età lo rende suscettibile di migliorare anche questo aspetto del suo stare in campo.

Evoluzione

Sima è in un certo senso un neonato a livello calcistico.

Arrivato letteralmente dal nulla nel giro di pochi mesi si è preso la ribalta in maniera incredibile, grazie ad una serie pazzesca di realizzazioni e a lampi di dominio fisico impressionanti.

Per certi verdi sembra di vedere realizzarsi la fantasia di Usain Bolt di giocare a calcio da professionista, attraverso le gesta del senegalese. Un velocista di primo livello, forte di una tecnica più che discreta e di una gran voglia di arrivare.

Ad Abdallah in questi mesi sta riuscendo tutto in maniera quasi fiabesca. Ecco un primo campanello d’allarme.

Eyes on the prize.

Gli attaccanti “one season wonder” sono le creature più affascinanti e traditrici del panorama calcistico, protagonisti di annate in cui ogni rimpallo, ogni palla vagante, ogni tiro svirgolato sembra essere guidato da una mano divina con il preciso intento di favorirne il fato. Purtroppo però questa magia può svanire come neve al sole e lasciare il malcapitato di turno in preda al fantasma delle stagioni che furono, ove tutto risultava semplice e tutto riusciva.

In effetti se andiamo a vedere le statistiche di Abdallah risulta evidente che in questa stagione a livello di reti ci sia stata una situazione di overperforming difficilmente sostenibile nel medio periodo, mentre nelle altre voci statiche il rendimento di Sima resta comunque piuttosto mediocre, con pochissimo coinvolgimento nella costruzione di gioco, anche se ad onor del vero l’atteggiamento tattico dello Slavia improntato al gioco di rimessa non aiuta sotto questo punto di vista. Ma allora perché tanto rumore? Perché tanto hype? Perché arrivare a definire Sima il nuovo Henry?

Personalmente credo che a queste domande si possa rispondere con due motivazioni. Innanzitutto, come si dice in ambiente NBA, i centimetri, e per esteso tutte le qualità atletiche, non si possono insegnare. Un mix di velocità, coordinazione, elevazione e dinamismo, uniti comunque ad un buon corredo tecnico come quello di Abdallah sono un potenziale estremamente interessante su cui costruire un calciatore potenzialmente devastante.

In secondo luogo il calcio è un gioco molto semplice quando ridotto ai minimi termini. Vince chi fa più goal e in questi mesi Sima ha dimostrato di possedere un feeling con la rete estremamente interessante, segnando di testa, da fuori, in duelli con il portiere e sopratutto in quella maniera sporca e poco elegante che resta il certificato di autenticità dei veri cannonieri.

Sicuramente non sarà Henry, ma se la crescita di questi mesi dovesse avere continuità Sima potrebbe trasformarsi in uno spauracchio per molte difese, con una interpretazione del ruolo di attaccante esterno estremamente feroce, diretta e tagliente, senza tanti fronzoli, ma con enormi quantità di sostanza.

La seconda maglia dello Slavia Praga è uno spettacolo.

Vestito in bianconero

Sono molte le fonti che hanno riportato un interesse della Juventus per Sima, anche se si tratta di voci non troppo affidabili.

Personalmente l’interesse e l’acquisto eventuale di Abdallah da parte dei bianconeri mi risulterebbe piuttosto sorprendente.

Sima è un attaccante esterno che predilige partire da destra per accentrarsi in fase di conclusione, ruolo in cui sta facendo una eccellente stagione Federico Chiesa, che ha tutta l’aria di poter divenire uno dei punti fermi del prossimo lustro bianconero.

Sima sarebbe un doppione di uno dei migliori giocatori della nostra rosa.

Qualora si imaginasse per lui un ruolo da 9 abbiamo già visto come il senegalese non ami per niente giocare spalle alla porta, oltretutto non essendo in possesso dell’arsenale di movimenti necessari per giocare di sponda, far salire la squadra e dialogare con i compagni.

Sima con la maglia del Senegal.

Questi fattori, uniti comunque alla evidente alla maniera di stare in campo ancora acerba di Sima lo rendono a mio modesto un fit difficile per la rosa bianconera, pur riconoscendo al ragazzo una evidente potenzialità.

Conclusione

L’esplosione di Abdallah Sima è stato un fulmine a ciel sereno per tutti, compresi gli stessi addetti ai lavori dello Slavia, che pur nutrendo buone speranze sul ragazzo mai si sarebbero aspettati un rendimento così spettacolare.

Tuttavia l’adagio insegna che chi presto sale presto potrebbe scendere. Ed in questo mi trovo concorde.

Sima ha dimostrato di essere fenomenale nell’attacco alla profondità, un ottimo finalizzatore, ma anche di essere estremamente acerbo in molti aspetti del gioco, sopratutto in costruzione e quando si tratta di cercare il servizio per i compagni in modo ragionato.

Abdallah è sulla bocca di tutti e probabilmente in estate lo vedremo cambiare casacca verso lidi più blasonati, ma non sarà semplice ripetere una annata come quella in corso.

L’oro di Praga potrebbe essere l’illusione di un inverno oppure trasformarsi nella stella più brillante del Senegal, come sempre solo il futuro ce lo potrà svelare.

Esultanza vista spesso in questi mesi.

Stefano Follador

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