J - Pensieri Sparsi

Il grande problema di questa stagione

Gli dèi non concedono agli uomini niente tra le cose belle e buone senza fatiche e attenzione“, scriveva Senofonte, storico ateniese, circa 2500 anni fa.

A distanza di tempo nulla sembra essere cambiato, ogni successo si raggiunge con la voglia di fare che contraddistingue spesso i vincitori dagli altri. Ogni tifoso bianconero avrà notato una certa tendenza di questo triennio, con l’apice raggiunto in questa deludente stagione. Una Juve che non ha un’identità ben precisa, vive dell’orgoglio dei suoi giocatori, a sprazzi.

Premesso che l’autore di questo articolo considera scontato e fisiologico il netto calo di rendimento, dopo 9 anni di successi e dominio, risulta doveroso porre l’attenzione su alcune tendenze negative.

La testa conta più dei piedi buoni.

Tra i punti fermi di questa stagione vi è certamente un evidente mancanza di costanza, prestazioni altalenanti nel corso della stessa partita e anche nelle prestazioni dei singolo tra un tempo e l’altro.

Quante volte è capitato di non chiudere le partite per mancanza di cattiveria agonistica per poi ritrovarsi in bilico e in difficoltà? Quante volte abbiamo assistito ad errori grossolani anche da parte di giocatori discretamente dotati?

Nello sport, nel lavoro, nella vita il fattore mentale probabilmente viene sempre prima di tutto il resto, anche del talento. Proprio qui va ricercato il maggior difetto di questa squadra, prima ancora del centrocampo, dei singoli e della sfortuna. Emblematici i primi tempi contro Napoli e Genoa, di gran lunga migliori rispetto alla ripresa.

Alcuni giocatori hanno la cosiddetta “pancia piena“, altri non hanno ben compreso il mondo Juve, qualcuno vive il campo con troppo nervosismo(messo in luce da cartellini spesso stupidi e inutili) o pigrizia.

La concentrazione è stata carente in tante -troppe- occasioni, con diversi gol regalati agli avversari, sfociati poi in nervosismi e ammonizioni ingenue, dettagli condizionanti.

Ma davvero Kulusevski, Ramsey e Morata non sono capaci di passarla a cinque metri di distanza? Sicuramente no, basta un gol e la partita della Juve cambia, in negativo o in positivo, sintomo di poca fermezza mentale. Troppe occasioni sprecate, partite non chiuse, un gruppo che ha perso cinicità e voglia di vincere; non che vogliano perdere ma inconsciamente non è più diventato di vitale importanza farlo, come lo é per l’Inter ad esempio. In questo senso dovremmo aspettarci vistosi miglioramenti nella prossima stagione, quando non si partirà più da campioni in carica ma da eventuali spodestatori.

Dati alla mano, per quel che contano, la Juve è la seconda squadra del campionato per Expected Goals, che cercano di rappresentare il potenziale offensivo prodotto in una determinata partita o le occasioni da gol potenziali, mentre è prima per Expected Points. In pratica siamo diventati poco cinici, incapaci di vincere le partite 1-0 e di gestire il risultato. I dati sono importanti, tuttavia non dicono tutto, vanno interpretati e in ogni caso non corrispondono a verità assolute.

Dati da understat.com

Un allenatore come amico?

La responsabilità non può che essere condivisa anche con l’allenatore, nel nostro caso alle prime armi. È certamente compito dell’allenatore spronare la squadra per creare stimoli nuovi, poi si può discutere su quanto i giocatori siano disposti a seguire le idee del tecnico e quanto possono essere realmente stimolabili, ma in primis è Pirlo dover fare di più, anche con scelte poco simpatiche. Potrebbe risentire della sua poca esperienza, venendo visto dai giocatori come un compagno e non come figura autoritaria.

Pochi movimenti e approcci sbagliati

Non solo grinta e concentrazione, anche nei movimento si denota una certa immobilità, con giocatori che non accompagnano l’azione, pochi movimenti senza palla, transizioni lente e scelte sbagliate.

Addirittura, a volte, si fa fatica a battere le rimesse laterali perché nessuno si propone e che viene incontro smarcandosi. Con Napoli e Bologna, hanno mostrato tanti segnali positivi, nel primo tempo, ma anche con Barça, Lazio e Atalanta(andata). In tante altre occasioni non l’hanno fatto, quasi sempre sbagliando l’approccio alla gara.

Ecco, l’approccio è un gran problema, ricordiamo fin troppo bene Porto-Juve, come i gol subiti in avvio da Vlahovic (andata), N’kolou e Lautaro. In realtà ci portiamo dietro questo problema ormai da due anni, Lione e Atlético Madrid insegnano; una squadra non particolarmente sul pezzo fin da subito, illogica anche nelle reazioni poiché a volte reagisce con rabbia ai gol subiti, altre volte va totalmente in tilt.

Probabilmente anche il morale della rosa, man mano che la vetta si allontanava e con l’eliminazione dalla Champions, ha subito il colpo, con giocatori abituati ad obiettivi ben diversi.

E il Leader?

Negli anni abbiamo perso diversi giocatori carismatici, esperti e grintosi, in grado di prendersi la squadra sulle spalle per tirarla fuori dai momenti difficili, giocatori capaci di prendersi la responsabilità.

Parliamo ovviamente di Carlitos Tevez, Vidal, Barzagli, per un breve periodo Dani Alves, Marchisio, Pirlo stesso in campo, con Chiellini e Buffon titolari all’epoca, da non sottovalutare anche Evra.

Oggi si risente della mancanza di tali personalità in campo, per età, per poco ambientamento, per carattere di base, vari motivi insomma. Andando in ordine: Szczesny non sembra mostrare grande autorità in difesa, Alex Sandro non è mai sembrato e mai lo sarà un giocatore carismatico, Bonucci ha perso credibilità, Rabiot e Bentancur non hanno alcun tratto da leader, Arthur è un nuovo arrivato, Ramsey nemmeno si vede. Passando all’attacco il discorso non varia, Ronaldo non è un leader, non aiuta la squadra, un eccezionale solista che piuttosto si affida all’orchestra e non il contrario, Dybala caratterialmente non mostra le qualità adatte, idem Alvaro Morata. Si salvano solo Danilo(piacevolissima sopresa), Cuadrado, De Ligt e Chiesa. Inutile citare Kulusevski e McKennie, giovani e nuovi arrivati.

Identità italiana

Per molti si tratta anche di “italianità” perduta, storica spina dorsale bianconera. Con Chiellini e Buffon ormai in via di ritiro o d’addio, rimane solo Federico Chiesa a portare avanti l’Ital-Juve, ed è forse per questo che sembra interessare Tomas Locatelli.

A volte subentra il problema linguistico in un gruppo molto variegato che rende più complicata la comunicazione.

I punti persi con le “piccole”

Negli scontri diretti qualcosa di diverso è stato mostrato, in Coppa con l’Inter, in campionato con Milan, Lazio, Roma e Napoli; contro avversari di caratura inferiore invece è diminuito il rendimento mentale.

Cinque punti persi con il Benevento, due con il Crotone, cinque con la Fiorentina, due con il Torino, quattro contro il Verona(molto più vicina alle prime 7 che alle piccole). È soprattutto in queste partite che viene fuori la superficialità delle giocate e la povertà agonistica, su questo si deve lavorare. Ormai da tempo non vediamo più una Juventus schiacciasassi contro le ultime 12-13 squadre del campionato, ciò che ci ha sempre contraddistinto è diventato ora un difetto.

Negli avversari non si nota più alcuna paura, consci delle nostre tante lacune.

Siamo la Juve, non un Hotel

Questo epilogo era facilmente prevedibile già due o tre anni fa, ora è arrivato inesorabilmente.

Mancanza di cattiveria, superficialità, poco impegno, nervosismo, gol del raddoppio sprecati, una serie di cose altamente compromettenti. La Juventus sembra essere diventata un Grand Hotel, un luogo dove andare vacanza(ben retribuita), con troppi esuberi ormai da tempo sul mercato, poco vogliosi di cambiare aria ma anche di riscattarsi.

Bisogna ritrovare quella fame che caratterizza i vincenti, la voglia di sudare per la maglia indossata, e si spera di poterlo fare nuovamente con il pubblico sugli spalti pronto ad incitarli. Che ci sia Pirlo, Zidane o Allegri non fa differenza, serve un reset mentale; non siamo un Hotel, siamo la Juve, una stagione si perdona, due no.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...