Nero Su BIanco

FEDERICO II da Vinovo.

Faceva caldo in quel pomeriggio di domenica del 30 settembre del 2018, molto caldo. Era iniziata la ripresa da un quarto d’ora in quel Fiorentina Atalanta fermo sullo 0 a 0. Il giovane Federico Chiesa strappa nuovamente ed improvvisamente dalla sua consueta posizione di esterno alto a sinistra. De Roon viene inghiottito in pochi metri ed anche Toloi saltato netto a gran velocità. Ma improvvisamente il ragazzo, anziché puntare dritto in porta rallenta evidentemente la corsa, si piega quasi. Ed appena il ‘rincorrente’ Toloi lo sfiora, si lascia cadere a terra allargando le braccia, Valeri fischia deciso il rigore. Eravamo ad un anno quasi esatto dall’introduzione sperimentale del VAR, ma il rigore viene confermato nel silenzio degli assistenti e tra le grida di entusiasmo del pubblico presente (bei tempi, il pubblico presente ndr).

Ne abbiamo visti molti altri di rigori di questo tipo assegnati, impensabile per l’evidente volontà dell’attaccante viola di cercarlo, ma un contatto seppur leggero c’è, queste sono ormai le interpretazioni regolamentari, da quasi quindici anni sempre più ‘prorigore’. Dispiace vederne si, ma capitano davvero spesso. La cosa che però all’epoca sbalordisce un gobbo come me, è l’esplosione di un lungo quanto ‘violento’ accanimento mediatico mai visto prima nei confronti del ventenne esterno offensivo. Si, perché avevamo assisitito poco prima dell’introduzione del VAR ad episodi come quello del “rigore” assegnato a Strootman nel derby del 30.04.17 incommentabile, o poco più tardi a San Siro (11.01.20 quindi a VAR già attivo) proprio sul povero Toloi, con un vero e proprio placcaggio in area da parte dell’interista Lautaro che ha oltrepassato il clamoroso collocandosi tra l’epico ed il farsesco, eppure nessuna rivolta mediatica come nel caso di questa forzosa ‘parasimulazione’ ad alta frequenza, sfociata in rigore.

Il perché del silenzio o comunque delle disamine tiepide ed equilibrate negli altri due casi lo conosciamo benissimo tutti noi che seguiamo lo sport . . . il fatto è che non riguardavano un possibile “vantaggio diretto o indiretto” nei confronti della Juventus. Ma allora perché tutto questo accanimento, questo insolito levarsi di scudi, queste inconsuete quanto farisaiche invettive collettive rispetto all’atto, non proprio lodevole certo, ma di un giocatore che la maglia la indossa di un acceso colore viola ? Forse sta cambiando il mondo, il calcio ? Forse si comincia finalmente ad avere un po’ più di rispetto per la verità che odio nei confronti dell’inarrivabile società di Corso Galileo Ferraris ? Ma figuriamoci ! La risposta vera si rivela inequivocabilmente tornando appena indietro nel tempo e riflettendoci qualche microsecondo.

Nell’estate del 2017 infatti la Juventus forza il ‘blocco’ sull’Arno e strappa alla Viola Federico Bernardeschi. Bell’affare direte comprensibilmente voi, dimenticando i molti appetiti che all’epoca lo circondavano (questo però è un altro capitolo). Ma c’era ben altro sul piatto preparato da Paratici.

La proposta raddoppia di nome e di fatto, il II Federico richiesto è il baby Chiesa, all’epoca appena 19enne, proveniente dalla Primavera, ad un anno dal debutto in serie A grazie alla fiducia del Mister Paulo Sousa (sconfitta per 2 a 1 a torino proprio contro la Juve) e talentuosissimo figlio d’arte.

Il rifiuto dei Della Valle è categorico, non se ne farà mai nulla, MAI !

La società bianconera però insiste nel tempo, anche grazie al sogno recondito di papà Enrico, che vorrebbe vedere il figlio a Torino rivelandoci poi i suoi storici rimpianti. Si arriva così, pochi mesi dopo, proprio nel periodo natalizio, ad una fuga di notizie che vedrebbe un accordo già fatto tra lo “scarso” Paratici e la famiglia Chiesa.

Ecco, da quel momento i rifiuti ad aprire una qualsiasi trattativa per il giovanissimo idolo viola continuano, anche quando la società Viola passa dai Della Valle all’americano (tifoso bianconero) Rocco Commisso, ma inizia dal Natale 2018 un’altra partita, quella dell’odio selvaggio nei confronti di Federico e famiglia da parte dei tifosi fiorentini ed ovviamente dei media, a partire da quelli nazionali, che ormai tendono a sottovalutare il calciatore ed i suoi risultati esaltandone solo la condizione di “tuffatore”. Storiche attività propedeutiche atte alla preparazione dello storico passaggio. I tifosi vanno anche oltre, si passa agli insulti ed alle minacce, persino nei confronti del piccolo Lorenzo (aspettiamo anche lui) fratello di Fede e 2’ figlio di papà Enrico che milita da punta centrale, ancor oggi, nelle giovanili viola.

Ma i Chiesa non mollano. E non molla la Juve, fino all’ottobre u.s. in cui alla fine, anche per non perdere un capitale all’ultimo anno di contratto, la società di viale Manfredo Fanti cede, addirittura spinta dai tifosi che dopo gli insulti e le minacce sono ormai passati alle maledizioni. Il giocatore in un istante riacquista valore reale e tangibile (soprattutto economicamente) per tutto il pianeta calcio, ma la volontà delle parti è ferrea e Fabio Paratici costruisce l’ennesimo capolavoro ‘contrattualsolubile’, spalmando cifre importanti nel tempo, anche all’interno di un prestito strumentale. Il cinqueottobreduemilaventi FEDERICO CHIESA è un giocatore della Juventus F.C., il nostro ‘gobbodimerda’ è finalmente arrivato !

Il resto è presente, il resto è soprattutto futuro. Ma da subito o quasi, nella tiepidezza mediatica estendibile a chi vive il calcio seguendolo poco in realtà, anche i tifosi juventini più scettici, oltre alle qualità straordinarie (attenzione, anche papà Enrico – tanto osannato dai media dell’epoca – si affaccia in serie A pressapoco alla stessa età, con la Sampdoria, 26 presenze ed 1 gol quell’anno, da attaccante puro) ed alla flessibilità/duttilità/disponibilità di cui parleremo negli anni, hanno da subito capito, apprezzato e fatto propria, la sua straordinaria carica, passione e volontà di vestire i colori bianconeri. Ha già un carattere e soprattutto una personalità davvero notevoli il ragazzo, ci sta letteralmente trascinando a 23 anni in una stagione difficile. Non vedo l’ora che si torni allo Stadium anche per ‘rendergli onore’. Una scelta davvero DA JUVE, un giocatore che ci riporta indietro nel tempo.

di Paolo Carraro.

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