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#RawDiamonds: Hamed Junior Traorè

Hamed Junior Traorè

Barco di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia è uno dei classici paesini della campagna emiliana, immerso nella nebbia e nell’umidità nei lunghi inverni padani e soffocato dal caldo umido durante i mesi estivi.

È uno di quei centri dove la gente si da un gran da fare: piccole industrie, laboratori artigiani e sopratutto l’orgoglio di potersi proclamare culla di uno dei formaggi più noti al mondo, il Parmigiano Reggiano.

Sono tutte informazioni interessanti, ma che dubito che al quel giovane ragazzino di Abidjan che si imbarcava per un volo diretto in Marocco e poi a Bologna le conoscesse. E subito ancora di più che immaginasse se stesso un domani come un uomo mercato in orbita Juventus, dopo essersi affermato come una delle promesse più intriganti della Serie A italiana. Stiamo parlando di Hamed Junior Traorè, centrocampista protagonista del triangolo calcistico fra Empoli, Sassuolo e Juventus, che pare essere nel mirino della società bianconera.

Biografia

Hamed Junior Traorè nasce ad Abidjan, Costa d’Avorio, il 16 febbraio 2000.

Cresce nella capitale ivoriana, ma già da giovanissimo lascia l’Africa per cercare fortuna in Italia. Tanti giovani africani come a Hamed lasciano casa con l’illusione di potersi costruire una vita migliore in Europa, ma spesso questi sogni vengono distrutti da una realtà ben diversa, con sfruttamento, precarietà, razzismo ed alienazione a rendere terribile la vita di molti di questi ragazzi.

Il percorso di Traorè è uno dei tantissimi viaggi della speranza verso il Vecchio Continente, con un volo dalla de facto capitale del paese natale a Bologna.

In Emilia ad attenderlo c’è un ricongiungimento familiare mai del tutto chiarito, ma sopratutto una fortuna che pochi trovano: vedere riconosciuto il proprio talento e trovare chi è disposto a puntarci e scommettere su di te.

A 14 anni appena giunto in Italia viene tesserato dal Boca Barco, ma risulta subito evidente come Hamed sia decisamente fuori portata per quel contesto.

Traorè al Boca Barco.

Il primo a notare il talento del giovane ivoriano è l’ex portiere del Milan Giovanni Galli, impiegato alla Lucchese come osservatore. L’impressione è che Hamed sia troppo anche per il settore giovanile rossonero toscano e lo segnala all’amico Bertelli, responsabile del settore giovanile dell’Empoli, rinunciando altruisticamente ad un talento cristallino per cercare di fare il meglio per il ragazzo.

Il dirigente degli azzurri non ci pensa un secondo e fa tutto il possibile per tesserare il giovane centrocampista e a dispetto della nutrita concorrenza di Parma, Sassuolo, Juventus e Milan, assicurandosi la firma.

Nel vivaio empolese spicca sin da subito per qualità e viene aggregato pur sotto età alla primavera di Dal Canto, con discreti risultati.

Nella stagione 15/16 si divide fra primavera (8 presenze, 3 reti e 3 assist) con promozione al PrimaveraB e categoria Allievi dove colleziona 4 reti in 12 presenze.

L’annata seguente però è anche più positiva. In Primavera dispensa gioco e gol (7 in 25 presenze), conquista il titolo di miglior giocatore del prestigioso Torneo di Viareggio nonostante la sconfitta in finale ai calci di rigore.

Hamed con la primavera dell’Empoli.

È l’annata 17/18 a confermarne l’ingresso nel calcio professionistico con una decina di spezzoni in Serie B, anche se il vero cambio di passo di carriera per Traorè arriva con la promozione in A dei toscani.

L’Empoli targata Andreazzoli è una neopromossa che offre gioco ed idee e lancia diversi profili interessanti, fra cui lo stesso Hamed, che inizia a attirare sguardi sempre più interessati.

Hamed Junior con Aurelio Andreazzoli.

Il calcio del capace tecnico romano, esalta le qualità di Traoré, la sua intensità e maniera di stare in campo ed in effetti la stagione dell’ivoriano è molto interessante. La giovane età e i soli 348 minuti di B indicherebbero un percorso di crescita più posato, ma il ragazzo di Abidjan si prende la maglia da titolare collezionando 32 presenze, con 2 reti e 2 assist, nella stagione 18/19 nel massimo campionato italiano.

Detti così non sono numeri pazzeschi, ma la qualità del ragazzo viene riconosciuta e la Juventus si adopera per imbastire una operazione in sinergia con il Sassuolo. La compagine neroverde ingaggia in prestito biennale Traorè, mentre il club torinese stipula un accordo economico per rilevarne il cartellino in futuro, nonostante la retrocessione in B del club toscano.

A Sassuolo Hamed incontra un ambiente estremamente stimolante e favorevole alla sua crescita, come e più di Empoli.

Con la maglia del “Sasol”

De Zerbi lo stima e gli ritaglia un ruolo nel suo undici da trequartista e da mezzala sinistra con l’idea di sfruttare al massimo le qualità dell’ivoriano che risponde con 4 reti ed un assist in 31 gare. Non sono numeri pazzeschi, ma le qualità di Hamed sono uniche nella rosa neroverde e lo rendono un ingranaggio cruciale della macchina tattica degli emiliani.

In questa seconda stagione nella società di Squinzi Traorè sta confermando quanto fatto vedere lo scorso anno, nel bene e nel male, con un bottino di 5 reti ed un assist in 27 presenze, uno score rispettabile sopratutto se consideriamo un arretramento del raggio d’azione del ragazzo, ormai stabilmente impiegato come mezzala sinistra.

Raspadori, Traorè, Berardi e Locatelli. Incroci di mercato passati, presenti e futuri.

Nelle ultime settimane i piani per il prossimo futuro di Hamed sono stati più volte discussi sui media, con l’agente che ha annunciato l’esistenza di una clausola a favore della società bianconera per l’acquisizione del numero 23 del Sassuolo, il cui importo varia dai 16 ai 18 milioni di euro, anche se il suo nome è stato anche inserito nelle possibili contropartite nell’affare Locatelli, altro centrocampista nel mirino della Juventus.

Solo in estate sarà chiaro il futuro del ragazzo, ma di certo oltre ai bianconeri ci sono diversi soggetti interessati al centrocampista cresciuto nel Boca Barco. La sua carriera è ad un punto di svolta importante e le scelte di questi mesi la caratterizzeranno senza dubbio.

Nel frattempo Hamed si gode la popolarità anche in patria visto che ormai è un elemento della nazionale della Costa d’Avorio U23, con 4 presenze all’attivo, in rampa di lancio anche per un posto fra Les Elephants, simbolo di una generazione che sogna l’Europa, ma che spesso si trova a far i conti con una realtà molto meno rosea di quanto immaginato.

Hamed ci è riuscito, nonostante le traversie legali, la distanza e le tante difficoltà, ma come lui stesso ha affermato in un intervista la sua storia è l’eccezione, non la regola.

Traorè in allenamento ad Empoli.

Caratteristiche tecniche

Hamed Junior Traorè svolge il ruolo di trequartista o mezzala sinistra, anche se nel corso delle ultime due stagioni sembra essere in corso un arretramento del ragazzo nel definitivo ruolo di centrocampista box to box, con compiti più offensivi rispetto al resto del pacchetto di mezzo, fungendo da collante fra i reparti e cercando di dare fluidità, velocità e verticalità alla manovra.

Hamed in un duello fisico.

184 centimetri per 77 kg ha la struttura e la fisicità adatta al calcio moderno, pur necessitando un ulteriore crescita muscolare nella parte superiore del corpo.

Possiede buona coordinazione, dinamismo ed esplosività, anche se soffre nel gioco aereo.

La mobilità e la capacità di giocare velocemente in verticale sono tratti fondamentali del gioco di Hamed, uniti ad un uso quasi perfettamente ambidestro dei piedi che gli hanno procurato un accostamento con l’ex trequartista oranje Wesley Sneijder o con il mite Radja Nainggolan, paragone dell’ex allenatore della Juventus primavera Dal Canto.

Traorè in azione contro la Sampdoria.

Istinto e ricerca spasmodica della verticalità, tanto quanto la conduzione palla al piede che nel fraseggio, sono caratteristiche centrali del gioco di Traorè che cerca sempre la via più breve e veloce per la porta avversaria, anche cercando soluzioni ardite e tecnicamente ambiziose sia nel passaggio che nel dribbling palla al piede.

Non gli manca certo il coraggio nelle letture, anche se talvolta un maggiore attenzione e riflessività nelle scelte sarebbero opportune.

Tecnicamente dotato, abile con entrambi i piedi nel fondamentale del passaggio, ama in particolare lanciare i compagni in profondità con passaggi lunghi o imbucate fra le maglie della difesa.

Il lancio di Hamed Junior.

Deve tuttavia migliorare in campo balistico, visto che il tiro in porta non brilla ne per potenza né per precisione, ma neanche per freddezza di fronte all’estremo difensore avversario. Probabilmente la consapevolezza di non dare il proprio meglio nell’area avversaria ha portato Hamed Junior a centellinare le sortite negli ultimi sedici metri offensivi, preferendo la costruzione alla finalizzazione. Tuttavia questo approccio esaspera una certa sterilità offensiva che ne limita il rendimento.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

Inoltre un’approccio cosi rinunciatario off the ball risulta contraddittorio rispetto alla grande abilità di muoversi fra e dietro le linee avversarie, creando con profitto linee di passaggio per i compagni.

Altro aspetto del gioco di Traorè che pare passibile di crescita è rappresentato dalla gestione della palla nello stretto. L’ivoriano tende a indugiare in troppi tocchi quando gli spazi si restringono, terminando per ingarbugliarsi e perdere la palla nella vana ricerca dell’avanzata palla al piede o del passaggio verticale, quando un tocco laterale semplice e scolastico potrebbe risolvere molte situazioni con il minimo sforzo. Non si tratta di una deficienza tecnica, ma piuttosto di una mancanza di capacità di lettura che deve essere corretta assolutamente.

Tocchi per zona di campo in questa stagione.

Difensivamente Hamed sorprende per capacità di lavoro ed applicazione, sopratutto se pensiamo al suo percorso da trequartista puro.

Possiede determinazione, forza ed esplosività tali da essere un ottimo portatore di tackle, anche se soffre i duelli di pura forza. Difficilmente molla l’avversario ed è duro a morire anche quando superato, rendendosi protagonista di entusiasmanti ritorni sull’uomo.

Anche in fase di non possesso l’instinto è il filo conduttore del modo di stare in campo del 23 del Sassuolo, con una ricerca ossessiva e frenetica del recupero palla in avanti, giocando sulle linee di passaggio e sugli anticipi, secondo un modello di “alto rischio – alta resa”.

Spesso infatti riesce a strappare palla e ribaltare l’azione con energia e velocità, ma è anche vero che talvolta i buchi concesso agli avversari rappresentano un pericolo non indifferente per la porta difesa da Consigli.

Analisi della scorsa stagione di Traorè in rapporto ai top5 campionati.

Evoluzione

Nonostante si stia parlando di un calciatore ormai al terzo anno da titolare in Serie A, Traorè è ancora un calciatore in fase di costruzione e crescita, a dispetto di un ottimo livello di prestazioni già raggiunto.

Andreazzoli e poi De Zerbi hanno giustamente intuito come al giovane ivoriano mancasse quel guizzo tecnico ed ideale del grande trequartista e sono certo che arretrando il raggio d’azione ne abbia giovato tanto Hamed quanto le squadre in cui ha militato.

Come mezzala però ci sono diversi aspetti in cui crescere, tutti inesorabilmente legati ad una maggiore consapevolezza a livello di personalità e capacità.

Traorè ha ancora la discontinuità tipica dei primi anni fra i professionisti, anche se nell’ultima stagione lo si è visto crescere sotto questo punto di vista, normalizzando le sue buone prestazioni.

Esultanza dopo una rete.

Effettuare il successivo step di crescita passa necessariamente attraverso una maggiore lucidità in campo in tutti gli aspetti: scelte migliori in gestione della sfera, migliore gestione dei propri ritmi fisici e una maggiore incisività in zona gol/assist. Tutti progressi alla portata del nativo di Abidjan che deve però tramutare in realtà il suo potenziale fisico e tecnico che talvolta pare trattenuto ed ingessato, quasi per timore.

Vestito in bianconero

La Juventus ha corteggiato e conquistato Traorè strappando un’opzione di acquisto sul centrocampista ivoriano alla concorrenza italica e non. Dalle parole dell’agente del giocatore Hamed sarà un calciatore bianconero non appena da Torino arriverà l’ok all’acquisto.

Ma come può entrare Traorè nel futuro della Juventus?

Una pedina importante dell’avvenire o carne da plusvalenza o materiale di scambio nell’affare Locatelli?

Difficile entrare nella mente della società, ma ci provo.

A livello tattico Traorè potrebbe andare a rivestire il ruolo ed i compiti di assaltatore e tessitore di gioco che sarebbero dovuti essere del fragile Ramsey nella Juventus di quest’anno, con approccio maggiormente aggressivo e dinamico e meno compassato e riflessivo.

Traorè punta l’avversario.

Lo slot di mezzala sinistra/trequartista con libertà di giostrare in più posizioni è di sicuro una soluzione molto gradita all’ex Empoli in cui ha dimostrato di saper esprimersi al meglio.

Sarebbe certamente un upgrade rispetto al gallese, se non altro per quanto concerne l’integrità fisica.

Tuttavia il centrocampo bianconero ha bisogno di un leader tecnico, emotivo, che porti in dote gol e carisma, e chiedere tutto questo a Hamed credo sia eccessivo se non pericoloso per lo sviluppo del ragazzo.

Traorè resta comunque una potenziale ottima addizione al reparto di mezzo, che però deve essere per forza di cose guidato ed allenato nella sua crescita e sviluppo ad un livello superiore, senza aspettarsi che dal nulla si affermi nel suo ruolo senza venire assistito da staff e compagni.

La concorrenza di Rabiot per la maglia da titolare potrebbe essere un giusto stimolo e protezione in ottica futura, ponendogli a fianco un elemento solido ed esperto, ma senza le pretese di ultratitolaritá, come il francese.

Traorè in rete, immagine che speriamo di vedere più spesso.

Utilizzare questo calciatore come materiale da plusvalenza o scambio potrebbe essere vantaggioso nel breve termine, ma personalmente credo che quanto dimostrato possa valere una chance con la nostra blasonata divisa.

Conclusione

Traorè è una futura mezzala di ottimo livello, ma la sua carriera è legata senza dubbio alla sua capacità di correggere alcuni suoi difetti di impostazione mentale e tecnica.

Se ciò avverrà nelle prossime stagioni, mettendo a frutto il potenziale tecnico e fisico de ragazzo, con buona probabilità potremo parlare di un valido elemento per club che stanno disputando la Coppa dei Campioni.

In caso contrario Hamed si è comunque dimostrato un elemento di valore per la Serie A, in grado di fare bene in contesti intensi e aggressivi, dove le sue qualità e attitudini vengono sfruttate al meglio, magari occultando qualche difetto nella frenesia.

Hamed Junior Traorè

Stefano Follador

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