#CheAriaTira

L’ESPERIENZA NON SI COMPRA

Ieri sera, a 43 (quarantatrè) anni già compiuti, Gigi Buffon ha dimostrato ancora una volta perché viene da tanti considerato il miglior portiere della storia. E, come se ce ne fosse bisogno, ha taciuto per la millesima volta i suoi detrattori, dimostrando ancora di essere assolutamente competitivo. Certo, solo un ipocrita non ammetterebbe che il Gigi di dieci anni fa fosse ancora meglio, ma dobbiamo considerare che quel portiere lì non faceva parte di una categoria elítaria di suoi pari ruolo, ma di fatto ne costituiva una a sé stante superiore a tutte le altre. E inoltre è obbligatorio tenere conto dell’età che, prima o poi, chiede il conto, spesso salato, a tutti. Eppure, vedendo il nostro attuale numero 77 in campo contro il Napoli, verrebbe da dire che Gigi ha ottenuto un bello sconto sul totale. Infatti, dopo un primo tempo di ordinaria amministrazione, ha sfoggiato 3/4 parate di pregevole fattura. Ma la cosa che più impressiona di Gigi, al di là dell’esperienza (fisiologicamente accumulata), è la leadership sul rettangolo verde. Ieri, per 95 minuti, ha incessantemente richiamato i compagni su marcature e posizioni. E probabilmente per un difensore è ben più facile giocare una partita venendo “guidato” passo per passo. Sembrerebbe una schiocchezza, ma ciò può avere influenze enormi sul risultato finale. Numeri alla mano però, si vede come nell’arco di questa stagione Buffon sia sempre sceso in campo nelle partite migliori della Juve, eccezion fatta per la sfortunatissima gara di andata col Crotone: infatti era tra i pali sia col Parma sia nel 3-0 al Barcellona. Inoltre nell’unica competizione dove è titolare inamovibile, cioè la coppa Italia, la Juve ha raggiunto la finale eliminando l’Inter in un doppio confronto. Possono, ad alcuni, parere coincidenze, ma iniziano ad essere molte. Con ciò non si intende però dire che Szczesny sia da cestinare. Il polacco, anche per la differenza di età, è probabilmente sopra al campione del mondo 2006 atleticamente e tecnicamente, ma pecca ancora un po’ in leadership e carisma. Ecco forse che un altro anno sotto l’ala protettiva di Gigi potrebbe giovare non poco al polacco.

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