#RawDiamonds

#RawDiamonds: Saša Kalajdzić

La Bundesliga rappresenta sempre un oceano di stimoli e spunti di riflessione per un appassionato di calcio. Posso dire senza timore di smentita che a dispetto dell’esito sportivo piuttosto scontato il campionato teutonico rimane il più interessante per scelte tattiche e gioco espresso.

Nonostante la posizione di classifica all’apparenza poco esaltante, nono posto a 36 punti in 26 giornate, penso che in questa strana annata una delle compagini più piacevoli da scoprire e vedere sia senza dubbio lo Stoccarda, neopromossa so dalle enormi qualità.

Da un lato l’ottimo lavoro svolto dal tecnico USA Pellegrino Mattarazzo, dall’altro l’esplosione di Wamangituka, già visto in questa rubrica, e dei suoi compagni Nicolás González, secondo alcuni nel mirino della Vecchia Signora nel mercato invernale, Borna Sosa, Gonzalo Castro e Marc-Oliver Kempf, altro accostamento di mercato con la Juventus di qualche stagione fa, ma sopratutto l’ariete austriaco, serbo di origine. Saša Kalajdzic.

Kalajdzic esulta dopo un gol.

Biografia

Saša Kalajdzic nasce a Vienna il 7 luglio 1997, da una famiglia di migranti serbi.

La capitale austriaca sarà la culla dove si forgerà per buona parte il suo talento, passando per un paio di società prima di spiccare il volo verso il professionismo.

A 7 anni inizia a vestire la maglia del SV Donau Wien, ma bastano un paio di stagioni per vederlo cambiare casacca vestendo quella del SR Donaufeld Wien, club in cui le sue qualità su iniziano a fare sempre più evidenti, rendendolo uno dei profili giovanili più noti della capitale.

La volontà di arrivare di Saša è feroce e lo spinge a calibrare male il passo a seguire.

Kalajdzic sceglie infatti di vestire la maglia dello storico First Wien, club famoso per essere il più longevo della capitale, ma in una ormai cronica spirale critica. Spirale che coinvolge pure il nostro non ancora centravanti. Infatti in questa fase della carriera il giovane viene utilizzato per lo più da trequartista.

Dopo quattro stagioni poco fauste Kalajdzic opta per un ritorno al SR Donaufeld Wien, in terza serie austriaca. Ha 17 anni e la sua carriera non sembra voler decollare.

Tuttavia le qualità di Saša sono ben superiori alla divisione in cui milita il Donaufeld, tanto che alla prima esperienza da professionista si mette in live immediatamente con 8 reti in 17 presenze.

Manco a dirlo questa rinascita richiama le attenzioni di un altro club storico della capitale austriaca: l’Admira Wacker.

I rossoneri convincono Saša ad unirsi alla squadra u21, sicuri che il ragazzo possieda un potenziale importante non solo in ottica locale, ma anche pensando più in grande.

La grande svolta della carriera di Kalajdzic arriva ora. Ernst Baumeister, allenatore dell’Admira u21 lo sposta da trequartista a centravanti e gol ed assist iniziano ad arrivare in maniera incessante per il giovane Saša.

La scalata al mondo del calcio è ufficialmente iniziata.

Il 15 luglio 2017 arriva l’esordio in maglia Admira in un match di ÖFB-Cup contro il Lendorf, un mese più tardi arriva il primo gol con la maglia rossonera nella sconfitta patita in casa contro una delle altre società della capitale: l’Austria Wien.

Saša sul punto di eseguire un pallonetto, soluzione molto amata.

La stagione sembra procedere bene, dopo qualche titubanza iniziale Kalajdzic sembra ormai in pieno possesso della maglia da titolare e sta contribuendo in maniera importante al campionato dei Südstädter, ma la sorte non è favorevole. Dopo 18 presenze (913 minuti) 3 gol e 7 assist il metatarso di Saša decide di fare crack nella gara contro lo Sturm Graz, costringendo il giovane centravanti a chiudere anzitempo la stagione 17/18 nel mese di marzo, dopo aver conquistato la maglia da titolare della nazionale u21 (6 presenze per lui).

Sarà una lunga assenza dai campi di gioco, ben sei mesi, amplificati e resi ancora più pesanti e cruciali dalla particolare struttura fisica di Kalajdzic.

Il ritorno in campo avviene nel mese di settembre, Saša va in gol al debutto, ma dopo tre partite la sua caviglia lo tradisce costringendolo ad un nuovo lungo e doloroso stop per la rottura del legamento sindesmotico.

Si tratta di un nuovo calvario, ma al ritorno in campo tutta la rabbia e la frustrazione accumulata nei mesi lontano dal rettangolo verde si tramutano in gol ed assist.

Al rientro di Kalajdzic in febbraio l’Admira langue in fondo alla classifica, quasi condannata ad una retrocessione, ma nelle ultime 12 gare del campionato viene letteralmente trascinata alla salvezza dal centravanti di origine serba con 7 reti e 5 assist, agguantando all’ultimo giro di giostra la permanenza nella massima serie austriaca.

Risulta ormai evidente che la casacca rossonera dell’Admira inizia a risultare stretta al ventunenne Saša sul quale si scatena una piccola asta di mercato. Il Leeds United del Loco Bielsa è pronto a far carte false per averlo, così come il Crystal Palace. Alla fine però la spunta la nobile decaduta del campionato tedesco: lo Stoccarda che offre a Kalajdzic un progetto ambizioso, una filosofia calcistica incentrata sulla crescita dei giovani e un’ottima vetrina in un paese germanofono.

Kalajdzic al momento della presentazione con il VfB Stuttgart.

All’Admira va un bonifico di 2.5 milioni di euro, non molto in rapporto alle cifre del mercato, ma oro colato per le magre casse della società viennese.

A Stoccarda Kalajdzic è il titolare designato al centro dell’attacco, con il numero 9 sulle spalle pronto a prendersi la squadra e a trascinare i Die Schwaben verso la promozione in Bundesliga.

Tutte queste ambizioni vengono però frustrate ancor prima di potersi minimamente concretizzare. Due settimane dopo la firma del contratto il ginocchio di Saša cede e il responso è il più temuto: rottura totale del legamento crociato.

Stagione persa, con il rientro solo a maggio in pessime condizioni fisiche e psicologiche.

Il timore di non poter recuperare fisicamente, di aver gettato al vento la propria occasione senza neanche aver avuto l’opportunità di provare sono pensieri che si rincorrono spesso nella mente del centravanti austriaco che nella stagione 19/20 collezionerà solo 162 minuti di gioco, in 6 presenze, con un gol ed un assist.

Non certo l’esordio scoppiettante nel grande calcio che Kalajdzic si aspettava.

Tuttavia anche nelle tempeste più nere di può sempre intravedere un raggio di speranza e per Saša questa è la sua gara contro il Norimberga. Si tratta di una rotonda goleada per 0-6, in cui il numero 9 mette a segno la sua rete ed una assistenza, ma sopratutto in 56 minuti di gioco convince la dirigenza e se stesso che il giocatore che è stato acquistato l’estate precedente esiste ancora ed è pronto a fare la differenza anche al piano di sopra.

La prima rete di Kalajdzic in Germania.

Infatti così sarà.

Kalajdzic diventa l’elemento centrale dell’impianto di gioco di Matarazzo, fungendo da pivot e boa centrale di altissima qualità a favorire le incursioni di due satanassi della fascia come Nicolás González e Silas Wamangituka.

In gol contro l’Eintracht.

Con 13 reti e 4 assist in 25 presenze il numero 9 austriaco si sta prendendo la ribalta come uno dei centravanti più interessanti del campionato tedesco, conquistando anche la sua nazionale.

Dopo l’esordio in Nations League contro la Romania, Saša ha infatti messo la firma con una doppietta in casa della Scozia nella gara di apertura per le qualificazioni ai Mondiali 2022, terminata con un pareggio per 2-2.

Dopo tre infortuni devastanti, uno peggiore dell’altro Kalajdzic sembra aver trovato la solidità e la stabilità necessarie per ambire ad una carriera di altissimo livello ed infatti già si registrano le prime voci di interesse da parte di club del calibro di Roma, Milan, Juventus e Liverpool.

Esultanza dopo il secondo gol alla Scozia.

Caratteristiche tecniche

È giusto partire subito parlando dell’elefante nella stanza.

Con due metri tondi di statura Kalajdzic rappresenta un degno erede della stirpe dei centravanti giganti come Koller, Crouch, Lacina Traoré.

Alto, slanciato resta comunque un giocatore di grande eleganza ed abilità tecnica più che di forza bruta e attitudine al corpo a corpo, sebbene non disdegni di vestire i panni del lottatore quando necessario.

Come detto nonostante la statura importante Saša non risponde certo al pregiudizio della torre immobile al centro dell’attacco, anzi pur non essendo un fulmine di guerra il numero 9 dello Stoccarda ama svariare su tutto il fronte d’attacco fungendo da boa e riferimento centrale, ma alternando questo con un inaspettato arretramento ad aiutare la costruzione dell’azione, grazie ad un passato da centrocampista offensivo che riaffiora prepotentemente nel gioco del ragazzo.

Distribuzione dei tocchi (dati Footdata)

Come anticipato nella sezione precedente Saša è stato per lungo tempo un discreto centrocampista offensivo, ma un’imprevista crescita fra i 17 e i 18 anni ha fatto lievitare la sua statura intorno ai 200 cm.

Un cambiamento così repentino non ha avuto conseguenze a livello sanitario, i tre grossi infortuni sono di natura traumatica e quindi non riconducibili alla sua struttura fisica, ma certamente ha provocato un cambiamento radicale per quanto concerne la conoscenza e l’utilizzo del proprio corpo.

Lo stesso Saša si è detto in difficoltà per qualche anno nel sentirsi a proprio agio nel suo nuovo corpo, sentendosi come un puledro impacciato e sgraziato. Probabilmente questo sbocciare fisicamente tardi ne ha posticipato l’esplosione anche a livello tecnico, a causa della necessità di Kalajdzic di ritrovare confidenza e coordinazione con la sua nuova dimensione fisica.

A livello atletico si sta dimostrando all’altezza del contesto Bundesliga, crescendo notevolmente dal punto di vista muscolare, pur mantenendo una naturale leggerezza, eleganza e compostezza.

Le gravi lesioni occorse nel suo passato hanno reso Saša molto attento ed accorto sulla sua preparazione fisica che cura in maniera particolarmente diligente per poter evitare il più possibile infortuni e mantenere la sua carriera ad alto livello.

Tocchi in area (dati Footdata)

Tecnicamente è molto dotato, paradossalmente la sua caratteristica migliore pare proprio essere la gestione della sfera fra i piedi. Abile con entrambi i piedi, sebbene il destro sia il suo piede forte, sa arretrare per cucire gioco da numero 10, sopratutto sfruttando gli inserimenti dei compagni che vanno a riempire gli spazi aperti dal suo movimento.

La conclusione a rete è pulita, con Kalajdzic che preferisce soluzioni di precisione, se non di fino, alla potenza. Può crescere in freddezza davanti al portiere e nella prontezza sulle palle sporche che vagano in area.

Preferisce giocare fronte alla porta, ma vederlo giostrare da boa resta un discreto spettacolo. Forte di una stazza importante, lunghe leve e perizia nel controllo sullo stretto risulta un protettore di palla eccezionale, abile nel gioco di sponda e dotato di una insospettabile agilità che gli consente dribbling nello stretto che difficilmente si immaginano parte del repertorio di un gigante di due metri.

Heatmap stagionale (dati Footdata)

In grado di fare reparto da solo occupando la coppia centrale, è un problema difficile da risolvere per ogni pacchetto difensivo risultando tanto abile nella parte tecnica del gioco quanto nelle sportellate e nel gioco aereo.

Ovviamente sulle palle alte Kalajdzic gode di un vantaggio di centimetri importante, anche se il ragazzo ammette che può migliorare molto il fondamentale sopratutto a livello di precisione quando conclude verso la porta, anche se i sette gol di testa in Bundesliga testimoniano una grande efficacia negli ultimi sedici metri con le incornate.

Saša in gol con l’Admira.

Non risulta molto abile attaccando la profondità perché le lunghe leve necessitano di spazi molto ampi per prendere velocità, ma è interessante come in queste situazioni lontano dalla porta esca il suo lato da ex numero 10 pronto a lanciare verso la porta i vari Wamangituka e González.

Difensivamente sta dimostrando una buona utilità tanto nel pressing quanto sui piazzati difensivi dove sulle palle alte sa essere un fattore importante, ovviamente.

Certamente non si tratta di fondamentali in cui bisogna chiedere granché al nove dello Stoccarda, ma la sua disponibilità in fase di non possesso non può che parlarne bene.

Evoluzione

Kalajdzic è classe 97, giovane, ma ormai entrando nella fase matura della sua carriera.

Purtroppo gli infortuni lo hanno privato di quasi due stagioni di gioco e di evoluzione e visto come spesso i giocatori in formato XXL tendano a maturare tardivamente credo sia lecito aspettarsi una ulteriore crescita a livello tecnico, fisico e tattico del ragazzo nel futuro a breve termine.

Lo Stoccarda ha un gruppo giovane di grande qualità.

Saša sta dimostrando la pregevole caratteristica di elevare il livello di gioco contemporanea alla difficoltà del contesto in cui si trova, crescendo assieme alle ambizioni della propria squadra.

Un profilo piuttosto definito di numero 10 nel corpo di un numero 9 formato maxi lo rendono un fit particolare, ma piuttosto stimolante. Un giocatore senza dubbio con limiti di mobilità rispetto ad altri pari ruolo, ma con degli innegabili vantaggi fisici e con una ottima tecnica.

Kalajdzic offre caratteristiche ben definite nel ruolo di centravanti, ma può agire con profitto anche in coppia con un altra punta, che non deve essere necessariamente un brevilineo, visto che l’austriaco può agire anche come trequartista/seconda punta come già visto all’Admira.

Vestito in bianconero

Nella scorsa estate il club bianconero è andato molto vicino all’acquisto di Edin Dzeko, calciatore per certi versi molto simile al nostro Saša, anche se ovviamente dall’esperienza maggiore e già rodato ad alto livello.

Ad ogni modo un numero nove dalle caratteristiche tecniche e fisiche di Kalajdzic porterebbe a soluzioni tattiche diverse.

Spesso la Juventus in questa annata si è affidata a decine di cross, specialmente in gare compromesse, con poco successo. Aggiungere a questa equazione i 200 centimetri di Saša credo potrebbe cambiare notevolmente gli esiti di molte situazioni.

Controllo in area dell’Union Berlin.

Il centravanti dello Stoccarda permette di avere costantemente un appoggio sicuro, una boa abile spalle alla porta, in grado di assicurare una riconquista del campo celere e con i piedi sufficientemente abili a sfruttare gli inserimenti dei compagni.

Il salto di livello tra Stoccarda e Juventus sarebbe notevole, ma le voci di interesse da parte della società torinese confermano che le qualità di Kalajdzic sono apprezzate e ricercate anche in un club di alto livello come il nostro che si aggiunge ad una discreta lista di spasimanti per il 9 austriaco.

Conclusione

Sono sempre stato affascinato dagli atleti che possiedono combinazioni di capacità uniche e Kalajdzic con la sua statura e la sua insospettabile eleganza e qualità tecnica rappresenta in pieno quello che negli Stati Uniti chiamano un “Unicorno”, Porzingis docet, ovvero una combinazione di qualità più unica che rara.

Il centravanti austriaco è stato sfortunato nella prima parte di carriera, ma ha saputo scegliere perfettamente la sua squadra attuale, realtà in cui le sue caratteristiche si incastrano alla perfezione con i compagni, il credo dell’allenatore e con il campionato tedesco. Difficile dire se anche altrove ciò sarà possibile, ma gli indizi dicono che Saša ha sufficiente qualità e voglia di lavorare per poter riuscire ad affermarsi anche a livello molto alto se saprà continuare a scegliere con intelligenza i passi successivi della sua carriera.

Saša Kalajdzic.

Stefano Follador

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...