#RawDiamonds

#RawDiamonds: Dyvine Rensch

Osservare la programmazione e la pianificazione tecnica del 90% delle società italiane e poi guardare al lavoro dell’Ajax rappresenta uno shock piuttosto marcato.

Rensch esulta dopo un gol in precampionato.

Nel nostro paese purtroppo vediamo sempre più rose elefantiache, intasate da giocatori fuori dal progetto, ma legati da contratti faraonici che giustamente esigono siano rispettati, veterani ormai sul viale del tramonto spacciati per rinforzi d’esperienza, acquisti compulsivi sul gong del calciomercato spesso fini a se stessi o alle amicizie con gli operatori di mercato, giovani che sono giovani ben oltre la soglia dei trent’anni e sopratutto un distruttivo e costante abbandono di qualsivoglia parvenza di progetto alle prime avvisaglie di mala parata, in maniera isterica e catastrofista. Insomma non certo un quadro idilliaco.

Al contrario ad Amsterdam, pur con le normali contraddizioni, si vive un modo completamente opposto di fare e pensare calcio, con una filosofia chiarissima dai primi calci alla prima squadra, idee forti e condivise e sopratutto una programmazione precisa e puntuale che permette al club ajacide di essere sempre fra i più floridi e fecondi del continente quando si parla di talenti formati.

È esemplare il caso De Ligt, ora nostro numero 4 e spero futuro capitano, che dopo tre stagioni da protagonista e leader assoluto saluta mulini a vento e tulipani per prendere casa con Anneke a Torino. Il tutto da capitano a soli vent’anni.

Alla sua partenza il tesoretto di ben 75 milioni di incamerato, parzialmente investito sul mercato per un ricambio poi divenuto mediano (Lisandro Martinez), un centrale come il messicano Álvarez, ma il grosso della responsabilità della sostituzione del fenomenale De Ligt passa al vivaio che propone Peer Schuurs, ma alle spalle del numero 3 c’è già pronto un secondo profilo promettente e di grande interesse: Devyne Rensch.

Biografia

Devyne Fabián Jairo Rensch nasce il 18 gennaio 2003 a Lelystad, capitale dell’isola di Flevopolder.

Come molti calciatori di successo nati in Olanda Rensch è di famiglia surinamese, tratto che lo accomuna a una lunga lista di atleti originari del piccolo paese d’oltreoceano.

Inizia da giovanissimo a bazzicare i campi di gioco, come sempre o quasi accade, facendosi notare per le sue prestazioni con l’Unicum squadra con cui milita sin da bambino. Sembra pronto per spiccare il salto in una delle grandi d’Olanda, ma una brutta rottura del tendine d’Achille lo tiene lontano dai campi di calcio per due lunghi anni. È il 2016 e il tredicenne Devyne già teme per la sua possibile carriera da calciatore non ancora nata, convinto di non poter più ritornare ai livelli pre infortunio.

Un giovanissimo Dyvine con la maglia dell’Unicum.

Ottiene un provino per il PSV, ma viene bocciato, fatto che alimenta ancor di più i suoi dubbi e paure ed in futuro la voglia di rivalsa verso gli storici avversari dell’Ajax.

Fortuna vuole che il nuovo plenipotenziario responsabile del settore giovanile Said Ouaali noti il giovane isolàno di Flevopolder e offra al ragazzo uno stage di 5 settimane per mettersi alla prova nell’accademia dell’Ajax.

Sarà l’entusiasmo, sarà che lo staff biancorosso pare vederci sempre lungo, ma già al secondo allenamento Rensch viene confermato come nuovo elemento del settore giovanile della Cruijff Arena.

Devyne gioca costantemente sotto età di uno se non due anni, ma ciò non lo frena da ottenere ottime prestazioni e crescere come considerazione fra lo staff tecnico del club è quello della nazionale.

Basti pensare che il giorno in cui Devyne firma il suo primo contratto da professionista con l’Ajax è proprio Matthijs De Ligt a mettersi in contatto con lui per fargli i complimenti e augurargli buona fortuna, un attestato di stima e fiducia non indifferente.

L’annata 18/19 disputata con l’u17 ajacide si conclude con 25 presenze, 4 reti e 2 assist e con 3 presenze anche fra i ranghi dell’U19, a cui ne seguiranno altre 15 durante la stagione 19/20, in cui scende in campo in varie competizioni inclusa la Youth League.

Nel frattempo viene notato ovviamente anche dalle selezioni nazionali giovanili dove rappresenta uno dei cardini del mondo Oranje.

Dopo una manciata di presenze fra U15 e U16 (4 presenze e 1 presenza), Devyne diventa protagonista nella nazionale U17 conquistando il titolo di campione d’Europa U17 nel 2019, anno in cui con la sua squadra di club conquista il double Coppa e campionato U19.

Rensch e Naci Uvar festeggiano il titolo europeo dopo aver battuto 4-2 l’Italia.

Finalmente nel 2020 Rensch, classe 2003, entra a far parte del gruppo della prima squadra dell’Ajax, dividendosi fra la squadra U21 e il gruppo di ten Hag.

Il 18 settembre 2020 debutta con la maglia dello Jong Ajax nel 3-0 rifilato al Go Ahead Eagles, trovando la prima rete un mese più tardi in una ampia vittoria sull’MVV per 5-1.

Nel frattempo gli viene conferito il prestigioso riconoscimento in memoria di Abdelhak Nouri riservato al migliore giocatore del settore giovanile ajacide.

Devyne con il Premio Nouri.

La stagione di Rensch è un crescendo quasi logaritmico e dopo questo importante premio riesce ad esordire con la maglia della prima squadra sostituendo Mazraoui nel rotondo 0-5 in casa dell’Emmen.

Il resto è storia recente con la prima titolarità a febbraio nel match di Europa League in casa del Lille, gara vinta per 1-2, ma sopratutto con una serie di prestazioni sempre più convincenti che culminano nel 5-0 rifilato dagli ajacidi nella sentitissima sfida con l’ADO Den Haag, la cui tifoseria di estrema destra non ama troppo le presunte origini giudaiche de club di Amsterdam.

In questa gara Devyne mette a segno una rete e distribuisce due assist, alla tenera età di 18 anni e 62 giorni, quarto più giovane della storia de club a marcare un gol ed un assist nella stessa partita (Ryan Gravenberch, Ryan Babel e Justin Kluivert i più precoci).

Come sempre i talenti sbocciati in seno all’Ajax iniziano ad attirare sempre più sguardi interessati dal resto d’Europa che da sempre sa apprezzare la maestria dei biancorossi nel crescere e firmare giovanissimi di grande talento.

Caratteristiche tecniche

Devyne Rensch è un calciatore piuttosto particolare se consideriamo il suo ruolo in campo e il relativo skill set.

Nasce come centrocampista centrale, utilizzato come regista davanti alla difesa sino all’arretramento nel pacchetto arretrato avvenuto durante la militanza nell‘U17, ad opera del tecnico Vos, che voleva sfruttare la sua prestanza atletica e la sue capacità in fase di costruzione, risultando dominante nel contesto giovanile.

Con l’inserimento in prima squadra molti pensavano che Rensch potesse imporsi come erede ideale di De Ligt più per carisma che per caratteristiche tecniche e fisiche. In realtà ten Hag ha scelto di innovare ulteriormente dirottando la crescita tattica del ragazzo di Lelystad sull’out di destra, con il classe 03 che ha saputo calarsi al meglio nel nuovo ruolo che sembra estremamente azzeccato per la sua futura carriera.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

Devyne può dirsi un ottimo esempio della scuola ajacide, calciatore in grado di giostrare in più ruoli senza smarrire l’identità marcatamente “Cruyffiana”, fatta di proposizione, controllo dello spazio e dei tempi di gioco e grande qualità d’esecuzione tecnica, anche in slot ibridi.

Rensch con Brobbey nello Jong Ajax.

Fisicamente Rensch è già piuttosto sviluppato, a dispetto della giovane età. 182 centimetri, normotipo, ma già muscolarmente adatto al calcio dei grandi, risulta essere un buonissimo atleta grazie a una grande forza nelle gambe che lo rende un ottimo portatore di tackle, buon saltatore e, grazie anche al baricentro basso e alla buona coordinazione, un ottimo portatore di palla, abile nello stretto e nei cambi di direzione.

Dotato di una mobilità nella media nello stretto, nell’allungo diventa più performante e a suo agio, sopratutto quando si tratta di attaccare lo spazio o difendere la profondità.

Tecnicamente stiamo parlando di un ragazzo praticamente ambidestro, anche se destro naturale. Molto abile come detto in confusione della sfera ama far ripartire l’azione uscendo palla al piede, dimostrando personalità, buon controllo della sfera e ottima capacità di protezione della sfera.

Rensch in conduzione contro l’ADO Den Haag.

Talvolta eccede in sicurezza in queste uscite per vie centrali e probabilmente questa tendenza, unita ad una statura non troppo elevata, lo hanno reso più adatto ad un impiego sulla fascia a livello di prima squadra che nel mezzo.

Passatore di ottimo livello, abile con entrambi i piedi e dal raggio di azione molto ampio, non teme di cercare con insistenza la verticalità preferendo una costruzione rapida risalendo il campo a tocchi laterali poco incisivi. Ama cucire gioco, cercando di proporsi con frequenza come ricettore della palla a prescindere falla posizione occupata.

Quando necessario sa inserirsi in maniera velenosa sia sfruttando l’ampiezza sulla fascia, ma anche al centro, facendo affidamento su un buon tempismo e una buona tenuta atletica.

Difensivamente affidabile, accorto e concreto, in grado di affondare il contrasto in maniera energica e pulita, grazie a forza e coordinazione.

Difensore di buon livello sulla palla, deve migliorare nel restare concentrato sull’uomo quando la sfera è lontana per evitare di venir tagliato fuori dai movimenti avversari.

Non è rapidissimo, ma da buona scuola ajacide comprende in maniera più che buona il gioco e sa posizionarsi bene in campo, grazie ad una discreta capacità di leggere l’azione e gli avversari.

Certamente il tratto distintivo di Devyne resta la sua personalità.

Rensch nonostante l’età è sicuro dei propri mezzi, fiducioso quasi ad essere arrogante, grintoso e con il giusto cipiglio da leader.

Evoluzione

Rensch si sta imponendo mese dopo mese come un elemento di grande importanza per l’Ajax di ten Hag, il tutto essendo in classe 2003. È ovvio pensare che il tempo sia enormemente dalla sua parte, per potenzialità di sviluppo e crescita.

Le sue caratteristiche particolari, divenuto ormai una sorta di playmaker laterale di fascia lo rendono particolarmente interessante come profilo sopratutto per le concezioni più moderne del football europeo dove i laterali di difesa o i terzi della difesa a tre diventano l’epicentro della manovra.

Rensch in contrasto.

Nonostante le punzecchiature del Direttore Ouaali sulla sua poca propensione all’allenamento Devyne sta dimostrando di essere un attento allievo, in grado di mettersi a studiare, come da lui innocentemente ammesso, i grandi maestri della difesa italiani come Maldini e Nesta per migliorare le sue capacità difensive, così come prendere consiglio ed esempio dai connazionali De Ligt e Van Dijk per la fase difensiva.

Questa volontà di crescita e l’ambizione di Rensch sono motori motivazionali molto forti che lo rendono un ragazzo con un futuro molto promettente, ad Amsterdam o altrove, quasi sicuramente in grado di rivestire un posto da titolare in un club di alto livello europeo, difficilmente come centrale puro di difesa, ma piuttosto come centrale esterno di una difesa a tre o meglio ancora come terzino con la possibilità di agire a tutta fascia per sfogare la sua gamba, ma anche di venir coinvolto nella costruzione del gioco sfruttando al massimo le sue tendenze associative.

Vestito in bianconero

Il nuovo corso tecnico bianconero fatica ad ottenere risultati, ma l’impostazione della squadra secondo i dettami della scuola di Coverciano, attraverso Pirlo ed il suo staff tecnico, rappresenta una direzione tecnica innovativa ed estremamente stimolante, da non abbandonare solo per una annata storta.

Detto questo è interessante vedere come il ventilato interesse dei bianconeri per questo ragazzo pare confermare la scelta a livello tecnico di spingere su un modulo ibrido, situazione tattica che calza a pennello con il ruolo di Danilo, calciatore dalle qualità simili, anche se con alcune differenze, al giovane tulipano.

Rensch esulta dopo il suo primo gol con l’Ajax.

Per la nostra società un suo eventuale acquisto potrebbe essere un segno di continuità, di progettazione e potrebbe rappresentare una mossa con duplici vantaggi. Infatti anticipare la probabile esplosione del ragazzo nell’annata a venire ridurrebbe l’esborso necessario per l’acquisto. Inoltre il legame di stima reciproca con De Ligt potrebbe legare anche di più il nostro numero 4 all’ambiente bianconero.

Conclusione

È ovvio che la carriera del numero 15 ajacide dipenderà da tantissimi fattori, scelte e dalla sorte, ma l’impressione è che il settore giovanile biancorosso abbia fatto di nuovo centro.

Devyne è fisicamente tosto, dotato tecnicamente ed ha la personalità guascona che spesso contraddistingue i grandi calciatori. Stiamo parlando di un calciatore moderno, un prodotto della scuola di calcio olandese in tutto e per tutto, e questo potrebbe essere un limite come un punto di forza, sopratutto se pensiamo ad ambienti concettualmente distanti dal credo filosofico della Cruyff ArenA.

Devyne rompe un raddoppio, immagine ricorrente.

Il futuro sorride a Devyne e non potrebbe essere diversamente. A livello personale resto intrigato e curioso nel conoscere come potrà svilupparsi la carriera di Rensch, sopratutto se il bianconero diventasse il suo destino.

Stefano Follador

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