I tre ruggiti del Leone

I 3 RUGGITI DEL LEONE – Risponde Franco Leonetti

Obiettivo realistico è il quarto posto, che permette il pass per l’Europa dei grandi.
Potrà bastare per il futuro di Pirlo, oppure la società ha già tratto conclusioni e verdetti dopo gli ultimi rovesci?

Se pensiamo a quelli che erano gli obiettivi iniziali un posto tra le prime quattro in campionato può sembrare poca cosa. E in realtà lo è. Purtroppo la stagione della Juventus la conosciamo tutti, quindi sarà fondamentale salvare la situazione, tentando di acquisire il pass Champions per non creare una catastrofe, a livello sportivo e soprattutto economico. Una Juve fuori dalla massima competizione europea, significherebbe ridimensionamento e rallentamento dei piani societari. Se Pirlo centrerà l’obiettivo minimo continuerà ad essere l’allenatore bianconero, altrimenti non resterà.

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Vorremo sapere quali sono stati i tuoi stati d’animo e i tuoi pensieri durante e al termine di Juve-Benevento e soprattutto conoscere di chi secondo te sono le responsabilità maggiori di questa deriva tra proprietà/società, allenatore, calciatori.

La sconfitta casalinga contro il Benevento ha lasciato allibiti tutti, per pochezza, mollezza e incapacità di andare a rete e sviluppare una manovra degna: un copione già visto troppe volte in questa stagione. La solita Juve insomma, che questa volta ha però toccato il fondo. Le responsabilità di una crisi tale vanno redistribuite su tutte le componenti. In primis la dirigenza che ha programmato in maniera perlomeno lacunosa negli ultimi due anni, dall’addio di Allegri tanto per intenderci. L’allenatore che, ad oggi, non ha saputo dare una chiara identità alla sua squadra e un gioco fluido e rapido, ovvero ciò che serve per aprire difese chiuse, mostrando qualità e tasso tecnico. L’unica attenuante è la sua pochissima esperienza ma ci si attendeva molto di più. La supponenza societaria si è trasferita a certi giocatori che, per tutto l’anno hanno corricchiato senza mettere anima e furore, con i risultati che stiamo osservando con preoccupazione. L’unica vera scusante è quella delle pesanti assenze accusate sin dalla prima gara ufficiale. Pirlo non ha mai potuto schierare la stessa formazione per le tante defezioni, ma mi pare lapalissiano che si poteva e si doveva fare molto molto di più.

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Pirlo paria di errori individuali, e dell’impossibilità da parte di un allenatore di entrare nella testa dei calciatori. Un vera e propria presa di distanza rispetto alla responsabilità del gruppo squadra, facendo di fatto un passo indietro rispetto ai giocatori. Cosa ne pensa di queste dichiarazioni?

Gli errori tecnici sono stati una pesantissima consuetudine della Juventus dell’ultimo biennio, ma non possono essere una scusante accettabile, piuttosto dal Mister mi sarei atteso un’autocritica più marcata su ogni frangente analizzato. Un allenatore difende sempre i propri ragazzi con il coltello fra i denti, magari anche accollandosi colpe non sue, questa presa di posizione, sinceramente, non l’ho capita e men che meno apprezzata. Basta chiacchiere, ora servono i fatti sul campo. La verità è che questa Juventus in poche partite si gioca tutto, credibilità, accesso in Champions, che vale circa 54 milioni, e la faccia di fronte al suo popolo. Ora serve salvare la stagione, tutti sono sotto esame, e non è più tollerabile assistere a scempi calcistici come l’ultimo match giocato. Chi vorrà far parte della nuova Juve dovrà dimostrare di meritarsela, in ogni grado di posto occupato in seno all’organigramma. Dall’ultimo giocatore sino ai vertici della dirigenza. Poi si faranno somme e sottrazioni a fine maggio per ripartire con un nuovo progetto che però, molto dipenderà, in aspirazioni, dall’esito di questa travagliata annata. La Juventus da adesso in poi non può più sbagliare.

Franco Leonetti

1 pensiero su “I 3 RUGGITI DEL LEONE – Risponde Franco Leonetti”

  1. Ma come può, questo “mister”, addossare le colpe ai giocatori per errori individuali? La squadra non ha gioco, non ha approcci “almeno normali” quando scende in campo. Spesso i cambi sono fatti a casaccio… Io non so più come giustificarlo. Farebbe bene se desse le dimissioni per “incapacità tecniche d caratteriali”. E per ultimo, un consiglio: LASCI STARE LA PROFESSIONE DI ALLENATORE. Non è per lui.

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