#RawDiamonds

#RawDiamonds: Jesper Lindstrøm

Da un anno stiamo vivendo un momento storico inedito, una pandemia che per gravità e dinamiche non ha eguali nella storia.

Ci sono stati momenti duri per ciascuno di noi, chi più chi meno tutti abbiamo sperimentato amarezza e preoccupazioni da marzo 2020.

C’è da dire che però tante persone hanno utilizzato questo periodo di avversità per cambiare se stessi, migliorarsi e crescere, magari scoprendo un lato nuovo di se, magari tramite un hobby o qualche passione mai del tutto soddisfatta.

Molti ragazzi si sono dedicati al gaming, offline e soprattutto online, in maniera sempre più professionale e determinata, accelerando la nascita e la diffusione dei primi importanti tornei online.

In questo senso è stato molto interessante vedere l’enorme attenzione che ha risvegliato il torneo “Stay and Play Cup”: 20 calciatori chiamati a guidare la propria società joystick in mano si sono sfidati online con un ottimo seguito di pubblico e attenzione, con il nobile intento di raccogliere fondi per l’emergenza sanitaria causata dal COVID-19.

Alla fine la corona la conquista il centrocampista del Copenhagen classe 02 Daramy che batte a sorpresa il super favorito Jesper Lindstrøm per 2-1 nel derby danese con il Brønby.

Per molto quella finale persa è la prima volta che sentono nominare questo ragazzo nato nel 2001 che potrebbe ambire ad una carriera nel mondo degli e-sport visto che durante il torneo ha dimostrato una grande dimestichezza con il videogioco e grande abilità, tanto che molti si sono sorpresi nel non vederlo trionfare.

Joppe nella sua postazione gaming.

Poco male comunque visto che nella realtà, durante questa stagione 20/21, Jesper sta replicando quanto fatto durante il torneo, trascinando con le sue abilità il Brønby in cima alla classifica, sperando magari in un epilogo differente.

Biografia

Jesper Grænge Lindstrøm, per tutti Joppe, nasce a Taastrup una municipalità della città metropolitana di Copenhagen a una quindicina di kilometri dal centro della capitale.

Taastrup possiede i tratti tipici della provincia danese. Una pacifica zona residenziale, una caratteristica chiesetta in legno, un curioso gemellaggio con Spotorno in Liguria, da i natali ad una band trash metal (gli Artillery), ad una intellettuale come Lene Rachel Andersen, ad una popstar come Jesper Nohrstedt, ma sopratutto al piccolo Lindstrøm che diventerà presto molto noto nelle vesti di fenomeno pallonaro locale.

Joppe nasce il 29 febbraio del 2000, condividendo la data di nascita con Ferran Torres, talento simile per molti versi, ma anche con il cestista NBA Tyrese Haliburton e il centrocampista norvegese Hugo Vetlesen.

L’avventura di Lindstrøm nel mondo del pallone inizia precocemente, a soli tre anni infatti entra nella scuola calcio locale del Taarsrtup FC, attualmente in quarta serie danese. Il giovane Joppe seppur in età verdissima spicca per talento ed inizia a farsi notare e a venire conteso far diverse piccole realtà giovanili come BSI e Vallensbæk IF.

La svolta vera però arriva nel 2013 con l’ingresso di Lindstrøm nel vivaio di uno dei club più amati e vincenti della storia del football danese: il Brønby.

Jesper Lindstrøm nel settore giovanile.

Con i gialloblù Jesper procede lungo tutta la trafila delle giovanili, senza mai tuttavia spiccare rispetto ai coetanei, non sembra uno dei talenti più promettenti del vivaio, ma anno dopo anno Joppe cresce e lavora alacremente.

Inizia a gravitare attorno alla prima squadra nella stagione 17/18 dove milita fra squadra riserve e U19 con discreti risultati. 6 presenze e 2 gol nella Reserveligaen, 5 reti ed un assist in 19 gettoni con i pari età.

Nella stagione successiva, dopo il rinnovo triennale, pur continuando a scendere in campo per le riserve (7 presenze 5 gol) e per la U19 (11 reti e tre assist in 17 presenze) arriva l’ora del debutto con la maglia dei ragazzi di Vestegnen.

Scendi in campo in coppa nella vittoria per 4-1 sulla formazione del Marienlyst, collezionando però solo questo cameo di dieci minuti.

La musica cambia improvvisamente la stagione successiva. Al Brønby Stadium arriva un nuovo allenatore, Niels Frederiksen che ha piani diversi per Joppe.

Lindstrøm entra a pieno titolo nei piani del nuovo tecnico e risulta evidente come questa iniezione di fiducia ne galvanizzi la crescita, tanto che a gennaio 2020 vestirà la maglia della nazionale U21 per la prima volta (4 presenze e 2 reti).

Con il tecnico ex commissario dell’U21 danese Joppe inizia a vedere il campo sempre più spesso. Debutta nei preliminari di Europa League contro l’Inter Turku l’11 luglio per poi partire per la prima volta da titolare il 28 luglio nella vittoria per 3-2 sull’OB, condita dalla sua prima rete in Superligaen. Non contento tre giorni dopo, il primo agosto, subentrando all’ultimo minuto della sfida con il Lechia Gdansk decide il turno con una doppietta nei tempi supplementari. Una presentazione più che interessante per i tifosi del Brønby, con Lindstrøm che si guadagna l’appellativo di “gioiello della Corona”.

Jesper festeggia il gol qualificazione contro il Lechia Gdansk.

La stagione 19/20 è ovviamente funestata dalla pandemia, con le attività del campionato danese sospese per più mesi.

A suo modo Joppe si conquista un piccolo posto nella storia mettendo a segno la prima rete alla ripresa del campionato marcando la vittoria per 1-0 sul SønderjyskE, il 2 giugno 2020.

Il club chiude al quarto posto in classifica bissando il posizionamento della stagione precedente. Jesper colleziona 29 presenze in campionato e coppa nazionale, condite da 3 reti e 3 assist, spesso da subentrato per un totale di 1322 minuti in queste competizioni.

La stagione in corso inizia con il piede giusto, responsabilizzato e ulteriormente cresciuto guida il club gialloblù ad una partenza lampo, con la ciliegina sulla torta della vittoria all’ultimo respiro nel derby con il Copenhagen per 1-2, gara nella quale Lindstrøm va in rete per la prima volta nell’annata.

Quattro vittorie nelle prime quattro gare sono lo slancio che permette al Brønby di ritornare finalmente a lottare per il titolo, grazie anche all’ottima forma del trequartista di Taarstrup che dopo essere stato nominato giovane del mese della Superligaen in settembre, replica il premio anche in novembre, mese in cui si supera conquistando il riconoscimento anche a livello assoluto come miglior giocatore del mese.

Lindstrøm premiato come Tipsbladet.

Queste prestazioni non passano inosservate anche a livello di selezione nazionale e Lindstrøm si guadagna, anche grazie a numerose assenze, il primo gettone con la magli della Danimarca in una amichevole contro la Svezia, dove scende in campo nel finale di gara per una manciata di minuti.

Il buon rendimento di Jesper lo porta anche alla nomina di Tipsbladet, miglior giocatore della prima parte di stagione, nomina confermata dalla leadership del Brønby nel campionato danese a cui contribuisce in maniera decisiva con 9 reti e 9 assist.

Le prestazioni del numero 18 hanno ovviamente fatto alzare più di qualche sopracciglio in Serie A, con Bologna e Sampdoria che sono intenzionate a continuare a pescare nel calcio nordico dopo i recenti successi di Andersen, Skov Olsen, Svamberg, Damsgaard, Thorsby ed Askildsen.

Caratteristiche tecniche

Jesper Lindstrøm è un calciatore che risulta difficile incasellare in uno slot ben definito, preferendo occupare posizioni ibride e difficili da interpretare per gli avversari.

Tocchi per area di gioco (dati Footdata)

Provato con poco successo come punta preferisce occupare una posizione ibrida fra il trequartista e la mezzala sinistra, con compiti prevalentemente offensivi e discreta libertà sopratutto in verticale. Non ama venir relegato sull’esterno perché è un calciatore associativo che preferisce toccare molto la sfera e restare all’interno del campo per meglio sfruttare la capacità di trovare gli spazi fra le linee avversarie.

Spicca per il dinamismo e il continuo movimento in campo, ai limiti della frenesia. Joppe non da nessun punto di riferimento agli avversari.

Dati SofaScore

La caratteristica più riconoscibile del gioco del numero 18 gialloblù è la continua ricerca degli spazi fra le linee, dove ricevere palla con sorprendente efficacia grazie ad una ottima interpretazione degli angoli e della postura del corpo oltre che una consapevolezza spaziale di buon livello.

Una cosa molto curiosa è che la buonissima comprensione dello spazio ed utilizzo dello stesso da parte dì Lindstrøm sia in parte attribuita dal calciatore alla sua passione per gli e-sport, dove sostiene di trovare ispirazione e idee per migliorare il posizionamento, l’uso del corpo, la chiamata del passaggio e la postura in ricezione.

In costruzione si occupa poco della fase iniziale dell’azione tendendo a gravitare e ricevere maggiormente nell’ultimo terzo di campo, dove mette in mostra un ampio ventaglio di soluzioni tecniche e di fantasia.

Ama giocare sui movimenti della difesa, occupando bene gli spazi lasciati scoperti e muovendo se stesso e la sfera con incessante dinamismo.

Utilizza ampiamente uno-due semplici, ma efficaci per superare le linee di pressione della difesa. Riceve sempre in movimento, quasi mai in situazione statica ed è bravo nell’utilizzare la sua notevole tecnica ed un ottima scelta di tempo per creare chance per i compagni o per se stesso grazie ad una ottima capacità di inserimento in area.

Non è un buco nero per la sfera e tende a scaricare la palla con rapidità, pur possedendo un discreto 1vs1. Nei duelli individuali si dimostrò estremamente aggressivo e diretto, attaccando il difensore senza temporeggiare e in modo molto scolastico, sebbene efficiente. Particolarmente pregevole il suo movimento di stop&go eseguito con grande perizia ed efficacia.

Carattere battagliero anche con il direttore di gara.

Non è velocissimo, ma è dotato di una buonissima capacità di conduzione e protezione della sfera che sfrutta a dovere sopratutto nelle occasioni in cui può rientrare da sinistra per cercare magari la porta con il destro (2.34 tiri a partita per lui).

Possiede infatti un ottimo tiro anche dalla distanza che sfrutta con piacere in ogni occasione possibile, infatti una delle situazioni di gioco più proposte dall’attacco del Brønby è cercare il collasso della difesa andando sul fondo, con le punte ad abbassare la difesa e lasciare ampio spazio al rimorchio dì Lindstrøm sul cross basso, con il trequartista che si dimostra bravo in marcatura grazie ad una grande varietà di movimenti e contromovimenti senza palla.

Tecnicamente abile con entrambi i piedi, sa gestire bene la sfera nello stretto.

Ottimo nel gestire la sfera quasi sempre con calma ed intelligenza, quando in possesso, ponderando bene se accelerare palla al piede, scegliere un passaggio conservativo o attaccare la profondità con un filtrante teso, la scelta più amata.

Evoluzione

L’esplosione di questa annata di Jesper è figlia senza dubbio di un percorso di crescita che nel giro di qualche mese ha preso una impennata, tanto che la ovvia domanda è se si tratti di una fortunata combinazione di coincidenze o se davvero siamo davanti ad un calciatore di valore tale da meritare palcoscenici più ampi.

A detta di diversi addetti ai lavori già oggi si può considerare Lindstrøm come il miglior calciatore del campionato danese, nonostante la giovane età e la poca esperienza, con ancora ampi margini di evoluzione.

Il suo futuro dipenderà però in buona parte dal suo sviluppo atletico.

Joppe è alto 181 centimetri, ma è ancora in fase adolescenziale per quanto riguarda la muscolatura sopratutto della parte superiore del corpo, cosa che lo rende preda e bersaglio in occasione di duelli e contrasti fisico, sia a terra che a livello aereo. Talvolta il senso di inferiorità rispetto ai difendenti è tale che rinuncia ad andare a contrasto sulle palle alte per inseguire la respinta della difesa.

Va da se che non serve essere dei bodybuilder per giocare a calcio, ma qualche ora in palestra e un po’ di polenta male non farebbero all’efebico danese.

Sempre per quanto concerne il livello atletico abbiamo sottolineato come sia frenetico ed elettrico il gioco di Joppe, sempre in movimento e di grande intensità. Sebbene ciò sia senza dubbio un fattore positivo ad oggi non sono poche le occasioni in cui dopo 60/70 minuti di gioco il nostro ragazzo di Taastrup sia andato in apnea a causa di un grande dispendio di energie mal gestito che ovviamente conduce a scelte poco lucide, mai benvenute.

Jesper Lindstrøm non ama molto giostrare sull’esterno.

Una fisicità ancora acerba che può esplodere o restare inadeguata al calcio di altissimo livello è forse il dubbio maggiore riguardo l’evoluzione calcistica di Jesper che sta seguendo le orme di una tipologia di centrocampisti marcatamente offensivi ormai molto apprezzati nel calcio moderno europeo, sempre maggiormente legato a giocatori in grado di interpretare più posizioni e slegati da incasellamenti classici.

In questo senso il successo di calciatori come Bruno Fernandes e Kai Havertz confermano che l’interpretazione tattica di Jesper funziona alla perfezione nel football del 2021.

Vestito in bianconero

Non ci sono state news riguardo interesse dei bianconeri per lo svedese, ma è interessante vedere come nel corso di questa stagione un ruolo simile a quello svolto da Lindstrøm sia stato ritagliato da Pirlo per il fragile Ramsey, a livello tattico sovrapponibile per buona parte della sua interpretazione in campo.

Un emozionato Jesper saluta il suo pubblico.

Restano i forti dubbi sulla fisicità del ragazzo che ad oggi pare ancora inadeguato ad un contesto fisicamente duro come la serie A, tuttavia vista la crescita verticale che ha avuto nelle ultime due stagioni sarebbe intelligente, qualora rientrasse nei piani della Juventus, accelerare per il suo acquisto ora, prima che diventi una scommessa eccessivamente esosa.

Ad oggi le pretendenti sul mercato n come detto sono Bologna e Sampdoria, ma nelle ultime settimane anche club di calibro maggiore come Galatasaray e CSKA Mosca si sono unite nella lista delle possibili interessate al ragazzo del Brønby.

Personalmente per la società bianconera potrebbe rappresentare una discreta aggiunta a livello di energia e freschezza, sopratutto ipotizzando la possibilità di un impiego dalla panchina per dare la scossa o giocare sulla stanchezza degli avversari. Di contro però potrebbe in un certo senso rappresentare un doppio di Ramsey e con il gallese in rosa, se sano, troverebbe poco spazio.

Infine purtroppo nella situazione incerta e poco solida della rosa attuale non è certamente facile ipotizzare l’inserimento e l’utilizzo di nuovi elementi che rappresentino in buona parte una scommessa, scenata invece più percorribile possedendo una architettura di squadra maggiormente solida.

Conclusione

Jesper Lindstrøm è un calciatore in piena crescita, interessante per qualità, intelligenza tattica e applicazione, ma senza dubbio è ancora acerbo e ha estremo bisogno di minuti in campo per poter crescere e migliorare probabilmente la scelta migliore per lui sarebbe quella di dare continuità a questa sua splendida stagione restando ancora un anno con il Brønby, per poter limare i difetti e le mancanze del suo gioco.

Lindstrøm durante la sfida con l’OB in cui ha servito tre assist.

Stefano Follador

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...