#RawDiamonds

#RawDiamonds: Aurélien Tchouameni

Da quando nell’estate 2011 la famiglia Al-Thani ha acquistato il Paris Saint-Germain la Ligue1 francese è ripiombata in uno status di dittatura calcistica.

Dopo il dominio dell’OL ad inizio millennio erano arrivati anni di libertà e competizione equa. Nel nome di “Liberté, egalité, fraternité” i campionati venivano spartiti fra un nutrito gruppo di squadre.

Nel 07-08 aveva abdicato il Lione, poi si erano affermati Bordeaux, OM e Lille uno dopo l’altro.

Nel 2011-12 il piccolo Montpellier riusciva nell’impresa di prolungare di un anno la libertà della massima serie parigina, ma a partire dalla stagione successiva sulla Francia sarebbe calato inesorabile il giogo dei danari qatarioti, che solo una annata stellare del Monaco di un imberbe Mbappè riuscirà a spezzare nelle ultime otto stagioni.

Ma si sa che ogni dittatura nutre in seno fenomeni di resistenza e di avversione che presto o tardi ne iniziano ad indebolire le fondamenta, sfruttandone debolezze e torcendone i meccanismi.

Il leviatano PSG si nutre di talenti e ne sfrutta il valore economico senza mai concedere nulla in cambio, auto alimentandosi con le proprie fiorenti giovanili, oltre che con le sostanziose liquidità della proprietà Al-Thani.

La conseguenza di questa politica cannibale dei parigini è stata una diaspora di molti ottimi elementi verso altri lidi nel paese transalpino e sono proprio questo talenti ignorati o snobbati dal colosso della capitale che stanno guidando una inaspettata sollevazione di gruppo contro il PSG.

Il Lille di David, Ylmaz e Yazici.

Il Lione di Aouar, Depay e Toko Ekambi.

Il Monaco di Volland, Ben Yedder, Badiashile e Tchouameni.

Sono tutti alla ricerca di rovesciare il regime parigino, lottando con i mezzi che il denaro della capitale non può contrastare: programmazione, scouting, lavoro ed entusiasmo.

Figlio di questa storia e di queste capacità del management monegasco è senza dubbio uno dei grandi protagonisti della stagione in corso: Aurelien Tchouameni.

Tchouameni vs Verratti.

Centrocampista acquistato dal Monaco in gennaio per 18 milioni di euro e fra i grandi protagonisti di questa Ligue1 finalmente aperta a più contendenti.

Biografia

Aurelien Djani Tchouameni nasce a Rouen il 27 gennaio dell’anno 2000.

Di nazionalità francese, ma di chiare origini camerunesi è uno dei tanti “regali” sportivi che il continente africano ha fatto al paese transalpino.

Inizia a giocare a pallone con il SJ D’Artigues in tenerissima età, ma non serve molto perché uno dei vivai più floridi del paese si accorga del suo potenziale. A Bordeaux si interessano a questo giovane e lo inseriscono di corsa nel proprio settore di cui diventa nel giro di poco un elemento di spicco e di importanza, tanto da entrar a far parte del giro delle nazionali giovanili francesi.

11 gare con l’U16, 14 con l’U17, una rete in 11 presenze con l’U18, 7 presenze con l’U19 ed infine 5 presenze in U20. Tutte queste presenze indicano una considerazione molto alta dello staff federale francese che lo reputa elemento fondamentale per equilibrare il talento offensivo strabiliante dei Galletti.

Nel frattempo a livello di club arrivano le prime soddisfazioni, addirittura conquistando l’alloro nazionale di Campione di Francia U19 con la società girondina, presagio dell’inserimento nel giro della prima squadra.

Durante gli anni da teenager più società si interessano ai servigi di Aurelien, offrendo anche cifre considerevoli al ragazzo e alla famiglia per fargli cambiare casacca.

Le tre strisciate italiche sono le più pressanti, ma è certo che il giovane Tchouameni ha ammiratori sia oltremanica che oltre la frontiera del Reno.

Tuttavia la decisione per cui opta la famiglia di Aurelien è focalizzata sulla crescita umana e sulla stabilità. Tchouameni sceglie di completare tutto il percorso delle giovanili a Bordeaux, potendo consolidare la propria istruzione all’accademia del club, rifiutando qualsiasi avances per poter compiere il percorso sportivo ed accademico sulla Gironda. Scelta condivisibile e saggia, ma che probabilmente ne ritarda l’ingresso nei giri della prima squadra.

Dopo una comparsata in UEFA Youth League nel 17/18, Aurelien entra nella rosa del Bordeaux 18/19.

Scende in campo per la prima volta nel preliminare di Europa League contro il Ventspils il 26 luglio 2018 e trova la sua prima rete da professionista il 9 agosto nel 1-3 rifilato in trasferta al Mariupol.

Tchouameni inizia a scendere in campo con discreta continuità in Europa (9 presenze ed una rete in 647 minuti), meno in campionato dove colleziona 10 presenze (706 minuti).

Si tratta di una stagione di evidente assestamento che farà da rampa di lancio per l’esplosione che puntualmente avviene l’anno seguente.

Durante la campagna 19/20 Tchouameni si impone come elemento importante del centrocampo girondino collezionando 1133 minuti in 15 presenze in Ligue1 a metà anno.

Aurélien in maglia Bordeaux

Paulo Sousa ha certamente il merito di capire che il giovane centrocampista di Rouen è fatto di un’altra pasta, mettendolo da subito al centro del progetto tecnico e responsabilizzandolo.

Il buon rapporto fra i due è evidente e anche per questo in molti si sono interrogati sul perché della scelta di separarsi a metà stagione.

La carriera di Aurélien, infatti, è destinata a cambiare durante il mercato di gennaio.

Il contratto in scadenza nel 2022 e la mancanza di un accordo fra le parti crea i presupposti per un’operazione in entrata da parte del Monaco.

La squadra del Principato decide di puntare forte su Tchouameni, nel nuovo ambizioso corso del magnate russo Rybolovlev, consigliato da Oleg Petrov influente vice presidente esecutivo, che strappa un assegno da 18 milioni di euro il 29 gennaio 2020 per trasferire questo totem della metà campo dalla Gironda alla Costa Azzurra.

Con la nuova maglia Tchouameni non vedrà molto il campo nella prima mezza stagione 3 gettoni, giusto sessanta minuti per acclimatarsi alla nuova realtà, con poco feeling con l’allenatore Robert Moreno.

L’arrivo di Niko Kovac in estate, con la volontà di replicare i fasti di qualche anno prima con un mix interessante di giovani virgulti (Tchuoameni, Badiashile, Diop, Fofana), buoni mestieranti (Aguilar, Volland, Maripan) e veterani di comprovata esperienza (Fabregas, Lecomte, Sibidè), cambia completamente l’area che si respira in società.

Grazie anche all’arrivo di un nuovo DS, il fenomenale Paul Mitchell già deus ex machina e braccio destro di Pochettino al Southampton e al Tottenham, oltre che parte integrante del progetto sportivo del RBLipsia.

La lista dei calciatori scoperti dal dirigente inglese è impressionante: Sadio Manè, Dele Allí, Heung-Min Son, Kieran Trippier, Dusan Tadic, Nordi Mukiele, Dayot Upamecano, Toby Alderweireled, senza contare i vari Nkuku, Lookman, Wolf e Olmo in rampa di lancio con il RedBull Lipsia.

L’acquisto di Aurélien non è stato tecnicamente portato a termine dal DS Anglosassone, ma inutile dire che si sente il suo zampino, nella costruzione del team e nella scelta degli ultimi acquisti.

Presentazione con la maglia del Monaco.

Nel frattempo il Monaco di Kovac è al quarto posto a quattro punti dalla zona Champions. Sta proponendo un discreto calcio e le prestazioni dei giovani Tchuameni e Badiashile sono ormai sulla bocca di tutti.

Il giovane centrocampista è ormai il leader tecnico del centrocampo, ben istruito da Cesc Fabregas, dominando buona parte delle partite grazie ad un mix di tecnica, fisicità e intelligenza tattica interessante e ricercato.

Il suo nome è da tempo sul taccuino degli scout di mezzo continente, corteggiato in gioventù da Juventus, Milan ed Inter, ma ora nel mirino di una big della Premier League come il Chelsea, disposta a sborsare una somma notevole per il numero 8 monegasco.

Caratteristiche tecniche

Aurelian Tchouameni è un centrocampista centrale molto abile nella fase di contrasto e di rottura dell’azione, ma efficace e capace anche in fase di costruzione.

Le statistiche che considerano tutti i centrocampisti U24 nei migliori cinque campionati europei lo indicano come il migliore nei tackle (97), il secondo per intercetti (35), quarto per pressione di successo (141), quinto per palli vaganti recuperate (253), settimo per passaggi progressivi completati (118) e ottavo per passaggi completati nell’ultimo terzo (121), creando un immagine di calciatore estremamente completo e dal volume di gioco prodotto importante.

Statistiche di Tchouameni. (FootballCritic)

185 centimetri di altezza, lunghe leve e una fisicità ed atletismo di altissimo profilo lo rendono un atleta eccellente, per forza, resistenza, velocità e dinamismo in grado di coprire velocemente ampie porzioni di campo e di essere “onnipresente” sopratutto quando i ritmi di gioco si fanno sostenuti.

Si tratta di un centrocampista versatile nei compiti e nel ruolo che sa destreggiarsi tranquillamente tanto in un centrocampo a due che come mezzala, sebbene sembri trovarsi maggiormente a proprio agio in situazione di doppio pivot, giostrando sulla destra. Tuttavia si apprezza ancora di più la versatilità di Aurelien notando come sia in grado di adattarsi e compensare le qualità dei compagni di reparto, comportandosi diversamente a seconda che si trovi a far coppia con Fofana o con Fabregas o altri.

Ama interpretare il ruolo del playmaker basso, sicuramente non da regista convenzionale, ma come appoggio sicuro per i compagni e come facilitatore della progressione della sfera lungo il campo di gioco. Tchouameni non è però un calciatore solamente fisico, ma dimostra continuamente una ottima capacità di lettura e di posizionamento che gli consente spesso di ricevere la sfera con qualche secondo di libertà in più utilissimo per poter soppesare al meglio i passaggi e le scelte di gioco.

Il nativo di Rouen ama essere coinvolto nel gioco e a dispetto della giovane età è costantemente alla ricerca di offrire linee libere di passaggio e di ricevere il pallone per poter far progredire rapidamente la squadra nella risalita del campo.

Esultanza dopo una rete.

Di piede destro prevalente possiede una buona tecnica, sopratutto nel fondamentale del passaggio che utilizza in maniera variegata e con sicurezza. Più di quaranta passaggi per partita con una precisione pari al 82% (89% nella metà campo difensiva, 75% in quella offensiva), ma sopratutto calma e sicurezza nella gestione nel pallone, senza paura di cercare soluzioni ardite come il passaggio a spezzare le linee di pressione, ma senza cercare la giocata fine a se stessa, piuttosto in maniera concreta e pragmatica.

Non ama troppo condurre palla al piede e si affida poco a questo fondamentale, preferendo far viaggiare la palla. Resta comunque un buon dribblatore sullo stretto, avvantaggiato da un buon primo tocco e controllo orientato che unito ad un ottimo uso del proprio corpo lo rende in grado sovente di superare il primo avversario. Non è Garrincha beninteso anche perché le statistiche da Bordeaux a Monaco in questo fondamentale sono calate notevolmente, anche a causa del diverso contesto tattico (da 1.1 dribbling/90min a 0.8 con percentuali di successo da 88% a 63%), tuttavia sopratutto nello stretto si sa liberare con sorprendente abilità.

Ad ogni buon conto il pezzo forte del bagaglio tecnico di Aurelien è senza dubbio il lavoro in fase difensiva dove riveste un importanza capitale per l’architettura tattica della sua squadra.

Sovente posto come schermo davanti alla difesa è uno splendido giocatore sulle linee di passaggio altrui, lavorando tanto in prevenzione che in aggressione sul portatore di palla avversario facendosi valere grazie a fisicità, velocità e lunghe leve. Difficilmente viene preso fuori posizione e sta imparando anche a spendere bene dei falletti furbi per bloccare le azioni avversarie.

Ottimo nei contrasti, dove eccelle per energia, tempismo ed efficacia riesce spesso a recuperare palla e ripulirla in pochi secondi facendo ripartire con celerità l’azione in transizione.

Un contrasto deciso di Tchuoameni.

Un tratto veramente ammirevole dì Tchouameni è senza dubbio la stoica applicazione in fase difensiva. Se quando si trova in possesso di palla tende a staccare la spina per eccesso di sicurezza e poca concentrazione, quando deve recuperare è maniacale ed ossessivo nelle rincorse, anche quando sembra tutto perduto diventando spesso protagonista di recuperi prodigiosi sull’uomo che scappa via in transizione. Questo splendido atteggiamento lo rende un elemento prezioso all’interno di un undici donando grandissimo equilibrio e fungendo da trascinatore per tutto il gruppo.

Evoluzione

Aurelien è senza dubbio un ottimo prospetto, ma come giusto che sia a soli vent’anni non è certo un giocatore perfetto, nonostante prestazioni di livello altissimo ed un crescendo di considerazione generale.

Deve certamente crescere nella gestione della sfera, dove talvolta non si dimostra così applicato e concentrato come in altri fondamentali. 12 palloni persi a partita sono tanti, sebbene ne recuperi tantissimi, sopratutto se consideriamo la porzione di campo nevralgica dove il nativo di Rouen opera.

Un’altro aspetto per poter ambire ad un futuro da grande protagonista nel calcio europeo è senza dubbio la presenza in zona gol.

Con solo 1.2 tiri/partita e pochissimi inserimenti in area il ragazzo non risulta granché pericoloso, a dispetto di una fisicità importante e di una buona sensibilità di piede che potrebbero portarlo a fortune ben maggiori nella metà campo avversaria.

L’unica rete di Aurélien realizzata con il Monaco nella vittoria per 3-1 sull’OM.

Molto certamente dipende dall’assetto tattico scelto, ma spesso risulta evidente come Aurelien preferisca tenere la posizione in copertura, magari rifiutando un inserimento in area molto promettente. Da un lato sintomo di maturità e cautela, ma a volte bisogna saper scegliere di rischiare.

Vestito in bianconero

Grande cruccio di questi anni il centrocampo bianconero è un reparto che resta oggettivamente sottotono rispetto alle principali rivali nazionali, neanche parlare dei top club continentali. Nell’ultima sessione estiva di calciomercato Paratici ha cercato di mettere una pezza ad alcuni atavici difetti di regia e dinamismo con gli acquisti di Arthur e McKennie, ma risulta evidente che il nostro reparto di mezzo difetta di un leader tecnico e carismatico che possa portare fisicità e struttura alla nostra mediana.

Da questo punto di vista Tchouameni pur non proponendosi come leader e come fonte di gol ed assist dal centrocampo può certamente dare una grossa mano. Recupero palla, fisicità, duelli aerei e non, uniti a buoni piedi, sicurezza e grande impegno sono tutti elementi che lo possono far diventare un elemento equilibratore importantissimo per qualsiasi squadra.

Di contro il Principato è una bottega cara, sopratutto ora che pare essere in costruzione una squadra pensata e programmata per riuscire a spezzare il dominio parigino sul campionato transalpino, grazie ai denari di Rybolovlev e alla competenza di Mitchell.

Purtroppo per noi il prezzo da sborsare per far cambiare di casacca il numero 8 monegasco sarà ben più salato dei 18 milioni sborsati solo un anno fa, con il Chelsea pronto a farne l’erede concettuale di N’golo Kantè.

Conclusione

Ogni grande squadra ha bisogno di un elemento dalle qualità di Aurélien, un equilibratore naturale di gioco che grazie alla sua intelligenza tattica, alla sua fisicità e alle sue letture di gioco riesce a migliorare i compagni attorno a lui.

Non stiamo parlando di un calciatore appariscente, niente video di “incredibile skills and goals” su YouTube per Tchouameni, ma di una roccia solida su cui si può costruire una squadra, facendo affidamento su un questo ragazzo saggio e diligente che cresce gara dopo gara, senza lesinare in generosità e in voglia di mettersi a disposizione di compagni e staff tecnico.

Tchuoameni al tiro, un evento raro.

Stefano Follador

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