Nero Su BIanco

QUEL POSTO NEL CUORE, CHIAMATO CASA

La prima settimana “intera” vissuta dalla Juventus, dopo un tour de force di partite giocate ogni tre giorni da diverse settimane (e a cui avremmo rinunciato volentieri, pur di proseguire in Champions League) offre l’occasione per effettuare una serie di riflessioni su questa strana e speriamo unica stagione calcistica.

Calendari ultra-compressi, regole stravolte (5 sostituzioni, 6 per le partite uniche, protocolli firmati e poi stralciati, Asl varie etc.) sono diventate giocoforza la normalità in questa annata 2020-21, insieme all’ineluttabile necessità di svolgere un intero campionato a porte chiuse. La mancanza del “fattore campo” ha contribuito da una parte a un livellamento dei risultati facendo sparire completamente la famosa “media inglese”, ovvero il parametro storico per giudicare la velocità di crociera di una squadra durante una competizione lunga come un campionato a 20 squadre.

Spesso in passato si è data importanza all’effetto “dodicesimo uomo” da parte del pubblico: i tifosi sono parte integrante di questo magnifico sport che è il calcio, e lo spettacolo unico che sa regalare uno stadio pieno con bandiere, tifo e colori, è sovente stato il combustibile principale per le imprese della propria squadra del cuore. 

Una mancanza di combustibile che, dati alla mano, sta costando carissimo alla Juventus: fin dalla sua inaugurazione nel 2011, l’Allianz Stadium di Torino è stato teatro di lotte e vittorie sia in campo nazionale che internazionale. Dalle sfide scudetto contro Inter, Roma, Napoli, Milan fino ai crocevia fondamentali di campionato contro le cosiddette “ammazzagrandi”, passando per l’obbligo dei tre punti nelle partite con le cosiddette piccole, lo Stadium ha garantito una riserva di punti e prestazioni che fungevano da base solida per il ciclo di vittorie bianconero.

La perdita di un riferimento così importante nell’ambiente bianconero ha contribuito non poco a complicare un’avventura già di per sé difficilissima come il rinnovamento bianconero nel nome del “bel gioco” e del ringiovanimento della rosa. Paragoni emblematici e perfetti in questo periodo: basta guardare l’avvicinamento e l’inizio delle partite Juventus-Atletico Madrid 2019, Juventus-Lione 2020, Juventus-Porto 2021. La prima partita fu preparata tatticamente, certo, ma soprattutto fu vissuta con una rabbia, una carica e un furore per 90 minuti che non si sono praticamente mai visti né contro i francesi né contro i portoghesi. Si è passati invece dall’apatia triste contro Depay e soci all’isteria collettiva che ha determinato l’ultima eliminazione, di cui la ormai famosa punizione da 30mt è solo l’emblema ultimo.

Aldilà di una giusta e necessaria campagna acquisti per rinforzare e puntellare la rosa la prossima estate, quello che sembra essere ancora più urgente è il ritrovare stimoli, decisione e voglia che hanno contraddistinto gli anni dello Stadium pieno e pulsante. Come diceva Ruskin, “gran parte del carattere di ogni uomo può essere letto nella sua casa”: è ora di dimostrare che quel carattere non è stato disperso, riprenderlo ed essere pronti a sfoggiarlo non appena si potranno riaprire di nuovo i cancelli al pubblico, perché le vittorie vanno e vengono, ma il furore bianconero non deve mai mancare #finoallafine

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