Spazio Liga

SpazioLiga: focus su Iago Aspas

Iago Aspas al Balaidos.

Chi è?

Parlare di Iago Aspas Juncal è un po’ parlare della Galizia stessa.

Il ragazzo classe 87, è nato il 1 agosto, a Moaña rappresenta in maniera quasi carnale questo lembo di Spagna periferico, ma quanto mai centrale nell’animo e nella cultura iberica.

Iago è un nativo di Moaña, piccolo comune galiziano noto per la coltivazione dei molluschi e per la battaglia di Rande, scontro settecentesco fra la Marina spagnola e le controparti olandesi e britanniche.

Nelle acque di questa baia dove iniziava il declino dell’Impero spagnolo cresce il piccolo Aspas, incosciente del fatto che quella Vigo che vede dall’altro lato della baia entrerà presto nella sua vita, senza quasi chiedere permesso.

Nella tranquilla Moaña Iago è parte di una banda di ragazzini terribili che passa tutto il giorno a tirare calci al pallone per le strade della cittadina. Fanno parte della pandilla il fratello maggiore Jonathan, terzino della Pro Piacenza, l’altro fratello Urbe, il cugino Adrián Cruz Juncal, centrocampista del Pontevedra, e l’altro cugino Aitor. Questa pandilla di ragazzini è un laboratorio di calcio per il piccolo Iago, tanto quanto, se non di più del Moaña FC.

Come più volte ammesso nel gioco di strada nasce l’Aspas calciatore con il suo mantra “El fútbol es para los listos”, il calcio è per quelli svegli, con le sue malizie, le accelerazioni, il tocco sensibile e la capacità di vedere anche senza guardare.

Sono doni innati quelli che possiede Iago e che si notano anche sull’altro lato dello stretto di Rande.

A soli otto anni mette la camiseta celeste del Celta Vigo, né diverrà massimo cannoniere storico e leggenda ineguagliabile.

Aspas da bambino con la maglia celeste.

Con il cugino Adrián Cruz, Jonathan Pereira e Mateo Miguez forma una squadra giovanile divenuta leggendaria nel microcosmo delle competizioni giovanili galiziane per l’abilità dei suoi componenti.

Dopo una trafila nelle giovanili fatta di arrivi e partenze fra il Celta e le sue filiali nel 2006 inizia a venire aggregato con la prima squadra, venendo convocato in Coppa UEFA per la gara in trasferta a Newcastle.

Il debutto ufficiale del “Mago de Moaña” però tarda ad arrivare, venendo per lo più utilizzato nella squadra riserve. I primi minuti con la maglia del Celta ufficialmente saranno in chiusura della stagione 07/08 nella sconfitta per 3-1 a Salamanca.

I tifosi celesti tuttavia preferiscono ricordare quanto accaduto l’anno successivo il 6 giugno 2009 durante il debutto di Aspas al Balaidos. Nonostante le riconosciute qualità tecniche Iago non ha trovato spazio durante la stagione, ma il coach Eusebio Sacristán si vede costretto dalla situazione disperata ad affidarsi al canterano.

In Galizia arriva l’Alaves, rivale diretto per le permanenza in Liga2, e i baschi stanno dominando il Celta che, con la sconfitta, sarebbe praticamente condannato alla retrocessione.

L’ingresso di Aspas è una scossa per tutta la squadra e questo giovane attaccante minuto e nervoso entra nella storia del Celta dalla porta principale. Porta in vantaggio i suoi con un colpo di testa e dopo il pari degli avversari, negli ultimi minuti di recupero, Aspas raddoppia salvando il Celta e regalando alla Galizia una ulteriore stagione in seconda divisione.

Aspas portato in trionfo al Balaidos dopo il suo debutto.

Si dice che la fortuna non sia altro che l’incontro fra il talento e l’occasione e questa circostanza lo conferma ancora una volta.

Iago Aspas entra definitivamente in rosa, anche se nelle prime due stagioni I numeri sono poco brillanti. 36 presenze e 5 reti nella prima e 4 centri in 28 presenze nella seconda, senza essere titolare inamovibile e giocando per lo più da ala.

La svolta della carriera di Aspas arriva nella stagione 11/12. Una serie di circostanze lo portano a scendere in campo come centravanti, siamo in piena “falso nueve” mania e questo galiziano dal fisico da ragioniere spara una stagione da 23 gol in 35 presenze trascinando il Celta alla promozione.

L’annata successiva in Liga Aspas si conferma un elemento in crescita e conclude con 12 reti e 7 assist, decisivi per la salvezza dei galiziani. Tuttavia l’ottima stagione del dieci galiziano rischia di essere vanificata da un brutto episodio di violenza. Il 15 marzo 2013 una testata propinata a Marchena nel derby con il Deportivo La Coruña ne decreta l’espulsione, a cui si aggiungono 4 gare di sospensione che renderanno molto più complessa la strada per la salvezza dei celesti.

Aspas non lo sa ma questo episodio gli precluderà anche la possibilità di far parte della spedizione mondialista del 2014, come ammesso da Del Bosque.

Iago esulta dopo l’unica rete della sua esperienza inglese.

L’episodio non scoraggia però il Liverpool che bussa alla porta del Celta con un assegno da 10 milioni di euro. L’esperienza inglese sarà un disastro, una sola rete in FA Cup e quindici anonime presenze non giustificano l’investimento e i Reds non appena ne hanno l’occasione rimandano il galiziano in patria, a vestire la maglia del Sevilla in prestito con opzione con diritto di riscatto per 7 milioni di euro.

La stagione in terra andalusa non sarà però il successo sperato, nonostante la vittoria in Europa League, Iago resta un elemento secondario di quel Sevilla, impiegato sopratutto in gare di secondo piano, Copa del Rey e come cambio. Non sorprende quindi che la compagine andalusa decida di non riscattarlo.

Iago Aspas con consorte ed Europa League.

Torna in terra britannica come un chiaro esubero.

Il treno per una big europea pare andato, ma Aspas può contare con una connessione senza pari con le proprie radici.

Il 12 giugno 2015 a fronte di 4 milioni di euro torna a vestire la maglia celeste in un Balaidos gremito ed ebbro di gioia per il figliol prodigo tornato a casa.

Tanto amore sarà ripagato.

La stagione 15/16 è un successo, il Celta arriva a classificarsi sesto per raggiungere la UEFA Europa League, Aspas contribuisce con 14 reti e 5 assist certificando il ritorno del figliol prodigo della Galizia come un’operazione più che riuscita.

Iago Aspas in lacrime dopo l’eliminazione dalla EL ad Old Trafford.

La stagione seguente le cose continuano ad andare molto bene per la squadra e per Iago. Arriva la chiamata in nazionale da parte di Lopetegui e Aspas entra a far parte del gruppo mundialista che andrà in Russia nel 2018, 18 presenze e 6 reti nella sua carriera in maglia rossa.

Il gol di tacco al Marocco nel Mondiale 2018.

Con il Celta nella stagione raggiunge le semifinali di Europa League, andando ad un passo dall’eliminazione i futuri campioni del Manchester United di Mourinho e Pogba, anche in Copa del Rey il Celta si ferma alle semifinali eliminato dal Deportivo Alaves.

Aspas si conferma un gran goleador mettendo a segno 19 reti in campionato, 26 in totale, si conquista così per la prima volta il Trofeo Zarra, che sarà suo anche per altri due anni, grazie ai 22 gol del 17/18 ed ai 20 del 18/19.

Proprio quest’ultima stagione evidenzia la centralità del Mago de Moaña nello scacchiere dei galiziani. Dopo un inizio di campionato scoppiettante con undici gol nel girone d’andata con il Celta ben piazzato in classifica, Iago soffre un doppio infortunio al polpaccio che lo lasci fuori dal campo per più di tre mesi, durante i quali la squadra piomba in piena zona retrocessione, rischiando la discesa in seconda divisione.

Il ritorno in campo di Aspas è da film.

Il numero dieci trascina di peso la squadra nelle ultime gare della stagione: doppietta nella rimonta da 0-2 a 3-2 contro il Villarreal, gol e doppio assist sul campo del Huesca, doppietta alla Real Sociedad nel 3-1 che permette ai galiziani di uscire dalla zona retrocessione. E poi di nuovo in rete contro Girona, Barcelona, Athletic ed anche nella gara conclusiva contro il Rayo Vallecano. 10 reti e 4 assist nelle ultime sette gare, numeri da marziano per uno che a prima vista pare molto umano.

Nella scorsa stagione le sue prestazioni saranno nuovamente decisive per evitare la retrocessione al Celta, partito con grandi ambizioni di classifica, ma costretto a giocarsi la salvezza all’ultimo respiro. 14 reti e 3 assistenze sono il bottino stagionale del numero 10 sempre più leader e recordman dei vigensi.

Nell’annata in corso Iago sta viaggiando con i soliti numeri a livello realizzativo, 9 gol in 22 gare, ma aggiungendo ben 8 assist. Il feeling con il neo tecnico Coudet è evidente e la squadra sembra finalmente essere tornata a rendere ai livelli delle proprie potenzialità, assestandosi su un comodo posto di metà classifica.

Come gioca?

Iago Aspas è per molti versi figlio di un altra epoca. 1.76 piuttosto bugiardo, di corporatura esile e non particolarmente atletico, il mago sembra più adatto ad un lavoro impiegatizio piuttosto che a fare l’attaccante in Liga.

El Mago de Moaña.

In realtà la carriera del moañense dimostra ampiamente il contrario, dato che spesso in Liga alle spalle dei cyborg in maglia bianca o blaugrana, il primo degli umani è stato sovente il galiziano.

Giocatore di grande caratura tecnica, guizzante, quasi nervoso o elettrico nella gestione della palla e nella ricerca maniacale della porta avversaria, che ha saputo crescere come assistman e come ragionatore di gioco negli anni.

Rapido nel breve, dotato di un controllo di palla e di una capacità di conduzione eccellente è senza dubbio il pericolo numero uno per gli avversari, grazie anche ad una conclusione mancina mortifera per precisione e rapidità di esecuzione.

Ottimo nel dribbling non risulta tuttavia un buco nero, proponendosi come centrale nel gioco galiziano, ma spesso a servizio dei compagni che coinvolge con frequenza.

Calciatore intelligente, abile nel trovare lo spazio sul terreno di gioco, sa giocare con malizia sui limiti degli avversari e sulle proprie qualità, senza paura di risultare “sporco”. Come detto “El fútbol es para los listos.”

La caratteristica più sorprendente del minuto Aspas è la capacità di ritenzione del possesso e sopratutto un gioco spalle alla porta insospettabile per efficacia e qualità, anche se il meglio lo da con i tagli da destra verso l’interno del campo.

Perché seguirlo?

Se amate il Celta o la Galizia, amerete Iago Aspas.

Aspas esulta dopo il gol numero 100 con il Celta.

Per il semplice fatto che Iago Aspas è il Celta Vigo, rappresentandolo come leader tecnico, carismatico e come connessione della società con la propria terra.

Iago Aspas non è certamente un cavaliere senza macchia. La testata a Marchena e i presunti insulti razzisti a Lerma sono macchie che hanno punteggiato la carriera del Mago e che forse definiscono un carattere troppo combattivo e spigoloso per avere successo in un top club, o anche solamente lontano dalla natia Galizia.

Ma i limiti fisici o caratteriali possono essere presi come pietre con cui costruire muri o ponti per raggiungere i nostri obiettivi, Iago Aspas ha dimostrato che ha scelto la seconda opzione, andando oltre le aspettative e creandosi una carriera da leggenda.

Iago Aspas il primo degli umani della Liga, capace di gareggiare con i titani anche quando non dovrebbe essere in grado, in grado di fare del Celta una realtà di nuovo stabile in Liga e non a fare da ascensore fra prima e secondo divisione, Iago Aspas: El Mago de Moaña.

Celtismo puro.

Stefano Follador

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