#RawDiamonds

#RawDiamonds: Maxence Lacroix

Nel 1928 Jean Pierre Peugeot decide di fondare una società sportiva per i dipendenti dell’omonima casa automobilistica. Nasce l’FC Sochaux che un paio di anni dopo si fonderà con il vicino A.S. Montbeliard dando vita al FCSM: il Football Club Sochaux Montbeliard.

Nel 1945, sulle ceneri della Germania nazista e delle fabbriche Volkswagen di Wolfsburg, Bern Elbetskirk si trovava con dieci magliette verdi ed una masnada di ragazzini che trasformerà nel Wolfsburg che noi tutti conosciamo, anche grazie agli investimenti della proprietà: il marchio automobilistico Volkswagen.

Di certo da juventini non vi sarà nuova la storia di una squadra di calcio cresciuta a fianco di una industria automobilistica, ma questo i due casi specifici sono curiosi, perché legati ad un calciatore specifico, che si sta facendo notare alla sua stagione di esordio in Bundesliga: Maxence Lacroix.

Biografia

Maxence Lacroix nasce a Villeneuve-Saint-Georges, comune della Gran Paris situato nella zona sud-est dell’Ile de France. La data è il 6 aprile 2000.

Come spesso accade il calcio è un affare di famiglia. Il padre di Maxence si è dedicato per anni al calcio a livello amatoriale, rivestendo il ruolo di portiere.

Proprio come portiere il giovanissimo Maxence inizia la sua avventura sui campi di calcio, ma man mano che passa di squadra in squadra (Limeyrat 06-08, Montignacoise 08-11, FCTLF 11-13) risale anche il campo ritrovandosi a tredici anni come centravanti in uno dei club satellite del Bordeaux.

Per i più ferrati in geografia risulterà evidente che Bordeaux, o per meglio dire Trelissac sede del club della Dordogna in cui Maxence militerà dai tredici anni in poi, non è proprio dietro casa, rispetto alla natia Villenueve Saint George, ciò significa che Lacroix per inseguire il sogno di diventare un calciatore lascia la casa materna per trasferirsi a più di 400 kilometri da casa a soli 13 anni, sintomo di un carattere deciso e maturo, senza paura di accettare le sfide.

Un giovanissimo Maxence con la maglia del Trelissac.

In Aquitania inizia come attaccante e gioca un paio di stagioni senza particolare clamore, tanto che nel 2015 viene prelevato dal Sochaux, club più spesso visto in Ligue2 che in Ligue1, ma noto per essere una prolifica fucina di talenti (Loucien Agoume, Ibrahima Konate, Jean Ruiz, Marcus Thuram).

Giunto nella città al confine con la Svizzera la carriera di Lacroix inizia a marciare a velocità via via più spedita.

Innanzitutto dal ruolo precedente di punta/trequartista viene spostato a mediano davanti alla difesa. Rende bene, cresce, ma manca ancora qualcosa per spiccare il volo.

Maxence è un ragazzo molto avveduto e coglie l’antifona quando il direttore del settore giovanile Eric Hely gli consiglia di iniziare a studiare e pensare da centrale di difesa perché quello sarebbe il ruolo in cui avrebbe potuto eccellere sul campo di calcio.

L’ambizioso Lacroix si mette di buona lena e i risultati iniziano ad arrivare. Entra nel giro delle nazionali giovanili francesi, debuttando nel 2016 con la U16, a ciò faranno seguito le convocazioni per Europei e Mondiale U17 l’anno successivo, oltre alle 5 presenze per l’18 e le due per l’U20. Oltre ai riconoscimenti federali arrivano pure quelli di club.

Lacroix con la maglia della nazionale giovanile.

Dopo la trafila delle giovanili Lacroix firma un primo contratto da professionista, a 17 anni, cui fanno seguito due annate nella squadra B dei Linceaux.

Finalmente nell’annata 18/19 arriva il debutto in Ligue2 nella vittoria casalinga del 22 dicembre 2018 contro il Lorient.

Non è un exploit, al ragazzo servono tempo e minuti per crescere in esperienza e anche dal punto di vista tecnico oltre che fisico.

Nella prima stagione sono solo 7 le presenze in campionato, ma nell’annata 19/20 la musica cambia.

Lacroix con la maglia gialloblù del Sochaux.

Maggiore maturità, maggiore esperienza e sopratutto maggiore fiducia da parte di Omar Daf che gli ha concesso sovente la titolarità e spazio. A fine annata parliamo di 20 presenze, con il campionato concluso in una anonima quattordicesima posizione, ma con le prestazioni del ragazzo sempre più convincenti e autorevoli.

Piccoli intrighi di mercato si iniziano a palesare. Il Bordeaux, il Lens chiedono informazioni, ma le offerte francesi sono giudicate insufficienti sala dirigenza gialloblù. La Roma prova un timido sondaggio, ma nemmeno il tempo di imbastire la trattativa che su Maxence irrompono “Die Wölfe”.

Il Wolfsburg ritiene che il giovane francese possa essere la riserva ed il complemento perfetto per la stella della difesa del club Pongracic.

L’assegno da 5 milioni di euro viene staccato e Maxence Lacroix attraversa il confine franco tedesco per indossare la maglia verde del Wolfsburg.

L’idea della dirigenza tedesca è di metterlo in seconda linea dietro i titolari Pongracic e Brooks, ma come spesso accade i piani volano dalla finestra quando impattano il campo di battaglia.

Il centrale ex RedBull Salisburgo incappa in una serie di piccoli infortuni e malattie importante e per il francese si aprono le porte della squadra titolare.

Il salto dalla seconda divisione francese ad uno dei top club della Bundesliga non è qualcosa di semplice, ma sorprendentemente il novello numero 4 si cala in maniera eccezionale nel nuovo contesto tecnico tattico, con prestazioni individuali e di squadra ad altissimo livello, sotto la guida del sorprendente tecnico Oliver Glasner, ex LASK Linz, più volte dichiaratosi entusiasta delle prestazioni e dell’attitudine in allenamento del ragazzone di Villeneuve Saint George, oltre che dei progressi a livello di lingua tedesca.

In questa stagione Maxence è sceso in campo finora 21 volte, di cui venti da titolare, collezionando ben dieci clean sheet portando i Lupi al terzo posto in classifica alle spalle di Bayern e Borussia.

Inutile sottolineare come la stagione di Lacroix finora rappresenti una delle grandi sorprese dell’annata 20/21, attirando le attenzioni di varie big del continente, sopratutto del Borussia Dortmund, già rimandate al mittente dalla dirigenza dei Lupi. Ma è solo questione di tempo perché altre squadre inizino a mandare emissari e missive in Bassa Sassonia, per corteggiare il giovane parigino.

Maxence esulta dopo il primo gol in Bundesliga (Wolfsburg vs Herta Berlino 2-0)

Caratteristiche tecniche

Maxence Lacroix è un difensore centrale di stampo piuttosto classico.

Tocchi per zona di gioco (Footdata)

Utilizzato per lo più come centrale di destra in una linea a 4, si adatta senza patemi anche ad essere schierato sul centro sinistra o in una difesa a 3.

Fisicamente imponente, 190 centimetri per 88 kg, prestante, ma non pesante a livello muscolare, mi ricorda i primi Chiellini e Rio Ferdinand per struttura fisica e spigolosità.

Atleticamente valido è dotato di una buona elevazione (quindicesimo per duelli aerei vinti in campionato) e di un notevole allungo (17esimo della Bundesliga con un picco di velocità pari a 34.93 km/h), possiede una certa forza nella parte superiore del corpo e sopratutto è piuttosto abile nello sfruttare la sua fisicità facendola pesare sul diretto avversario quasi sfociando nel bullismo. Di contro non è rapidissimo nel breve dove tende a patire gli avversari più brevilinei, dovendo rimediare con senso della posizione ed intelligenza ai limiti delle sue lunghe leve.

Numeri difensivi di Lacroix rispetto ai difensori centrali delle 5 principali leghe europee.

Non teme di difendere alto, copre con buona dimestichezza ampie porzioni di campo, coordinandosi con ottima armonia con il compagno di reparto Brooks nel caso di uscita per l’anticipo o l’intercetto, con il francese più aggressivo in avanti e lo statunitense più attento a coprire la profondità.

Proprio la coordinazione a livello tattico con i compagni, Brooks su tutti, risulta la qualità più sorprendente del giovane francese.

Gli automatismi fra i reparti creati da coach Glasner sono spettacolari e non a caso la difesa del Wolfsburg è fra le migliori del campionato.

Azioni difensive per Lacroix (TotalFootballAnalysis)

Una situazione tattica molto comune è la creazione di un imbuto in cui i centrocampisti incanalano il portatore di palla portandolo verso Lacroix, sfruttando a pieno la sua fisicità e la sua capacità di entrare in contrasto. Si tratta di un rischio calcolato. Infatti la percentuale di insuccesso con la pressione scavalcata è piuttosto alta, ma la fisicità di Maxence unità alla presenza di Brooks a coprire le retrovie costituisce una ragnatela difensiva di grande efficacia, grazie alle doti comunicative e di intelligenza di tutto il pacchetto arretrato.

In effetti l’ex Sochaux possiede una insospettabile intelligenza e sensibilità nella gestione delle uscite in pressing e nell’ingaggio dei contrasti, a dispetto di un’aspetto e di una fisicità non da studioso del gioco, il numero 4 è attento ed accorto nei tackle, concedendo poco all’istinto e dimostrandosi ponderato nelle decisioni e nelle scelte.

Quando però cala la mannaia non fa prigionieri (undicesimo per tackle vinti in Bundesliga), i contrasti sono sempre decisi ed energici, sebbene corretti e raramente pericolosi o cattivi, atti a stroncare l’attacco avversario e quando possibile far ripartire l’azione, grazie ad una discreta tecnica di passaggio sul corto, ma spesso anche attraverso la ricerca del lancio lungo per la profondità degli avanti, per la gioia degli haters della costruzione dal basso, che talvolta però può risultare un po’ precipitosa nell’esecuzione.

Come detto la tecnica in generale è più che discreta, con un buon passaggio e gestione della sfera che indica una certa confidenza con il pallone fra i piedi, pur con una enorme predilezione per il piede forte e un’eleganza non proprio brasiliano nel tocco, ciò nonostante Maxence rappresenta una discreta fonte di gioco per il Wolfsburg con circa 61 passaggi completati a gara con una precisione dell’81%.

Heatmap di Maxence Lacroix.

Evoluzione

La stagione di debutto in Bundesliga del centrale francese finora è stata impressionante.

Maxence ha sorpreso tutti per personalità, prontezza e capacità di tenere il campo, coniugando uno stile difensivo aggressivo e molto fisico con una tecnica discreta, essenziale, ma efficace e funzionale.

L’impressione è di essere di fronte ad un concentrato di energia e forza che si uniscono a disciplina ed una buona capacità decisionale, ad un calciatore già oggi estremamente solido ed affidabile, che difficilmente “buca” la partita nonostante l’inesperienza e la giovane età.

Lacroix sa usare bene il corpo, legge discretamente il gioco, ma talvolta tende a perdere la posizione, sopratutto sulle palle alte verso la profondità, dove tende a seguire più la sfera, perdendo di vista l’avversario.

Anche nei duelli aerei si nota che tenda a fare un po’ troppo affidamento sulla sua statura e sulle doti fisiche, trascurando leggermente il posizionamento ed il controllo dell’avversario.

Un’ulteriore aspetto da migliorare è senza dubbio l’uscita dalla linea difensiva per intercettare il passaggio o per ingaggiare l’avversario prima di quanto esso si aspetti. Nel contesto Wolfsburg si tratta di una scelta tattica precisa, utilizzando Maxence come una sorta di battitore libero che, coperto da Brooks, possa andare a caccia del pallone senza preoccuparsi dei buchi posizionali, al momento il sistema funziona per la squadra di Glasner, ma è da valutare il valore di Lacroix fuori da un usato contesto che sembra costruito su misura delle sue caratteristiche.

Infine sebbene sembri a suo agio con la sfera senza dubbio un poco di lavoro sulla confidenza con il pallone andrebbe fatto, per andare a migliorare la capacità di costruzione del gioco e sopratutto cercando di sviluppare gli strumenti per poter gestire la palla con maggiore calma, senza affrettare il passaggio.

Il lancio lungo di Lacroix è una delle soluzioni tattiche del Wolfsburg.

Si tratta di piccole correzioni ed aggiustamenti che potrebbero far crescere ulteriormente un ragazzo che pare destinato ad un’ottima carriera con il proprio club e che potrebbe certamente rientrare anche nel giro della talentuosissima rappresentativa nazionale francese.

Vestito in bianconero

La difesa bianconera sembra essere ad un punto di svolta dal punto di vista dell’organico, sopratutto per quanto concerne i centrali.

Terminata la grandiosa epopea della BBC, con Barzagli ritirato, Chiellini fantastico difensore, ma da utilizzare con il contagocce e Bonucci che ormai scollina ampiamente la trentina, la Juventus si affida a due giovani di grande valore come Matthijs De Ligt e Merih Demiral, dopo gli innesti falliti di Angelo Ogbonna e Daniele Rugani.

Il turco e l’olandese rappresentano il futuro della difesa bianconera attorno al quale va costruito un reparto all’altezza.

Maxence Lacroix rappresenterebbe per molti versi un doppione di Demiral, una sorta di versione light della forza bruta e del carattere selvaggio dell’ex Sassuolo, in quest’ottica non credo poter ipotizzare un futuro a Torino per il prodotto del vivaio del Sochaux, vista la presenza di un calciatore simile in rosa e visto che difficilmente uno dei due accetterebbe accomodarsi con mansuetudine in panchina, sebbene il valore attuale e futuro di Lacroix è al livello di una squadra importante e blasonata come la Vecchia Signora.

Conclusione

Maxence Lacroix rappresenta un ulteriore conferma dell’importanza e della utilità dello scouting nel calcio moderno.

Il Wolfsburg con una cifra contenuta (5 milioni di euro) si è messo in casa un giovane semi sconosciuto, pescato nei meandri della seconda divisione francese, che si è rivelato in grado di sopperire all’assenza del titolare designato in maniera così eccellente da prenderne il posto nell’undici titolare di una compagine in piena lotta per un posto in Champions League.

Rincorrere le figurine, acquistare vecchi campioni ormai imbolsiti e fare affidamento su curriculum ingialliti è ormai chiaramente una ricetta per ingolfare i bilanci societari presenti e futuri in cambio di una gloria immediata ed incerta.

Ciò ovviamente non significa negare il valore dell’esperienza nel calcio, ma vuole essere un invito nel dare maggiore fiducia ai giovani anche quando devono farsi carico di responsabilità importanti, se hanno capacità e talento, difficilmente si bruceranno, ma anzi sapranno cogliere al volo l’opportunità e crescere gara dopo gara, proprio come ha fatto in questa stagione Maxence Lacroix.

Man of the Match.

Stefano Follador

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