Tactical Point

ZITTI E BUONI

Potrà sembrare banale, nella settimana di Sanremo, intitolare un articolo relativo alla partita Juventus-Spezia con il nome di una delle canzoni in gara, eppure ascoltando la canzone dei Maneskin (tra l’altro sempre più bravi, un esempio di come i giovani di talento possano crescere nel panorama del rock italiano) si possono ritrovare molte assonanze con la situazione attuale in casa bianconera, a partire dal titolo.

Eh sì, perché non vorremmo mai che il risultato finale contro i liguri, un 3-0 perfetta replica della partita col Crotone, porti “la gente a parlare” (prima cit. Maneskin) e pensare un’altra volta che i problemi attuali di questa squadra spariscano magicamente sotto il tappeto dei risultati rotondi, per poi riapparire come d’incanto nei turni successivi (qualcuno ha detto Verona, o prima le varie Napoli e Oporto?).

Il primo tempo contro lo Spezia ha infatti riproposto gli arcinoti problemi di costruzione e idee del centrocampo bianconero, dove la ricerca dell’invenzione, delle azioni personali e delle triangolazioni estemporanee oltre a non portare i risultati sperati ha consegnato spesso e volentieri il pallino del gioco ai ragazzi di Italiano, che non si sono fatti pregare nel prendere possesso della trequarti avversaria per almeno 30-35 minuti. I dieci minuti finali invece hanno visto i ragazzi di Pirlo alzare improvvisamente il ritmo, aggredendo lo Spezia con un pressing più frutto della volontà dei singoli che di squadra, ma che ha portato nel giro di poco tempo tre occasioni da rete e il palo di Cristiano Ronaldo.

La chiave di volta nella ripresa è stato il contemporaneo ingresso di Bernardeschi e Morata, al posto di uno spaesato Frabotta e un claudicante McKennie: un chiaro segnale di Pirlo alla squadra di cominciare una fase di attacco a tutto campo con i due subentrati ad aggredire l’avversario insieme a Kulusevski, Ronaldo e Chiesa in una sorta di 3-2-5 “fuori di testa, ma diverso da loro” (seconda cit. Maneskin) e protagonisti immediati dell’azione che ha sbloccato la partita, oltre che di un deciso cambio di passo deciso nell’economia del gioco collettivo. Una svolta mancina che ha portato pochi minuti dopo al raddoppio di Chiesa, al termine di un’altra azione importante da parte di Bernardeschi sulla fascia. Ottenuto il doppio vantaggio stavolta ci è piaciuto anche Pirlo, che immediatamente ha riportato equilibrio in campo inserendo prima Ramsey per Kulusevski e poi Di Pardo per Chiesa, in modo tale da ricostruire una cerniera in mezzo capace di respingere gli attacchi di una squadra maestra nelle rimonte impossibili (vedasi 3gg prima col Parma). Le fasi finali del match ci hanno infine consegnato l’ennesima timbratura da parte di Ronaldo e la gioia personale per Szczensy, capace di respingere un rigore invero bruttino calciato da Galabinov.


Si entra così nella prima delle fasi decisive della stagione: sabato sera contro la Lazio e successivamente il ritorno degli ottavi di Champions League con il Porto decideranno molto, moltissimo dell’annata d’esordio di Mister Pirlo. Le prime notizie dall’infermeria sembrano incoraggianti: Cuadrado e Bonucci dovrebbero recuperare pienamente, mentre il problema accusato da De Ligt ieri sera non sembra preoccupare. Ora si tratta di recuperare le energie, sia fisiche che mentali, e prepararsi “zitti e buoni” (ça va sans dire..) per due sfide da vivere #finoallafine

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