Tactical Point

LA TIGRE DI CARTA

All’indomani della notte del Bentegodi, nel cuore del tifoso juventino duole forse ancora di più pensare che purtroppo si è avverato ciò che tanto si temeva alla vigilia: ad una rosa falcidiata dalle assenze, contro il Crotone si era infatti aggiunto un giallo pesantissimo a Danilo, facendo scattare la squalifica all’unico interprete rimasto sulla fascia destra che fosse in grado di difendere con una certa sicurezza quella zona.

Nonostante i campanelli d’allarme già scattati lunedì scorso, e ben mascherati dal 3-0 finale, ci si è presentati a Verona volendo farsi forti della presenza di Cristiano Ronaldo (inutile aggiungere altre parole a un cecchino simile), del possesso palla più alto in campionato, della maggiore esperienza internazionale di interpreti come Ramsey, Rabiot, Alex Sandro, Szczesny etc. Tutto ciò ha portato a un inizio propositivo e impegnato per 15 minuti molto volitivi, eppure è bastato un solo rovesciamento di fronte, con palo annesso, per smontare l’impalcatura bianconera in un attimo, lasciando di nuovo spazio a incertezze, amnesie, errori di passaggio in sequenza (ben 8, dicesi OTTO, in 25 minuti di gioco..) e scollamento tra i reparti in ogni zona del campo.

Ergo, aldilà di disquisizioni tecnico-tattiche-fisico-atletiche (che per carità, ci stanno tutte.. giocare ogni tre giorni è un ritmo francamente impossibile per chiunque, specie a certi livelli e se nei momenti importanti hai avuto giocatori positivi al Covid, infortunati, desaparecidos etc.) rimangono sul campo alcuni punti deboli che erano prevedibili alla vigilia e che puntualmente si sono manifestati: fascia destra difensivamente scoperta, mediana povera di qualità e in affanno contro il pressing avversario, attacco incapace di tenere palla e permettere al resto della squadra di respirare.

Tre lacune talmente evidenti che un tecnico esperto come Juric non poteva esimersi dal colpire nella ripresa, quando il solo ingresso di Lazovic e l’alzamento delle linee ha impietosamente scoperto la tigre di carta bianconera, capace di indurre cautela e apprensione se vista da lontano, ma facilmente riconoscibile una volta che ci si avvicina alla porta di Szczensy.

Rimane da chiedersi: visto il vantaggio acquisito, non si poteva virare verso un 4-5-1 per difendere 3 punti vitali? Non si poteva anticipare l’ingresso di Di Pardo (magari per Kulusevski con avanzamento di Chiesa vicino CR7) e pensare a inserire Fagioli per Rabiot, in modo da aumentare la capacità di possesso palla e liberare Bentancur nel ruolo di mastino a tutto campo in una sola mossa? Forse sì, forse non sarebbe cambiato molto nell’economia della partita, ma almeno si sarebbe provato a difendere quei 2 punti d’oro che ormai erano molto, troppo in pericolo.

Diciamolo chiaramente: sarà molto, molto difficile che accada una svolta epocale tra marzo e maggio, però nonostante tutte le avversità, gli errori commessi e le ingenuità sanguinose (ah, Demiral Demiral, che mi rilanci di sx in mezzo al campo e poi non chiudi..) una cosa non dovrà mai mancare, come sintetizzato da Chiesa a fine partita: la voglia di provarci #finoallafine

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