#CheAriaTira

UN COWBOY PER LA VECCHIA SIGNORA

Weston Mckennie è certamente una delle sorprese più liete del mercato estivo Juventino. Analizziamo di seguito il suo percorso calcistico e le principali caratteristiche tecniche del giocatore.

L’americano, classe 1998, dopo aver frequentato vari settori giovanili, tra cui quello dei Dallas, nel 2016 sbarca in Europa, più precisamente allo Shalke 04. L’anno successivo, viste le convincenti prestazioni, viene aggregato alla prima squadra con cui debutta nel maggio 2017, durante l’ultima partita di Bundesliga. La stagione successiva si conferma come centrocampista affidabile, trovando quindi molto spazio: sono ben 25,a fine anno, le presenze collezionate. Nel suo terzo anno allo Shalke ha la possibilità di esordire in Champions League, dove il 3 ottobre trova persino il suo primo goal nella massima competizione europea contro la Lokomotiv Mosca. Proprio in questa stagione Mckennie inizia a trovare una certa confidenza col goal, realizzandone ben 7 tra tutte le competizioni. La quarta stagione non è altro che la conferma dell’affidabilità di questo giocatore, il quale è uno dei migliori e più costanti per rendimento anche durante la grande crisi dello Shalke. L’americano però, durante questa annata, riesce persino a stabilire un particolare record con la sua nazionale (dove aveva esordito nel 2017): Weston è il giocatore ad aver realizzato la tripletta più veloce della storia della nazionale statunitense. L’11 ottobre 2019 infatti rifila al Cuba tre goal nell’arco di soli tredici minuti. Nell’estate 2020, invece, approda alla Juventus in prestito con diritto di riscatto destinato a diventare obbligo al realizzarsi di determinate condizioni. Fin qui il suo contributo alla causa è più che soddisfacente e, assieme a Chiesa, è probabilmente una delle note più liete dello scorso mercato. Mckennie è infatti un centrocampista che nasce come tipica mezz’ala (destra) in un 4-3-3 ma, vista poi la sua grande duttilità, è in grando di ricoprire praticamente qualsiasi ruolo in mezzo al campo, ad eccezione forse del regista basso. Arrivato a Torino con la fama di recupera palloni, ovvero del classico centrocampista tutta corsa e niente tecnica, ha invece dimostrato anche una discreta sensibilità nel trattare il pallone. Spesso impiegato da Pirlo largo a destra, nei due “mediani” o addirittura trequartista, ha sempre risposto presente fornendo grandi prestazioni. In questi primi suoi mesi ha certamente messo in luce le sue principali doti offensive, ovvero gli inserimenti e la capacità di attaccare la profondità con grande abilità. Non a caso, sono già 5 le reti segnate tra tutte le competizioni in stagione. Inoltre, pur non essendo altissimo (183 cm), è assolutamente in grado di farsi valere anche nel gioco areo, come dimostra il goal realizzato al Bologna su corner. Per questi motivi, gira voce che la Juventus sia intenzionata a riscattare Mckennie indipendentemente dal fatto che si realizzino le condizioni dell’obbligo di riscatto: questa è la speranza di tutti, perché effettivamente mancava un giocatore che portasse dinamismo, tecnica e inserimenti in mezzo al campo. Sarà compito di Paratici essere abile a risolvere la trattativa e fare in modo che rimanga ancora a lungo in bianconero. We have a dream

Simone Dall’Aglio

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