Spazio Liga

SpazioLiga: focus su Josè Luis Morales

El Comandante Morales

Chi è?

Josè Luis Morales Nogales è un veterano della Liga spagnola, bandiera del Levante da ormai dieci anni.

Soprannominato “El Comandante” per la sua esultanza e per il carisma che emana è una mezza punta/attaccante esterno.

Nasce il 23 luglio del 1987 nel barrio San Isidro, a Getafe, nell’hinterland madrileño.

San Isidro è ancora un quartiere popolare vecchia maniera. I ragazzini giocano per strada o nei parchi come ormai non si vede più, ed è per le strade che il giovane Josè Luis inizia a innamorarsi del pallone.

Entra giovanissimo in una squadra locale, l’ADC Brunete, in cui milita dal 92 al 2006, mentre si divide fra rettangolo verde, campo da futsal, ma sopratutto il tatami, dove pare essere un prospetto di livello.

Il cuore di a Morales però batte per il pallone e, sostenuto dalla famiglia, vuole tentare di fare della sua passione una professione, nonostante non sia facile emergere lontano dai riflettori, in periferia.

Cambio di casacca e Morales veste la maglia dell’AD Parla, club semiprofessionista che milita in Tercera División.

Nel 2010 arriva finalmente uno step in avanti, con la firma per il CF Fuenlabrada, club minore che fa la spola fra la Segunda B e la Tercera División.

A ventiquattro anni finalmente il destino bussa alla porta di Josè Luis, nelle vesti di Juan Luis Mora, storico cacciatore di talenti iberico. Quando l’osservatore nota Morales, la sua velocità, la tecnica e la leadership resta esterrefatto che nessuno a Madrid e dintorni si sia accorto di quel giocatore e organizza nel più breve tempo possibile la firma con il Levante.

Morales non ci riesce a credere, mette tremando la firma sul contratto che gli cambierà la vita e si trasferisce nella sua nuova casa: Valencia.

Non è più un giovanissimo Josè Luis e deve dimostrare con rapidità di essere un giocatore di valore. Gli viene data una opportunità con la squadra B, l’Atletico Levante, 38 presenze ed 8 reti gli valgono la prima grossa chance con una squadra professionistica.

Il Levante lo cede in prestito secco al piccolo Eibar, club basco che recentemente si è affacciato al grande calcio e militante in LaLiga2. Un anno ad Ipurua straordinario, coronato da una incredibile promozione che per la prima volta concede agli Armeros di militare in prima divisione. Morales è fra i protagonisti della splendida cavalcata. 3 reti e 5 assist, ma sopratutto tanta generosità ed un esempio di determinazione per tutti i compagni di squadra.

Oramai per Morales il dado è tratto, a ormai 27 anni finalmente coronerà il sogno di debuttare nella Liga.

Il Levante decide di puntare fortemente su di lui e Morales decide di sposare in tutto e per tutto la causa granotas.

Nonostante la retrocessione del 15/16, nonostante la corte di piazze più blasonate, Josè Luis si trasforma stagione dopo stagione in una bandiera del club valenciano, migliorando anno dopo anno come i grandi calciatori sanno fare.

Dalla stagione 17/18, quindi dai trent’anni in poi, ha sempre raggiunto la doppia cifra di gol realizzati, oltretutto con il vizietto di farli belli e anche pesanti, spesso fondamentali per la salvezza della squadra valenciana.

J.L. Morales esulta dopo il gol decisivo nella vittoria per 1-0 sul Real Madrid (23/02/2020)

In questa stagione sta giocando forse il suo miglior calcio grazie ad un impianto di gioco funzionale alle sue qualità e a quelle dei compagni, producendo ad oggi 11 reti e 3 assist in 24 gare, l’ultimo nella vittoria corsara a Madrid sul campo dell’Atletico capolista che ha portato il Levante ad un sorprendente ottavo posto.

Come gioca?

Morales è un calciatore dal background atipico. Karateka, giocatore di futsal e di strada, ma soprattutto è un calciatore sbocciato tardi.

Queste quattro caratteristiche su rivedono in parte nella sua maniera di stare in campo.

El Comandante generalmente opera come ala sinistra in un 4-4-2 molto aggressivo, dove agli esterni viene concessa molta libertà di attaccare lo spazio e la profondità.

Heatmap stagionale (Footdata)

Giocatore tecnico, abile con entrambi i piedi, dotato di dinamismo, energia e una certa garra, nonostante il ruolo e le qualità suggeriscano il contrario.

Risulta essere estremamente fastidioso per gli avversari grazie alla quantità di movimento senza palla che produce, sia in fase di non possesso che durante l’attacco, risultando mortifero nelle transizioni, sopratutto se accompagnato dal resto della banda terribile del Levante: De Frutos, Martì e Sergio León.

Tocchi per zona di campo (Footdata)

Umile, energico è dotato di carisma naturale, che uniti alla lunga militanza con i colori dei Granotas e alle reti che hanno costellato quello che è probabilmente il miglior momento della storia recente del club, lo hanno reso di fatto idolo e bandiera dello stadio Ciudad de Valencia.

Perché seguirlo?

Morales con l’inedita divisa bianconera del Levante.

La parabola umana di Josè Luis Morales è senza dubbio avvincente e particolare.

Volendo fare i melensi il suo successo ci insegna che il talento e l’impegno vengono sempre premiati, ma in realtà lo sono quando oltre a loro si presentano le opportunità e quando questo opportunità vengono colte e sfruttare al massimo.

El Comandante ha dovuto affrontare un cammino tortuoso verso la vetta del fútbol iberico e questo non è che un valore aggiunto ad un profilo tecnico di grande valore e qualità che ha deciso di rispondere alla fiducia con la gratitudine trasformandosi nella bandiera e nel simbolo del Levante.

Se amate le storie del calcio di provincia, le bandiere e gli uomini che si sanno legare ad una causa, El Comandante fa al caso vostro.

Stefano Follador

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