Tactical Point

ARMATE E CONDOTTIERI

2000 anni fa il grande condottiero Giulio Cesare, nella guerra civile contro Pompeo per il dominio su Roma, si ritrovò messo alle strette dal suo avversario che, mentre teneva le sue posizioni in Italia, stava radunando un potente esercito in Spagna.

Giulio Cesare invertì le sorti della guerra studiando una fulminea campagna in terra iberica per poi tornare subito in patria. A chi diceva fosse follia solo pensarlo, Cesare rispose: “vado a combattere un esercito senza generale, poi tornerò a combattere un generale senza esercito”. La storia ci insegna che ebbe la meglio, ma ci consegna anche un esempio su come sia fondamentale ragionare a tutto tondo per raggiungere la vittoria, invece di continuare a inseguire singoli momenti.

Questo per dire che, all’indomani della rotonda vittoria contro il Crotone ultimo in classifica, stride alquanto sentire dire che “abbiamo un super Ronaldo, ci pensa lui!” oppure “ma sì, dobbiamo dare palla a lui e il gol arriva”. Queste montagne russe dei tifosi juventini non fanno certo il bene della squadra, ma soprattutto non devono certamente trasferirsi all’interno dello spogliatoio di Vinovo. Ci sbaglieremo, ma anche ieri sera in molte azioni d’attacco si è percepita una certa sudditanza nei confronti di CR7: “dovere” andare a coinvolgere Cristiano in ogni capovolgimento di fronte, “dovere” guardare sempre prima i suoi movimenti spesso è deleterio per i tempi di gioco, con il risultato di sciupare le potenziali occasioni con una costanza quasi fastidiosa.

La serata torinese, oltre a riconsegnarci un Ronaldo capocannoniere e un Chiesa sempre pericoloso, ha messo in mostra un Alex Sandro nuovamente propositivo e soprattutto ha visto l’esordio in Serie A di Fagioli, altro prodotto della cantera bianconera che forse mai come in questo periodo può e deve trovare un utilizzo maggiore in prima squadra. Certo, i 20 minuti di ieri non possono certo valere una titolarità nei match di cartello, ma è importante vedere come il giovane Nicolò si sia calato nel ruolo di centrocampista con attenzione e propositività, dote essenziale per un reparto che senza Arthur difetta molto in fase di costruzione.

Sabato sera ci attende un’altra prova verità, contro un Verona sempre ostico e soprattutto senza entrambi i terzini destri (il giallo a Danilo gli costerà infatti la squalifica). Pertanto, aldilà di quali saranno le contromosse per ovviare alle assenze, già al Bentegodi sarà necessario avere una vera armata dietro al condottiero di Funchal, per proseguire il cammino in campionato #finoallafine

Livio Cantagallo

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