#RawDiamonds

#RawDiamonds: Florian Neuhaus

Nel variopinto panorama della pedata europea ci sono tante situazioni differenti.

Club prestigiosi, club danarosi, club dominanti, club ambiziosi, club seri e club storici.

Uno dei club che meglio abbraccia tutti questi aggettivi è ovviamente il gigante bavarese: il Bayern Monaco.

Da Marianplatze fino al Castello di Neuschwanstein e poi giù lungo tutta la Romanticatrasse, tutta la Baviera sfoggia con orgoglio i colori biancorossi dei campioni di Europa in carica.

In realtà non proprio tutta.

Esiste un piccolo puntino in questa marea di “Mia San Mia” che dice no, che resiste e si oppone con pochissimi mezzi e in maniera forse vana al dominio regionale del Bayern: il Monaco 1860.

Come novelli Asterix ed Obelix i tifosi del Leone Rampante resistono con tenacia all’egemonia dei biancorossi, ma purtroppo per loro le soddisfazioni in 3.Liga sono magre, rare e spesso bisogna farsi bastare ciò che arriva per vie traverse.

In questo senso Florian Neuhaus, nonostante la manciata di presenze in maglia celeste, è per forza di cose quanto di meglio sia accaduto alla società di Grunwalder Strasse da un po’ di tempo a questa parte. Il suo doppio rifiuto ai cugini, prima nelle giovanili, un po’ alla Jimmy Grimble, e poi durante l’ultimo calciomercato estivo, sono stati musica per le orecchie dei tifosi del 1860.

Tuttavia di una cosa possiamo essere certi, Florian Neuhaus non è solo un rifiuto al gigante teutonico, ma un calciatore di grande livello che merita tantissima attenzione, ora e nell’immediato futuro.

Biografia

Florian Christian Neuhaus nasce il 16 marzo 1997 a Landsberg am Lech, cittadina a una sessantina di kilometri da Monaco, concittadino di Julián Nagelsmann.

Inizia a correre dietro al pallone nel Vfl Kaifering, ma presto le cose cambieranno.

A dieci anni il grande calcio bussa alla porta di casa Neuhaus, il giovane Florian è conteso fra il Bayern e il Monaco 1860.

Incredibilmente, anche a fronte della fede paterna per il club dell’Allianz Arena, Florian sceglie di vestire i colori biancocelesti per la grande gioia dei tifosi del Leone Rampante.

In maglia 1860 Florian cresce, ma non desta particolare impressione o clamore, per lo meno fino al primo vero e proprio momento di successo, nel maggio 2016.

Va in scena la semifinale di andata della del German Youth League e il Monaco 1860 si affronta ad una delle versione più talentuose delle giovanili del Borussia Dortmund (Pulisic, Passlack, Bruun Larsen, Serra, Burnic). Al minuto 89 Neuhaus decide di prendersi la ribalta. Da pochi passi oltre metà campo scorge il portiere troppo avanzato. Calcio forte e palla telecomandata che si infila sotto la traversa. Rete meravigliosa, come l’esultanza di Florian che inizia ben prima della palla che entra in rete. Il problema però è che l’esultanza oltre a iniziare prima, non finisce neanche più. Il secondo giallo per eccesso di esultanza è una grossa ingenuità che gli fa saltare il ritorno in cui il BVB ribalterà la sconfitta patita in casa. Il fatto è uno spartiacque della carriera giovanile di Neuhaus.

Se la rete spettacolare lo mette al centro dell’attenzione, l’espulsione ne scuote e responsabilizza il carattere. Non verrà mai più espulso in carriera, diventando un calciatore freddo e giudizioso.

La stagione successiva Neuhaus viene promosso in prima squadra. I bianco celesti vivono l’ennesimo periodo complicato della loro esistenza; l’annata in 2.Bundesliga è tormentata ed infine chiusa con la retrocessione in terza divisione dopo lo spareggio contro lo Jahn Regensburg.

Neuhaus con la maglia del Monaco1860.

Nonostante ciò Florian riesce a ritagliarsi dello spazio, in un crescendo di prestazioni che culmina nell’illusoria rete del pari nell’andata dei playout a Ratisbona.

La retrocessione in 3.Liga è un brutto colpo a cui fa seguito una grave crisi societaria che obbliga il Monaco 1860 a ripartire dalla Regionalliga, va da se che buona parte dei contratti in essere della rosa vengono rescissi e i calciatori liberi di accasarsi altrove.

Il bavarese accetta la corte di una grande piazza storica della Bundesliga: il Borussia Moenchengladbach.

Nella Renania-Vestfalia c’è una tradizione di grandi centrocampisti notevole, Netzer e Matthaus sono cresciuti con la maglia dei Fohlen, salvo poi spiccare il volo verso altri lidi guadagnandosi un certo rancore fra i supporter del BMG, sopratutto nel caso dell’ex Inter.

Un solido contratto quinquennale e la fiducia della dirigenza sembra far iniziare l’avventura in bianconeroverde con i migliori auspici.

Lo staff tecnico si esprime in maniera lusinghiera sul nuovo acquisto, esaltandone le qualità a mezzo stampa. In effetti quando arriva la notizia del prestito secco al Fortuna Düsseldorf in molti restano stupiti dalla scelta, convinti che il ragazzo potrebbe aver trovato spazio ed opportunità anche a Moenchengladbach. Tuttavia, come spiegato successivamente dai protagonisti della vicenda, si tratta di una mossa programmata già al momento della firma per agevolare lo sviluppo del giovane centrocampista.

Neuhaus esulta dopo una rete alla Dynamo Dresda.

Neuhaus approda sulle rive del Reno con molte speranze ed aspettative e non le delude.

Si prende il numero 6 e quasi subito la titolarità e guida i biancorossi alla conquista di un campionato equilibrato e combattuto, vinto con tre lunghezze di vantaggio sul Norimberga. Florian contribuisce alla causa con sei reti e tre assist in 26 presenze, guidando il centrocampo con il piglio e la sicurezza di un veterano, nonostante i vent’anni.

L’anno successivo rientra alla base è il tecnico Hecking gli concede subito fiducia ed opportunità.

Nessuno però prevedeva che il ragazzo di Landsberg am Lech si prendesse le luci della ribalta da protagonista del frizzante gioco dei Fohlen.

32 presenze, 3 reti e 9 assist.

8 assist nelle prime 14 giornate, da mezzala sinistra nei tre di centrocampo con licenza da guastatore offensivo, libero di dialogare e scambiarsi con il terzetto Plea, Stindl e Hazard, protetto dalla diga umana Strobl.

Numeri e caratteristiche che fanno drizzare le orecchie a tutti in Europa, sopratutto perché uniti ad ottime prestazioni in un contesto competitivo e intrigante, che lo rendono uno degli elementi più promettenti del florido panorama calcistico germanico.

Allo stesso tempo però le ottime prestazioni nella prima stagione lo rendono il target per le contromosse degli avversari, che spesso ne soffocano il gioco per castrare la fase offensiva del Borussia MGB.

La prima metà del 19/20, sotto il nuovo tecnico Marco Rose, non è stata positiva sopratutto per questo. Neuhaus viene spesso costretto ad agire spalle alla porta, perdendo efficacia, freschezza e visione, ed in ultima analisi pure il posto da titolare.

Tuttavia la squadra non può fare a meno della sua qualità per molto tempo e Rose decide di cucirgli addosso un nuovo ruolo, per permettergli di poter agire fronte alla porta sebbene a una distanza maggiore. Una straordinaria rete da 40 metri contro il Mainz ne celebra il ritorno in campo dal primo minuto nella veste di pivote, non più mezzala di inserimento, ruolo che l’allenatore gli affida consegnando di fatto la stanza dei bottoni del Borussia al giovane Florian. Che prende fiducia e cresce gara dopo gara nella sua nuova veste.

Le statistiche non saranno quelle dell’anno precedente, 4 reti e 2 assist, ma la crescita del bavarese è esponenziale per personalità, versatilità e leadership.

Gioca a livello alto senza far distinguo di moduli o compagni di reparto e, a dispetto del finale di stagione turbolento, il Borussia Moenchengladbach riesce addirittura a migliorare il piazzamento dell’anno precedente, passando dal quinto al quarto posto.

Questa evoluzione tattica ha indubbiamente aperto le porte della nazionale maggiore a Neuhaus, che nelle veste di vice Kroos ha potuto debuttare il ottobre 2020 con la maglia della Mannschaft, segnando pure un gol al debutto contro la Turchia.

Neuhaus al debutto in nazionale contro la Turchia.

Ad oggi l’esperienza internazionale di Florian è di 3 presenze ed un gol con la nazionale maggiore, 17 gettoni ed una rete con la U21, con la quale ha conquistato la medaglia d’argento all’Europeo di categoria nel 2019 e 6 presenze con la nazionale giovanile U20.

La stagione in corso sta confermando quanto di buono visto nelle annate precedenti, con un repertorio completo ed una migliorata capacità di stare in campo da leader a prescindere da compiti e dai compagni di reparto, sapendosi adattare al contesto tattico richiesto e iniziando a limare alcune asperità del suo gioco.

Ad oggi Neuhaus ha collezionato 20 presenze condite da 4 gol e 4 assist, con una valutazione pari a 7.05 di media (dati SofaScore), dimostrando caratteristiche e qualità che fanno gola a molti.

Dopo aver rifiutato le avances di Flick durante la pausa estiva, a fine stagione probabilmente a Moenchengladbach ci sarà la fila per assicurarsi le prestazioni del ragazzo ed una chiacchierata clausola si dice da 40 milioni di euro lo renderà senza dubbio pezzo pregiato del mercato, sempre e quando voglia lasciare la Renania.

Caratteristiche tecniche

Florian Neuhaus nasce come centrocampista offensivo, numero dieci che sembrava ponersi come erede di Ozil nelle vesti di trequartista del movimento teutonico. Tuttavia la sua evoluzione tattica e il suo impiego nel club di appartenenza lo hanno portato ad arretrare il raggio d’azione prima a mezzala sinistra in un 4-3-3 estremamente camaleontico e dagli interpreti offensivi intercambiabili fra loro e poi in un classico centrocampista centrale di manovra in un 4-2-3-1 molto moderno e flessibile in grado di coprire ampie porzioni di campo.

Heatmap stagionale 2020/21 (Footdata)

In tutti questi ruoli ha saputo dimostrare qualità notevoli, sopratutto se rapportate all’età, dimostrando ancora una volta come la scuola calcistica tedesca tenda a premiare e incentivare la genesi di calciatori pensanti, abili ad interpretare diversi contesti tattici e a calarsi negli stessi con efficacia, senza mai trasformarsi in meri esecutori dei compiti assegnati.

Fisicamente parliamo di un ragazzo longilineo, non estremamente muscolare, ma dalla stazza e dalla statura (183 centimetri) sufficienti per non temere i duelli più ruvidi. Dotato di buona mobilità nello stretto, con piedi rapidi e reattivi, stupisce nell’allungo, tanto con palla al piede che senza, per la velocità e la postura sempre elegante ed in apparente controllo del corpo e della sfera.

In effetti Neuhaus non spicca per fisicità, piuttosto per lo straordinario uso del corpo come scudo a protezione della palla che lo rende estremamente abile alla ora di destreggiarsi in spazi stretti ed evadere la pressione avversaria.

Un’azione che spesso ha proposto negli ultimi tempi, quanto utilizzato da regista basso, è la ricezione con immediato giro dorsale a “tagliare fuori” l’avversario, con le lunghe leve e la qualità tecnica che fanno il resto.

La capacità di eludere il primo pressing e risalire il campo rapidamente è uno dei tratti più interessanti del gioco di Neuhaus che interpreta la gestione del possesso palla quasi da point guard cestistica.

Ama essere coinvolto, toccare molti palloni ed essere chiamato in causa spesso dai compagni, crescendo nel rendimento quanto più si sente centrale nel disegno tattico della squadra tanto che non è strano vederlo scendere anche a livello dei difensori per iniziare ad impostare l’azione, a dispetto di una genesi da erede dì Kakà in salsa teutonica.

Caratteristiche che ci dipingono un profilo di ragazzo smaliziato, senza problemi a gestire la pressione, anzi, ma anche la personalità di un protagonista, difficilmente adattabile ad un ruolo da comprimario.

Tecnicamente parliamo di un ragazzo di piede destro dotato, abile con la palla con entrambi i piedi. Non si tratta di un giocoliere, ma resta un calciatore tecnicamente solido, molto teutonico per efficenza e utilità dei tocchi e dei gesti tecnici.

Controllo di palla molto pulito e con l’ottimo vizio di avere un controllo orientato molto pratico, in grado di garantirgli un pizzico di tempo e spazio in più per gestire l’azione.

Conduce molto bene la sfera, proteggendosi bene dai contrasti, gestendo la sfera con calma, eleganza e fantasia degna dei grandi califfi del centrocampo.

Range di passaggio ampissimo, arsenale da distributore di gioco vario e completo. Gioca indifferentemente sul corto e sul lungo, cercando con frequenza la verticalità e sopratutto dimostrando un talento innato per pescare l’uomo libero, sopratutto con i traccianti fra le linee che scombussolano spesso le difese avversarie.

Se con il passaggio ama cercare soluzioni ardite e complesse, e che spesso gli riescono, per quanto concerne il dribbling tende a prediligere la semplicità e la linearità, giocando tutto sulla rapidità di passo ed un buon movimento di “esitazione” utile a cogliere fuori equilibrio l’avversario.

Giocatore estremamente associativo, ama gli scambi veloci e sopratutto gli 1-2 negli spazi stretti per aprire la difesa.

D’altro canto pur se dotato di un buon tiro da fuori, non è propriamente un cecchino di fronte alla porta avversaria peccando di lucidità e freddezza e deve migliorare questo fondamentale per poter mettere qualche rete in più in cascina, sopratutto nel caso in cui torni ad essere impiegato stabilmente da mezzala.

In fase di non possesso non è uno specialista, ma è in grado di applicare una fase di pressing molto intelligente ed astuto, recuperando spesso la palla grazie ad un buon tempismo e alla capacità di leggere gli errori degli avversari in fase di controllo o gestione della palla.

Resta molto accorto in fase di contrasto, difficilmente affondando in maniera scriteriata il tackle, ma questo atteggiamento molto prudente lo rende talvolta troppo leggero e timoroso.

Aiuta con alacrità i compagni, portando con successo il raddoppio dal lato cieco del portatore di palla, propiziando con buona frequenza palle perse da parte degli attaccanti avversari.

Evoluzione

Florian Neuhaus nasce da progetto di numero dieci, ma negli anni ha saputo evolvere ed adattarsi a diverse situazioni ambientali, tattiche e a un discreto numero di compagni, riuscendo sempre a calarsi nella parte richiesta con piglio personale e caratteristico.

Da buon figlio della Germania ha saputo gestire la sua crescita in maniera concreta e pragmatica, passando da regista basso a mezzala o numero 10 senza fossilizzarsi e, cosa più importante, senza mai fare passi indietro per quanto concerne il livello delle prestazioni offerte.

Etichettato prima come nuovo Ozil, poi come il Kakà bavarese ora pare essere in lista per l’eredità di Toni Kroos, ma personalmente mi pare chiaro che siamo davanti ad un gran bel progetto di calciatore, meritevole di essere considerato se stesso prima che una replica di altri.

Tocchi per area (Footdata)

Neuhaus è un ottimo giocatore, nel giro della nazionale ed in grado di scendere in campo ad alto livello in più slot del centrocampo, con compiti diversi. È forte e lo sa, questo probabilmente è il suo limite maggiore, visto che talvolta tende a specchiarsi nel proprio talento, giochicchiando, anziché essere più aggressivo e pratico nelle scelte.

Sebbene Florian si stia dimostrando un maestro nel gestire i tempi di gioco, deve crescere nel comprendere che non sempre la soluzione complessa è la migliore, ma che talvolta la strada più battuta risulta anche la più efficace.

Neuhaus elude il pressing del RB Lipsia.

Questi due appunti, uniti a una maggiore freddezza davanti alla porta avversaria, sono gli step che dovrà fare Neuhaus per completare il suo meraviglioso percorso di crescita che lo potrebbe portare molto presto ad avere in mano le chiavi del centrocampo della nazionale tedesca e con tutta probabilità di un top club europeo.

Vestito in bianconero

Generalmente sono piuttosto cauto quando si tratta di valutare come potrebbe impattare un calciatore dopo il salto in una big, ma nell’ipotesi di Neuhaus in bianconero mi sento di non trattenermi ed esprimere un parere estremamente favorevole.

Partiamo dall’aspetto economico della faccenda. Si dice che Neuhaus sia vincolato ad una clausola rescissoria pari a 40 milioni di euro, non pochi, ma nemmeno troppo considerando il calciatore, giovane, integro e di sicuro talento.

La clausola potrebbe essere soddisfatta dal presidente Agnelli, ma la vera difficoltà sarà cercare di battere la guerra di offerte che si sta preparando per il bavarese, a partire da Monaco, passando per Parigi.

Si avvicinano al ragazzo club come il Liverpool, in cerca di un sostituto per Winjaldum e con Klopp che apprezza molto Neuhaus, ma anche a Milano, entrambe le sponde, e a Madrid c’è chi ne tiene d’occhio i movimenti.

Anche la Juventus, secondo i ben informati, si è iscritta al club degli ammiratori del numero 32 dei Fohlen e la cosa non può farmi che piacere.

Esultanza di Neuhaus.

Calato nella nostra realtà Florian potrebbe ben adattarsi al ruolo di falso esterno sinistro/trequartista, slot ora teoricamente ad appannaggio di Ramsey, garantendo una maggiore freschezza atletica, dinamismo e velocità rispetto al gallese.

Qualora venisse impiegato invece nel ruolo di “pivote”, anche a fianco di Arthur potrebbe risultare un upgrade rispetto a Bentancur, grazie ad una maggiore visione di gioco e propensione ad offendere.

Probabilmente il numero 32 del BMG ad oggi non possiede quel carisma da trascinatore emotivo che manca al nostro reparto di mezzo, ma resta senza dubbio un calciatore dalla personalità spiccata, non certo uno che si lascia trascinare dagli eventi, carattere che stiamo notando latitare nella nostra rosa.

Oltretutto la scuola tedesca pare sposarsi bene con le tipologia di calcio che lo staff tecnico bianconero sta cercando di implementare, con alterne fortune, in questi mesi, rendendo meno traumatico il passaggio ad una nuova realtà, McKennie docet.

La età verde, le caratteristiche tecniche e il costo ancora abbordabile lo rendono un profilo molto interessante da tenere presente nel caso in cui a Torino si decida di ultimare la rivoluzione iniziata la scorsa estate, rinnovando in buona parte la rosa attuale.

Conclusione

La sfera di cristallo non è un artefatto in mio possesso, ma mi stupirei se nei prossimi anni non dovessi vedere Florian Neuhaus stabilmente in campo con la maglia di un club che punta ogni anno almeno ai quarti di Champions League.

È un centrocampista completo, tecnico, moderno e di personalità, che ha dimostrato di essere in grado di elevare il livello di gioco anno dopo anno, riuscendosi ad adattare a nuovi contesti tattici e moduli.

Qualora ce ne fosse l’occasione non ci penserei due volte prima di portarlo a Torino, la sua aggiunta potrebbe risolvere non tutti, ma di sicuro qualcuno degli atavici problemi che la nostra rosa si porta dietro da almeno un triennio.

Stefano Follador

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