Tactical Point

UNA RISATA CI SEPPELLIRÀ

Il giorno dopo la (non) prestazione di Oporto, può sembrare esercizio pleonastico e fine a se stesso trovare magagne tattiche e/o di strategia di gioco. Quando prepari per giorni la partita in un certo modo, pensando di lavorare ai fianchi il tuo avversario fino a stordirlo, e invece alla prima azione hai la guardia talmente bassa da prenderti un diretto d’incontro in piena faccia.. è dura oltremodo.

Ma perché si è giunti a vedere continuamente questa fastidiosa tendenza all’approccio molle, svagato e superficiale da parte della Juventus? Dal punto di vista pratico, proporre un certo tipo di gioco quando ti mancano contemporaneamente i migliori (se non unici) attori adatti allo scopo è esercizio sfiancante. Se non hai i vari Bonucci, Cuadrado, Arthur e Dybala, ovvero i giocatori che danno del tu al pallone in ogni zona del campo, la qualità del gioco fatalmente si abbassa fino a contare 4 (dicesi quattro) lanci sulle fasce completamente sbagliati e mandati in fallo laterale, una cosa impensabile agli ottavi di Champions League.

Ma soprattutto, ciò che veramente infastidisce è vedere come questa squadra stia affrontando con superficialità e noncuranza appuntamenti che sono il fulcro della stagione. Il tifoso bianconero ricorda con nostalgia la Champions 1995/96: forse non ricorda però che quel gruppo aveva un gran numero di esordienti nella competizione  (i vari Peruzzi, Conte, Torricelli, Di Livio, Porrini, lo stesso Del Piero) i quali sopperivano all’inesperienza con una voglia e uno spirito di sacrificio enormi, capaci così di sopperire all’inferiorità tecnica e all’organizzazione di gioco degli squadroni dell’epoca, come Real Madrid e i detentori dell’Ajax.

Ieri sera invece abbiamo visto fin dal riscaldamento le ennesime immagini di volti sorridenti, rilassati, noncuranti tipici delle scampagnate fuori porta. Uno Szczesny faccia da sfinge nel disastro del primo gol (mai dare la palla a un compagno pressato di spalle!) un Bentancur che passa no-look nella propria area (persino nel calcetto degli amici è out!) ed ecco che giorni di tattiche e strategie evaporano. Capita? Sì, può capitare, ma a maggior ragione è inaccettabile il rientro della ripresa, dove sette giocatori schierati fanno le belle statuine nella prima azione.

Ciò che lascia una speranza in vista del ritorno, oltre al gol di Chiesa, è aver visto come negli ultimi 20 minuti una squadra più “in bolla” grazie all’entrata di Morata e Ramsey sia giunta quasi a un immeritato pareggio (qualcuno poi spieghi come sia possibile non dare quel rigore in epoca VAR). Se 20 minuti hanno prodotto un gol, vari tiri e un fallo da rigore, la speranza è che il ritorno allo Stadium veda una produzione simile. Ma, a scanso di equivoci, questo sarà possibile solo se finalmente vedremo una squadra lottare e giocare assieme dall’inizio #finoallafine

Livio Cantagallo

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