#RawDiamonds

#RawDiamonds: Nikolai Baden Frederiksen

Frederiksen con Yeboah ed un compagno dopo la doppietta al LASK Linz.

Una delle cose che amo di più del mondo del calcio è la possibilità che ha questo sport di unire con le sue storie latitudini e culture, creando dei fili narrativi spesso ben oltre le capacità degli scrittori più fantasiosi.

Immaginare un ragazzo danese con un nome adatto ad un romanzo di Dostoejevskij, cresciuto nella città di Hans Christian Andersen, trasferitosi giovanissimo in terra sabauda per poi trasferirsi a cercare fortuna in Tirolo a Wattens, terra degli Swarovski.

Una storia che pare appartenere ad un mondo post napoleonico, ma che invece si svolge proprio in questi mesi ed ha per protagonista un ragazzo con un passato nella nostra primavera attualmente in prestito presso la società amica WSG Swarovski Tirol: Nikolai Baden Frederiksen.

Biografia

Nikolai Baden Frederiksen nasce il 18 maggio 2000 ad Odense. Come tutti i bambini si innamora prestissimo del gioco del calcio, così come il fratello maggiore Christian, anch’egli giovane calciatore che però ha lasciato il calcio dopo qualche trascorso fra Naesby BK ed OB.

Entra praticamente da subito nel settore giovanile del Naesby BK, squadra locale che milita attualmente nella terza serie danese, seguendo proprio il fratello Mathias.

In maglia azzurra il giovane Nikolai risveglia interesse a livelli molto alti, viene infatti invitato dal Liverpool per disputare un provino/amichevole con la maglia dei Reds, affrontando il Wigan nella categoria U16. È il dicembre del 2014.

Il provino fu positivo, ma purtroppo il giovane Frederiksen non troverà l’accordo con il club inglese, sopratutto per le difficoltà legate ad un trasferimento all’estero a soli 14 anni.

Nell’estate successiva però ormai è chiaro che Nikolai ha bisogno di crescere in un contesto di livello maggiore, anche se non c’è la volontà di lasciare la Danimarca in questo momento.

La scelta di “Futte”, soprannome del ragazzo, ricade sul FC Nordsjælland. Il club di Farum è una società particolare, non solo per il logo con la tigre, ma sopratutto per l’impostazione societaria fortemente votata alla valorizzazione dei giovani ed allo scouting.

Nell’Hovestadten il club danese lavora alacremente tanto sul talento autoctono, quanto sulla ricerca a tappeto di profili validi in Africa occidentale, con particolare attenzione alle zone rurali del Ghana. Ovviamente si tratta di attività di scouting, ma il progetto ha il fine ultimo e più importante di creare una rete di scuole calcio dove i ragazzini locali possano formarsi sopratutto a livello accademico oltre che sportivo.

L’afflusso di talenti dal continente africano ha giovato al vivaio delle Tigrene, tanto direttamente quanto indirettamente stimolando la crescita di ragazzi come Nikolai Baden Frederiksen, Mikkel Damsgaard, Andreas Skov-Olsen, Victor Nelson, Emre Mor e Mads Pedersen.

L’ambiente di Farum è positivo, stimolante e le occasioni, dopo un paio di stagioni nelle giovanili, non mancano sopratutto dopo una stagione 16/17 da 7 reti in 19 presenze nella U19 Boys League.

Il club non si fa remore a scendere in campo con undici dall’età media bassissima, anche 22 anni, e non teme certo di dare spazio ed occasioni a un talentino del livello di Nikolai.

Nell’estate 2017, dopo aver firmato un triennale, viene aggregato alla prima squadra del FC Nordsjælland.

Baden Frederiksen con la maglia delle Tigrene.

Il debutto in SuperLiga avviene il 14 ottobre 2017. Frederiksen scende in campo al minuto 84 e soli 120 secondi dopo mette la sua firma sul match, poi vinto per 3-2 sul Randers FC.

La rete è uno splendido sinistro sotto la traversa dopo un buon attacco alla profondità che ha permesso a Mikkel Rygaard di dargli una bella palla sulla corsa.

Nel proseguo della stagione arriveranno altre due reti per Frederiksen in circa 164 minuti, una marcatura ogni 55 minuti scarsi. Non un brutto score per un neo maggiorenne, considerando che nel frattempo continua ad esibirsi con la squadra riserve (7 presenze, 5 reti ed un assist) che con l’U19 (10 presenze e 4 gol). Numeri interessanti che attirano l’attenzione di molti, selezionatori giovanili compresi.

Baden Frederiksen inizia a frequentare gli ambienti delle nazionali giovanili a partire dal 2015, quando esordisce con l’U16 (7 presenze, 1 rete), per poi scalare di livello anno dopo anno. Con l’U17 lo score migliore con 6 reti in 9 gare, 5 presenze e 2 reti con l’U18 ed infine 6 presenze e 2 gol con l’U19.

Il 18 agosto 2018 la carriera di Nikolai cambia nuovamente. Dopo alcuni avvicinamenti da parte di diversi club europei a far saltare il banco è Fabio Paratici che decide di investire 2 milioni di euro sul talentuoso danese.

Frederiksen dopo tre anni a Forum prepara armi e bagagli e sbarca a Torino, sua nuova casa.

Nikolai in maglia bianconera (2019/20)

L’impatto con la realtà sabauda è estremamente positivo e l’entusiasmo del ragazzo di Odense traspare dai social e da una serie di docu-interviste presenti su YouTube, allenarsi con campioni del calibro di CR7, Chiellini, Bonucci, Barzagli, Dybala, Mandzukic, Higuain e via dicendo è un grande stimolo per Nikolai anche se il danese andrà a rimpolpare i ranghi della Primavera.

Il periodo di adattamento con la squadra giovanile bianconera è caratterizzato da strappi ed una certa incostanza. La stagione 18/19 si chiude con 4 gol in 13 presenze in campionato, mente in Youth League Nikolai mette a segno un gol in 5 gare.

Nella stagione scorsa viene promosso nella Juventus B, disputando il campionato di Serie C (8 presenze, ma solo 200 minuti), la Coppa Italia di categoria dove mette a segno una rete in tre presenze, contribuendo alla conquista del trofeo, primo alloro in carriera.

Tuttavia lo spazio in bianconero non è sicuramente sufficiente per lo sviluppo del ragazzo che infatti di comune accordo con la dirigenza torinese viene girato in prestito al Fortuna Sittard. Con la compagine olandese l’approccio è positivo, tre gol in tre presenze con la formazione riserve per prendere confidenza con l’ambiente e poi due spezzoni di gara che fanno presagire un impegno discreto in Eredivisie.

Purtroppo sul mondo si abbatte il COVID-19 e il campionato olandese viene sospeso quasi subito, con il danese che ritorna alla base torinese senza poter scendere più in campo con la squadra dei Paesi Bassi.

Con la nuova stagione la Juventus cerca una destinazione adatta al talento ex Nordsjælland, cercando nell’enorme rete di contatti bianconera una situazione tecnica adeguata e funzionale alla crescita del ragazzo.

Il club su cui convergono le idee di Juventus e calciatore è il WSG Swarovski Tirol, una compagine recentemente promossa nella Bundesliga austriaca, con uno storico accordo di collaborazione con il club bianconero.

Le motivazioni dietro questa scelta sono molteplici. Il WSG è senza dubbio una delle cenerentole, se non LA cenerentola della massima serie austriaca, per molto principale candidata alla retrocessione a causa di una rosa apparentemente debole. Questo risulta in una maggiore facilità per Frederiksen di conquistarsi spazio e minuti, vista la qualità dei concorrenti non eccelsa.

In secondo luogo il club tirolese, nonostante una storia piuttosto travagliata, è sotto l’ala protettrice della nota azienda di cristalli, indice di stabilità societaria, economica e di programmazione serie ed avveduta che si traduce in un ambiente professionalmente valido e ben strutturato.

Frederiksen mentre supera un difensore del Flyeralarm Admira.

Infine una considerazione tecnica sul tipo di calcio generalmente praticato nell’ “altra” Bundesliga. Il campionato austriaco resta per molti aspetti una competizione di seconda fascia, ma nell’ultimo decennio, trascinato anche dal fenomeno RedBull, sono stati fatti grossi passi in avanti dal punto di vista della qualità degli interpreti e del gioco.

La scuola austriaca inoltre subisce senza dubbio l’influenza dell’ingombrante vicino tedesco, producendo uno stile di calcio molto vicino a quello teutonico, caratterizzato da ritmi alti, una certa libertà tattica e spazi da aggredire in profondità da parte dei giocatori offensivi.

Insomma il WSG Swarovski Tirol sembra il contesto adatto per lo sviluppo di Nikolai che intraprende la nuova avventura d’oltralpe con rinnovato entusiasmo e ambizione.

L’inizio non è però semplice. Dopo una rete alla seconda giornata contro il LASK Linz che vale il primo punto stagionale, Nikolai fatica ad inserirsi nel gioco dei tirolesi.

Tutto cambia dopo il sonoro 5-0 rifilato al WSG dal RedBull Salzburg che probabilmente funge da scossa sia per il danese che per tutta la squadra.

La squadra degli Swarovski inizia a macinare gioco e vittorie, guidata dalle prestazioni maiuscole del danese entrato in sintonia quasi mistica con il compagno di reparto Yeboah, nipote di quel Yeboah già stella della nazionale ghanese e della Bundesliga.

Alla ripresa del campionato dopo la sosta invernale Nikolai Frederiksen sfoggia una forma straordinaria: 4 reti e 3 assist nelle ultime tre gare, andando a strappare punti su campi complicati come quello dell’Austria Wien o del LASK Linz.

Il tutto si traduce in una classifica da parte del WSG Swarovski Tirol completamente diversa da quanto immaginato a inizio anno. I tirolesi sono in piena corsa per un posto nella poule scudetto e con un posto nelle coppe europee alla portata, situazione ben diversa dalle previsioni di inizio anno che davano il club come destinato ad una retrocessione quasi certa.

Ad oggi Frederiksen può sfoggiare un record di 8 reti e 2 assist in 14 presenze, migliore del club per reti, frequenza di contribuzione, tiri in porta per gara, media voto e rigori conquistati.

Si tratta senza dubbio della rivelazione del torneo e sebbene siamo ancora a metà stagione sono in molti esperti di calcio austriaco a dare il merito a Nikolai Baden Frederiksen della stagione sorprendente della squadra tirolese.

Caratteristiche tecniche

Nikolai Baden Frederiksen è un calciatore difficilmente identificabile in uno slot di ruolo.

In passato alla Juventus si è disimpegnato come esterno di centrocampo e anche nella sua esperienza tirolese sulla carta viene schierato sovente come esterno nel 4-4-2.

In realtà però in campo si comporta molto più come una seconda punta cercando spesso la profondità e gravitando alle spalle del centravanti e le migliori gare del danese sono arrivate quando ha potuto avvicinarsi all’area avversaria, dove ha potuto sfruttare al meglio il suo arsenale tecnico e la sua sagacia tattica.

Heatmap di Baden Frederiksen (Footdata)

Ama svariate su tutto il fronte d’attacco e si adatta a diverse posizioni, ma il meglio lo da nei panni di 9 e 1/2, con la libertà di interpretare in maniera personale i ritmi e gli spazi dell’ attacco.

Zone di azione (Footdata)

180 centimetri, fisico normolineo, che nell’ultimo anno ha assunto sembianze meno adolescenziali è più mature dal punto di vista muscolare.

Non è un super atleta, ma si difende sopratutto grazie ad una buona comprensione del gioco e senso della posizione che gli conferiscono quel mezzo passo di vantaggio sulla difesa spesso decisivo tanto in zona gol che nella conquista di falli a favore, tratto caratteristico del suo gioco.

Sta crescendo in fondamentali come la difesa della palla e l’utilizzo del corpo spalle alla porta. Tecnicamente parliamo di un mancino molto educato, dal tocco preciso e sensibile, sopratutto nello stretto e nel dribbling.

Il destro non è al livello del piede forte, ma resta di discreta qualità.

Discreto passatore, non è però un costruttore di gioco raffinato, sopratutto lontano dall’area avversaria, visto che preferisce soluzioni dirette che prevedano o la ricerca della profondità per i compagni o la conduzione palla al piede, di buon livello.

Il pezzo forte del repertorio è rappresentato senza dubbio dalla conclusione a rete. La capacità di calcio di Nikolai è di alto livello, potente, preciso, efficace sia nelle conclusioni di potenza che quando ricerca la precisione, con un range di azione molto ampio.

Nikolai è fra gli U21 più freddi. (Football Osservatory)

Veloce nella coordinazione e estremamente astuto nei movimenti senza palla Frederiksen si sta riscoprendo un’ottima esemplare di “fox in the box”. Non è un peso massimo, non ha la strapotenza fisica di altri attaccanti, ma capisce bene il gioco e ha sviluppato un’intesa speciale con i compagni di reparto che lo sta aiutando a collezionare prestazioni più che positive una dopo l’altra.

Sorprendentemente aggressivo nel pressing, sa recuperare palla andando in contrasto in modo deciso sui difensori avversari, tanto direttamente che sorprendendoli alle spalle.

Il tutto condito da una spiccata eleganza squisitamente nordica, che riporta indietro ai tempi dei fratelli Laudrup, senza ovviamente lasciarci andare a paragoni irriverenti.

Evoluzione

Sei mesi a ottimo livello nel campionato austriaco sono relativamente poco per poter esprimere giudizi, come diceva un antico adagio yiddish: “Due volte al giorno anche un orologio rotto segna l’ora giusta.”

WSG Swarovski Tirol – Sigma Omuluc.

Tuttavia le persone ed i calciatori sono quanto più lontano dagli orologi e questi primi mesi in maglia Swarovski ci stanno consegnando un calciatore cresciuto e migliorato sotto molteplici aspetti.

Innanzitutto in Austria sta risultando evidente come la sua posizione migliore sia più vicina alla porta calandosi alla perfezione nel ruolo di attaccante, nel senso più ampio del termine, come seconda punta o come elemento di un tridente.

Questa duttilità tattica, unita a buona tecnica, ottimi movimenti senza palla e ad una capacità di finalizzazione di buon livello lo rendono già ad oggi un elemento in grado di risultare importante per buona parte delle compagini militanti nei campionati fuori dalla top 5 europea.

Inutile dire che dopo questo exploit la parte difficile sarà dare continuità alle prestazioni, sopratutto se Nikolai andasse a mettersi alla prova ad un livello più alto.

Se conferma attaccante e finalizzatore sembra essere sulla buona strada, deve lavorare ancora molto su tutto il resto, sopratutto sulla capacità di dialogo con i compagni e di costruzione di gioco, elementi imprescindibili per ottenere dei risultati positivi ad alto livello.

Vestito in bianconero

Il Baden Frederiksen visto in bianconero non è certo lo stesso che sta impressionando con la maglia del WSG Swarovski Tirol.

Esultanza dopo una rete.

Rispetto all’annata con la Primavera e al semestre con la U23 oggi Nikolai è un calciatore ben più maturo, fisicamente, ma sopratutto nella maniera di stare in campo e nella percezione delle sue qualità.

Da esterno di centrocampo un po’ lezioso e leggero, si è trasformato in una seconda punta di grande efficacia, molto meno avvezza a perdersi in fronzoli ed arabeschi e che va dritta al sodo sul rettangolo verde.

Rispondere alla domanda se sia un calciatore che potrà avere un impatto in bianconero resta complesso.

Sicuramente una ulteriore stagione in prestito, magari in una situazione maggiormente provante che me Bundesliga austriaca potrebbe dare d indicazioni importanti sul futuro del ragazzo di Odense.

Vestire la maglia bianconera è un obiettivo estremamente ambizioso, ma il fatto che la dirigenza a suo tempo abbia investito per prelevarlo dalla Danimarca ci indica che lo staff bianconero crede nelle qualità di Nikolai, se non come futuro calciatore della Juventus, per lo meno come investimento per il futuro dal quale andare a ricavare una importante plusvalenza.

Conclusione

La buona notizia è che un ragazzo partito da Torino ad agosto essendo un progetto di calciatore si sta trasformando in una realtà interessante e questo è un successo da qualunque punto di vista lo si guardi.

Forse Frederiksen non ha il guizzo, la fisicità o l’atletismo che sembrano fondamentali nel calcio moderno ad altissimo livello, ma di certo il nostro danesino sa dare del tu al pallone.

Nel calcio di qualche lustro fa, con i ritmi più compassati, con più spazi e tempi per lasciar respirare i piedi educati non avrei avuto dubbio alcuni sulle possibilità di questo ragazzo di grande eleganza tecnica e compostezza, purtroppo o per fortuna i tempi ed il calcio mutano e con loro le qualità richieste per essere parte di questo pazzo universo.

Sono però pronto e felice di rimangiarmi queste parole e spero veramente che il nostro Nikolai riesca a ribaltare questo mio pronostico come sta ribaltando le previsioni fatte a inizio anno per il WSG Swarovski Tirol.

Dopo tutto anche se anziché essere un diamante sei un cristallo Swarovski puoi comunque brillare in maniera splendida.

Stefano Follador

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