Spazio Liga

SpazioLiga: focus su Sergio Canales

Canales nella prima stagione in maglia Betis

Chi è?

Sergio Canales Madrazo nasce a Santander il 16 febbraio 1991.

Prodigio della vivaio cantabrico viene da più parti segnalato come il futuro 10 della selezione spagnola, con un futuro da più parti definito strabiliante.

Con il Racing Santander compie tutta la trafila delle giovanili dai 10 ai 17 anni quando debutta con la maglia dei Racinguistas in Coppa UEFA il 18 settembre 2008, nella vittoria per 1-0 sui finlandesi dell’Honka FC.

Sergio Canales con la maglia del Racing Santander (stagione 09/10)

Nella stagione 08/09 Canales vede il campo per sei volte nella Liga, ma l’esplosione vera e propria avviene nel campionato successivo dove a poco più di 18 anni registra 6 reti e 4 assist in 26 gare, richiamando le attenzioni di mezza Europa su di lui.

A spuntarla è la corte del Real Madrid che stacca un “chèque” da sei milioni di euro per portare Sergio a vestire la camiseta blanca.

Mourinho stima molto il ragazzo di Santander, ma lo spazio è molto poco per lui al Real, chiuso da gente del calibro di Kakà, Ozil, Di Maria e da buoni gregari come Pedro Leon e Esteban Granero. Dopo una prima stagione in cui assaggia il Santiago Bernabéu attirandosi le simpatie di una leggenda blanca come Gento, pur giocando poco.

Nell’annata successiva viene mandato in prestito a Valencia dove però dopo un buon inizio incappa in una rottura totale dei legamenti crociati il 23 ottobre 2001, a cui farà seguito una tremenda ricaduta nel mese di aprile, il 27, in una gara di Coppa UEFA. Questi due infortuni sembrano mettere in grave pericolo la continuità di Canales ad alto livello, ma il Valencia investe comunque 7,5 milioni di euro per acquisirne il cartellino.

Seguiranno due stagioni di alti e bassi, con il centrocampista che non arriverà mai a rendere quanto auspicato per fattori ambientali, tecnici e fisici.

Senza troppi rimpianti “Los Che” accettano la proposta della Real Sociedad e il 31 gennaio 2014 cedendolo ai Txuri-urdin per 3,5 milioni di euro più bonus.

In terra basca dopo una stagione interlocutoria sotto la guida di Moyes trova stabilità di utilizzo e minuti sotto la guida di Eusebio Sacristán. Purtroppo per Canales però la malasorte sembra averlo preso di mira e arriva la terza rottura dei legamenti crociati, stavolta al ginocchio sinistro. Sono altri sei mesi di calvario, ma al rientro nella stagione successiva Canales si ritrova subito, dimostrandosi un centrocampista maturo ed intelligente. 4 gol e 5 assist in 36 presenze non sono sufficienti per guadagnarsi la conferma a San Sebastian e Sergio Canales viene lasciato andare in scadenza di contratto.

Ad approfittarne è il Betis Sevilla, bramoso di recuperare la supremazia cittadina dopo qualche anno opaco. Il binomio con Quique Setien è vincente. Sergio Canales nella splendida città andalusa recupera la sua forma migliore e si esprime nella versione migliore di se stesso, conquistando un posto di leader tecnico ed emotivo dei biancoverdi.

Anche nella pessima stagione passata, nonostante le incertezze tecniche Canales riesce a tenere la barra dritta e a portare i verdolagas ad una complessa salvezza.

Nell’annata in corso il cantabrico si sta affermando come un top player, in grado di abbinare fosforo, gol e qualità tecniche, diventando de facto il secondo in comando del tecnico Pellegrini. Ad oggi in 19 presenze Canales ha messo a segno 9 reti e 4 assist, giocando probabilmente il miglior calcio della sua carriera.

Nonostante le tre rotture dei legamenti il ragazzo di Santander non si è mai arreso ed è ad oggi uno dei candidati a far parte delle Furie Rosse per la prossima Eurocopa.

8 presenze ed 1 rete con la nazionale maggiore.

Come gioca?

Sergio Canales nasce come centrocampista centrale, ma nel corso degli anni ha saputo agire sia come esterno sinistro a piede invertito che come trequartista, calandosi in maniera naturale in ogni posizione grazie ad un notevole quoziente intellettivo calcistico e ad una tecnica di alto livello.

Heatmap a cura di Footdata.com

Al Betis quest’anno sta giocando tanto da trequartista che da “pivote” agendo prevalente sul centrosinistra, a differenza dell’esperienza con Quique Setien dove veniva posizionato sulla destra nel duo di centrocampo.

Fisicamente non è certamente un colosso, 176 centimetri per 65 kg, ma la sua funzione non è certo quella del mastino, ma piuttosto del direttore d’orchestra.

Regista raffinato, costruttore di gioco attento e capace, dotato di una tecnica di prim’ordine e di fantasia che lo rendono un pericoloso in una buona varietà di situazioni per gli avversari, sia indirettamente con assist e passaggi chiave, sia direttamente grazie ad un ottimo destro da fuori.

Canales esulta dopo la rete al Mestalla nella vittoria per 0-2 del Betis

Negli anni passati peccava di incostanza e tendeva ad assentarsi durante le gare, sopratutto evitando il gioco quando troppo fisico, forse per un inconscia paura di andare incontro a lesioni, vista la pessima storia clinica. Nell’ultimo triennio in maglia Betis invece ha saputo crescere sotto l’aspetto caratteriale diventando un vero e proprio faro per i compagni, leader e guida dentro e fuori dal campo.

Posizione di Canales in campo questa stagione (Footdata)

Purtroppo le tre rotture dei crociati hanno segnato in maniera indelebile la carriera del ragazzo di Santander, ma in Andalusia Sergio si sta esprimendo allo massimo delle sue notevoli capacità, anche se resta sempre il dubbio di immaginare cosa sarebbe potuto essere con delle ginocchia un po’ meno fragili.

Perché seguirlo?

Personalmente troverei assurdo non ammirare un giocatore con un bagaglio tecnico così importante e valido.

Se amate i centrocampisti di qualità, dotati di piedi educati e cervello fino senza dubbio Sergio Canales è il vostro uomo.

La sua storia caratterizzata da duri infortuni e risalite in sella difficili, ma sempre riuscite narrano di un uomo dalla tempra caratteriale notevole, ammirato da pressoché tutta la penisola iberica in modo trasversale.

Forse pure da qualche tifoso del Sevilla.

Stefano Follador

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