#RawDiamonds

#RawDiamonds: Nuno Méndes

Sono tempi duri per tutti, pure il business milionario del pallone.

La pandemia ha toccato anche le tasche dei club storici del continente che hanno dovuto nella maggior parte dei casi optare per una spending review importante.

Una delle strategie più intelligenti messe in atto è senza dubbio quella di puntare in maniera decisa sui talenti provenienti dalle giovanili, come fatto dallo Sporting Club de Portugal, incorrettamente noto come Sporting Lisbona.

I Leões hanno quindi trasformato le difficoltà nel rinforzare la rosa in opportunità per i giovani della loro florida cantera. I risultati individuali e di squadra stanno premiando la scelta dei bianco verdi, capolisti nel campionato lusitano, anche grazie alle ottime prestazioni di un giovanissimo terzino sinistro: Nuno Méndes.

Biografia

Nuno Alexandre Tavares Mendes nasce a Sintra, splendida cittadina patrimonio UNESCO a 25 kilometri da Lisbona, di cui consiglio caldamente la visita.

Viene al mondo il 19 giugno 2002 in una famiglia di origine angolana e sin da giovanissimo si dimostra un talento naturale e cristallino, lasciando a bocca aperta frotte di osservatori e tecnici.

Il primo club in cui si disimpegna è il locale Despertar con cui disputa la stagione 2011-12.

L’osservatore che all’epoca lo segnalò, Bruno Botelho, ne ricorda ancora le gesta, parlando del giovane allora trequartista come di una specie di micro Ronaldinho, in grado di eseguire tricks e prove di abilità ai limiti dell’immaginazione.

Dopo un anno di gare giovanili praticamente tutto il Portogallo segue questo ragazzino smilzo, decisamente timido e timoroso. L’indole riservata e diffidente di Nuno lo porta addirittura a far quasi saltare il passaggio allo Sporting.

Mendes racconta che trovò molto strano l’interesse dimostrato dallo scout Akil Momade per lui. Lo aveva guardato durante una partita, seguito i movimenti e lo aveva fermato dopo la gara per qualche domanda. Momade poi si era presentato a casa Mendes per chiudere quanto prima il reclutamento, quando il giovane Nuno era solo in casa, bussando con insistenza ritenuta eccessiva tanto che lo scout fu costretto ad identificarsi tramite tesserino al ragazzo armato di un coltellaccio da cucina, convinto che l’uomo lo avesse seguito per derubarlo.

Sarà stata l’adrenalina o le risate per la “rapina” sventata, ma fatto sta che Nuno accetta la corte dei Leões rifiutando sia Porto che Benfica, nonostante avesse già superato un provino con le Aquile.

Con la maglia biancoverde Nuno compie tutta la trafila giovanile, passando da essere un trequartista al ruolo attuale di terzino sinistro. In questo lasso di tempo entra anche nel giro delle nazionali giovanili portoghesi, vestendone la maglia a più riprese.

L’esplosione di Mendes però non è repentina, ma figlia di una crescita inesorabile e costante. Il punto in cui la curva di sviluppo del laterale mancino ha iniziato a impennare è rappresentato dalla scorsa stagione, in cui l’attuale numero 5 dello Sporting si è messo in luce con la squadra riserve. 17 presenze, una rete e tre assist nella Liga Revelacao U23 gli aprono le porte della prima squadra.

Il 12 giugno 2020 Rubén Amorim decide di fargli un regalo di compleanno e lo rende di fatto il secondo debuttante più giovane della storia dello Sporting, alle spalle solo dell’inarrivabile Cristiano Ronaldo, mettendo Nuno in campo al 72esimo della gara con il Pacos Ferreira.

Non si tratta però di un mero cadeau da parte del tecnico, infatti la sostituzione con El Huevo Acuña rappresenta il prologo di quanto avverrà nella sessione di mercato dell’estate 2020.

Il laterale argentino infatti saluterà lo Stadio Josè Alvalade proprio per lasciare spazio al frutto dell’Academia Sporting di Alcochete.

Il progetto iniziale era di affiancare il giovane di Sintra all’esperto ex terzino del Getafe Vitorino Antunes, per dare via via spazio al ragazzo.

Il problema, per il malcapitato Antunes,è che il bimbo terribile, dopo essere sceso in campo per 7 volte dall’inizio nel finale stagione 19/20, ha deciso semplicemente di tenersi il posto anche nell’annata in corso, inanellando una serie di prestazioni maiuscole che hanno di fatto blindato lo slot di terzino sinistro.

Il 4 ottobre addirittura segna la sua prima rete da professionista nel 2-0 sulla Portimonense, aprendo le danze con quello che sarà poi nominato gol del mese dello Sporting. Una rete che definisce buona parte del gioco di Mendes: ottimo uso delle lunghe leve e del corpo in protezione della palla, grande forza fisica nel resistere ai multipli contrasti, buona proposta tecnica nel gestirà la sfera in dribbling e lucidità a dispetto del notevole sforzo fisico nel battere il portiere.

Va da se che l’affermazione del giovane laterale sinistro abbia fatto qualche onda. D’altronde si sa quando lo Sporting lancia un ragazzetto del vivaio le aspettative sono sempre importanti.

Varandas, il vulcanico presidente del club di Lisbona, non ha fatto mistero di aver ricevuto missive da buona parte dei top club europei a riguardo di Mendes, esclamando che il miglior terzino sinistro sotto i vent’anni al mondo se ne andrà dal Portogallo solo dopo aver ricevuto un congruo bonifico. Per assicurarsi questo ovviamente a dicembre Mendes ha firmato un ricco prolungamento che innalza la clausola rescissoria da 45 a circa 70 milioni di euro, mettendo al riparo i Leões da qualche inopinato scippo.

I rumors parlano di interessi concreti di vari club: Liverpool, Manchester United, Juventus, Milan, Inter e Napoli, ma per ora Nuno Mendes si sta dedicando anima e corpo allo Sporting, con discreto profitto.

I ragazzi di Amorin infatti hanno già conquistato la Coppa di Lega e stanno conducendo la classifica della Primeira Liga con discreto vantaggia sul Porto, poter riportare il titolo nazionale al Josè Avalade dopo 19 anni di digiuno potrebbe essere un traguardo eccezionale per Mendes e la squadra biancoverde.

Caratteristiche tecniche

Nuno Mendes rappresenta il prototipo del terzino sinistro lusitano. La scuola è quella dei Contreao, Raphael Guerreiro, Semedo e Cancelo.

Per farla breve esterni bassi con qualità tecniche e attitudini più offensive che di contenimento. Da questo punto di vista Mendes rappresenta in toto la scuola portoghese.

Andando più nel dettaglio ovviamente le cose sono un po’ più complesse.

A livello fisico di Nuno colpiscono due cose: le gambe lunghissime e la velocità spaventosa in progressione.

Corporatura ectomorfa, asciutta, ma già sufficientemente formata a livello muscolare. Nuno è un ottimo atleta, resistente, veloce, dotato di un’ottima falcata nel lungo, solido e completo.

A differenza di molti giocatori dotato tecnicamente che tendono a “non sporcarsi le mani” non si tira indietro nei duelli fisici, dimostrando di possedere forza fisica, aggressività, energia ed una buona attitudine per quanto concerne le situazioni di contatto fisico.

Tecnicamente ha saputo crescere in maniera importante, raffinando e ampliando il bagaglio tecnico. Abile nello stretto, in possesso di una buonissima capacità di conduzione della sfera risulta di fatto il miglior dribblatore dello Sporting con 1.6 dribbling/gara con un successo di poco superiore al 56%.

In campo aperto o in transizione è un’arma tattica importante, in grado di attaccare la profondità in maniera molto efficace, diventando quasi imprendibile quando riesce a prendere velocità palla al piede, situazione nella quale suole ottenere un buon numero di calci e di punizioni.

Discreto passatore e buon crossatore può però crescere per quanto concerne le scelte ed i tempi della giocata, sopratutto in fase di chiusura dell’azione dove tende ad essere poco concreto, mentre dimostra di lavorare con più precisione in costruzione primaria.

Nonostante questa considerazione nella stagione in corso ha prodotto quasi un passaggio chiave a partita, smistando un discreto numero di palloni adempiendo discretamente al ruolo di playmaker esterno. In effetti le statistiche di Mendes indicano proprio una maniera di stare in campo come fosse un regista offensivo aggiunto, con licenza di affondare in profondità, tanto palla al piede quanto con la costruzione del gioco.

Heatmap stagionale di Méndes (dati Footdata.con)

Parte del bagaglio tecnico del ragazzo è anche il cambio gioco dalla propria fascia di competenza a quella opposta, fondamentale che esegue con costanza e buona precisione, utile nel muovere la difesa avversaria per aprire falle nello schieramento difensivo.

Offensivamente rappresenta una risorsa importante per Rubén Amorin tanto che il modulo attuale dello Sporting (3-4-2-1 solitamente) è stato implementato anche per sfruttarne al meglio le qualità fisiche e tecniche.

A livello tattico la sua pedina è molto importante nel gioco dei biancoverdi per dare ampiezza, ritmo e profondità alla manovra, tuttavia a differenza di molti esterni non invertiti Nuno non disdegna affatto tagliare verso il centro ed impegnare la frazione più interna del campo, probabile reminiscenza dei tempi da trequartista, operando comunque in armonia con la mezzala di riferimento e la mezza punta, di solito rispettivamente Joao Mario e Nuno Santos.

Tocchi/zona di footdata.com

Difensivamente può crescere come interpretazione del ruolo, ma c’è da dire che nell’attuale schieramento tattico dei Leões il ruolo di Mendes è più offensivo che di contenimento, affrontando sovente squadra molto chiuse e timorose ed avendo il via libera per spingersi in avanti vista la presenza alle sue spalle di un centrale sinistro bloccato, solitamente Feddal.

Ad ogni buon conto, sebbene tenda ad affidarsi alla fisicità e all’atletismo piuttosto che al senso della posizione e alla compostezza, Nuno Mendes è un difensore efficace.

È enérgico nei tackle, per nulla titubante, sa usare bene il corpo nei contrasti e legge bene le linee di passaggio, intercettando più di tre palloni a gara, di gran lunga il migliore della Primeira Liga in questo fondamentale.

Purtroppo la spiccata tendenza offensiva del suo gioco lo porta talvolta ad essere fuori posizione, dovendo far fare gli straordinari ai compagni di squadra per colmare le sue mancanze. Sarà interessante vedere de questa tendenza a trascurare la fase difensiva sarà mantenuta anche in un eventuale passaggio alla difesa a 4, perché è evidente che quando viene responsabilizzato anche in fase di non possesso Nuno sa disimpegnarsi con qualità e diligenza anche nell’applicazione di diagonali e marcature.

In campo quando non si lasci trasportare dalla frenesia resta comunque un elemento in grado di effettuare buone letture offensive e difensive, ma talvolta la foga lo trascina in situazioni poco semplici. Si tratta di difetti che probabilmente verranno corretti con l’esperienza e la crescita.

Il nativo di Sìntra a livello caratteriale ha dimostrato ampiamente di essere dotato di una gran personalità sul rettangolo verde. Non è da tutti a 18 anni andare a prendersi una maglia da titolare in un club così blasonato e seguito come lo Sporting e sopratutto reggere la pressione che la titolarità comporta. Questo è possibile solo se alla base c’è disponibilità al lavoro, umiltà, sicurezza e coraggio. Tutte doti che Nuno ha dimostrato di possedere, sopratutto quando sulla fascia sinistra supera come avesse le ali ai piedi gli increduli avversari.

Evoluzione

Già ad oggi Nuno Méndes si può considerare fra gli esterni bassi migliori del Portogallo, a solo 18 anni di età e con un bagaglio tecnico importante, ma con prospettive di crescita ancora ampie.

Statistiche comparative tra terzini della Primeira Liga (soccerment.con)

Senza dubbio la sua tenuta andrà saggiata in contesti più duri rispetto al placido campionato portoghese dove già si impone per fisicità, forza e velocità abbinati a qualità tecniche buonissime, anche se deve crescere sotto l’aspetto della produzione offensiva e della diligenza difensiva.

Il grande punto interrogativo della carriera di Nuno sarà vedere se saprà mantenere lo standard prestazionale anche in caso di arretramento su una linea difensiva a 4, con compiti piuttosto diversi rispetto a quelli di esterno a tutta fascia o quinto di centrocampo, posizione in cui sta facendo molto bene quest’anno.

Personalmente sono rimasto impressionato dalla qualità, ma sopratutto dalla voglia di mettersi alla prova del ragazzo per cui non credo avrà problemi ad innalzare ulteriormente il livello della prestazioni nella metà campo difensiva quando il canovaccio tattico lo prevederà.

Inoltre per molti osservatori è possibile anche un eventuale impiego addirittura da terzo di sinistra in una difesa a 3, grazie a qualità fisiche importanti, ma personalmente oggi sarebbe uno spreco lasciare la corsa e l’attacco di qualità alla profondità sull’esterno di Nuno inchiodate nelle retrovie. Probabilmente si tratta di una soluzione tecnica a lungo termine, da tenere in considerazione quando lo strapotere atletico del lusitano verrà meno con gli anni, come abbiamo visto già fare a Kolarov, Danilo ed Abidal, giocatore con cui è stato paragonato con discreta frequenza.

Resta comunque essenziale mantenere i piedi per terra e frenare gli entusiasmi. Nonostante Nuno Mendes sia innegabilmente uno dei giovani terzini più interessanti del panorama continentale è pur considerando le indubbie qualità possedute, una manciata di gare in un campionato interessante, ma comunque di secondo livello come quello portoghese non possono definirsi sentenza definitiva.

Nuno deve maturare e mettersi alla prova in un contesto più duro per poter crescere e massimizzare il suo potenziale.

In quest’ottica per completare per lo meno una prima parte del suo sviluppo tecnico una scelta prudenziale come restare per lo meno un ulteriore annata al Josè Alvalade per confermare quanto mostrato e soprattutto per mettersi a confronto con le coppe europee sarebbe una scelta a mio avviso avveduta ed intelligente, sia da parte del giocatore che della dirigenza.

Vestito in bianconero

Nonostante se ne parli relativamente meno rispetto alla mancanza di un leader a centrocampo o di un centravanti di scorta valido anche il ruolo di terzino sinistro è uno degli slot che potrebbero essere migliorati.

Frabotta è un ragazzo che merita di aver fiducia ed occasioni, ma che da l’impressione di essere molto scolastico e mancare della qualità tecnica necessaria per fare propri i galloni da titolare.

Alex Sandro è ormai un senatore, ma non è mai riuscito a fare breccia nel cuore dei tifosi bianconeri e già prima del COVID-19 aveva dato segni di preoccupante involuzione e la sensazione di essere un po’ “arrivato” a livello fisico.

In questo senso è possibile che pensare che inserire un nuovo elemento dalle qualità assolute potrebbe essere una replica del fantastico acquisto di De Ligt. Con le debite proporzioni ovviamente.

Nuno Méndes ha dalla sua capacità fisiche e tecniche stellari, ma per vestire maglie pesanti come quella bianconera non sempre è sufficiente, bisogna infatti essere in grado di sopportare pressioni impressionanti.

Da questo punto di vista la responsabilità della camiseta biancoverde è un buon viatico per abituarsi alla pressione di un club importante e alle aspettative che esso comporta.

Come detto con probabilità un ulteriore stagione da titolare in un ambiente conosciuto come quello dello Sporting potrebbe dirci di più sul peso specifico del ragazzo e se ciò visto finora è solo un enorme potenziale o già consistente realtà.

A livello tattico si calerebbe molto bene nell’impostazione vista in quest’anno a Torino, potendo agire a tutta fascia con le spalle coperte dalla difesa spuria con un terzino più bloccato.

A livello di cabala possiamo affermare che l’ultimo prodotto del vivaio del club di Lisbona che è arrivato all’Allianz Stadium sta facendo benino con il numero 7 sulla schiena, così come il baby Correia in U23.

Al di là delle battute sono dell’idea che Méndes rientri nello stretto novero di talenti che vanno presi quando se ne ha la possibilità, a prescindere dalle esigenze immediate della club, visto il potenziale generazionale del giocatore.

Conclusione

Nuno Méndes si propone come uno dei migliori interpreti della sua generazione per quanto riguarda il ruolo di esterno basso sinistro, con un mix di abilità unico ed estremamente difficile da replicare.

Stiamo parlando però di un ragazzo di nemmeno 19 anni, che deve crescere e maturare, con il rischio di potersi bruciare se gli step futuri della sua carriera se le scelte future non saranno corrette.

Andare ad investire in questo momento storico somme considerevoli su “promesse”, per quanto di valore e a rendimento sicuro non è facile, ma al netto di qualche pecca minore Nuno Méndes ha le stigmate del predestinato, rappresentando un investimento dal rendimento quasi assicurato.

Considerata l’importanza degli esterni difensivi nel calcio moderno sarebbe uno dei primi nomi nella mia ipotetica lista della spesa, anche a costo di prendermi un rischio economico consistente, onde aver la possibilità di sistemare lo slot di terzino mancino per un paio di lustri.

Stefano Follador

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