Tactical Point

LA MEGLIO GIOVENTÚ E GLI “ALIENI”

Sgombriamo subito il campo: la partita di Coppa Italia contro la SPAL aveva i presupposti di “Davide contro Golia” (e si sa che senza l’alone mitologico Golia vince), però dobbiamo dire che a differenza del turno precedente contro il Genoa la Juventus dei ragazzi stavolta ha lasciato una buona impressione.

La differenza di categoria alla fine ha pesato, ma il fatto che i ferraresi avessero tra le loro fila vecchie volpi della Serie A, da Floccari a Missiroli a Tomovic, alla vigilia poteva lasciare qualche dubbio sulla prestazione dei giovani bianconeri. Dubbi evaporati dopo i primi 45 minuti, in cui la maggiore tecnica e classe dei vari De Ligt, un redivivo Rabiot (sic!) e la coppia Morata – Kulusevski ha permesso di andare al riposo con un rassicurante 2-0, nonostante una volitiva SPAL avesse provato a costruire buone trame senza peraltro trovare conclusioni pericolose verso la porta di Buffon.

Aldilà del risultato finale (un 4-0 forse troppo duro) è piaciuto molto lo spirito di lotta, sacrificio e attenzione da parte della squadra. Giocatori come Frabotta e Fagioli hanno dimostrato una concentrazione pressoché assoluta, e vedere come una Juventus dall’età anagrafica nettamente inferiore alla media cui siamo abituati lascia ben sperare per il futuro.

Una “giovane Juventus” in cui ha purtroppo stonato uno dei più esperti: quell’Aaron Ramsey che nonostante anni ed esperienza ha faticato a trovare la posizione in campo e l’intesa coi compagni, andando a perdere palloni e/o non intendersi in fase di rifinitura, vanificando potenziali occasioni da rete. Il gallese purtroppo si accende a sprazzi, restando spesso una presenza aliena al resto della squadra: questo può diventare un problema per Mister Pirlo, il quale non ha mai fatto mistero di puntare molto su di lui.

CR7 in vacanza sulla neve

Chiudiamo dedicando un pensiero all’altro “alieno” in rosa: ok che quando ti chiami Cristiano Ronaldo puoi ben dire di esserti guadagnato negli anni un credito importante, ma ciò che veramente non riusciamo a capire è come mai, quando giustamente anche lui ha bisogno/diritto a un turno di riposo, si arriva addirittura a non convocarlo, come ieri sera e come a Benevento nello scorso autunno.

Un modo di fare che a nostro avviso cozza pesantemente con quelli che sono storicamente i punti di forza della Juventus: un gruppo unito e la consapevolezza che la maglia bianconera vale più di qualsiasi giocatore la indossi. A memoria non si è mai visto un Platini, un Baggio, un Del Piero, uno Zidane, un Nedved o un Tevez comportarsi in questo modo, e crediamo che non sia il modo migliore per consolidare un gruppo che sì, nei momenti clou della stagione ha bisogno del suo “alieno” in campo, ma che non si “alieni” dal resto della squadra quando non è coinvolto in prima persona..  #finoallafine

Livio Cantagallo

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