Tactical Point

METTI UN MAGHETTO NEL MOTORE

La bella vittoria di ieri contro il Bologna, nel lunch match delle 12:30, ha dimostrato che forse la nostra Juventus edizione 2020-21 abbia finalmente trovato l’abito più adatto per rendere al meglio.

Weston “Harry Potter” McKennie

Forse eravamo stati facili profeti, ma la sensazione che era rimasta dopo l’autunno 2020 era di una squadra “vittima” di idee preconfezionate, come la mediana per forza a due, con ali larghe e difesa altissima. Un sistema di gioco certamente spettacolare ma che richiede tempi e interpreti ben precisi, due elementi che alla Juventus (specie in epoca Covid, con i costi lievitati e incassi azzerati) raramente sono stati confacenti. Ecco quindi che una linea mediana rinforzata dal dinamismo a tutto campo del nostro Texas Boy (cit. Cristiano Ronaldo), e arricchita dalle geometrie di Arthur ha non solo offerto maggiore protezione alla difesa, ma permesso un rifornimento più continuo di palloni e soluzioni al reparto avanzato, e non è un caso se dopo tanto tempo il tabellino dei marcatori riveda la presenza dei centrocampisti.

Dopo la Supercoppa di mercoledì scorso anche nella sfida coi felsinei, oltre alla conferma della mediana McKennie – Arthur – Bentancur, si è rivisto chiaramente come la presenza di Cuadrado sull’out di destra sia fondamentale per agevolare la costruzione della manovra, migliorando il possesso palla e offrendo una serie di alternative in grado di destabilizzare in maniera decisiva le difese avversarie.

Danilo lo stakanovista

Un sistema di gioco ritrovato dove allo stato attuale si nota anche lo spirito di sacrificio di Danilo che, costretto dalle assenze, si adatta nel ruolo non suo di terzino sinistro, limitando la propria resa e dovendo sopportare gli attacchi avversari in posizione non ottimale per le sue caratteristiche. In questo, oltre a un sacrosanto e meritato riposo (ricordiamo che Danilo porta la carretta ininterrottamente da settembre..) molto dipenderà dal rientro e dalle condizioni del “gemello di Oporto” Alex Sandro, chiamato una volta smaltito il Covid a tornare ai livelli della prima stagione in bianconero, intravisti nella trasferta di Barcellona ma non ancora ripetuti.

Una chiusura però la vogliamo dedicare a “color che son sospesi”, nei giudizi e cuori del tifoso bianconero. Siamo consapevoli che il rendimento attuale dei vari Rabiot, Ramsey e Bernardeschi sia stato lontano dall’ottimale, ma allo stesso tempo il dovere di una famiglia come quella juventina è di cercare delle condizioni che permettano il recupero anche degli elementi che per tanti motivi (tattici, tecnici e psico-fisici) non hanno performato secondo le aspettative.

Se per Bernardeschi il discorso pare più legato alla sfera “emozionale”, dato che proprietà tecniche e atletiche non sono mancate ma quasi mai supportate dalla giusta tranquillità e convinzione per operare le scelte corrette al momento giusto (lo “scavino lunare” contro il Bologna grida vendetta non tanto per il gesto tecnico errato, ma perché la scelta più ovvia, sicura e performante sarebbe stato il traversone basso verso un McKennie solo sul dischetto del rigore) il discorso relativo ai due “parametri zero da novanta” del centrocampo merita un approfondimento particolare.

Ramsey interviene a centrocampo

Se ci pensiamo, anche nella scorsa stagione il girone di andata vide Sarri impiegare sia Ramsey che Rabiot “a piede invertito”, col primo largo a sinistra e il secondo mezz’ala destra. Dopo vari impacci le performance di entrambi sono migliorate invertendone i ruoli: Ramsey come mezz’ala destra / guastatore fu fermato dalla pandemia dopo gol e prestazioni positive contro Brescia, SPAL e Inter, mentre Rabiot nel centro sinistra riuscì ad alternare una migliore presenza nel gioco a metà campo con una maggiore copertura della fascia sinistra (difetto atavico della Juventus e che è esploso nuovamente nella sciagurata trasferta di San Siro).

Detto che la mediana McKennie – Arthur – Bentancur inizia a funzionare bene e proprio per questo debba essere preservata il più possibile, perchè non pensare a ripercorrere la strada dello scorso campionato per alzare il rendimento complessivo, anche operando i giusti cambi in ottica turnover? “Chi non conosce la propria storia, è condannato a ripercorrerne gli errori”, e in questo girone di ritorno i margini di errore si sono ristretti tantissimo dopo i regali autunnali…

#finoallafine

Livio Cantagallo

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