#CheAriaTira

LA SARACINESCA POLACCA

Approfondimento sul numero uno bianconero che, grazie a due miracoli, è stato determinante per portare a casa il primo trofeo stagionale.

Wojiech Szczesny, figlio di Maciej (anch’egli portiere negli anni 80 e 90, con 7 presenze nella nazionale polacca), effettua tutta la trafila delle giovanili nell’Arsenal, dove esordisce nel 2009. Dopo un paio di stagioni in cui raccimola una quindicina di presenze, nel 2012 diventa il portiere titolare sino a metà della stagione 2014-2015. Qui, a seguito di una sconfitta dell’Arsenal in campionato, viene criticato per il suo poco impegno e soprattutto per essere stato ripreso mentre fumava e beveva alcolici nel post partita. Multato dalla società, viene privato del ruolo titolare da David Ospina (che, curiosamente, ha giocato titolare nel Napoli durante la finale di pochi giorni fa). A causa di questo episodio la stagione successiva viene ceduto in prestito alla Roma. Qui gioca due stagioni ad altissimo livello, mettendosi in mostra per i suoi grandi riflessi, la sua ottima reattività ed un’impressionante affidabilità. Al termine del suo secondo anno giallorosso torna  all’Arsenal, dove resta solo poche settimane prima di essere acquistato dalla Juve per una cifra vicina ai 12 milioni di euro. La prima stagione è all’ombra del grande Gigi, dove comunque ha la possibilità di mettersi in mostra sia in Coppa Italia sia in campionato, quando il portierone azzurro rimane assente per un mese e mezzo causa infortunio al polpaccio. Tek (così viene presto chiamato da tutti) si afferma definitivamente nella seconda stagione bianconera, col trasferimento di Buffon al PSG, divenendo così numero uno indiscusso. I (pochi) dubbi su di lui e sul fatto che potesse non essere pronto per farsi carico della grande eredità del fuoriclasse carrarese, vengono presto fugati,conquistando anche il premio come miglior portiere della serie A nel 2019-2020. Estremo difensore moderno, che può anche impostare l’azione coi piedi, ha dimostrato di essere particolarmente decisivo soprattutto nelle partite importanti. Il duplice miracolo effettuato contro il Napoli non è certamente l’unico di questa stagione, dove pare essere particolarmente ispirato: col Milan ha salvato la squadra in più occasioni, mentre contro Atalanta e Benevento si è ancora reso protagonista di due grandissime parate. Al contrario, gli errori commessi da quando veste la maglia bianconera si contano forse sulle dita di una mano. Questa grande affidabilità è probabilmente il suo punto di forza che lo ha portato ad essere considerato tra i migliori della sua generazione. In questo momento è, secondo molti, inferiore per costanza di rendimento solamente ad Oblak dell’Atletico e Alisson. Per concludere, sono molto interessanti varie dichiarazioni del polacco, rilasciate tempo fa, dove afferma che certamente la Juventus ha cambiato il suo modo di allenarsi e di approcciarsi alle partite. Dal suo arrivo a Torino è decisamente più concentrato e professionale nella sua quotidianità, non tralasciando nessun dettaglio come invece fatto in passato. Ecco perché con lui la porta della Vecchia Signora è totalmente al sicuro.

Simone Dall’Aglio

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