#CheAriaTira

UN DIAMANTE SVEDESE

Alla (ri)scoperta del talento nordico che, dopo un periodo di difficoltà, sta brillando e stupendo tutti.

Dejan Kulusevski è uno dei vari giovani acquistati durante la scorsa campagna di mercato su cui la Juve ha voluto puntare per rifondare e al contempo prolungare il ciclo vincente con Pirlo. Lo svedese si è aggregato alla rosa bianconera solamente all’inizio di questa stagione, ma è di proprietà della vecchia signora dal Gennaio 2020, quando è stato soffiato all’Inter con un ingente investimento economico. La storia calcistica del ragazzo, per quanto ancora brevissima (è un classe duemila) risulta certamente intrigante: ha iniziato le giovanili nel Brommapojkarna, squadra svedese dove giocava addirittura da difensore esterno. Solamente nel 2016, quando è stato portato a Bergamo e aggregato al settore giovanile, ha iniziato ad essere spostato in posizione più offensiva fino a diventare un esterno d’attacco o una seconda punta con un discreto senso del goal. La sua prima vera stagione da professionista, cioè lo scorso anno in prestito al Parma, si è chiusa con dieci goal segnati. Detto ciò Kulusevski, non appena arrivato a Torino, ha lasciato subito il segno, realizzando il primo goal della stagione bianconera al debutto contro la Sampdoria. Dopodiché è iniziato un periodo non facilissimo. Spesso Chiesa, Morata e Dybala gli hanno conteso il posto a fianco di re Cristiano e quando è stato chiamato ad aiutare a partita in corso, è sembrato non essere entrato sempre con lo spirito giusto, commettendo errori banali per un giocatore del suo livello. Il goal con l’Hellas che regala il pareggio alla Juve sembrava aver migliorato le cose, ma così non è stato. Inoltre, anche quando è stato schierato assieme a Dybala, ha faticato non poco a trovare il suo spazio nel rettangolo verde, calpestandosi i piedi con l’argentino. Dalla partita col Parma però, qualcosa pare essere cambiato: il goal al Tardini, l’assist al Milan, la prestazione ottima da subentrato col Sassuolo, il goal e il magnifico assist col Genoa sembrano la conferma di una ritrovata continuità da parte dello svedese, che ha così allontanato anche alcune ingiuste critiche riguardo le sue prestazioni. Sul suo potenziale c’è poco da dire, i due gesti tecnici che hanno portato alle due reti bianconere col Genoa parlano chiaro: è un giocatore eccelso tecnicamente e devastante fisicamente, che forse rende persino meglio da seconda punta che da esterno, ruolo che lo porta talvolta a rimanere troppo isolato dal gioco. Il match di mercoledì sera ci ha anche però ricordato quanto Kulusevski possa e debba ancora migliorare: nel primo tempo è stato semplicemente incontenibile e la squadra si è esaltata, ha giocato rapida e in verticale. Nel secondo tempo si è spento e tutta la Juve ha fatto lo stesso. Evitiamo, ad ogni modo, ingenerose critiche, dal momento che il ragazzo ha solamente vent’anni ed è alla prima esperienza in questo nuovo ed importante contesto. Forse il problema qui in Italia è che tante volte non si ha la pazienza di aspettare i giovani, da un ragazzo di vent’anni che fa due partite a buoni livelli ci si aspetta tutto e subito e, se per caso non riesce ad offrire determinate prestazioni, ecco che viene immediatamente etichettato come bidone. Calma, anche perché la fretta è spesso cattiva consigliera.

Simone Dall’Aglio

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