#RawDiamonds

#RawDiamonds : Yusuf Demir

Esiste un filo sottile, ma ininterrotto che collega Vienna con la Turchia.

Un filo che profuma di caffè, di spezie, di un Oriente tremendamente vicino, affascinante e al contempo pericoloso, ma ancora distante, esotico e quasi inarrivabile, come un canto dei muezzin dai minareti.

Secoli di scontri feroci fra i due imperi, ma anche di scambi, condivisioni e contaminazione fra la mezzaluna e gli Asburgo, sempre lungo quel filo indistruttibile che resiste a tutto oggi.

Proprio su questo filo invisibile, ma tremendamente concreto troviamo la storia di Yusuf Demir, nuovo wonderkid del calcio austriaco e del Rapid Wien, inaspettato nuovo trade d’union fra Vienna e Trebisonda e fra i migliori giovani calciatori del mondo secondo scout ed eminenti testate come il Guardian e L’Equipe.

Biografia

Yusuf Demir nasce a Vienna il 2 giugno 2003.

Le origini turche sono chiare, infatti il ragazzo è figlio di una coppia di Trabzon, o Trebisonda, città della Turchia nord orientale adagiata sulle sponde del Mar Nero. Come in Germania anche l’Austria è stata meta di una forte immigrazione turca, sopratutto negli anni 60 e 70, ma pure nei decenni successivi, pur se in numero più limitato. Ad oggi i turco-austriaci o austroturchi rappresentano il secondo gruppo etnico del paese, con ben 400mila appartenenti.

In questo contesto sospeso fra un quotidiano spaccato a metà fra Austria e Turchia cresce il nostro Yusuf, ragazzino dallo sguardo sveglio e dalle orecchie troppo grandi per passare inosservato.

In realtà non sono le orecchie ad attirare l’attenzione degli scout del blasonato Rapid Vienna, club re della capitale e del paese, ma caduto un po’ in disgrazia a causa del ciclone RedBull. A far drizzare le antenne è il mancino fatato del piccolo Yusuf, che nel 2013 viene prelevato dal First Vienna, dove militava dal 2010, per vestire la maglia biancoverde del Rapid.

Con la maglia del Kanoniere il piccolo Yusuf brucia ogni record di precocità nel mondo del pallone austriaco.

A soli 15 anni firma il suo primo contratto da professionista, segno dell’enorme stima del settore tecnico e della dirigenza, ma sopratutto del valore del ragazzo di Hutteldorf. Ovviamente è un record di precocità. È il 26 maggio 2019.

Yusuf diventerà anche il più giovane debuttante della storia della Bundesliga austriaca, il 14 dicembre 2019. Scende in campo nel finale del 3-0 rifilato all’Admira Wacker.

Ovviamente si tratta solo di un assaggio, ma dalla stagione in corso Demir inizia a essere chiamato in causa con continuità in prima squadra, esordendo sia nei preliminari di Champions League dove trova addirittura la rete al debutto il 15 settembre nella sconfitta per 2-1 contro il Gent, che in Europa League dove si toglie lo sfizio di diventare il più precoce marcatore della storia della competizione, grazie ad un gol al Dundalk il 5 novembre, rete poi risultata decisiva nel 4-3 finale per gli austriaci.

Ad oggi con la maglia dei Rapidler Yusuf ha trovato 4 volte la via della rete, ha servito tre assist in 755 minuti di gioco su 23 presenze. Score importante se consideriamo che molte sono gettoni guadagnati a partita chiusa, in pieno garbage time.

Per quanto riguarda la nazionale Demir è da tempo conteso fra le due federazioni, con forti pressioni da parte turca volte a convincerlo a riabbracciare le origini dei genitori per unirsi ad un drappello di talenti che dalle parti di Istambul non vedevano dall’epopea degli Hakan Sukur e Hasan Sas.

Nonostante ciò per ora Demir pare aver scelto come nazionale il suo luogo di nascita, rispondendo presente alle chiamate giovanili della federazione di Vienna, con prestazioni più che notevoli, pur giocando da sempre sotto età.

Nell’U15 Demir ha collezionato 8 gettoni con 10 reti, 14 presenze e 9 gol nell’U17 e recentemente ha pure debuttato nell’U21, registrando per ora 3 presenze.

Sul numero 48 del Rapid ci sono da tempo gli occhi di buona parte dei top club europei. I due Manchester, Barça e Real, Roma, Milan e perfino gli odiati rivali della RedBull Salisburgo, ma l’interesse più concreto e che pare essere già trattativa ben avviata è quello della Juventus, sempre attenta e vigile nel suo progetto di crescita.

Caratteristiche tecniche

Yusuf Demir è un giocatore d’attacco, mancino puro che può giostrare in più ruoli sul fronte offensivo.

Tendenzialmente viene schierato come trequartista o seconda punta, ma viene spesso utilizzato anche come esterno a piede invertito in un attacco a tre. Più raro, ma comunque possibile, l’impiego come falso nueve.

Fisicamente ancora minuto, sopratutto nella parte superiore del corpo dove sono evidente i 17 anni e la mancanza di uno sviluppo muscolare completo, presenta però gambe forti e baricentro basso che lo rendono difficile da spostare e letale nei cambi di direzione nello stretto.

Dotato di buona agilità e capacità di coordinazione, che lo rendono temibile anche negli spazi stretti, grazie anche ad una buona accelerazione.

Non è un giocatore particolarmente dotato dal punto di vista della resistenza, ma può crescere atleticamente con l’età, lo stesso per quanto concerne la dimestichezza con il gioco aereo, fondamentale trascurato a causa della tipologia di giocatore che Demir è sempre stato lungo tutta la sua breve carriera.

Tecnicamente parliamo di un giocatore di primo livello, dotato di grande sensibilità di tocco, estro e fantasia. Range di passaggio molto esteso, tiro da fuori potente e preciso, primo controllo sensibilissimo ed un’amore per la giocata ad effetto proprio dei calciatori di personalità e cifra tecnica, che talvolta deve essere calmierato per non sfociare nell’anarchia.

È un ottimo tiratore di palle inattive, sia verso la porta che in occasione di calci d’angolo o punizioni indirette.

Tatticamente risulta essere un elemento valido anche in fase difensiva, disimpegnandosi bene anche nel primo pressing, con aggressività e applicazione. Dove non può arrivare per limiti strutturali della sua fisicità cerca di arrivare con grinta e diligenza.

In linea di massima però il suo apporto alla causa è da valutare più per quanto succede quando la palla è in possesso piuttosto che no.

In sintesi stiamo parlando di un giocatore offensivo dotato di buonissima tecnica, mancino, ma abile con entrambi i piedi. Ama giocare ad alti ritmi, preferendo soluzioni dirette con uno-due tocchi, magari ambiziosi a giocate più caute e conservative, cerca infatti la verticalità con frequenza, sia palla al piede che tramite il passaggio e i movimenti.

Nonostante non sia un gigante sa come giocare spalle alla porta, gestendo bene la palla e proteggendola con qualità.

Tende a calcare maggiormente i corridoi centrali rispetto all’esterno perché per carattere desidera fortemente mantenersi al centro del gioco, soffrendo particolarmente quando viene chiamato poco in causa o tagliato fuori.

Evoluzione

Yusuf Demir è senza dubbio un calciatore dotato di grande qualità e talento.

Le capacità e la personalità dimostrate nella manciata di apparizioni sono notevoli tanto che sono subito giunti con terrificante puntualità i paragoni pesanti, il più pesante di tutti ovviamente è quello di Messi austriaco. Direi di soprassedere a questo genere di assurdità. Messi è uno e difficilmente sarà replicabile, per longevità, percorso e qualità.

Demir ha tutto per fare bene in carriera e diventare uno dei calciatori austriaci più importanti da tanti anni a questa parte. Il gioco dei paragoni a caricare le aspettative più assurde può solo fare del male al viennese.

Dovrà crescere in fisicità, nel calcio moderno non bastano i piedi buoni, ma bisogna anche saper reggere gli urti. Negli ultimi mesi si è notato una crescita da questo punto di vista, tanto che nelle ultime uscite sembrava quasi appesantito, ma può essere dovuto a un calo di forma naturale legato alla frequente discontinuità degli under 21.

Per quanto riguarda il modo di stare in campo senza dubbio in carriera dovrà alzare il livello delle prestazioni man mano che passerà a contesti più competitivi che il campionato austriaco, sopratutto tramite una migliore gestione dei tempi di gioco. Nella mia visione di calcio la verticalità e la velocità di azione sono senza dubbio fattori positivi, ma talvolta le circostanze richiedono maggiore calma e letture meno aggressive ed azzardate.

Altro aspetto da migliorare è la semplicità di gioco, non sempre il colpo ad effetto è la scelta corretta, anche se riesce. Talvolta “less is more”, come diceva Ludwig Mies Van der Rohe, e non sempre strafare conviene a se stessi e alla propria squadra.

Se parliamo di modelli di riferimento per la crescita sono contento di dire che il ragazzo è un profilo poliedrico con diverse possibilità di crescita.

Demir ha grandi qualità e la costruzione del suo futuro sul rettangolo verde dipenderà molto da chi incontrerà sul suo percorso ovviamente e dalle occasioni che si proporranno.

Come trequartista credo che oggi non abbia la visione e la capacità di dettare i tempi necessarie per guidare la fase offensiva sopratutto se lasciato solo alle spalle delle punte, molto meglio nelle vesti di seconda punta o meglio attaccante di raccordo, sopratutto se abbinato ad un centravanti abile tecnicamente che permetta al numero 48 di dialogare nello stretto, specialità della casa e di mantenersi sufficientemente vicino alla rete. Si sussurrano paragoni importanti come quello di Momo Salah, imprendibile egiziano del Liverpool, con cui in effetti condivide qualche tratto caratteristico e qualche eccesso tecnico giovanile.

Una seconda strada porta al falso 9 o al centravanti funzionale, Gabriel Jesús e Roberto Firmino giusto per sparare due nomi leggeri, ma sinceramente la struttura fisica di Yusuf è troppo esile per reggere da solo il peso dell’attacco.

Da esterno d’attacco può funzionare, ma in un contesto tattico ben specifico, un po’ alla Chalanoglu al Milan, con licenza di tagliare in mezzo lasciando spazio in fascia al terzino. Questa opzione la trovo molto interessante sebbene subordinata ad un preciso contesto tattico.

In definitiva a 17 anni non è semplice dare giudizi definitivi, perché l’età è veramente verdissima, ma se sulle tracce di Demir ci sono top club come quelli sopra menzionati e se la Juventus, nonostante le ristrettezze economiche legate alla pandemia, sembra essere decisa a mettere 10 milioni di euro sul talento austriaco credo ci sia un perché.

Un mancino così non si vede spesso, tanto meno abbinato a questa personalità e rapidità. Combinazione estremamente pericolosa se addomesticata e posta nelle giuste condizioni di crescita.

In Austria un talento così cristallino non si vedeva dai tempi di Herzog e le premesse per una carriera ancor migliore che quella dell’attuale allenatore di Israele ci sono tutte.

Vestito in bianconero

Radio mercato da per imminente la foto di rito di Yusuf Demir con la maglia a strisce bianconere, ma al solito meglio attendere le ufficialità.

Ad oggi non ci sono ufficialità per cui utilizzerò sempre il condizionale.

Sinceramente vederlo nello scacchiere tattico attuale risulta un po’ difficile, sia per eventuali spazi che per una reale collocazione tattica. Grossomodo potrebbe ricoprire il ruolo di Paulo Dybala, ma ciò non vuole essere assolutamente un raffronto fra i due.

Possibile un impiego per la Juventus U23, ma a mio modesto avviso sarebbe sprecato per il contesto tattico della Serie C e l’operazione avrebbe senso solo in ottica di avvicinamento alla prima squadra, dove un talento del genere merita di essere.

Conclusione

Yusuf Demir ha le stigmate del predestinato. La precocità, i paragoni e i numeri che ha messo in campo sopratutto durante i mesi di ottobre e di novembre non sono cose da tutti, anzi.

Come sempre fra le potenzialità e il pieno compimento delle stesse ci passano in infinità di cose che non mi metto neanche ad elencare. La storia del calcio trabocca di giovani che sembravano destinati a spaccare il mondo, ma che poi per mille motivi si sono sciolti.

Tuttavia sono fermamente convinto che se c’è la possibilità di mettere le mani su uno di questi potenziali gioielli, non bisogna pensarci troppo e anticipare la concorrenza senza paura.

Stefano Follador

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