Tactical Point

I DOLORI DELLA GIOVANE SIGNORA

L’esordio della nostra Juventus nella edizione 2020-21 della Coppa Italia, contro il Genoa di Ballardini, ha rappresentato degnamente quello che è stato, e probabilmente sarà, il leit-motiv di tutta la stagione: una formazione dall’età media abbassata (ieri sera addirittura ringiovanita al massimo grazie agli innesti provenienti dalla U23), capace di alternare momenti di calcio spettacolare con altrettanto spettacolari blackout di concentrazione in un tourbillon senza soluzione di continuità. 

Ad onor del vero certi passaggi a vuoto erano ampiamente prevedibili e preventivati: se infatti a una formazione già in cerca di una identità definitiva vai ad innestare (giocoforza) un mix di innesti giovanissimi (Dragusin, Wesley e Portanova dall’inizio, il match winner Rafia nella ripresa) ed esperimenti inediti (Bernardeschi terzino sinistro a tutta fascia) devi mettere in conto sia impacci che amnesie, singole e collettive. Certo che se poi ti diverti a complicarti la vita, sbagliando una sequenza incredibile di gol quasi fatti (almeno 4) e contropiede in superiorità numerica (almeno 3), il minimo che può capitarti è che l’avversario, bravo a non uscire mai dalla gara grazie all’esperienza e sagacia tattica del suo mister, prima approfitti delle tue amnesie difensive e poi peschi il jolly all’incrocio, costringendoti ai supplementari e far entrare giocoforza coloro che avrebbero dovuto riposare in vista del big match di domenica sera contro l’Inter di Conte.

Dal punto di vista prettamente tattico, la serata di Coppa Italia ha confermato una volta di più la necessità di avere un “mister X” sulla parte centrosinistra del centrocampo, che sia capace di sdoppiarsi in un doppio ruolo: difendere largo e poi attaccare sia accentrandosi per il tiro che allargandosi per il cross (qualcuno più attempato rimpiange Pavel Nedved? Fa bene). Un ruolo importante quanto delicato: se infatti i primi venti minuti abbiamo potuto lustrarci gli occhi con le giocate del duo inedito Kulusevski-Morata, oltre che un paio di spunti dell’esordiente Wesley sulla fascia destra, il gol subito e le azioni più pericolose del Genoa sono nate proprio da quella posizione, dove il giovane Portanova e il fuori ruolo Bernardeschi non sono riusciti a contenere le avanzate avversarie, concluse spesso con cross pericolosi verso l’area bianconera o con smarcamenti al tiro che avrebbero potuto creare molti più guai.

L’impressione finale è che, se non si riuscirà a intervenire in maniera mirata durante il mercato di riparazione, l’arma su cui contare per la primavera, ancor prima della crescita mentale, ancor prima della crescita del centrocampo (anche ieri sera un Rabiot indecifrabile, capace in ogni azione di giocate incredibili e di errori imperdonabili) è pregare per la salute di Ramsey e McKennie nei momenti decisivi, altrimenti i dolori della giovane signora rischieranno di acutizzarsi ancora di più.. 

 #finoallafine

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