#RawDiamonds

#RawDiamonds: Filippo Ranocchia

Dopo tanto girovagare per il continente e per il mondo in questo inizio di anno torniamo con la nostra rubrica a casa, cercando di dare un occhio a uno dei profili più interessanti e futuribili della nostra U23: Filippo Ranocchia.

Se a inizio stagione avessi dovuto indicare un nostro tesserato della seconda squadra come elemento interessante probabilmente avrei parlato di Correia, Fagioli o Israel, forse Petrelli o Marques, ma Ranocchia non rubava proprio l’occhio.

In realtà il perugino si sta prendendo la leadership del centrocampo con un mix di intelligenza tattica, buona tecnica ed una testa pensante che lo rendono di fatto il deus ex machina della nostra Under23.

Biografia

Filippo Ranocchia nasce il 14 maggio 2001 a San Mariano di Corciano, centro poco distante da Perugia.

Umbro come l’omonimo difensore interista non possiede legami di parentela con l’ex compagno di reparto di Leonardo Bonucci.

Ranocchia entra nel mondo de calcio da piccolino entrando ben presto nel settore giovanile de Grifone, che prima lo tiene monitorato nel Montemalbe e che successivamente lo porta a vestire la maglia biancorossa.

Il suo percorso al Renato Curi è segnato da uno sviluppo precoce ed importante, che lo porta presto a diventare fuori portata per le giovanili, ma sopratutto interessante per la prima squadra.

La stagione 17/18 nel campionato Primavera è uno dei primi punti di svolta. L’annata è condotta dal centrocampista ad alto livello, pur sotto età, tanto che il mister dei Grifoni, il mitico Alessandro Nesta, lo nota e decide di aggregarlo alla rosa del Perugia per la serie B 18/19.

Filippo si allena e cresce, e finalmente arriva l’esordio in Serie B il 30 marzo nella gara contro il Livorno. Evidentemente il giovane mediano colpisce e guadagna la fiducia di mister Nesta, tanto che si guadagna il campo pure nella sfida di playoff contro il Verona, anche se si tratta di solo una quindicina di minuti di gioco.

Ranocchia è il primo perugino a debuttare con la maglia biancorossa dai tempi del mitologico Gatti, iconico il suo numero 44, primo della nuova epopea presidenziale firmata Santopadre.

Le potenzialità del ragazzo non sfuggono all’occhio attento della Juventus che lo acquista già nel gennaio 2019 per lasciarlo in prestito nel capoluogo umbro. La dirigenza torinese investe 640mila euro nel classe 01, con l’intenzione di lasciarlo a maturare in Umbria fino a fine stagione 2020.

Non sarà così, Juventus e Perugia infatti si accordano per un rientro precoce di Ranocchia a Torino dove viene integrato alla formazione primavera per la stagione 19/20.

Con la formazione giovanile bianconera Filippo disputa 23 gare fra Coppa Italia, Youth League e campionato primavera, mettendo a segno 5 reti ed un assist.

Si destreggia bene, allenandosi con cura ed impegno, tanto che si guadagna l’esordio con la maglia della Juventus U23 in Serie C.

Non è semplice l’impatto con l’ambiente bianconero, anche perché ad inizio stagione la squadra fatica e i risultati stentano ad arrivare. Con il passare delle settimane però le cose migliorano, a partire dalla rete messa a segno a novembre. Ne seguiranno altre quattro entro breve, doppietta alla Cremonese in Coppa e gol a Napoli e Fiorentina. Un’infortunio, unito alla situazione COVID ne bloccano i progressi, ma nulla per cui disperarsi, infatti a partire dalla stagione a seguire Ranocchia diventerà un calciatore dela Juventus U23, sotto la guida del suo allenatore promosso dalla primavera.

Nella stagione 20/21 diventa un’elemento fondamentale dell’undici titolare di mister Zauli, disputando gran parte delle gare da titolare nel cuore della manovra bianconera, mettendo a segno anche due reti, di pregevole fattura, e tre assist nei 1258 minuti disputati finora.

Caratteristiche tecniche

Filippo Ranocchia nasce e cresce a centrocampo, sin da bambino è sempre stato designato ad operare nel centro de gioco, zona nevralgica del campo, dove spesso si decidono le partite.

Schierato in diverse posizioni, mediano davanti alla difesa, mezzala o centrale di destra in un centrocampo a due, Ranocchia ha dimostrato di sapersi adattare bene al contesto in cui schierato, modulando il suo gioco e la sua interpretazione del ruolo a seconda delle esigenze della squadra.

Come sempre il trasformismo e la versatilità sono risorse importanti, ma con il rovescio della medaglia dovuto ad una direzione di crescita poco precisa e delineata.

Attualmente nella Juventus U23 viene solitamente impiegato come centrocampista centrale in coppia con il più prestante Peeters, in un modulo che tende a ricalcare lo schieramento dela squadra titolare, con un 3-4-1-2 o 3-4-2-1.

In questo contesto tattico il suo ruolo è piuttosto ampio, con compiti che vanno dal recupero palloni, al playmaking, sino agli inserimenti, che abbiamo potuto apprezzare nella bella rete realizzata contro il Giana Erminio.

Il numero 8 bianconero non è un colosso. Alto circa 180 centimetri, fisicamente non è un super atleta, ma sufficientemente prestante per tenere botta anche nel calcio per adulti, e piuttosto ruvido, della Serie C.

Dotato di un buon dinamismo, accompagnato da una diligente applicazione e da una evidente intelligenza tattica è un centrocampista di fosforo e letture più che di strapotere fisico ed istinto.

Tecnicamente discreto, sebbene possa crescere sotto l’aspetto della qualità del controllo e della gestione della sfera nello stretto.

Ama prendere l’iniziativa, sia palla al piede tramite strappi in dribbling, incuneandosi fra le maglie della difesa e cercando di ottenere la superiorità numerica, sia tramite la ricerca dei filtranti ambiziosi per i compagni che con conclusioni dalla distanza, fondamentale in cui si distingue.

In fase difensiva sta migliorando molto la capacità di lettura e di posizionamento, rivelandosi un elemento capace e coscienzioso quasi sempre, salvo qualche errore di gioventù più che comprensibile.

Sta iniziando a mettere la gamba con maggior decisione nei contrasti, ma è abbastanza chiaro che un po’ di più pepe in fase di non possesso sarebbe più che benvenuto nel suo modo di stare in campo magari accompagnato da un po’ di malizia, visto che le ammonizioni iniziano a diventare tantine per il nativo di San Mariano di Corciano.

Buon tiratore dalla distanza, cerca la porta con buona continuità e discreta scelta di tempo, abile anche nella battuta dei calci piazzati.

Dimostra una discreta personalità tanto nelle scelte in campo quanto nel suo relazionarsi con i compagni, vestendo i panni della guida del reparto di mezzo tanto a livello tecnico che vocale.

Evoluzione

Ranocchia è un perno dello schieramento della Juventus B, ma con un po’ di fortuna la sua dimensione futura non sarà più la Serie C.

Come detto sopra il suo profilo è quello di un centrocampista tuttofare, privo di una peculiarità che spicchi sul resto. Questa caratteristica rappresenta un’arma a doppio taglio. Da un lato un profilo poliedrico garantisce compatibilità coi compagni di reparto, versatilità e completezza, ma dall’altro il rischio di restare a metà del guado è sempre elevato.

In questo senso il lavoro di crescita che il perugino dovrà svolgere è piuttosto esigente, non essendo uno specialista di un solo fondamentale, dovrà infatti migliorarsi in tutto se intende mettersi alla prova in contesti tecnicamente più elevati.

Un aspetto positivo che il suo percorso con il Perugia prima e con i nostri colori poi ha dimostrato è che al ragazzo non manca la voglia di migliorare e di imporsi, l’ambizione di calcare palcoscenici importanti, la costanza e la disciplina per lavorare quotidianamente in quest’ottica.

L’asticella è posta molto in alto, ma se Ranocchia riuscisse a mettere a frutto il talento che possiede potrebbe diventare sicuramente un eccellente elemento di rotazione per club con obiettivi importanti.

Vestito in bianconero

Come ovviamente sapete il bianconero Ranocchia lo veste già, sebbene sia quello della nostra seconda squadra.

La domanda da un milione di dollari che noi tifosi ci facciamo è capire se l’attuale numero 8 possa in un futuro far parte della Juventus dei grandi.

Non è sicuramente una domanda di facile risposta.

Talvolta il successo nel calcio italiano è quasi casuale, dettato da occasioni colte nel momento meno atteso e dal saper essere pronti quando chiamate in causa. Ci sono legioni di esempi a riguardo, calciatori usciti nella maniera meno aspettata ed altri invece attesi per anni e mai sbocciati.

Ranocchia in questo senso non è uno di quei profili estremamente pubblicizzati dai media, ma negli ultimi tre anni ha compiuto enormi passi avanti, mai con balzi enormi, ma sempre con costanza ed in maniera inesorabile, ciò certamente è un fattore positivo che ne ha permesso una maturazione tranquilla e priva degli isterismi che spesso accompagnano gli exploit.

L’annata in corso lo ha messo in evidenza come il perno del centrocampo della Juventus U23. Non ha la tecnica e il guizzo di Fagioli o la fisicità di Peeters, ma nel centrocampo bianconero nessuno possiede la sua intelligenza tattica e capacità di lettura e di scelta. In effetti sono queste le qualità che gli possono assicurare un futuro al piano superiore nel medio periodo, uniti comunque ad una gran personalità, una buona maestria tecnica e un buon tiro dalla distanza.

Difficilmente, per lo meno a livello Juventus, Ranocchia diventerà una superstar, ma in ottica prima squadra probabilmente è altrettanto importante riuscire a formare giocatori di contorno e di rotazione sia per fattori economici che legati alle liste, e questo potrebbe essere il futuro del ragazzo proveniente dal Perugia: un gregario affidabile e con sufficiente qualità per permettere di far rifiatare i titolari.

Conclusione

Ranocchia sta crescendo mese dopo mese nel suo impiego nella nostra U23, diventando via via più centrale nello scacchiere tattico di Mister Zauli.

La sua evoluzione è senza dubbio seguita da vicino da tutta la dirigenza bianconera, interessata a capire se da Perugia possano aver scovato un elemento interessante per la rosa bianconera.

I minuti guadagnati in categoria, uniti alla costante attenzione del corpo tecnico e alle capacità del ragazzo sono gli strumenti migliori per crescere di livello e poter ambire alla maglia della Juventus.

Il destino di molti ragazzi delle nostre giovanili è sovente quello di trasformarsi in sonanti plusvalenze, importantissime per tenere in piedi la macchina societaria, ma non è da escludere che in un futuro non troppo lontano Ranocchia possa essere i grado di dare una mano alla nostra prima squadra.

Arrivarci è arduo, mantenere il posto ancora di più, ma perché se dobbiamo sognare, tanto vale farlo in grande.

Stefano Follador

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