#PremierLegends

MATT LE TISSIER, “LE GOD “

Se l’importanza di un giocatore si misurasse dal numero di soprannomi che gli si attribuiscono, allora Matt Le Tissier si piazzerebbe tranquillamente al primo posto: 

Le Tiss, Le Kiss, Tizz, The Magician, The Weaver (il tessitore, richiamo del cognome d’origine francese)

Alla fine però i tifosi dei Saints, come meritato passaggio di consegne, hanno racchiuso il tutto in “Le God”.

Ultimo di quattro figli, Matt nasce il 14 ottobre del 1968 a Saint Peter Port, lungo “La Manica”, a pochi chilometri dalle coste francesi ma sempre sotto la dipendenza della Corona Britannica.

Dopo le prime esperienze con il cricket, Matt inizia a tirare i primi calci al pallone, partecipando ad alcuni tornei regionali con la maglia del Vale Recreation.

Fin da quei primi momenti, il piccolo Le Tissier fa vedere ai tanti presenti qualcosa di magico.

E’ solo all’età di tredici anni però, durante un camp al Saints Soccer School che il suo talento emerge completamente.

I dirigenti del Southampton non hanno dubbi: qualche anno più tardi, nel 1985, Matt Le Tissier firmerà il suo primo contatto da professionista con il club del Sud-Est del Regno Unito.

Parliamo di un calciatore diverso.

Un calciatore atipico che si vede una volta ogni 30 anni, che sosteneva che la Premier League fosse il campionato più fisico al mondo e dove il “kick and run” (palla lunga e pedalare) dominasse nei campi del campionato britannico.

Invece ci ha stupiti tutti.

Dominatore della trequarti campo, Le Tissier era un autentico fuoriclasse nel capire il gioco.

Contromovimenti per liberare lo spazio, passaggi filtranti per mandare in porta i compagni, fantastici box to box per andare al tiro.

Matt Le Tissier non era quel calciatore che ti fa strizzare gli occhi già nel riscaldamento, piuttosto è quello che ti fa innamorare di questo fantastico sport ogni volta che tocca il pallone.

La consacrazione arriva nel 1989/1990 quando i Saints arrivano settimi in campionato.

“Le God” arriva a 20 goal accompagnato da un giovanissimo calciatore di cui sentiremo parlare: Alan Shearer.

Il numero 7 come un’icona e poi tante, tantissime ed infinite giocate.

Matt Le Tissier nel corso dei suoi anni a Southampton ha unito migliaia di persone, soprattutto quelle che avevano il suo stesso modo di intendere il calcio: la classe prevale sul fisico.

E’ per questo che molti club della Premier League hanno provato, inutilmente, a far follie per “Le God” dei Saints.

Il Tottenham ha provato a portarlo alla corte del nord di Londra circa un paio di volte, così come il Manchester United di Alex Ferguson, non ancora “ Sir”all’epoca.

Matt aveva affermato che una grande città e le beatitudini di Londra lo avrebbero portato a prestazioni deludenti in Premier League.

Insomma, la piccola cittadina del sud-est britannico era l’habitat naturale per Matt Le Tissier.

Perchè in fondo sentirsi a casa è la cosa che ci piace di più anche a noi.

Perchè altrimenti, 169 goal con quella maglia non li fai mica per caso.

Perchè avrei voluto vederlo giocare, ma mi accontento nel raccontarlo.

Ladies and Gentlemen,

Matt Le Tissier, “Le God”.

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