"Il Fazioso"

Juventini che vedono “disegni” arbitrali…

In queste settimane ho assistito a lamentele arbitrali da parte dei miei colleghi di tifo che, per quanto giustificate (gli errori ci sono stati e sono pure evidenti), mi hanno dato l’ennesima conferma che sono tutti buoni a prendere in giro gli interisti e i napolisti quando perdono, salvo usare LE STESSE ARMI quando è la Juve ad essere in difficoltà.

Gli errori, ci sono stati, sia chiaro.

Anche ieri sera.

Ma non esistono disegni.

Se esistessero disegni per non far vincere la Juve, ieri sera il pessimo Irrati avrebbe espulso Bentancur e magari concesso pure un rigore al Milan nel finale.

Invece, ha solo sbagliato. Ha sbagliato non ammonendo subito Theo e convalidando il loro gol. E ha sbagliato dopo a nostro favore.

Punto.

Poi la Juve ha vinto, nonostante i presunti “disegni”.

Ora, evitate di commentare con “era da annullare! Non era rigore! Non era espulsione!” perché a me interessa far capire il concetto, non il singolo episodio.

Spiegatemi: perché dovreste avere ragione voi nel ritenervi vittime di disegni per non farci vincere, e avere torto invece i napoletani, i romanisti, gli interisti, i milanisti, che dicono queste cose da decenni?

La verità, come qualunque juventino dovrebbe conoscerla, è che gli arbitri sbagliano, ma a fine anno errori e favori si equilibrano, e comunque vince la più forte.

NON PUO’ VALERE SOLO QUANDO A VINCERE E’ LA JUVE!

Non facciamo gli interisti, per favore!

Lamentiamoci, certo, ma non pensiamo che questa stagione sia diversa dalle altre, perché non lo è!

Se avessimo battuto Crotone e Lazio, e se avessimo vinto con la Fiorentina, ora saremmo primi, come sempre e come al solito.

Se non lo siamo non è per gli errori arbitrali ma per nostra incapacità.

Io sono fiero del fatto che nessuno ricordi più che contro il Lione siamo stati puniti da un rigore inesistente, perché tutti sappiamo che avremmo dovuto vincere comunque, sia all’andata che al ritorno. Ecco, questo dovremmo pensare, sempre.

Lasciamo agli altri gli isterismi (e gli interismi), altrimenti hanno ragione quelli che dicono che il nostro motto è: “fino alla fine, quando si vince“, perché poi, quando si perde, diventiamo come gli altri.

E io non voglio esserlo, come gli altri…

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